cronaca

 

Enpa Salerno in soccorso di una poiana, un gheppio, un gabbiano e un pitone

enpa-salerno-pavone-gennaio-2016-vivimediaSALERNO. Continuano i recuperi di animali selvatici in difficoltà nella provincia di Salerno. Tutti gli animali hanno un comune denominatore, riportano danni provocati direttamente o indirettamente dall’uomo. La Poiana e il Gheppio riportano ferite da arma da fuoco, il Luì piccolo; il Gabbiano e il Tordo hanno impattato contro auto  o strutture. Oltre alla fauna selvatica, ci sono state due segnalazioni di diverso tipo, un Pavone recuperato in strada e un Pitone abbandonato nell’immondizia nel quartiere Pastena. Il Pavone è stato affidato ad un’animalista di Salerno, per il Pitone non c’è stato molto da fare, l’animale è morto forse  a causa del freddo  o di qualche malattia che ne ha causato l’abbandono.  E’ stato consegnato dai volontari della Protezione animale supportati dal Corpo Forestale di Salerno all’Asl localmente competente per essere trasportato all’istituto Zooprofilattico di Portici per le analisi. Sarà inoltre effettuato un controllo per verificare la presenza di chip per poter risalire al proprietario.

enpa-salerno-pitone-gennaio-2016-vivimediaIeri purtroppo è giunta la notizia dell’uccisione di un Lupo nel Cilento, ferma la condanna degli autori di questo grave gesto da parte dell’Enpa di Salerno. Oltre alla crudeltà del gesto, a rendere il tutto più terribile è il fatto che quest’azione è stata eseguita all’interno di un Parco Nazionale.

La Protezione Animali ringrazia il personale medico veterinario e i cittadini che hanno segnalato i casi di soccorso.

Un Senato scelto dal potere, una Costituzione maltrattata, io voto NO, con convinzione. Storia della Costituzione Italiana.

Il Capo dello Stato, Enrico De Nicola, firma la Costituzione italiana. 27 dicembre 1947

Il Capo dello Stato, Enrico De Nicola, firma la Costituzione italiana. 27 dicembre 1947

Il 4 dicembre è un giorno caro alla mia tradizione familiare, perché è la festa di Santa Barbara, protettrice del fuoco, e quindi anche dei marinai.
Mio padre, “marinaio per un giorno, marinaio per sempre”, ci ha trasmesso un sacro rispetto per questo giorno.
Il 4 dicembre, quest’anno, saremo chiamati ad esprimere il nostro assenso o dissenso rispetto la Riforma Costituzionale, approvata dal Governo la primavera scorsa.
Non ce l’abbiamo con Renzi ma da liberi cittadini, giudichiamo il suo/loro operato a prescindere: l
a Riforma Costituzionale NO.
Non abbiamo remore a dichiarare il nostro convinto NO. Non per questo mi devo sentire cucire addosso un’infinità di aggettivi denigrativi della mia persona!
Secondo noi è sufficiente un po’ di buonsenso e di onestà intellettuale per riconoscere che questa legge non va. Il Governo avrebbe potuto spacchettare i quesiti, cioè invece di presentare in blocco la riforma, avrebbe potuto suddividere i quesiti. Non l’ha fatto.
Perché?
Perché 47 quesiti, 47 schede sarebbero state veramente troppe per un referendum. Ma tanti sono gli articoli modificati della Costituzione. Già quest’aspetto ci fa pensare che non ci troviamo di fronte ad una modifica, ma alla revisione di un terzo della nostra Carta fondamentale. E già non condividiamo questo particolare di non secondaria importanza.
Ovviamente non ci soffermeremo su ogni articolo, sarebbe “disumana” una lettura simile, per chi non fa il politico! Giacché non hanno spacchettato, ne guarderemo solo su “un particolare” che proprio non va giù e che induce a bocciare tutta la riforma.
Non si potranno più eleggere i nuovi senatori. Mica solo io … Tutti noi cittadini!
Non saremo noi a scegliere i nuovi senatori, ma saranno alcuni nominati dal Capo dello Stato e gli altri scelti, non si sa come, tra i consiglieri regionali (74) e tra i sindaci (21).
Non voglio neppure considerare il cumulo di cariche e le eventuali (e ci sono!) incompatibilità che ne derivano.
Non vogliamo neppure considerare che, per molti consiglieri regionali e sindaci, sarebbe un toccasana entrare in Senato e ottenere l’immunità parlamentare.
Non vogliamo neppure considerare che, in caso di decadenza o commissariamento di un consiglio regionale o di un consiglio comunale, non si capisce se i nominati interessati restino o decadano a loro volta, se vengono sostituiti, se …
Non vogliamo neppure considerare che dovremo sostenere vitto e alloggio per questi nuovi senatori, provenienti da ogni dove d’Italia.
Ci soffermiamo su questo “piccolo particolare”: non saremo io a votare, a scegliere chi deve parlare anche per rappresentarci. I nuovi senatori saranno nominati a immagine e somiglianza del governo, e non ci sta bene.
Già il verbo nominare fa rabbrividire e ci riporta lontano nel tempo. Prefetti, governatori provinciali, podestà erano tutti di nomina politica.
In molti osservano che i senatori fino ad oggi eletti non corrispondevano mai alla scelta dei cittadini, ma ai calcoli partitici, insomma sempre eletti i primi di una lista! Posso ribattere che comunque votavo, comunque sceglievo …
Anche il consiglio provinciale è stato sciolto, e ancora non sappiamo a chi compete la coltivazione dell’orto botanico lungo la Statale 18, ma sappiamo che è stato nominato un consiglio che non ha potere d’intervento sul territorio e che la macchina provinciale non c’è più.
I consiglieri provinciali vengono eletti da sindaci e consiglieri comunali. Sappiamo pure che secondo la nuova legge regionale sul servizio idrico, sarà l’Ente Idrico Campano, costituito da sindaci eletti dai consigli di distretto, deputato alla gestione dell’acqua.
Insomma istituzioni eleggono istituzioni e poi dicono di rappresentare i cittadini. Di questo passo toglieranno anche la sovranità popolare dalla Costituzione!
Ma quello che più è indigesto è l’approccio casareccio che, rappresentanti autorevoli di noi cittadini, stanno manifestando avere con la nostra Carta Costituzionale. Avete letto bene: casareccio.
Ribadisco il concetto fondamentale: la Costituzione è la bibbia laica di tutti gli Italiani.
Quindi è letteralmente sacra e nutriamo il massimo rispetto per la Carta. Il che non equivale a non rivederla o non ammodernarla, però in modo chiaro e condiviso.
Il Presidente del Consiglio non può presentarsi in una pubblica trasmissione e svilire la Carta.
E ci riferiamo all’intervista di Fazio al Primo Ministro, in “Che tempo che fa” del 13 novembre scorso.
All’osservazione di Fazio relativa alla nomina dei nuovi senatori, Renzi rispondeva che si tratta di un falso problema, che riguarda la legge elettorale, non già la riforma costituzionale.
Dopo il 4 dicembre si può intervenire su una nuova legge elettorale. Ma una legge ordinaria non può modificare quella costituzionale.
Ma allora, dopo la nuova legge elettorale bisogna cambiare un’altra volta anche la Costituzione?
Visto che questa riforma sancisce la nomina e non l’elezione …
A questo punto la Costituzione diventa una bazzecola, una quisquilia!!!

Con convinzione votiamo NO.

(Patrizia Reso)


La Costituzione della Repubblica Italiana è la legge fondamentale della Repubblica italiana, ovvero il vertice nella gerarchia delle fonti di diritto dello stato italiano.

Approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello stato Enrico De Nicola il 27 dicembre seguente, fu pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 298, edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1º gennaio dell’anno successivo, il 1948. La Costituzione Italiana consta di 139 Articoli e relativi Commi.

La nascita della repubblica e l’assemblea costituente.

Dopo la cessazione delle ostilità, fu indetto il referendum per la scelta fra repubblica e monarchia (2 giugno 1946) che sancì la nascita della Repubblica Italiana..

Dopo sei anni dall’inizio della seconda guerra mondiale e venti anni dall’inizio della dittatura, il 2 giugno 1946 si svolsero contemporaneamente il referendum istituzionale e l’elezione dell’Assemblea Costituente, con la partecipazione dell’89% degli aventi diritto. Il 54% dei voti (più di 12 milioni) fu per lo stato repubblicano, superando di 2 milioni i voti a favore dei monarchici (che contestarono l’esito).

L’Assemblea fu eletta con un sistema proporzionale e furono assegnati 556 seggi, distribuiti in 31 collegi elettorali.

Il meccanismo elettorale dell’Assemblea Costituente era proporzionale a liste concorrenti in 32 collegi elettorali plurinominali. La legge elettorale prevedeva l’elezione di 573 deputati, ma le elezioni non si poterono svolgere nelle province di Bolzano, Trieste, Gorizia, Pola, Fiume e Zara.

Risultarono quindi eletti, in seguito alle elezioni, 556 costituenti.

I lavori della Costituente avrebbero dovuto avere una durata di otto mesi, con una possibile proroga di non oltre quattro mesi. Tale termine era a contarsi dalla prima seduta del 25 giugno 1946 e scadeva, quindi, il 24 febbraio 1947. Si fece allora uso della facoltà di proroga con legge costituzionale e il termine fu spostato al 24 giugno del 1947. Il nuovo termine si rivelo comunque insufficiente e una nuova legge costituzionale approvata dalla stessa Assemblea Costituente lo spostò ulteriormente al 31 dicembre 1947.

Un’ulteriore proroga fino al 31 gennaio del 1948 era contenuta nella XVII disposizione transitoria e finale della Costituzione, ma limitatamente all’emanazione della legge sulla stampa, degli Statuti regionali speciali e della legge elettorale per il Senato della Repubblica e fino alla prima riunione delle nuove Camere in altri casi.

L’Assemblea nominò al suo interno una Commissione per la Costituzione, composta di 75 membri, incaricati di stendere il progetto generale della costituzione. La Commissione si suddivise a sua volta in tre sottocommissioni:

  1. diritti e doveri dei cittadini, presieduta da Umberto Tupini (DC);
  2. organizzazione costituzionale dello Stato, presieduta da Umberto Terracini (PCI);
  3. rapporti economici e sociali, presieduta da Gustavo Ghidini (PSI).

Un più ristretto Comitato di redazione (o Comitato dei diciotto) si occupò di redigere la costituzione, coordinando e armonizzando i lavori delle tre commissioni. La Commissione dei 75 terminò i suoi lavori il 12 gennaio 1947 e il 4 marzo cominciò il dibattito in aula del testo. Il testo finale della Costituzione della Repubblica Italianafu definitivamente approvato il 22 dicembre e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 27 dicembre 1947.

Ora i partiti del Comitato di liberazione nazionale cessarono di considerarsi uguali, e si poté constatare la loro rappresentatività. Dominarono le elezioni tre grandi formazioni: la Democrazia Cristiana, che ottenne il 35,2% dei voti e 207 seggi; il Partito socialista, 20,7% dei voti e 115 seggi; il Partito comunista, 18,9% e 104 seggi. La tradizione liberale (riunita nella coalizione Unione Democratica Nazionale), protagonista della politica italiana nel periodo precedente la dittatura fascista, ottenne 41 deputati, con quindi il 6,8% dei consensi; il Partito repubblicano, anch’esso d’ispirazione liberale ma con un approccio differente nei temi sociali, 23 seggi, pari al 4,4%. Mentre il Partito d’Azione, nonostante un ruolo di primo piano nella Resistenza, ebbe solo l’1,5% corrispondente a 7 seggi. Fuori dal coro, in opposizione alla politica del CLN, raccogliente voti dei fautori rimasti del precedente regime, c’è la formazione dell’Uomo qualunque, che prese il 5,3%, con 30 seggi assegnati.

Giorgio La Pira sintetizzò le due concezioni costituzionali e politiche alternative dalle quali si intendeva differenziare la nascente Carta, distinguendone una “atomista, individualista, di tipo occidentale, rousseauiana” ed una “statalista, di tipo hegeliano”. Secondo i costituenti, riferì La Pira, si pensò di differenziarla nel principio che per il pieno sviluppo della persona umana, a cui la nostra costituzione doveva tendere, era necessario non soltanto affermare i diritti individuali, non soltanto affermare i diritti sociali, ma affermare anche l’esistenza dei diritti delle comunità intermedie che vanno dalla famiglia sino alla comunità internazionale. 

I lavori dovevano terminare il 25 febbraio 1947 ma la Costituente non verrà sciolta che il 31 gennaio 1948, dopo aver adottato la Costituzione il 22 dicembre con 458 voti favorevoli contro 62 contrari. La Costituzione fu promulgata il 27 dicembre di quell’anno ed entrò in vigore il 1º gennaio 1948.

Maxi sequestro di una discarica abusiva di 2.500 mq. e di 15.000 Kg. di rifiuti

01-eboli-sequestro-discarica-abusiva-capitaneria-porto-sette,bre-2016-salerno-vivimediaEBOLI (SA). La Capitaneria di Porto di Salerno diretta dal C.V. (CP) Gaetano ANGORA, congiuntamente ai volontari della associazione ambientalista Kronos, ha eseguito una importante attività finalizzata alla repressione di illeciti di natura ambientale nell’agro del Comune di Eboli, ove è stata rinvenuta una maxi discarica di rifiuti speciali. 

Tale attività si inserisce in una più ampio contesto di contrasto al crimine ambientale fortemente promosso dal Comando Generale della Guardia Costiera, e che la Capitaneria di Porto di Salerno ha posto in essere in tutto il territorio di giurisdizione. 

In particolare, i militari della Guardia Costiera nel monitorare il territorio al fine di prevenire e reprimere illeciti ambientali, unitamente ai volontari ambientalisti, hanno accertato la presenza di una immensa area, estesa per oltre 2.500 mq., illecitamente adibita a discarica abusiva. 

La discarica è stata interamente realizzata su di un’area appartenente al Demanio dello Stato – Ramo Bonifiche, ed attigua ad un collettore consortile allacciante i fiumi Sele e Tusciano. Al suo interno erano stati illecitamente smaltiti rifiuti speciali costituiti, per la maggiore consistenza da oltre cento canalette in cemento in precedenza utilizzate per l’irrigazione, rifiuti plastici e ferrosi, beni durevoli dismessi, inerti edili, fusti di pittura e altro materiale vario, il tutto per una quantità stimata pari a oltre 150.000 Kg. 

02-eboli-sequestro-discarica-abusiva-capitaneria-porto-sette,bre-2016-salerno-vivimediaPeraltro, in parte i rifiuti erano stati dati alle fiamme e, alcuni di essi, erano precipitati lungo l’argine del canale consortile fino a raggiungerne le sponde. I militari della Capitaneria di Porto di Salerno hanno evidenziato la presenza di una grave situazione di pericolo per le matrici ambientali, aggravata dalla circostanza che l’accesso a tale area non era precluso da cancelli o da altre barriere. 

Il notevole quantitativo dei rifiuti, ed il loro accumulo avvenuto in modo indiscriminato sino a raggiungere la adiacente strada provinciale, lascia presumere che le attività illecite fossero in corso da anni. 

L’intera area di 2.500 mq. sui cui insistevano oltre 15.000 Kg di rifiuti è stata sottoposta a sequestro; i militari della Guardia Costiera di Salerno stanno svolgendo accurate indagini finalizzate ad individuare i responsabili della discarica ed i soggetti che ivi hanno illecitamente smaltito i rifiuti speciali. 

Dei fatti è stata notiziata la competente Autorità Giudiziaria e sono stati provvisoriamente contestati i reati di realizzazione e gestione di discarica abusiva ed invasione ed occupazione di aree appartenenti al Demanio dello Stato.

Gli angeli della natura volano ancora: Forestale, Protezione Civile e volontari salvano dall’incendio Monte Finestra e Monte Santangelo

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Non chiederti solo cosa gli altri possono fare per te, ma anche cosa puoi fare tu per gli altri: è questa, per quell’animale sociale che è l’uomo, la regola base di una convivenza civile e solidale, che esclude la santificazione del proprio ombelico, ma lo allunga in una rete di forza e condivisione.

È proprio grazie a questo sano principio che la Valle Metelliana si è salvata da un disastro ambientale il giorno di Ferragosto, in cui vanno in ferie tutti ma non i criminali piromani, che per l’occasione hanno dato fuoco all’ampio bosco che regala il verde della bellezza e l’aria della salute alle pendici di Monte Finestra e Sant’Arcangelo.

Le scintille hanno attecchito in mattinata, intorno alle nove, ed il fuoco è divampato verso le dieci. Per fortuna c’era “il guardiano del Contrapone”, alias Antonio Senatore, che quasi subito ha scoperto il pericolo incombente e già alle nove e trenta ha fatto la sua segnalazione al servizio forestale. Prontissimo l’intervento, con relativa mobilitazione della Protezione Civile. Arrivo a volo (è proprio il caso di dirlo) di un canadair e due elicotteri (Regione Campania e Vigili del Fuoco); contestuale l’allestimento nell’ex Velodromo di sant’Arcangelo di una grande vasca per il rifornimento di acque per i mezzi di soccorso, sotto la guida del luogotenente Matteo Senatore e del responsabile delle squadre A e B, Felice Sorrentino. Si è formato così un efficace schieramento a squadra delle forze istituzionali intercomunali, del Corpo Forestale di Cava e dei Volontari della Protezione civile, ai quali si sono aggiunti i volontari del Contrapone, mobilitatisi per dare una mano alla salvezza del loro territorio.

Lavoro febbrile e traguardo raggiunto in poche ore. Nel medio pomeriggio elicotteri e Canadair sono ritornati alla base sventolando l’ideale bandiera della missione compiuta. E dai petti di tutti è volato un grande respiro di sollievo. Il pericolo è stato forte, non come quello del 2009, quando l’incendio fu domato solo dopo cinque giorni, ma comunque tale da mettere a rischio l’intera zona boschiva, e forse anche le propaggini dei villaggi, se non fosse stato avvistato e domato a tempo.

Bisogna dire un gran grazie di cuore alle forze istituzionali di servizio comunali e regionali (Protezione civile e Corpo Forestale dello Stato), che hanno compiuto alla grande il loro dovere di servizio. La loro efficienza è comprovata da decine di interventi realizzati con successo negli ultimi anni, oltre che dalla funzionalità dei canali aperti di comunicazione, fortificata dalla recente messa in opera di una App, la SMA Campania, che permette un immediato contatto telematico con le forze di soccorso e che, come ci ha raccontato il volontario Giorgio Monetta, è stata testata in questa occasione con risultati positivi, anche se ad allerta già avviato.

Ancora una volta, è emersa la preziosità insostituibile della collaborazione tra cittadini e istituzioni. Nella protezione dei boschi, per vincere lo scontro tra gli Angeli della natura (come li chiama l’ass. Nunzio senatore) e i diavoli della natura (come si dimostrano i piromani ed anche le combustioni accidentali) sono vitali la vigilanza e la capacità di segnalazione.

Per fortuna i volontari non mancano, e non manca neppure l’esempio massimo, quello di Antonio Senatore, il guardiano, che da quasi mezzo secolo, da semplice cittadino, è lo stimatissimo occhio aperto del Contrapone. I volontari non mancano, ma non bastano mai.

Ci auguriamo che l’episodio stimoli ancora altri cittadini di buona volontà a dare adesione e partecipazione. In fondo, dare una mano, oltre che crescere con e oltre il proprio ombelico, significa proteggere un patrimonio comune. Una cosa nostra, veramente, altro che Cosa nostra….

E magari, con un grande salto di qualità, questa forma di coscienza potrebbe estendersi anche ai tanti fuochi sociali che minacciano di incendiare la nostra società e che invece ci trovano troppo spesso divisi o peggio indifferenti o peggio ancora attenti solo alle cose nostre. Che ne dite? Meditiamo, gente, meditiamo …

In Campania anteprima pulizia fondali del fiume Sarno

SARNO (SA). Bottiglie di vetro e contenitori di plastica e polistirolo, sedie, due cartelli stradali , mozziconi di sigaretta ma soprattutto pezzi di copertoni e involucri di materiali tossici usati da carrozzerie. Ricco bottino di rifiuti, riempiti oltre quindici sacchi di ogni tipo,  recuperati questa mattina nell’area della sorgente di località Foce nei fondali nel fiume Sarno dai volontari di Legambiente e da tanti cittadini.

Con la pulizia dei fondali del fiume Sarno – in un tratto dove il circolo Valle del Sarno “Leonia” ha attivato il progetto di recupero “Torniamo alla fonte” – si è voluto sensibilizzare i cittadini sulla tutela dei corsi d’acqua interni che contribuiscono sempre più spesso a consegnare ai nostri mari sostanze inquinanti e rifiuti. La giornata è stata anche un momento di approfondimento scientifico e di formazione per i volontari di Legambiente che hanno eseguito la valutazione dello stato ecologico del fiume nello stesso tratto. 

La pulizia dei fondali del fiume Sarno rappresenta uno dei tanti appuntamenti che si stanno svolgendo in Campania in occasione di Spiagge e fondali puliti di Legambiente che ha visto all’opera sin da venerdì centinaia di volontari in azione in tutta la Campania per ripulire spiagge, fondali e scogliere. Domani 29 maggio il week end di pulizie prosegue con appuntamenti in località Campolongo presso la Marina di Eboli, all’oasi Torre di Mare di Paestum; al Lungomare Amendola di Maiori; alla Spiaggia di Marina Grande di Amalfi (Sa); al Litorale di Bagnara a Castel Volturno (CE).

AZN ed Enpa recuperano una Poiana, forse detenuta illecitamente

recupero-enpa-poiana-maggio-2016-castel-san-giorgio-vivimediaCASTEL SAN GIORGIO (SA). A seguito di una segnalazione di una cittadina di Castel S. Giorgio, che riferiva di aver visto una Poiana in una roggia nei pressi dell’uscita autostradale, veniva predisposto un servizio in collaborazione con i volontari dell’Associazione zoofila Nocerina per il recupero del rapace. A quanto pare l’esemplare si trovava in quella zona da almeno un giorno sotto la pioggia battente. Il recupero non è stato molto semplice, a causa del luogo ove si trovava l’animale, ma l’impresa è riuscita. La Poiana è stata dapprima asciugata e successivamente è stata trasportata presso il CRAS di Napoli. Ad un primo controllo il rapace risulterebbe sano, nessuna frattura evidente. Ma la cosa che ha allertato le Guardie ed il personale medico è la strana tranquillità mostrata nei confronti dell’uomo, come se si trattasse di un esemplare detenuto. Ovviamente si tratterebbe di detenzione illecita. In attesa della diagnosi completa, la Protezione animali si è già attivata con una serie di sopralluoghi per risalire al detentore. Si spera in una ripresa dell’esemplare volta alla reintroduzione in Natura dell’esemplare. Un sentito ringraziamento ai volontari intervenuti ed ai medici veterinari del Centro Recupero Animali Selvatici di Napoli.

Primavera: stagione di recuperi. Enpa Salerno: “molti riescono a salvarsi grazie ai cittadini”

SALERNO. Recuperi e salvataggi in aumento con l’inoltrarsi della primavera. Tra i recuperi effettuati, un Tarabusino con una lesione al becco, una Gazza ed un pulcino di anatra finito in un canale per la bonifica.
Il Tarabusino è stato consegnato al CRAS di Napoli dove riceverà le necessarie cure, la Gazza si era lanciata dal nido ma è stata recuperata da una cittadina che nella stessa area possiede dei cani che avrebbero potuto predarla. Il pulcino è stato recuperato a Scafati in un canale di bonifica in cui era forse finito a seguito del cattivo tempo dello scorso week end. Si era distaccato dai genitori e non riusciva più a risalire sui bordi di cemento della vasca. È stato recuperato dai volontari con l’uso di retini e subito liberato nel fiume Sarno. L’Enpa di Salerno sottolinea l’importanza di saper valutare se raccogliere o meno nidiacei ed adulti rinvenuti. Molti uccelli abbandonano il nido quando non sono ancora autosufficienti, ciò non vuol dire che vadano raccolti, molti passeriformi restano nei pressi del nido per qualche giorno ricevendo ugualmente le cure parentali. Questi vanno semplicemente spostati se si trovano in zone pericolose per la presenza di auto o gatti. Altrimenti vanno lasciati dove sono. Diverso è il discorso per Rondoni e Pipistrelli, questi ultimi una volta toccato terra non sono in grado di spiccare il volo, vanno quindi raccolti e consegnati ai CRAS, mai improvvisarsi  veterinari.  La fauna selvatica, per Legge, non può essere detenuta. I recuperi vanno segnalati alle autorità o alle associazioni che si occupano di questo. La conoscenza di queste regole può fare la differenza.

Trasporti eccezionali per l’Enpa: una GRU sull’autostrada SA-NA

enpa-gru-cenerina-recupero-salerno-aprile-2016-vivimediaSALERNO. E’ stato recuperato dalle guardie zoofile dell’Enpa di Salerno un esemplare di Gru cenerina (Grus grus) sul litorale di Eboli. La segnalazione è giunta da un cittadino della zona che passando di lì aveva notato la presenza di alcuni esemplari di Gru alzarsi in volo, accorgendosi però che una di loro non riusciva in tale atto dal momento che presentava una ferita all’ala. Allertata subito la protezione animale, che ha monitorato la zona per un paio di giorni alla ricerca della gru ferita. ” Nella seconda giornata di ricerche è stata finalmente individuata la Gru” commenta Alberto Marino, guardia zoofila dell’Enpa   “non è stato facile trovarla perchè la zona era molto vasta e l’animale si nascondeva tra le rogge e l’erba alta, ma non ci siamo arresi”. Così i volontari, armati di reti e guadini, sono riusciti a recuperare l’animale. Trasportata subito al CRAS, il centro recupero animali selvatici di Napoli, dove gli esami radiologici potranno stabilire le cause di questa frattura e dopo tutte le cure neccessarie ed un ciclo di riabilitazione, la Gru potrà ritornare in libertà e continuare la sua migirazione. ” Ci auguriamo che dagli esami radiologi non venga fuori che l’ala della Gru sia stata fratturata in seguito ad impallinamento. Sarebbe un gesto molto grave dal momento che la caccia è chiusa già da alcuni mesi e inoltre, ricordiamo che, le Gru sono specie particolarmente protette. Nel caso di presenza di piombo, denunceremo il caso alla Procura competente ed il territorio sarà maggiormente controllato. La migrazione è in corso, gli animali che scelgono il nostro territorio per rifocillarsi e riposarsi per un po’, non vanno disturbati” continua Marino. L’Enpa di Salerno ringrazia tutti coloro che si adoperano per gli animali, e in modo particolare il Sig. Acito Virgilio per la segnalazione della Gru ferita grazie al quale è stato possibile recuperarla. Le Gru sono alte circa 120 cm e possono pesare anche fino a 7kg, con un’apertua alare di 180-240 cm. Sono uccelli migratori capaci di migrare dal nord dell’Europa fino al Marocco, all’Asia meridionale coni classici stormi a “V”.   

 

L’ENPA Salerno salva e libera molte specie di uccelli

SALERNO. Durante un giro di vigilanza volto a prevenire e reprimere attività di bracconaggio, le guardie zoofile dell’Enpa sezione di Salerno sabato mattina si sono recate a San Valentino Torio.
Un territorio molto vasto e particolarmente ostico.

Le guardie Enpa girando tra la miriade di stradine di campagne hanno notato una gabbia contente un esemplare di cardellino. Nel mentre si decideva come intervenire, gli agenti hanno visto in un giardino antistante l’abitazione, giardino di libero accesso, una voliera.
All’interno della voliera presenti diversi esemplari di fringillidi (lucherini, fringuelli, cardellini, fanelli), la cui detenzione è vietata.

Contattati i carabinieri della stazione di San Valentino Torio si è subito proceduto al sequestro della fauna protetta, alla denuncia del detentore dell’avifauna al quale è stata anche trovata una gabbia trappola.
Alcuni degli uccelli erano in condizioni davvero critiche, ali tarpate in malo modo, cosa che fa ipotizzare che fossero usati come richiami vivi per attrarre i propri simili.
Durante la stessa giornata, i volontari dell’Enpa hanno recuperato un esemplare di Tortora dal Collare con una brutta ferita all’ala. Immediatamente portata all’ospedale veterinario Frullone di Napoli per le cure del caso.
Stamattina invece in prossimità di una siepe è stato ritrovato un esemplare di Occhiocotto, purtroppo questa volta il soccorso è stato inutile. E’ morto dopo pochi minuti tra le mani dei volontari.
L’Enpa di Salerno ringrazia sentitamente i carabinieri della stazione di San Valentino Torio per l’intervento tempestivo e professionale e per la disponbilità e sensibilità.

Sequestro degli impianti di trattamento delle acque reflue ad Amalfi e Praiano, l’Ausino S.p.A. plaude alla Procura della Repubblica

costiera-amalfitana-amalfi-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). «Plaudiamo all’iniziativa della Procura, augurandoci che questo sia il primo passo verso la soluzione definitiva dell’annosa problematica»: così l’Ausino S.p.A. – Servizi Idrici Integrati commenta il sequestro preventivo e l’affidamento in custodia giudiziaria degli impianti di trattamento delle acque reflue in gestione all’Ausino S.p.A., siti ad Amalfi (in località Porto ed in località Cieco) ed a Praiano (in località Vettica Maggiore ed in via Roma).

L’operazione è stata condotta stamani, giovedì 11 febbraio 2016, rispettivamente dalla Guardia Costiera di Amalfi e dal Comando dei Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente – Nucleo Operativo Ecologico di Salerno, in esecuzione degli specifici decreti di sequestro preventivo emessi dal Tribunale di Salerno. Sono state contestualmente iscritte nel registro degli indagati varie persone, tra cui alcuni esponenti tecnici dell’Ausino S.p.A.

Per vigilare sulla corretta gestione di tali impianti, la Procura della Repubblica di Salerno ha designato il Prof. Paolo Massarotti custode giudiziario delle predette strutture. Al momento, per quanto si è appreso dal Prof. Massarotti, non verranno esercitati poteri sostitutivi sulle attività condotte dall’Ausino S.p.A., bensì una stretta vigilanza sulle modalità di gestione delle medesime.

Tale iniziativa nasce anche dopo la trasmissione di copiosa documentazione richiesta dalla Procura alla nostra Azienda ed in seguito alle innumerevoli nostre sollecitazioni agli Enti competenti perché attuassero gli interventi, che in massima parte sono stati progettati proprio dalla nostra Azienda.

Fondamentalmente non cambierà nulla per gli utenti, che anzi saranno più “garantiti”, data la presenza di un’autorevole e stretta vigilanza su quanto condotto dall’Ausino S.p.A. In più, la nostra Azienda da oggi in poi avrà modo di mettere in evidenza le tante difficoltà operative che deve affrontare quotidianamente e potrà, inoltre, avere un interlocutore altamente referenziato nominato dalla Procura di Salerno a garanzia del rispetto della legge, al quale dovrà rapportarsi per tutte le attività gestionali e di programmazione.

L’operazione odierna appare scontata ed inevitabile dopo decenni di inerzia. Ancor più tenendo presente, malgrado l’assegnazione più di recente di finanziamenti di ingente entità, i tanti ritardi nella realizzazione dei nuovi impianti di depurazione, la cui attuazione non è stata affidata dalla Regione Campania alla nostra Azienda, ma nella fattispecie rispettivamente alla Provincia di Salerno ed al Comune di Amalfi.

Ad ogni buon conto, la gestione di tali impianti, ancorché strutturalmente carenti, ha comunque garantito il rispetto dei parametri di legge per le acque di balneazione, classificate da anni come “eccellenti” dall’ARPAC nelle zone interessate.

È probabile che l’intervento della Procura di Salerno, per il tramite del custode giudiziario designato, induca alla realizzazione dei nuovi impianti.

D’altra parte, dopo il commissariamento delle attività durato 12 anni (dal 1999 al 2011) e con l’attribuzione dei fondi per la realizzazione degli impianti ad altri Enti, l’Ausino S.p.A. ha potuto solamente dare un suo contributo nella fase di progettazione delle opere, restando fuori dall’attuazione, prevista a carico di altri Enti.

La Dirigenza di Ausino S.p.A.