eventi & appuntamenti

 

“Light Up Gold”, martedì il Comune si illumina d’oro per la lotta al tumore infantile

iniziativa-light-up-gold-settembre-2017-pontecagnano-faiano-vivimediaPONTECAGNANO FAIANO (SA). Il Comune si illumina d’oro per la lotta al tumore del bambino e dell’adolescente. 

Martedì 26 settembre, alle ore 20, nell’ambito della campagna internazionale di sensibilizzazione “Light Up Gold”, Palazzo di Città si accenderà del colore simbolo dell’iniziativa promossa dall’Associazione “Chiara Paradiso” in collaborazione con la Federazione italiana associazioni genitori oncoematologia pediatrica. 

L’appuntamento rientra nell’ambito del programma di Childhood Cancer International che si svolge ogni anno nel mese di settembre e prevede di “colorare” d’oro edifici e monumenti a favore di una corretta informazione sul tumore infantile ricordando le difficoltà quotidiane di bambini e adolescenti colpiti da questa malattia. 

L’appuntamento è stato organizzato dall’Amministrazione, su impulso del Sindaco Ernesto Sica e dell’Assessora alla Cultura e alle Pari Opportunità Lucia Zoccoli, su proposta della stessa Associazione “Chiara Paradiso”, organizzazione no profit, membro della Fiagop, impegnata dal 2009 a donare un sorriso a questi piccoli e a sostenere con un aiuto concreto le rispettive famiglie. 

“Quando la Federazione italiana associazioni genitori oncoematologia pediatrica (Fiagop) ci ha proposto di aderire a ‘Light Up Gold’ – dichiara Angela Mazzariello, fondatrice dell’Associazione Chiara Paradiso – non ho avuto un attimo di esitazione. Tutti noi dobbiamo partecipare e sostenere l’impegno globale contro il tumore infantile e dell’adolescente. Da soli si può fare, ma insieme si diventa forza inarrestabile per garantire concretamente ai bambini di tutto il mondo affetti da questa malattia il diritto alla salute e alla buona qualità di vita. Ringrazio a nome di tutti, il Sindaco Ernesto Sica e l’Assessora Lucia Zoccoli per aver sposato l’iniziativa. È grazie alla determinazione e al lavoro degli amici dell’Associazione Chiara Paradiso se il treno della solidarietà corre veloce sulle ali dorate della speranza”. 

A partire dalle ore 19.30 di martedì 26 settembre, l’edificio comunale si tingerà d’oro, simbolo della lotta al cancro infantile e colore della forza e del coraggio. Per l’occasione, l’Associazione “Chiara Paradiso”, insieme all’Amministrazione Comunale, a bambini e ragazzi che hanno sconfitto la malattia e a tanti amici, si ritroveranno in Comune per l’accensione.  A seguire, i volontari e il Pinguino Mikiz, mascotte dell’Associazione, animeranno la serata con giochi e distribuiranno a tutti fiocchetti dorati e palloncini. 

“Siamo davvero orgogliosi – dichiara il Primo Cittadino Ernesto Sica – di sostenere e condividere gli obiettivi dell’Associazione ‘Chiara Paradiso’ che è esempio e riferimento di uno straordinario amore quotidiano nelle lotta al tumore del bambino e dell’adolescente. E siamo allo stesso modo fieri di aderire alla campagna internazionale di sensibilizzazione ‘Light Up Gold’ illuminando d’oro, non solo Palazzo di Città, ma anche l’impegno di tutti a favore dei bambini colpiti da questa malattia”. 

“Supportiamo con immensa soddisfazione – afferma l’Assessora Lucia Zoccoli – la campagna internazionale ‘Light Up Gold’ e gli sforzi dell’Associazione ‘Chiara Paradiso’ che accompagna e sostiene i piccoli malati rendendo la loro permanenza nei reparti più serena e migliorando, in tal senso, anche il concetto tradizionale dell’organizzazione ospedaliera. E supportiamo l’azione dell’Associazione ‘Chiara Paradiso’ anche per due altri motivi nobili: è retta dall’instancabile passione di donne straordinarie e vogliamo contribuire a rafforzare il sogno della piccola Chiara che desiderava tanto aiutare gli altri bambini afflitti da questo terribile male”. 

Non potendo presenziare all’evento, Angelo Ricci, Presidente Fiagop ha inviato un messaggio agli organizzatori: “Carissimi, è con grande piacere che, pur non potendo essere presente di persona, accolgo l’invito a partecipare con questo mio messaggio. È importante tenere alta l’attenzione delle istituzioni e della Comunità sulle difficoltà che incontrano i bambini e i ragazzi durante la loro battaglia contro la malattia: c’è bisogno, innanzitutto, di un maggior impegno nella sperimentazione di farmaci specifici per i pazienti più piccoli. Non solo, è necessario favorire la normalità dei ragazzi facendola entrare in reparto e non estraniarli dal mondo; è importante fargli comprendere che ciò che stanno vivendo è una fase della loro vita al termine della quale torneranno alla normalità più forti di prima. Colgo l’occasione per ringraziare il Sindaco e l’Amministrazione Comunale e Angela Mazzariello dell’Associazione Chiara Paradiso per aver reso possibile tutto ciò”. 

Per dare maggiore forza all’iniziativa la campagna “Light Up Gold” si fa social: infatti, basterà scattarsi un selfie con indosso qualcosa di dorato e condividerlo sui social network seguito da #GOLD4kidswithcancer #GOLD4HOPE #LIGHTUP4KIDSWITHCANCER #LIGHTUP4HOPE.

Pontecagnano Faiano aderisce a “Puliamo il Mondo”: appuntamento sabato al Museo

municipio-2-pontecagnano-faiano-vivimediaPONTECAGNANO FAIANO (SA). Anche quest’anno l’Amministrazione di Pontecagnano Faiano aderisce all’iniziativa “Puliamo il Mondo” promossa da Legambiente. 

Su impulso del Sindaco Ernesto Sica e dell’Assessora alla Cultura Lucia Zoccoli, il Comune ha inteso condividere, ancora una volta, l’importanza della campagna sostenendo l’acquisto dei kit destinati a coloro che prenderanno parte alle attività coordinate dal Circolo Occhi Verdi guidato dal Presidente Carla Del Mese. 

Al centro dell’appuntamento cittadino di questa edizione, in programma sabato 23 settembre con il coinvolgimento delle scolaresche cittadine, il Museo Archeologico Nazionale “Gli Etruschi di Frontiera”, il cui perimetro verrà ripulito dai volontari. Nei prossimi giorni, invece, la Biblioteca Civica “Alfonso Gatto” ospiterà i laboratori tematici didattici. 

Oltre a rappresentare una preziosa opportunità educativa per bambini, ragazzi e cittadini e un’importante occasione per costruire una collaborazione sinergica intorno alla salvaguardia ambientale, infatti, “Puliamo il Mondo” a Pontecagnano Faiano si inserisce pienamente nell’ambito del programma predisposto per le Giornate Europee del Patrimonio 2017. 

“Siamo orgogliosi – dichiara il Primo Cittadino Ernesto Sica – di aderire e sostenere anche quest’anno l’iniziativa di Legambiente perché riteniamo che sia un progetto estremamente attuale a testimonianza di un’attenzione crescente verso la tutela ambientale e della necessità di rafforzare la rete di collaborazione sul rispetto del territorio in cui viviamo. In tal senso, attraverso i piccoli ci auguriamo che il messaggio possa giungere ai grandi per una Città sempre più pulita e decorosa”. 

“E’ un momento di riflessione essenziale – afferma l’Assessora Lucia Zoccoli – soprattutto per sensibilizzare e contrastare chi quotidianamente si rende responsabile del triste fenomeno dell’abbandono selvaggio dei rifiuti. In piena sinergia con Legambiente aderiamo a ‘Puliamo il Mondo’ per contribuire a diffondere una cultura del confronto con i giovani, per costruire un ambiente più bello, per rafforzare le nostre radici di cittadini civili e rispettosi e per valorizzare, allo stesso tempo, il nostro immenso patrimonio culturale rappresentato dal Museo Archeologico Nazionale”. 

“Il circolo Legambiente Occhi Verdi – dichiara il Presidente Carla Del Mese – ha scelto di organizzare, in accordo con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Pontecagnano Faiano, la giornata di ‘Puliamo il Mondo’ in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio perché crediamo fortemente che l’appartenenza e la cura di un luogo siano battaglie culturali che riguardano tutti. Auspichiamo che l’Amministrazione Comunale sia sempre più sensibile verso questa tematica, affinché la nostra cittadina torni ad essere Comune virtuoso nella filiera e nel trattamento dei rifiuti”.

Emozioni in gara, domenica 24 settembre a Cava de’ Tirreni la 56ª “Podistica Internazionale San Lorenzo”

56-podistica-sanlorenzo-presentazione-settembre-2017-cava-de-tirreni-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Domenica 24 settembre 2017 a Cava de’ Tirreni (Sa) l’atteso appuntamento con la 56ª “Podistica Internazionale San Lorenzo”, tra le più antiche manifestazioni podistiche nazionali. In corsa centinaia di atleti, provenienti da 6 Paesi. Spazio anche alle gare degli Allievi, che correranno insieme con gli Assoluti, e degli studenti delle Scuole Medie. Prima della partenza saranno ricordati i podisti cavesi Marco Senatore e Gianpaolo Viscito. Durante la premiazione sarà consegnato alla campionessa di atletica Antonietta Di Martino il riconoscimento allo “Sportivo cavese dell’anno”.

È tra le gare podistiche più antiche sul territorio nazionale. È un’autentica “classica” che ogni anno richiama atleti prestigiosi da tutti i continenti. È una grande festa dello sport più sano e genuino, intrisa di passione ed entusiasmo. È la “Podistica Internazionale San Lorenzo” – Trofeo Armando Di Mauro, la cui 56ª edizione si disputerà domenica 24 settembre 2017 a Cava de’ Tirreni (Sa) con partenza ed arrivo nella frazione San Lorenzo.

La manifestazione è stata presentata questa mattina, martedì 19 settembre 2017, al Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti: Enrico Polichetti, Assessore comunale allo Sport; Vincenzo Passa, Consigliere comunale con delega alla Pubblica Istruzione; Pasquale Scarlino, Vicepresidente regionale del CSI e Fiduciario CONI Cava de’ Tirreni; Giovanni Scarlino, Presidente del Centro Sportivo Italiano di Cava de’ Tirreni; Antonio Del Pomo, Presidente del Gruppo Sportivo “Mario Canonico S. Lorenzo”.

«Si tratta di un evento di straordinaria importanza - ha dichiarato l’Assessore Enrico Polichetti - che conferisce annualmente grande lustro alla nostra città. E proprio in ragione di ciò, l’Amministrazione comunale ha intenzione di stare ulteriormente vicina ai promotori, scendendo direttamente in campo ed assumendo il ruolo di co-organizzatore».

In effetti la “Podistica Internazionale San Lorenzo”, organizzata dal Gruppo Sportivo “Mario Canonico S. Lorenzo” e dal Comitato di Cava de’ Tirreni del Centro Sportivo Italiano, è stata capace nel corso dei decenni di scrivere la storia del podismo italiano. E lo ha fatto miscelando anno dopo anno la tradizione, amorevolmente “coltivata” dall’indimenticabile Presidentissimo Antonio Ragone, con puntuali novità in grado di rigenerare il look e l’appeal della kermesse.

Sarà così anche per quest’edizione 2017, che si presenta innanzitutto con un’importante novità nel programma. Ad aprire la giornata alle ore 16.15 sarà come di consueto la gara riservata agli studenti delle Scuole Medie del Distretto Scolastico di Cava de’ Tirreni, a conclusione del progetto “Aspettando la San Lorenzo”, promosso dall’Amministrazione comunale di Cava de’ Tirreni.

La grande novità riguarderà, invece, la gara riservata agli Allievi – Trofeo Giuliano Ferrara, che correranno in contemporanea e sullo stesso percorso degli Assoluti, fermandosi però al traguardo intermedio di San Lorenzo. Start fissato alle ore 17.00. Sarà il momento in cui prenderanno il via anche le centinaia di atleti della categoria Assoluti che si sfideranno lungo i 7 km e 800 metri dell’insidioso percorso, caratterizzato da alcuni tratti in pavé e da continui saliscendi.

Ai nastri di partenza ci saranno podisti provenienti da Kenya, Marocco, Uganda, Slovenia, Polonia ed ovviamente da tutta Italia. Nella Gara Maschile – Trofeo Armando Di Mauro prevista grande battaglia per raccogliere il testimone dal ruandese Jean Baptiste Simukeka, vincitore dell’ultima edizione, e semmai per provare a stabilire il nuovo record della corsa, che resiste dal 2008 con il tempo di 22’27” fatto segnare all’epoca dal keniano Meli Ezekiel Kiprotich.

Pronostico incerto anche nella Gara Femminile – Trofeo Agnese Lodato, nella quale sarà lotta serrata per succedere alla campionessa in carica, la marocchina Meriyem Lamachi, e pure in questo caso per tentare di strappare a Claudia Pinna il record della corsa (27’11”).

Al termine del programma agonistico l’attenzione si sposterà sulla “faraonica” cerimonia di premiazione (ore 18.15), durante la quale come di consueto sarà consegnato il premio allo “Sportivo cavese dell’anno”, riconoscimento istituito dall’Amministrazione comunale per premiare lo sportivo metelliano maggiormente distintosi nel corso dell’anno. Dopo mister Rino Santin, per il secondo anno consecutivo il premio è stato assegnato “alla carriera”. Ed a beneficiarne sarà un’altra “icona” dello sport cittadino: la campionessa di atletica Antonietta Di Martino.

Primatista nazionale di salto in alto sia all’aperto (2,03 m) che al coperto (2,04 m), due medaglie d’argento ed una di bronzo ai Mondiali, una medaglia d’oro ed una d’argento agli Europei, 10 titoli italiani assoluti, detentrice con 35 centimetri del record mondiale del differenziale della specialità. Non occorre aggiungere altro per “motivare” la premiazione di Antonietta Di Martino, ritiratasi dalle gare per problemi fisici nel giugno 2015. Sarà per la città metelliana l’ennesima occasione per dimostrare tutto l’amore e l’affetto per la sua prestigiosa “figlia”, che a sua volta avrà modo di ricevere il grande abbraccio dei cavesi e di festeggiare sul palco la sua vittoria più bella: la nascita lo scorso 8 agosto del figlio Francesco.

Ma le emozioni non mancheranno anche ad inizio giornata. Prima dell’apertura del programma agonistico, infatti, la “Podistica Internazionale San Lorenzo” dedicherà un commosso omaggio a Marco Senatore e Gianpaolo Viscito, due podisti cavesi prematuramente scomparsi rispettivamente nel settembre 2016 e nel settembre 2013, ai cui familiari sarà consegnato un “ricordo” in memoria dei loro cari.

La 56ª edizione della “Podistica Internazionale San Lorenzo” sarà trasmessa in diretta streaming con inizio alle ore 16.00 sia sul sito web (www.podisticasanlorenzo.com) che sulla pagina Facebook (www.facebook.com/podisticasanlorenzo) della manifestazione.

Ed a proposito di web, ecco un’altra “succulenta” novità per tutti gli appassionati della manifestazione, ed in particolare per gli “amatori” meno giovani. Grazie all’instancabile lavoro di Antonio Del Pomo, Presidente del Gruppo Sportivo “Mario Canonico S. Lorenzo”, nella sezione “Galleria” del sito web sono state caricate le fotografie dell’evento relative al periodo 1962-1999, che vanno ad aggiungersi alle altre già presenti dal 2000 in poi. Circa 2mila nuovi scatti per rivivere e/o gustare emozioni, ricordi e momenti indelebili del “tempo che fu”.

La “Podistica Internazionale San Lorenzo” si fregia della concessione della Medaglia di Bronzo del Presidente del Senato, oltre a vantare il patrocinio della Regione Campania, della Provincia di Salerno, della Città di Cava de’ Tirreni, del CONI – Comitato Regionale Campania, della Presidenza Nazionale del Centro Sportivo Italiano e dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Cava de’ Tirreni.

IL PROGRAMMA
Ore 15.30: Ritrovo Giuria e concorrenti – Ore 16.15: Gara Scuole Medie e Cadetti/e – Ore 17.00: Gara Assoluti Maschile e Femminile e Gara Allievi/e – Ore 18.15: Cerimonia di premiazione.

“The distinguished gentleman’s ride” farà tappa ad Amalfi, Salerno e Cava de’ Tirreni

jovanotti-lorenzo-cherubini-distinguished-gentleman-settembre-2017-cava-de-tirreni-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Domenica 24 settembre 2017, decine di migliaia di distinti gentiluomini sfileranno con le proprie motociclette classiche in centinaia di città sparse per il mondo indossando l’abito con papillon o cravatta per raccogliere fondi per la ricerca sul cancro alla prostata”.

“The Distinguished Gentleman’s Ride”il più grande evento mondiale di beneficenza per moto, e motociclisti, di stile classico e d’epoca,farà tappa a Salerno, in Costa d’Amalfi ed a Cava de’ Tirreni ,città che fanno parte delle oltre 500 città del mondo partecipanti all’evento benefico mondiale. Il DGR è un raduno inizialmente nato in Australia, creato da Mark Hawwa in primis per raccogliere fondi per la ricerca contro il cancro alla prostata e in secondo luogo per raccogliere appassionati di moto classiche, d’epoca e special. L’iniziativa nasce nel 2012 e, parallelamente all’edizione australiana, sbarca presto anche in Europa: le prime edizioni europee sono quelle di Londra e Roma nel 2012 e riscuotono subito un grande successo, vuoi per il nobile scopo, vuoi per il particolare “dress&bike code” richiesto. Infatti i circa 500 elegantissimi (ed elegantissime) bikers ,che tra Salerno, Cava de’ Tirreni e la Costa d’Amalfi sono pronti a rombare,saranno vestiti in maniera molto “chic” come segno distintivo della manifestazione . “The Distinguished Gentleman’s Ride”è difatti , un elegante raduno finalizzato alla beneficenza, che anno dopo anno richiama un numero sempre maggiore di motociclisti in tutto il mondo.Quest’anno il raduno giunge alla sua sesta edizione e l’appuntamento è fissato per domenica 24 settembre, in oltre600 città del globo e in 95 paesi: New York, Toronto, Dallas, Los Angeles, San Francisco, Melbourne, Sidney, Parigi, Londra, Madrid, Berlino, nel nostro Paese saranno ben 37 le città che ospiteranno il “DGR” .tra cui Milano, Roma, Amalfi, Salerno e Cava de’ Tirreni .Protagoniste del raduno saranno le moto scrambler, café racer, special e bobber oltre ai baffi stilosi e agli abiti migliori di chi le possiede. Non conta la marca delle due ruote, ciò che conta è essere ogni anno sempre di più e raccogliere più fondi possibili per la ricerca scientifica. Lo scorso“The Distinguished Gentleman’s Ride” ha riunito oltre 37 mila motociclisti nel Mondo e raccolto oltre 2,3 milioni di dollari, poco più di due milioni di euro; l’obbiettivo di quest’anno è ancora più ambizioso, gli organizzatori puntano ad abbattere il muro dei 5 milioni di dollari australiani, che andranno poi donati a supporto della ricerca contro il cancro alla prostata.

I fondi raccolti (rigorosamente a mezzo bonifico bancario da effettuarsi da ciascun partecipante personalmente attraverso il sito web gentlemansride.com) vengono corrisposti alla Movember Foundation, la più grande organizzazione di andrologia del mondo.

Testimonial per l’Italia dell’evento, ma soprattutto sostenitore del “The Distinguished Gentleman’s Ride” è come ogni anno Lorenzo Cherubini , in arte Jovanotti, grande appassionato di moto, ed uomo molto sensibile alle tematiche sociali. L’evento prenderà le mosse proprio da Amalfi dove è previsto alle 9,00 il raduno dei “gentiluomini” in Piazza Flavio Gioia. Alle ore 10,00 vi sarà la partenza alla volta del capoluogo. Giunti a Salerno, il corteo si sistemerà in Piazza della Concordia dove opererà una sosta di un’ora per un caffè. Alle ore 12,00 la sfilata riprenderà il cammino verso Cava de’ Tirreni fino a giungere a Piazza San Francesco.

Quest’ultima, adeguatamente allestita per l’occasione con addobbi e decori in stile, ospiterà per l’intero pomeriggio oltre 400 motociclette english style e i riders accompagnati dalle proprie gentlewomans. Musica e animazione accompagneranno l’intera manifestazione sino alla conclusione, prevista per le 19,00.Per l’occasione, i pub, ristoranti e bar osserveranno orario continuato e per i “distinguished” è previsto il 20 per cento di sconto su ogni consumazione.Sponsor internazionali della manifestazione Triumph Motorcycles e Zenith Watches.

Cava de’ Tirreni riabbraccia la “Podistica Internazionale San Lorenzo”, martedì 19 settembre la presentazione della 56ª edizione

podistica-san-lorenzo-postazione-7-cava-de'-tirreni-settembre-2014-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Martedì 19 settembre 2017, alle ore 10.30, presso il Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni (Sa), si terrà la conferenza stampa di presentazione della 56ª “Podistica Internazionale San Lorenzo” – Trofeo Armando Di Mauro. Durante la manifestazione, in programma domenica 24 settembre 2017 a Cava de’ Tirreni, sarà anche premiato lo “Sportivo cavese dell’anno”

Ritorna l’atteso appuntamento con la “Podistica Internazionale San Lorenzo”, la cui 56ª edizione sarà presentata nel corso di una conferenza stampa in programma martedì 19 settembre 2017, alle ore 10.30, presso l’Aula Consiliare del Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni (Sa).

L’edizione 2017 della storica manifestazione podistica, tra le più antiche sul territorio nazionale, si terrà domenica 24 settembre a Cava de’ Tirreni con partenza ed arrivo nella frazione San Lorenzo.

Saranno numerosi, come di consueto, gli atleti di spessore internazionale ai nastri di partenza dell’iniziativa organizzata dal Gruppo Sportivo “Mario Canonico S. Lorenzo” e dal Comitato di Cava de’ Tirreni del Centro Sportivo Italiano. Al termine del programma agonistico si svolgerà la cerimonia di premiazione, nel corso della quale sarà consegnato il riconoscimento allo “Sportivo cavese dell’anno”.

Tutti i dettagli della 56ª “Podistica Internazionale San Lorenzo” ed il nome dello “Sportivo cavese dell’anno” saranno rivelati nel corso della conferenza stampa, alla quale interverranno:
- Vincenzo Servalli, Sindaco di Cava de’ Tirreni;
- Enrico Polichetti, Assessore comunale allo Sport;
- Vincenzo Passa, Consigliere comunale con delega alla Pubblica Istruzione;
- Pasquale Scarlino, Vicepresidente regionale del CSI e Fiduciario CONI Cava de’ Tirreni;
- Giovanni Scarlino, Presidente del Centro Sportivo Italiano di Cava de’ Tirreni;
- Antonio Del Pomo, Presidente del Gruppo Sportivo “Mario Canonico S. Lorenzo”.

In porto la XIII edizione del Concorso “Maria SS. Dell’Olmo”, targata Solidarietà

CAVA DE’ TIRRENI (SA). È stata caratterizzata da una fusione calda di tradizione, di novità e di batticuore della memoria, la XIII edizione del Concorso Nazionale di Poesia e Prosa Mariana “Maria SS. Dell’Olmo”, indetto dal Convento dei Padri Filippini della Basilica dell’Olmo di Cava de’ Tirreni, la cui premiazione si è svolta domenica 3 settembre all’interno della Chiesa.

La tradizione è nel radicamento stesso del Concorso, ancora una volta arricchito da opere di qualità provenienti da varie parti d’Italia, non solo dalla Campania. Non a caso, dei sette premi del podio (tre per la Sezione “Prosa” e quattro per la Sezione “Poesia”) uno è andato alla calabrese Stefania Serpe e ben quattro hanno varcato lo Stretto. E tra i tre segnalati c’è Elio Marini, di Fondi (Latina), che tra l’altro fu a suo tempo il vincitore della seconda edizione. È un radicamento extraregionale che nasce innanzitutto dall’argomento mariano (che conserva per i credenti un fascino incrollabile e quest’anno, legato al tema Maria Madre dell’Ascolto, aveva un ulteriore e attuale appeal), ma ha un suo logico fondamento anche nell’azione dinamica del Parroco Padre Giuseppe Ragalmuto e nella scia luminosa che oltre vent’anni fa lasciarono in Sicilia i cari e compianti Padre Silvio Albano e Padre Raffaele Spiezie, prima di essere trasferiti alla Basilica dell’Olmo di Cava.

Le novità sono state varie e succose. Per la prima volta il primo premio nella Sezione Poesia è stato assegnato, sia pur ex aequo, ad un testo in vernacolo, Tu me siente, del vietrese Alessandro Bruno, un brillante e pimpante talento emergente, che per di più con i suoi trent’anni è il più giovane vincitore di sempre ed è il primo maschio “medaglia d’oro” dopo undici edizioni. La sua poesia è una appassionata e sommessa preghiera, un dialogo interiore col divino che crea un suggestivo ponte con l’umano, sia nel ricordare le sofferenze infinite che Maria come donna e come madre dovette affrontare, sia nel proporre Maria come modello di altruismo e di ascolto nonostante i suoi dolori, in alternativa alla terrena concentrazione intorno al nostro ombelico che ci avvolge quando abbiamo un cruccio forte che ci tormenta.

L’altra vincitrice ex aequo è la siciliana Palma Civello, una campionessa ormai abbonata alle palme mariane, tra cui la vittoria nelle ultime quattro edizioni del Premio. Ha prevalso con la lirica Ascoltando sussurri d’amore, un’invocazione a tinte calde ricca di fede tenera e intensa e nello stesso tempo di un occhio evangelico a protezione dei dannati della terra. La Civello non si è fermata alla poesia, ma ha anche vinto, da sola, il primo premio nella Sezione “Prosa”, proponendo il racconto Un diverso ascolto, storia di un sacerdote in depressione per il montare di una pesante sordità fisica, che ritroverà energia d’amore nell’opera di accoglienza e assistenza ai migranti, in un incontro che non ha bisogno di parole, ma di sguardi solidali e mani tese di fratellanza.

In questa sezione “Prosa”, en plein dei siciliani. Seconda, Maria Rita Campobello, new entry lo scorso anno e confermatasi alla grande con Shemà Israel, un intenso e appassionato viaggio nel cuore di Maria al momento della scelta di maternità. Terzo, con Perché dire di no? (un vivace parallelo tra la scelta genitoria di una coppia e quella di Maria) Toti Palazzolo, palermitano di residenza, cavese di adozione per l’amicizia a suo tempo con Padre Silvio e Padre Raffele in Sicilia e ora con la Basilica dell’Olmo a tempo pieno, qui in loco o semplicemente nel cuore.

Nuove entrate nella Sezione “Poesia” anche la seconda e la terza classificata, la calabrese Stefania Serpe (con Ecco tua madre, un ricamo poetico sulla maternità universale di Maria e sulla delicatezza della sua anima “cosmica”,) e la nocerese Carla D’Alessandro (con Maria madre dell’ascolto, una lirica meditazione poetico sulla sacrale presenza di Maria nel cuore dei fedeli). Segnalati, oltre al già citato Elio Marini (con “Ascoltaci madre, non ci abbandonare!, per un titolo che è tutto un programma…), Lucia Plateroti di Casoria (con una preghiera-ballata, Maria Madre dell’Ascolto, un cui verso, Maria madre del Sorriso, sarà utilizzato come tema del concorso il prossimo anno), Stefania Siani (emergente talento cittadino, che nel suo anno di debutto sta ottenendo successi al galoppo e che con L’ultimo vestito ha tracciato un intrigante e “conflittuale” ritratto di sua madre), Giuseppe Siani, già vincitore della prima edizione del Concorso, che con “Il viaggio” ha dipinto le vibrazioni dell’anima sospesa tra i ricordi della vita e l’attesa dell’eterno.

La consegna del Premio Silvio Albano, dedicato a testimoni attivi del Vangelo e dedicato all’indimenticabile sacerdote che tanto segno ha lasciato nella vita della Basilica, è stata l’occasione anche per commemorare la figura di Padre Raffaele Spiezie, scomparso improvvisamente quasi un anno fa, dopo anni di presenza forte e paterna all’interno della comunità filippina. Un suo ricordo, incisivo e pregnante come nello stile dell’autrice Lucia Avigliano, è stato pubblicato sull’opuscolo riepilogativo del Concorso.

Il Premio Silvio Albano quest’anno per la prima volta è stato assegnato non a singole persone, ma a due associazioni, Pietre vive e Eugenio Rossetto, di marchio “cappuccino” la prima, di origina laica la seconda, accomunate oramai da quasi vent’anni da un’azione concreta di fraternità e solidarietà a difesa degli ultimi e dei bisognosi, che ancora una volta dimostra come i valori legati alla dignità dell’uomo siano sempre portatori di ponti capaci di trapassare ogni muro. Pietre vive, diretta da Rita Cardone e fondata a suo tempo con Padre Giuseppe Celli, dopo un’azione pionieristica in Africa dell’Architetto Carmine Timpone, rivolge la sua opera, oltre che sul territorio metelliano e dintorni, anche e soprattutto in una provincia del Congo a sostegno dell’azione missionaria della Comunità cappuccina e di Padre Giuseppe Caso, costante “ponte” di riferimento nel corso dell’anno. L’Associazione Eugenio Rossetto è da sempre attenta ai problemi degli stranieri sul territorio ed all’accoglienza dei migranti, per iniziativa del Presidente Ferdinando Castaldo D’Ursi e di un gruppo di famiglie, ha cominciato la sua opera circa vent’anni fa promuovendo l’ospitalità di profughi, soprattutto bambini, provenienti dai campi profughi della Croazia in guerra. Insieme, le due associazioni stanno partecipando, sotto la guida della comunità cappuccina, ad una cordata di sostegno all’accoglienza ed all’integrazione di una famiglia siriana, anch’essa profuga dalla guerra.

Alla fine della premiazione, abbraccio generale con i giurati-lettori di VersoCava presenti o assenti (Maria Alfonsina Accarino, Lucia Antico, Lucia Criscuolo, Maria Teresa Kindjarsky D’Amato, Emanuele Occhipinti, Rosanna e Teresa Rotolo, Anna Maria Violante e lo scrivente Franco Bruno Vitolo, che ha fatto anche da conduttore). Quindi, tutti uniti prima intorno alle classiche foto ricordo, e poi accanto a un succulento buffet.

A detta di tutti i presenti, è stata una serata “bella dentro”, baciata dall’amore, dall’amicizia e dalla solidarietà. Una serata ricca di quel sorriso del cuore al quale sarà dedicata la prossima edizione. Attendiamolo allora con un sorriso, quel sorriso del 2018. Con l’augurio naturalmente che per i turbolenti accadimenti della vita ci sia tanto da sorridere e poco da piangere …

Una mostra fotografica a Cava per ricordare Maria Callas

maria-callas-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Nel quarantennale della morte del “mitico” soprano Maria Callas, presso la Biblioteca Comunale di Cava de’ Tirreni (Corso Marconi), è stato allestito un breve percorso illustrativo e fotografico sulla figura di quella che è stata nel secolo scorso una delle più grandi protagoniste della Musica. Voce “divina”, presenza fisica carismatica, personalità complessa e fascinosa, suscitò sempre sentimenti forti e spesso contrastanti e fu sotto i riflettori anche in altri campi della vita sociale e culturale, come il cinema (fu la protagonista di “Medea” di Pierpaolo Pasolini) e il gossip (in particolare per la sua storia d’amore con il miliardario greco Onassis).

Il percorso, preparato con il contributo e il materiale fornito dallo studioso Salvatore Milano, sarà illustrato dagli studenti del Liceo Classico “Marco Galdi” di Cava de’ Tirreni, impegnati nel Progetto “Alternanza scuola-lavoro”, che collaboreranno con le “storiche” bibliotecarie (la Direttrice Teresa Avallone e con lei Federica Clarizia, Beatrice Sparano e Mena Ugliano), rispolverando emozionanti memorie negli amanti dell’opera lirica e facendo scoprire ai più giovani tutto il fascino di una persona, una voce, un mondo.

Il percorso sarà visibile all’utenza e alla cittadinanza dal 14 al 22 settembre p.v., negli orari di apertura della Biblioteca (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, martedì e giovedì anche dalle 15,30 alle 18,30.)

Il MARIC ad Accumoli per un incontro di solidarietà: e il Sindaco Petrucci sarà a Salerno

SALERNO. Emozioni a batticuore, commozione e speranza, tra la consolante tristezza dei primi prefabbricati e le poetiche montagne di una natura tanto benigna quanto aggressiva…

Con l’incontro svoltosi il 27 agosto scorso tra le nuove casette della terremotata Accumoli, culminato in un trascinante concerto del Maestro Espedito De Marino e nella presentazione dell’antologia “Oltre le pietre – Pagine di creatività per la nuova Accumoli”, l’Associazione salernitana MARIC (Movimento Artistico per il Recupero delle Identità Culturali), guidata dal Presidente, l’artista salernitano Vincenzo Vavuso, ha suggellato il legame con la comunità colpita dal terribile sisma dell’agosto-ottobre 2016. Da circa un anno, infatti, con una serie di iniziative, il MARIC ha lanciato una raccolta di fondi per dotare la ricostruenda Accumoli di una Casa della Cultura, raggiungendo in otto mesi la considerevole cifra di circa ventunomila euro.

Nel cammino si è instaurato un amichevole filo diretto con l’Amministrazione Comunale e con il Sindaco di Accumoli Stefano Petrucci, che è già intervenuto ad iniziative legate alla raccolta di fondi e che il 15 settembre prossimo con una delegazione del Comune sarà personalmente a Salerno, ospite del MARIC, dell’Associazione velica salernitana Azimut e dell’Hotel Santa Caterina di Fisciano per l’iniziativaSolidarietà in vela. Dopo una visita in regata alle bellezze della Costa d’Amalfi, la sera alle 18,45, presso la sede dell’Associazione “Azimut”, al Porto Commerciale (un’Associazione non nuova ad iniziative di avanguardia, come il recente campionato di vela per non vedenti), il Sindaco incontrerà i cittadini e le istituzioni del Comune di Salerno. Durante la manifestazione sarà effettuata una sfilata di moda a cura dell’esercizio Anter di Cava de’ Tirreni e sarà presentato il libro “Oltre le pietre” edito da Arti Grafiche Boccia. Sfileranno anche opere, abiti e accessori firmati dagli artisti Franco Porcasi e Mario Formica, con sottofondo musicale curato da Alfredo Capozzi. Alla fine, un gran buffet offerto dai ristoranti “Il Cantastorie” e “Il pescatore”.

Il giorno successivo, sabato 16 settembre, per il MARIC nuovo evento a Persano, nella Casina Reale, alla Casina Reale di Persano, tra verdeggianti praterie e antichi pascoli incorniciati tra i fiumi Sele e Calore.

Qui il Reggimento Logistico “Garibaldi”, comandato dal Colonnello Stefano Capriglione, e le sempiterne “rondini persanesi”, hanno infatti organizzato, con la collaborazione degli artisti del MARIC, l’iniziativa Oltre le pietre – musica sotto le stelle.

Sarà una serata all’insegna della musica, delle stelle e dell’aria salubre, dove gli ospiti d’onore saranno tutti i partecipanti, ovvero tutti gli innamorati di questo incantevole territorio, capitanati da Antonino Gallotta, Presidente dell’Associazione “Persano nel cuore“, uno dei fautori del ripristino della razza equina “Persano” nella terra di origine dopo ben cinquant’anni anni di esilio.

La serata prevede l’intervento di Maurizio Lembo, specialista di sigari italiani, cubani e caraibici, sul tema “Fumare il sigaro è un’arte“, l’esibizione del cantante-chitarrista Espedito De Marino, già partner per circa vent’anni del grande Roberto Murolo, ed infine la presentazione dell’antologia “Oltre le pietre Racconti, poesie e immagini d’arte per la nuova Accumoli”.

Corti dell’Arte: ultimo atto del Trentennale con il “Don Pasquale”. Un doloroso addio o un festoso arrivederci al 2018?

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Siamo arrivati alla serata conclusiva delle Corti dell’Arte e ci ospita il Social Tennis Club di Cava. Come da tradizione l’ultimo spettacolo è dedicato all’opera e stasera ci regaleranno il “Don Pasquale” di Donizetti con la regia di Enzo Di Matteo e come direttore d’orchestra Nicola Hansalik Samale. I personaggi avranno le voci di: don Pasquale, Gerardo Spinelli; Ernesto: Federico Buttazzo; Norina: Erika Liuzzi e il dottor Malatesta: Paolo Visentin.

Il giardino del Tennis è completamente invaso da un pubblico che quest’anno è stato davvero numeroso in ogni serata. Nel brusio generale, arrivano note di uno strumento a fiato che si scalda senza potersi ancora esprimere. Leggii e scenografia aspettano di animarsi ed Eufemia Filoselli viene a portare il suo saluto approfittando della prova microfono. I primi, doverosi, per il Presidente del Social Tennis Francesco Accarino, mentre alle sue spalle i musicisti arrivano e prendono posto.

Ma stasera non può mancare la presenza del Direttore Artistico Felice Cavaliere e il suo esordio racconta tutta la commozione del momento “30 anni…” e se apri un album così datato, non puoi non trovarci innumerevoli ricordi.

Avevo 30 anni, nasceva l’Accademia Jacopo Napoli e anche mio figlio…” fino a citare i numerosi talenti che Cava ha avuto il privilegio di ospitare, giovani musicisti che con il tempo si sono affermati con carriere splendide riconosciute in tutto il mondo. E anche per lui i saluti e i ringraziamenti per la famiglia, gli amici che lo hanno seguito e che gli stanno dimostrando quanto sono legati a questo appuntamento estivo a cui non vogliono rinunciare. E ci stanno provando a fare qualcosa di concreto con la raccolta di firme che trova un’adesione illustre, quella del sindaco Vincenzo Servalli. Presente nel giardino del Tennis Club, rinnova i ringraziamenti a Felice e al suo staff e riconosce che per una manifestazione che nel suo genere è unica in tutto il Sud Italia, bisognerà chiedere impegni anche a istituzioni che vanno oltre il Comune di Cava.

Come aveva ricordato Felice pochi minuti fa, per ascoltare un’orchestra, si può anche chiedere ad un’agenzia: si fa richiesta di cosa e quando si vuole e loro ti organizzano tutto mettendo insieme vari componenti. Ma quello che si vede a Cava non è frutto di pezzi di mosaici che si incastrano, ma di materiale umano che lavora e viene plasmato per ottenere ciò di cui noi godiamo.

Il lavoro di stasera, come per altre serate precedenti, è il frutto dell’insegnamento dei docenti che, durante le lezioni, affinano tecniche di perfezionamento con i loro allievi e negli anni abbiamo potuto verificare di persona quanto sia stato efficace il lavoro svolto. E saper organizzare e far incastrare impegni di così tanti maestri, per i quindici giorni della Rassegna, richiede il lavoro di un intero anno. Fatiche e allo stesso tempo gioie, che sono raccontate sui volti di chi è artefice di tutto questo.

Eufemia lascia che la serata musicale abbia inizio perché è sempre lei la protagonista principale. Andiamo ad ascoltare e vedere quest’opera buffa, che ha nella trama un intreccio d’amore tra giovani contrastati e interessi economici che devono essere aggirati.

Un violoncello prima, un contrabasso poi e tante corde pizzicate a mano cominciano il loro racconto in note.

È magnifico il contrasto tra i capelli bianchi del maestro che ne tradiscono l’età matura e la vitalità con cui tira fuori le note dagli strumenti dei ragazzi, che seguono precisi i suoi movimenti. Flauti traversi che si alternano ai violini, alle viole. Armonia e delicatezza. Gioia di vivere e il piacere dell’amore.

La storia racconta di due giovani innamorati, Ernesto futuro erede del ricco zio don Pasquale, e la povera Norina, che non possono vivere liberamente la loro passione perché l’anziano benestante vorrebbe scegliere personalmente la futura moglie del nipote. Ma con l’aiuto del dott. Malatesta, amico sì di don Pasquale ma molto più di Ernesto e Norina, i due giovani innamorati riusciranno a raggirare lo zio e a convolare a nozze.

Nell’intervallo tra gli atti della commedia, Eufemia prende di nuovo la parola e, in pieno clima di ricordi, racconta come Cava avesse avuto, nel lontano 1860, già uno sguardo rivolto all’opera e per questo nacque l’allora Teatro Verdi, oggi sede del Palazzo di Città.

Invita poi il maestro Samale a cui cede il microfono dopo un caloroso applauso del pubblico.

Quando prende la parola, si avverte in maniera chiara e concreta quanto sia giusto che i ragazzi pendano dalle labbra di insegnanti di così tanto spessore. In pochi minuti ci parla dell’opera che sta dirigendo, di come sia definita buffa e che questo possa velocemente essere scambiata per “leggera”, ma in realtà è un lavoro che ha alle spalle un apparato musicale assolutamente complesso. E come, anche nell’esibizione che noi seguiamo stasera, per loro non c’è l’obiettivo di voler insegnare il canto o solo a suonare uno strumento, ma piuttosto a dirigere un’orchestra. Dirigere è un’arte “…quasi metafisica…”. Un tempo il direttore nasceva a teatro, “a bottega”, perché nella stratificazione dell’esperienza, che può nascere solo col tempo, si ottengono grandi risultati.

Poi rivolge un pensiero all’opera lirica, che in questi anni sembra essere in decadenza. Noi siamo in un’epoca di comunicazione veloce e qui invece si ha qualche difficoltà a capire le parole che vengono cantate, mentre un tempo si accettava molto di più questa realtà e anzi, si facevano delle improvvisazioni davvero molto rischiose.

Eufemia, che è donna intelligente, non può non sottolineare quanto sia importante, per i giovani, ma per noi tutti, ricevere informazioni così particolareggiate e quanto questi insegnamenti, nella durata dei corsi, rendano speciale ogni lezione. I maestri di cultura, noi dobbiamo tenerceli ben stretti.

La serata procede tra grandi interpretazioni musicali e canti che si scontrano con malanni fisici che però non li compromettono del tutto. Norina ed Ernesto riusciranno a coronare il loro sogno d’amore e tutto sembra finire nel modo migliore.

L’unica cosa che ci sembra strana, è il non poter scrivere con certezza un arrivederci alla fine di questo nostro racconto.

Eppure l’altra parola, quella più breve e più pesante davvero non esce dalla tastiera e per scaramanzia non la chiamerò in causa. Un anno passerà in fretta e sapremo se Cava avrà ancora il privilegio di sentire suonare così tanta bella musica tra le sue storiche Corti.

Il pianista Libetta nel Chiostro dell’Abbazia: un elettrico e fascinoso racconto in musica

CAVA DE’ TIRRENI (SA). C’è un colore bello ma inopportuno che ci accoglie venerdì 25 agosto alle porte della Badia di Cava de’ Tirreni, dove si terrà il concerto del pianista Francesco Libetta per un’altra serata delle Corti dell’Arte: è il rosso del fuoco che brucia le montagne alle sue spalle. Maestoso, impetuoso, potente, spaventoso e affascinante. Aggettivi che mi sono venuti in mente mentre rimanevo a guardare quella forza devastante che pure, se gestita in altro modo, può dare calore e riparo, e ho notato che molti si sono poi ritrovati nella mia mente mentre ascoltavo l’esibizione del maestro Libetta.

La magia del Chiostro dell’Abbazia Benedettina, a cui accediamo grazie all’ospitalità dell’Abate, si ripresenta intatta, come se il tempo avesse uno scorrere diverso da queste parti. E al tempo fa riferimento anche un’elegantissima Eufemia Filoselli per presentare la serata, quando ricorda il millennio già trascorso da quando l’eremita sant’Alferio vi si stabilì, dando il via alla vita non solo dell’Abbazia, ma di tutta la città. Città che finalmente ha anche un rappresentante, il vice sindaco Nunzio Senatore. L’eco della loro assenza deve essere arrivato forte fino a Palazzo di Città e quando prende la parola cerca di spiegare che le emergenze in questo periodo sono tante, riferendosi agli incendi che ci stanno devastando. Penso che però al Comune sono talmente in tanti che in quattro serate qualcuno, alle 21 della sera e anche oltre, poteva liberarsi. Ma poi diventa significativo il ringraziamento a Felice Cavaliere, direttore della Rassegna, per i trent’anni che ha dedicato alla manifestazione e l’augurio che ce ne saranno ancora altrettanti. La prendiamo come una promessa di impegno?

Non so cosa ne pensi Felice, ma stasera l’attenzione è per il Maestro Libetta e le sue sono pochissime parole, solo la certezza che ci sono gli ingredienti per una serata strepitosa e che non serve parlare troppo. Il farlo “…disturba troppo chi va ad ascoltare musica…”

Il maestro arriva elegante in abito scuro e papillon azzurro. Un breve inchino e si accomoda al suo posto naturale. La musica di stasera ha un altro messaggio. La volta scorsa ci aveva regalato delicatezza e sogno, stavolta si inizia in altro modo. È una strada in salita e di corsa che subito ci mette in affanno, la musica è prepotente e sembra voglia dominare gli spazi e catturare ogni singola persona. Tutto sembra voler creare una tensione quasi da brivido giallo. Non so ritrovarmi in questa mescolanza di suoni. È un pezzo che ha tutto e anche il suo contrario. Dalla leggerezza al tocco pesante, dalla fretta alle pause. Tutto cambia con una tale velocità da confondere la mente; o forse è solo il racconto di tante menti confuse, come quelle degli uomini…

Poco tempo fa un amico mi parlava della musica di Liszt, della lotta tra opposti e mi viene in mente adesso, con queste contraddizioni forti, il rincorrersi tra Bene e Male. Contrapposizioni tra rintocchi di campane e note tenebrose.

La sensazione è che davvero il messaggio che Francesco Libetta vuole lasciare stasera sia molto forte, deciso. Le dita corrono come scosse da elettricità. Noi siamo sulla corda e non abbiamo rete né tempo per riflettere. Siamo inseguiti e non sappiamo dove scappare. Non sappiamo neanche SE dobbiamo scappare.

Si è creata un’atmosfera quasi irreale e gli applausi e qualche “Bravo” convinto ci confermano che non siamo in un sogno e quel ritmo forsennato sembrava impossibile, anche se gli occhi dei fortunati, lo stavano davvero guardando.

Abbiamo un attimo di pausa perché è necessario il ritorno dell’accordatore. L’umidità non è amica degli strumenti musicali e non si può non pretendere la perfezione per chi suona in questo modo.

Quando si ripresenta, sempre in assoluto silenzio, rimane per qualche minuto fermo ad occhi chiusi, come se stesse guardando in anteprima il racconto che ci avrebbe suonato. E continua a vedere cose dietro quegli occhi ancora chiusi mentre le mani, ben preparate, corrono di nuovo sul tappeto nero e bianco.

Non so a cosa paragonare il movimento di quelle dita che quasi non riesco a seguire con gli occhi. Ci viene concesso un lieve respiro, un giro di danza dopo questa musica forte. Non so quanto durerà ma ne approfittiamo. E infatti è presto interrotto. Ma riprende, in un’alternanza mozzafiato.

Un semplice gesto che va ad asciugare le tempie, ci permette di interrompere per applausi meritatissimi.

Riprende e la mano destra suona mentre la sinistra la scavalca, andando a fare una carezza ai tasti più lontani, come a calmarli dallo sforzo compiuto. Un gioco che produce cascate di note brillanti.

Il nuovo pezzo sembra avere una premessa: le note sembrano aver voce, sono così vive da farci credere che raccontino davvero una storia. Quale sarà? È un incontro, sono due persone che si parlano attraverso il silenzio. C’è amore, c’è sofferenza, non so. C’è la presenza di cuori che non vogliono essere indifferenti. Le note forti sono la passione che li travolge. E li avvolge. Come restiamo noi che assistiamo come dietro un vetro: guardiamo e non possiamo sentire le parole.

Ma ancora una volta ci porta altrove. Spazi aperti, profumi ma anche nuvole all’orizzonte. Affrontare la tempesta o scappare? L’attesa delle ultime note racconta la difficoltà della scelta; ma la calma che le contraddistingue, rende giustizia per ciò che si è deciso.

Può sembrare strano questo modo di raccontare, ma nella partecipazione fisica dell’interprete del brano, è troppo forte la certezza di quanto egli veda, di quanto esista un racconto che va oltre la semplice esecuzione tecnica. Esecuzione di pregiatissimo valore, che viene ulteriormente arricchita da un’interpretazione così sentita, da diventare appunto racconto in musica.

Finisce qui. Tutto quanto è stato suonato senza spartito, ma tra le note c’era di sicuro un libro nascosto la cui trama Francesco ci ha letto. E come un libro finito non può trovare pagine aggiunte, questa serata non può continuare con un bis.

Come ci spiega Eufemia, che viene a “zittire” gli applausi che non accennano a diminuire, il regalo che ci è stato fatto è completo così: Stravinsky, Strauss, Pizzetti, Ravel, Weber, Liszt, Battiato, Beethoven. Aggiungere altro significherebbe rovinarlo e il maestro ha troppo rispetto per noi per poterlo fare.

Rimane un altro gioiello, da incastonare nella collana che Le Corti dell’Arte continuano a preparare per noi.