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1948 – Gli Italiani nell’anno della svolta, di Mario Avagliano: la storia delle elezioni di ieri che decisero la storia di oggi

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Settima perla della collana storica di Marco Palmieri e del “nostro” Mario Avagliano, “cavese nel mondo” e oramai diventato un punto di riferimento fermo e stimolante per tutti gli studiosi, non solo nazionali. Dopo gli internati, gli ebrei, i deportati, le leggi razziali, la guerra, la Repubblica Sociale, stavolta Avagliano e Palmieri hanno messo “sotto inchiesta” le elezioni del 1948, che doveva essere un anno rivoluzionario come il 1848, se avessero vinto i socialcomunisti del Fronte Popolare, e diventò invece il trampolino di lancio per l’Italia della DC, quella che governò come partito per oltre quarant’anni e che non ha smesso neppure oggi forse di essere egemonica o determinante nella vita di alcune formazioni politiche.

Il libro, documentato e appassionante come i precedenti, è stato già presentato a Roma il 2 febbraio scorso, a Piazza Venezia, presso l’Associazione Civita, nella prestigiosa Sala Gianfranco Imperatori, in un Palazzo speculare a “quello là” del Duce.

I relatori, un vero e proprio “parterre de rois”: Giorgio Benvenuto, ex leader nazionale UIL, Aldo cazzullo, giornalista, storico e star TV, Adolfo Battaglia, ex leader del PRI, la prof. Simona Colarizi, storica dei partiti.

A Cava, il libro sarà presentato il 23 febbraio, alle 18, nella bellissima Sala d’Onore di Palazzo di Città, col patrocinio del Comune e a cura dell’Associazione Giornalisti “Lucio Barone”. Oltre al Sindaco Vincenzo Servalli, all’Assessore Barbara Mauro e al Presidente della “Barone” Emiliano Amato, interverranno il prof. Giuseppe Foscari, docente di storia l’avv. Gaetano Panza e il dott. Gerardo Canora, politici cavesi e testimoni diretti di quel periodo. Leggerà i testi Pietro Paolo Parisi. Condurrà il sottoscritto scrivente, Franco Bruno Vitolo.

 

O di qua o di là. O nel blocco occidentale, guidato dagli USA, o nel blocco comunista, guidato dall’Unione Sovietica. Erano loro, USA e URSS, le due nuove superpotenze del mondo dopo la sconfitta del Nazismo e dei totalitarismi di destra e la relativa vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, che li aveva visti prima alleati nella battaglia e nella divisione del mondo a Yalta e poi divisi dal solco nascente della guerra fredda e dai muri ideologici e politici che si stavano alzando tra i due grandi imperi.

O di qua o di là. E con il problemino che sarebbe nato se si fosse andati “di là”, essendo l’Italia, paese in zona d’ombra dell’Ovest, stata “assegnata” a Yalta al blocco occidentale, così come la Cecoslovacchia, paese in zona d’ombra dell’Est, era stata assegnata al blocco URSS (e chi si opponeva, come il segretario del partito Comunista, finì con l’essere gettato dalla finestra… per un omicidio che diventò in Italia “La lezione di Praga”).

In Italia, dopo le elezioni del ‘46 e la nascita della nostra avanzatissima Costituzione, figlia del lavoro congiunti di tutti i partiti antifascisti protagonisti della lotta partigiana, si presentarono su due fronti contrapposti alle elezioni del Parlamento, previste per il 18 aprile del 1948.la Democrazia Cristiana, leader del blocco moderato occidentale e vicina al Vaticano, ed il Fronte Popolare, guidato dal Partito Socialista di Pietro Nenni e dal Partito Comunista di Palmiro Togliatti,

O di qua o di là. Era l’anno della svolta decisiva per il futuro dell’Italia. E gli Italiani scelsero “di qua”: la DC e gli alleati ottennero un’amplissima maggioranza, il Fronte Popolare, nonostante l’immagine di Giuseppe Garibaldi sul simbolo, superò di poco il trenta per cento, lì dove aveva sperato nella maggioranza assoluta.

Non fu una scelta facile né “indolore, nel prima e nel dopo.

La campagna elettorale che precedette le elezioni fu la più sanguigna, aggressiva e partecipata di tutta la nostra storia, con un numero di votanti pari al novanta per cento degli aventi diritto, tra i quali per la prima volta c’erano le donne. In tutto il Paese era un fermento di discussioni e anche litigi, tra l’ebbrezza della ritrovata libertà dopo la dittatura e gli scontri di ideologie opposte, tra il materialismo socialcomunista e l’imprinting conservatore e religioso democristiano e vaticano, con una Chiesa scesa in campo in primissima persona e con l’intervento anche di suore e di “Madonne pellegrine”, a difesa dei valori tradizionali e contro l’orso comunista.

Tutto questo fermento tra la gente, oltre che nel Palazzo e a livello internazionale, il libro di Mario Avagliano e Marco Palmieri ha il merito di rappresentarcelo compiutamente attraverso i documenti originali dell’epoca, dalle relazioni ufficiali politiche e giudiziarie agli articoli di giornale alle lettere private. Un materiale di ampio respiro, presentato con organicità e chiarezza, inquadrato adeguatamente nel contesto, con una fascinosa varietà di angolazioni, dal manifesto ad effetto speciale alle fotografie di informazione, dalle dichiarazioni diplomatiche alle invettive senza mezzi termini, dai fattarielli gustosi alle analisi lucide, dalle luci di una nuova classe politica di alto profilo e senso dello stato alle piccinerie qualunquistiche o di ripicca. Insomma, un libro di storia che diventa un libro di storie che diventano una storia unica e appassionante come un romanzo. E chi era già nato in quegli anni o nei successivi, consequenziali e ribollenti anni Cinquanta, vi riconoscerà tutto il sapore delle piazze di quegli anni.

Il grande merito di Avagliano e Palmieri è quello di aver offerto gli strumenti per una rivisitazione precisa e documentata di quell’anno e di quel periodo, riuscendo con acuta empatia di storici a permettere di capire le ragioni dei contendenti, eppure non rinunciando mai ad un giudizio motivato e supportato dai successivi sviluppi della storia. Non cadono quindi nell’errore della pancia, come troppo spesso oggi si tende a vivere la politica, ma non ignorano il valore della pancia, senza sopravvalutarla. Sarebbe stato facile, da persone di sinistra, inveire contro la grossolanità dei manifesti terrorizzanti, quasi terroristici, della DC sull’ipotesi di un avvento dell’Orso Comunista, o contro le “lettere della libertà” italo-ammericane qui opportunamente ricordate. Sarebbe stato facile, immedesimandosi nell’elettore di Destra, puntare il dito contro le tendenze espansionistiche, imperialistiche e antilibertarie dell’Unione Sovietica e in parte implicite nel comunismo stesso. Sarebbe stato facile denunciare l’attentato a Togliatti come puro figlio dell’atmosfera avvelenata di quei giorni e del governo della guerra civile (vedi nel libro la dichiarazione di responsabilità di Nilde Jotti), o esaltare l’aiuto che diede la vittoria di Bartali al Tour per frenare l’ondata rivoluzionaria e insurrezionale, come pure dire che le elezioni erano state vinte sull’onda della paura del comunismo e della mobilitazione gigantesca e “miracolistica” della chiesa cattolica.

Non insistono sull’effetto facile, Avagliano e Palmieri, ma ci fanno capire che questi elementi, pur importanti ai fini della sconfitta della sinistra, unita alle ambivalenze della sinistra stessa relativa al futuro economico e politico, furono importanti, ma non determinanti come altri. Ad esempio, il bisogno che aveva un paese ancora alle corde per la povertà di sempre e i disastri della guerra, di ricevere aiuti e finanziamenti concreti per una ricostruzione materiale e morale e un rilancio reale dell’economia. E questo lo garantiva il Piano Marshall americano, che però era subordinato alla scelta di campo occidentale (molto interessante la ricostruzione nel libro, a cominciare dal supertelegramma e attraverso il “treno dell’amicizia”). E altro fattore determinante era che il nostro Paese, pur avendo ripudiato il Fascismo, era, e crediamo ancora lo sia oggi, fondamentalmente un paese moderato, legato alle radici delle tradizioni certo non rivoluzionarie del mondo contadino, non alieno dalle parole d’ordine della destra.

A questo quadro della rappresentazione di Avagliano e Palmieri, dobbiamo aggiungere la divisione dei capitoli, molto razionale, che parte dalla rottura dell’unità costituente (corrispondente poi alla rottura internazionale dell’alleanza antifascista e antinazista) per proseguire con i bollori della fase preelettorale, col peso dell’intervento americano e del Piano Marshall, con gli scontri e le tensioni in tutto il Paese, con la democrazia bloccata dagli eventi e dagli accordi sovranazionali, ma anche con la conventio ad excludendum della sinistra con cui si chiude il volume.

Dalla lettura si esce soddisfatti e carichi di stimoli e forse anche in parte rasserenati dalle conturbanti emozioni che ancora oggi generano quelle tensioni. Dagli eventi successivi sappiamo che il Paese si riempì di don Camilli e Pepponi, che furono anche botte da orbi, ma che don Camillo e Peppone tante volte erano in grado di collaborare per l’interesse di tutti. Sappiamo che questo spirito collettivo alimentò la grandezza del boom e le successive conquiste civili e democratiche. E dal libro di Avagliano e Palmieri abbiamo anche avuto la conferma che tutto sommato anche per la sinistra oggi quella vittoria DC non fu “una disgrazia” (ben altri problemi avrebbe causato la vittoria del Fronte).

È una miniera che ci arricchisce… e forse ci deprime anche un poco, perché nel confronto la nostra epoca appare ben più meschina e povera d prospettive. Certo, non è più il tempo di don Camillo e Peppone… e non è detto che questo sia un male. Però, sarebbe buono e giusto che i meschinelli litiganti di oggi sapessero guardare all’interesse comune, come alla fine facevano proprio i don Camillo e i Peppone di ieri …

Presentato anche a Roma “Verso di me”, di Silvana Salsano: un emozionato ed emozionante racconto in prosa e poesia nel tunnel della malattia… e oltre

CAVA DE’ TIRRENI (SA) e ROMA. Una vita terremotata dall’arrivo di un “inquilino abusivo” nel corpo, il disorientamento di giorni sbandati dall’altalena tra disperazione e ricerca di vie d’uscita, le terapie logoranti e deformanti, eppure salvifiche, ore annaspanti appena addolcite dal calore protettivo della famiglia, ore notturne avvolte da abissali fantasmi, poi la luce in fondo al tunnel e la riconquista della vita e la riscoperta di una nuova se stessa, in un’inesausta e inesauribile voglia di primavera. Questo il “romanzo interiore” dei frammenti di luce in una notte buia che la cavese Silvana Salsano ha intessuto in una successione di prose e poesie che ha pubblicato col titolo bivalente Verso di me (Ed. Area blu),e che ha presentato il 4 dicembre a Cava nella sala del Comune e sabato tre febbraio anche a Roma, nel Club “Il seminterrato”, diretto da Massimo Leone, in via Siena.

In tutte e due le serate, nessuna relazione “letteraria”, come si usa spesso durante le presentazioni di libri, spesso ahimé verbose e troppo “azzeccose”. In tutte e due le serate hanno parlato i versi e le confessioni di Silvana stessa.

A Cava, nel Salone d’Onore di Palazzo di Città, affollatissimo ma tutto oscurato, con la magia di una piccola luce sui lettori (la stessa Silvana, la figlia Ida Accarino, Maria Teresa Kindjarsky, Silvana Pisapia, il sottoscritto scrivente) e di un fascinoso creatore di rinascite in note, come il pianista Ernesto Tortorella. A Roma, con un emozionato pubblico “fatto in casa”, in una sala più piccola e raccolta, sempre in penombra, ma senza buio, con la lettura delle new entry Anita Trincia e Francesca Ferraioli e dei “veterani” (la stessa Silvana, Ida e il sottoscritto) e la musica di Jonio Worzel, armoniosamente coniugata ai testi.

Tutte e due le volte, la magia di un incontro “vero”, con momenti ora di alta Empatia con la S maiuscola (la S di Sensibilità e di Silvana), ora di avvolgenti voli nelle nuvole dei ricordi, ora di fascinose scoperte-riscoperte, ora di stimolanti riflessioni sul coraggio di raccontare e la capacità di lottare, sui disvelamenti a se stessi e ad altri al di là delle maschere, delle apparenze, dei ruoli e dei pregiudizi,.

Tutte e due le volte la storia di una malattia e di una ri-scoperta è uscita fuori dalla persona di Silvana per diventare una storia di tutti i presenti, perché ognuno di noi è attraversato da caverne e da fantasmi e, ogni volta che ne sente gli spifferi del buio, apre il cuore all’abbraccio solidale della comune fragilità.

Ed è stato un cammino, che nella sua realtà comune intender non lo può chi non lo prova, mentre nella sua realtà immaginaria regala un ponte di anime e il sapore dolce della ricostruzione.

Accanto a questa “lezione di condivisione”, la percezione della vita.

Silvana racconta il tutto con lo spirito della reduce, da una guerra e/o da un lager. Comunque, da un Inferno.

E, se la malattia è l’Inferno intriso di buio, già il Purgatorio, cioè la convalescenza, assume la luce piena del Paradiso. E tutto appare circondato da un alone diverso. In quel lungo dialogo con se stessi che ogni malato è costretto a fare, risulta assai feconda la rivisitazione delle emozioni e dei sentimenti finora vissuti e in attesa di ritorno. Tutto riappare, ma con la sua altezza “reale”. E ogni segno, ogni sorriso, ogni scintilla di vita ridiventano calore, ogni frammento della proprio esistenza assume un senso e la forma di un desiderio. Al confronto, ti torna a vibrare il cuore e si apre all’immenso respiro del cielo. E piano piano, mentre contestualmente riesci a vedere la luce che è in fondo al tunnel e la speranza riprende corpo, ti reimpossessi di te e l’amore ti scoppia nel cuore, ed emerge una persona più coraggiosa, più vorace, più sicura, più temeraria. Un’altra se stessa.

Questo viaggio, pur se con un lungo travaglio di non facile “stappamento”, Silvana ha trovato attraverso il libro la voglia, la, forza, il coraggio di raccontarlo. Da questo viaggio lei è andata e tornata tante volte verso di sé. E con lei ognuno di noi verso di lei. E alla fine, sperabilmente, ognuno di noi verso di noi stessi. Grazie anche a lei… e ai lampi di luci che ci ha regalato dalla sua nottata.

Alla Festa dei Giornalisti l’Associazione “Lucio Barone” celebra un anno ricco di iniziative, di eventi e di ospiti super, come Duccio Forzano e Federico Buffa

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Se il 24 gennaio dello scorso anno, la Festa dei Giornalisti rappresentò la prima uscita pubblica del nuovo Presidente dell’Associazione Giornalisti di Cava de’ Tirreni e Costa d’Amalfi “L.Barone”, Emiliano Amato, quella di quest’anno ne ha rappresentato la consacrazione.

Infatti egli, nel suo intervento al termine della Celebrazione Eucaristica officiata nella Chiesa di Sant’Alfonso dall’Arcvescovo Mons. Orazio Soricelli in onore del patrono dei giornalisti San Francesco di Sales, ha potuto presentare un bilancio estremamemte positivo di questo suo primo anno da Presidente.

Un anno ricco di interventi specifici in campo giornalistico, a cominciare dai corsi a punteggio distribuiti tra la primavera e l’estate in tutto il territorio. Un anno di incontri significativi con autori di libri e giornalisti di rilievo nazionale, tra cui naturalmente spiccano i nomi di Duccio Forzano e Federico Buffa, superbig di Rai (Che tempo che fa, Forzano) e Sky (i grandi ritratti-documentario dei campioni dello sport, Buffa). Un anno d innovazione, culminato nei premi ComunIcare, assegnati il 5 dicembre, in occasione proprio dell’incontro con Federico Buffa. Un anno di riconoscimenti e di performance dei membri dell’Associazione: ad esempio, i tre podi giornalistici estivi di Antonio Di Giovanni, tra cui anche un premio insieme con Franco Di Mare, il libro di Patrizia Reso sul Fascismo a Cava, quello del sottoscritto FBVitolo sulla Civiltà Contadina e, dulcis in fundo, l’espansione “internazionale” del Presidente stesso…. Un anno di fresco e rinnovato fermento all’interno dell’Associazione, con la partecipazione attiva e propositiva di tutti i membri del Direttivo.

Tutto questo con giusto orgoglio è stato ricordato dal Presidente e rievocato dal Vescovo Soricelli e dai membri dell’Associazione.

Quanto detto non vuole però fare ombra al clou della manifestazione, che era il ricordo del giorno in cui la salma del Vescovo francese Francesco di Sales (1567 – 1622) fu traslata definitivamente da Lione ad Annecy e da cui è partito il cammino della memoria che ne ha fatto il santo patrono dei giornalisti. Francesco di Sales è stato uno dei più grandi maestri di spiritualità di un periodo ricco di fermenti e di tensioni. Si distinse come sacerdote zelante, instancabile e creativo. Infatti, per fronteggiare la crisi delle partecipazioni, andava in giro per le case dei fedeli a distribuire fogli volanti con gli insegnamenti da trasmettere, motivo per cui è considerato un profeta della comunicazione.

Interessanti anche gli spunti dell’omelia, in cui, oltre ad evidenziare il ruolo “seminatore” della Parola e dei suoi messaggi, Mons. Soricelli ha richiamato il documento papale sul giornalismo, in cui Papa Francesco, come al solito stimolante e concreto, ha ricordato la necessità della Verità e il rifiuto netto delle fake news, che sono l’opposto di quello spirito costruttivo sociale e umano al quale si dovrebbe conformare naturalmente un giornalista.

Al termine, abbraccio fraterno e altrettanto fraterna agape, a base di cibi ben saporiti, di un panettone al bacio e di caldi dialoghi di condivisione, in cui sono riemersi alla memoria i momenti più significativi dell’ultimo periodo, in particolare dell’Avvento di fuoco, che è iniziato a fine novembre con il battesimo poetico di Alfonso Apicella, autore della raccolta in lingua napoletana Sunagliera, proseguendo con il sorprendente poema in versi Il segreto di Nonna Ninna (Ed. Europa) di Anna Maria Santoriello, con l’avvolgente noir Rosso Lupo di Francesco Puccio, e poi decollando il 4 dicembre con l’emozionante reading del libro Verso di me” (Area Blu), di Silvana Salsano, con la lettura recitata in penombra di versi e prose (e musica da fuoriclasse di Ernesto Tortorella) a raccontare l’inferno della malattia, il Purgatorio della speranza e della convalescenza e il Paradiso della Vita nuova riconquistata. Il giorno dopo la Salsano, l’esplosione con il duo Buffa-Catozzi.

Martedì 5 dicembre, infatti, nella grande e spettacolare Sala del Consiglio del Palazzo di Città, di Cava de’ Tirreni, davanti ad un pubblico foltissimo, è stato presentato il libro “Muhammad Ali, un uomo decisivo per uomini decisivi” (Ed. Rizzoli), appassionata ed appassionante biografia di Cassius Clay, “il più grande”, il pugile che nella seconda metà del secolo scorso ha fatto la storia dello sport ed anche della società. Con un’affabulazione avvolgente che ne ha fatto quasi un romanzo e che ha spaziato ad ampio raggio tra sport e storia, musica e società, il volume è stato realizzato da una coppia magnificamente assortita: il giornalista Federico Buffa, che è oggi in Italia il maggior aedo multimediale dello sport, e la giovane ricercatrice cavese Elena Catozzi.

L’incontro è stato ricchissimo di stimoli e di emozioni. Questo certamente è dipeso dalle mille sfaccettature del personaggio Clay: lo stile da farfalla-ape, il carattere esuberante e fortemente mediatico, gli epici scontri con Foreman, Liston e Frazier, il passaggio all’Islam col cambio di nome, il rifiuto pacifista, pagato caro e personalmente, di partecipare alla guerra del Vietnam, l’impegno per i diritti civili e la dignità della minoranza nera, la parkinsoniana accensione del tripode alle Olimpiadi di Atlanta, l’umana generosità e la bellicosa aggressività… Bisogna però ringraziare anche e soprattutto l’empatica capacità di comunicazione sia di Federico Buffa, affabulatore per eccellenza nel giornalismo nazionale, sia della giovane Elena Catozzi, che di fronte al pubblico di casa si è sentita caricata del ruolo di scrittrice in questo caso “alla pari” rispetto al grande compagno e di quello aggiuntivo di campionessa in patria rispetto ad una città orgogliosa di lei e felice per un salto di qualità che potrebbe anche essere decisivo nella sua carriera.

Oltre ai discorsi sportivi, i due autori hanno anche tracciato storie personali di incontri reciproci e riflessioni sulla forza di accettare le sfide e sui rapporti con le personali fragilità, come per Buffa la scelta della memoria nell’affrontare monologhi teatrali, compensativa rispetto al trauma dell’Alzheimer materno, o per Elena il passaggio dall’iniziale timore del salto troppo lungo per le sue gambe alla grinta superba nell’allungare le sue gambe.

Simpatici anche i siparietti col pubblico, come il duetto con un quattordicenne che aveva percepito lo spirito di scommessa del loro incontro, o il faccia a faccia con l’allenatore della Cavese, Bitetto, che fu uno degli eroi di quella squadra che nel 1982 in serie B andò a vincere in casa del Milan, squadra del cuore e della coratella per il buon Federico.

Importante l’epilogo della serata: su conduzione del Past President della “L.Barone” Antonio Di Giovanni, sono stati assegnati i primi premi ComunIcare (dove il finale I care richiama il famoso motto di Luther King) a enti o persone meritevole nel settore della comunicazione.

I riconoscimenti sono stati assegnati agli Uffici stampa dei Comuni di Cava de’ Tirreni e Amalfi ed a quelli dei rispettive Centri Vescovili, alla Protezione Civile di Cava de’ Tirreni, all’Ente Sbandieratori Cavensi, all’emittente metelliana Quarta Rete RTC, alla stessa Elena Catozzi e, dulcis in fundo, proprio a Federico Buffa, nella sezione Pontegiovane, riservata a personalità o situazioni o enti capaci di stabilire un ponte tra le generazioni per aprire finestre di speranza ai giovani. E più ponte di quello creato tra Buffa e la Catozzi…

Il “dopo Buffa” è stato degno dello scoppiettante inizio, con la doppia presentazione (15 dicembre a Cava e 27 dicembre a Vietri) del giovane e geniale poeta Alessandro Bruno, autore della raccolta Feste, festine e maletiempo (Ed. Gaia), con poesie in lingua napoletana che stanno già facendo il giro del territorio, e poi con la strepitosa performance di Dino Benvenuti, il novantenne “viaggiatore” di Valenza Po, venuto a presentare il suo libro Shambhò, in cui racconta l’incredibile avventura di quarant’anni fa, con trentamila chilometri in auto dal Piemonte all’India per ritrovare la figlia Lorena, andata in India in cerca di una nuova spiritualità. E lui, in cerca della figlia, trovò se stesso. E poi, ancora, presentazione con l’Anaima del Diario-Agenda di Noitre, ricco di poesie e brani d’autori classici e locali, e la serata di beneficenza con Il Germoglio, le poesie di Alfonso Apicella e le straordinarie invenzioni pittofotografiche di Franco D’Auria. A gennaio, la prima raccolta d poesie di Teresa D’Amico, dal titolo accattivante Non sono solo come sono (Ed. Il quaderno). E ora, l’attesa di nuovi eventi, a cominciare dall’arrivo a Cava del nuovo libro di Mario Avagliano, 1948, previsto il 23 febbraio, per festeggiare l’ulteriore volo di un Cavese nel mondo che oggi figura nel Gotha dei maggiori storici nazionali.

Sono tutte testimonianze di una presenza viva nel territorio, come si conviene ad un’associazione che considera il giornalismo una fonte vitale d ossigeno per una società e nello stesso tempo ne apre la dimensione fino a farne un collettore fecondo di cultura e incontro.

Insomma, una piccola grande festa dell’intelletto e della comunicazione. Non la panacea della crisi attuale, ma almeno una stella di riferimento in un cielo troppo spesso oscurato da eventi negativi e da sonni della ragione… E che la festa continui …

Il Maric non si ferma: prosegue a Curti la ricolorazione artistica di un intero paese … e venerdì 19 cena spettacolo di beneficenza al Ristorante “Il Pescatore”, con Espedito De Marino

VIETRI MARINA (SA) – CURTI (CE). Si terrà, venerdì 19 gennaio, alle ore 21, la cena con spettacolo di beneficenza al ristorante di Vietri sul mare Il pescatore.

Una cena di fronte al mare, data la posizione del locale, e Sulle onde del MARIC, cioè il Movimento Artistico per il Recupero delle Identità Culturali, che è l’ente organizzatore.

Oggetto della beneficenza è sta la raccolta di fondi per la realizzazione di una Casa della Cultura nella terremotata Accumoli, raccolta iniziata un anno fa e felicemente vicina al traguardo finale.

Il titolo, La Tenuta dell’Amore, è apparentemente misterioso, ma è tutto un programma. Il termine si riferisce infatti alla prestigiosa Tenuta San Domenico, di Sant’Angelo in Formis, che ospita nella sala d’onore un’esposizione permanente delle opere di artisti del Maric e in collaborazione con la quale, per una convenzione firmata il 30 dicembre scorso, sono in allestimento iniziative di grande rilievo culturale.

L’Amore, in vista di San Valentino, è il tema di intrattenimento della serata, grazie agli interventi poetici di commensali che faranno da “spettattori” ed alle musiche del grande Espedito De Marino, già chitarrista privilegiato di Roberto Murolo.

A completamento, da parte del vulcanico presidente e fondatore del Maric, Vincenzo Vavuso, la presentazione delle prossime iniziative, la prima delle quali sarà una mostra d’Arte a Roma, alla Biblioteca Morante, inaugurata il 3 febbraio.

Come “cornice e tavolozza di colori”, la cena, naturalmente a base di pesce, preparata dai maghi cucinieri de “Il Pescatore”.

Un quadro ancora più ampio, che abbraccia già varie città e regioni d’Italia, lo sta dipingendo il Maric, grazie alle continue iniziative proposte e promosse dal Presidente Vavuso, che è motore primo ed è lui stesso un tigre nel motore, con la collaborazione di artisti e scrittori sempre più convinti di percorrere la strada difficile ma fascinosa della produzione-protezione dell’Arte e della Cultura.

A parte l’avanzare della raccolta di fondi per la Casa della Cultura di Accumoli, da dicembre il Maric sta lasciando un segno visibile ed affascinante: ha portato pennelli, amore e fantasia nel paese di Curti, in provincia di Caserta, ha iniziato un’azione di restyling dell’ambiente urbano e sta ricolorando, abbellendo, dipingendo piazze, muri, strade, vicoli, panchine.

Gerardo Iorio, Piero Sani, Lucia De Sanctis, Mario Formica, Andrea Dubbini, Valentino Annunziata e naturalmente il Presidente Vavuso, oltre alle poetesse Teresa D’Amico, Stefania Maffei, Lucia De Sanctis: per ora sono stati loro, creativi dal Cilento al Rubicone, dal Sud al Centro Nord dell’Italia, a operare, nel tempo libero dal lavoro personale e con pieno spirito di volontariato. A dare slancio, il patrocinio ufficiale dell’Amministrazione Comunale, e anche il sostegno dei cittadini, che seguono da vicino le operazioni e godono a veder nascere un volto nuovo del loro ambiente urbano.

Nel corso dei mesi presumibilmente altri creativi si aggiungeranno e lasceranno il loro segno, fino al compimento del lavoro, previsto per l’ estate, ma sempre con la possibilità di un ritocco in fieri. È un esempio di arte-vita, il segno pioneristico, pur se non unico ai tempi d’oggi, di un’azione collettiva e volontaria a costo zero o minimo, l’apertura di una strada che, se diffusa ad ampio raggio, stabilirebbe un rapporto più stretto dei cittadini con l’ambiente di vita quotidiana, stimolerebbe vitalità attraverso le tonalità dei colori, recupererebbe forza d’immagine e di vivibilità anche per paesi e territori subordinati o emarginati rispetto al prevalere della grande Città. E sarebbe l’ennesima vittoria, o rivincita, del Bello che si agita dentro di noi e che non sempre riesce a liberare le sue energie.

Insomma, con la cena al Pescatore si apre un semestre cruciale per il Maric ed anche per i cittadini coinvolti, da beneficiari o protagonisti, nelle sue iniziative. Se andrà tutto bene, come si spera e si può, l’Arte e la Cultura potranno fare un sorriso in più, ma soprattutto un sorriso nuovo. E, si sa, il sorriso è contagioso …

 

 

 

 

 

 

Sarà presentato in Comune “Non sono solo come sono” di Teresa D’Amico

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Sarà uno stimolante ed emozionante “battesimo adulto”, quello di Teresa D’Amico, che domenica 14 gennaio, alle ore 18,15, nella bellissima Sala di Rappresentanza del Palazzo d Città di Cava de’ Tirreni, presenterà la sua prima raccolta poetica, Non sono solo come sono (il quaderno edizioni).

La presentazione consisterà in un mix di conversazione e di letture, guidato dalla stessa autrice e dal conduttore Franco Bruno Vitolo, che ha anche curato l’editing e la prefazione del volume. La serata sarà introdotta dai saluti del Sindaco Vincenzo Servalli e del presidente dell’Associazione Giornalisti Cava de’ Tirreni e Costa d’Amalfi “Lucio Barone”, Emiliano Amato. Interverranno anche Stefania Spisto, pimpante e intraprendente editrice, (recentemente ha al suo attivo anche un Premio per l’impegno editoriale contro la camorra, oltre la produzione di un film, Felicissime condoglianze, tratto da un romanzo di Tonino Scala, anch’esso edito da “Il Quaderno”), Autilia Avagliano, avvocato, operatrice sociale e culturale, ex assessore del Comune di Cava, e Chiara Savarese, che ha illustrato la bella copertina, in un azzurrino intriso di gocce d’acqua sfuggenti, evanescenti, eppure gravide di vita e collegate tra loro da fili forti e sottili.

L’accompagnamento musicale sarà curato dal Taidé Trio, formato da Ivana Pisacreta (violoncello), Marco Saraceno (flauto), Miriam D’Amico (pianoforte). 

Ottanta poesie, quattro sezioni… e un titolo, generale e anche della prima sezione, Non sono solo come sono, che è già tutto un programma: emblematico di una donna che vuole aprire qualche finestra in più su quella se stessa che finora è stata illuminata molto dal ruolo sociale e dall’immagine pubblica (Teresa è titolare col marito Antonio Senatore del negozio di abbigliamento Anter, oltre che attivista del Movimento Culturale e Artistico MARIC) e molto meno da interessi e zone d’ombra non tutti prevedibili o scontati.

I titoli delle altre sezioni sono altrettante finestre sullo sguardo aperto e sul cuore della poetessa.

Siamo è uno sguardo fuori dall’ombelico, ora polemico, ora ironico, ora allegro, ora critico, ora disincantato, sempre appassionato sulla prismatica società di oggi.

L’eco che (non) risponde al suono… è il canto degli affetti familiari: una cascata di sentimenti, che forma un fiume sempre gorgogliante di acqua fresca, ma non privo di frenanti pietruzze, a volte in debordante smarrimento rispetto allo scorrere sicuro nel suo letto naturale, ma decisamente avviato verso l’Oceano mare dell’affetto, dell’amore… e del gusto pieno della vita.

Sulle onde del MARIC… fissa in versi fluidi ed espressivi le sue esperienze all’interno di questo giovane movimento, fondato dal maestro salernitano Vincenzo Vavuso ed impegnato a fondo nella promozione e nella “protezione” della Cultura e dell’Arte. Tra queste, spicca l’impegno, a lungo termine, per la realizzazione di una Casa della Cultura nella terremotata Accumoli. Dall’esterno sociale e dall’interno del cuore la D’Amico racconta la navigazione, sempre a vele spiegate, su quella che lei stessa ha definito una “nave sognante”: un viaggio emozionato ed emozionante nell’arte e nella sua missione ora creativa ora solidale. Una di quelle esperienze che abbassano i ponti levatoi verso una vita nuova e dinamica, o almeno diversa.

Come del resto è nuova l’esperienza poetica della D’Amico, che ora si distende in un affresco aperto al mondo, dopo che nel suo primo scritto, Fili (sempre con Il Quaderno editore), si era cimentata in un autoritratto in prosa, incentrato sulle sue “crisi” di donna e di nonna e dedicato al nipote Filippo, detto Fili, affetto da disabilità.

Si trattava di uno scritto in prosa, ma già era già una finestra aperta sulla rombante energia lirica che bolle dentro di lei e che ora finalmente si è tradotta in una raccolta di poesie a tutti gli effetti.

La Befana si cala da Palazzo di Città

befana-piazza-amendola-cai-salerno-gennaio-2018-vivimediaSALERNO. La Befana con le scarpe tutte rotte, un gran nasone, casco in testa, per questa volta non arriverà di notte ma nel mezzo della mattinata del 6 gennaio alle ore 11.30, scenderà con la sua scopa calandosi da Palazzo di Città del Comune di Salerno ed arriverà nel mezzo di Piazza Amendola.La sezione di Salerno del CLUB ALPINO ITALIANO (C.A.I.), grazie al suo GRUPPO SPELEOLOGICO, regalerà un momento di gioia a grandi e piccini che assisteranno all’insolito spettacolo.
Nell’occasione i ragazzi del GRUPPO SPELEOLOGICO allestiranno una teleferica a doppia corda portante, con utilizzo di tecniche e attrezzatura speleo. Il suo punto di partenza sarà situato sull’ultimo piano del Palazzo Municipale, lato prospiciente Piazza Amendola, con arrivo e termine nell’area di parcheggio sottostante. Sulla teleferica verrà calata una socia del gruppo travestita da befana. La discesa avverrà nella maniera più lenta possibile in modo da poter impegnare l’attenzione e la curiosità dei bambini che assisteranno alla scena. Una volta giunta a terra “la Befana” distribuirà calze e dolciumi ai bambini presenti donati dalla sezione del CLUB ALPINO ITALIANO.
La manifestazione si propone di far conoscere e diffondere le attività svolte dal CLUB ALPINO
ITALIANO, associazione da sempre impegnata nel sociale e nella tutela dell’ambiente attraverso la pratica; la conoscenza e la cultura della montagna e dell’ambiente ipogeo. La sezione di Salerno, fondata nei primi anni Ottanta, in tutti questi anni ha dato un forte contributo alle attività di prevenzione e di soccorso in montagna e in grotta grazie ai suoi numerosi soci presenti come tecnici e volontari nel CORPO NAZIONALE SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO (C.N.S.A.S.).
“L’amministrazione comunale – sottolineano gli organizzatori – ha appoggiato l’iniziativa, mettendo a disposizione mezzi e personale. Un grazie doveroso all’amministrazione per la sensibilità dimostrata e in particolar modo al Consigliere, l’avvocato Antonio D’Alessio, che ha contribuito alla sua promozione”.

Notte Bianca XIII edizione, iniziato il countdown

notte-bianca-5-gennaio-2016-cava-de'-tirreni-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Notte Bianca 2018, 5/6 gennaio, di musica, divertimento, shopping con l’avvio dei saldi, in piena sicurezza. Per i più piccoli dalle 18.00 si parte con animazione sotto l’albero, lungo il corso porticato e a Largo Bonifacio, alle 20.00 sul palco di corso Garibaldi il concerto per tutti i “pirati della fantasia” di Giorgio Vanni, (ospite anche del Cavacon Winter Edition 2018 alla Mediateca Marte).

Befane giganti, clown e la Street Band, dalle ore 20.00, accoglieranno e divertiranno grandi e piccini lungo il corso porticato del Borgo Grande; alle 21.00, sul palco centrale di piazza Vittorio Emanuele III (piazza Duomo) aprirà la lunga notte di musica, il cantante targato “Amici”, Alex Mininni, che accompagnerà gli spettatori fino alle 22.00 quando sul palco salirà Roberto Vecchioni.

“La scelta di Vecchioni – ha affermato il Sindaco Vincenzo Servalli nell’incontro di stamattina con i giornalisti – si inserisce nel progetto di Cava de Tirreni Città della Cultura. Il 2018 ci vedrà impegnati maggiormente in questa direzione e anche la notte bianca deve inserirsi in questo percorso. Occasione certo di divertimento, shopping, ma anche di incontro tra generazioni e non una banale manifestazione fine a se stessa. La città che noi vogliamo costruire è questa, dando fiducia ai giovani ma proponendo un modello fatto di eleganza, civiltà, senso civico, appartenenza, cultura, che peraltro sono stati sempre i tratti distintivi di Cava de’ Tirreni”.

Il professor Vecchioni, alle ore 17.00, terrà un incontro, condotto dal giornalista Antonio Di Giovanni, con i giovani, nella Sala del Consiglio. Una occasione per scoprire anche l’uomo, l’artista, il saggista, lo scrittore, il docente universitario e commentatore per importanti testate giornalistiche nazionali.

Ad animare con la musica anche i Caffeina Band, alle 21.30 in piazzetta Di Mauro al Borgo Scacciaventi e dalle ore 24.00 poi, sul palco centrale, la Notte Bianca proseguirà con Paola Forleo & Four For One Band, l’animazione caraibica di Peppe Granato. A condurre la serata saranno Alfonso Senatore, Manuela Pannullo e Dino Della Porta.

Stamattina si è anche tenuto un nuovo incontro per definire gli ultimi dettagli sulla sicurezza che vedrà in campo circa 100 agenti tra Polizia Locale e Forze dell’Ordine.

Roberto Vecchioni incontra i giovani

notte-bianca-2018-roberto-vecchioni-cava-de-tirreni-gennaio-2018-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Il Cantautore milanese-napoletano (il padre Aldo di San Giorgio a Cremano e la madre Eva Picardi del Vomero) è la guest star della Notte Bianca 2018. Alle ore 17.00, a Palazzo di Città incontrerà i giovani che avranno la possibilità di confrontarsi e rivolgere domande al professore. Vecchioni, infatti non è solo uno dei grandi della musica italiana, ma anche autore di libri e saggi e collabora con articoli di fondo e commenti per i massimi giornali italiani, oltre che titolare della cattedra di “Forme di Poesia in musica” presso l’Università di Pavia dal 2006. Ha insegnato latino e greco per oltre trent’anni nei licei e continua la sua attività d’insegnante presso svariate università italiane e straniere.

Ha tenuto il corso: “Forme di Poesia in musica” presso la facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università di Torino dal 2001 al 2003, presso l’Università di Teramo nel 2004-2005.
Ha tenuto anche il corso di lezioni “Laboratorio di Scrittura e Cultura della Comunicazione” presso l’Università “La sapienza” di Roma dal 2004 al 2007.

Rinasce ad Asolo l’Academia dei Rinnovati fondata nel lontano 1750

pablo-neruda-asolo-dicembre-2017-vivimediaAd Asolo, uno dei borghi più belli d’Italia, rinasce dopo quasi 270 anni l’antica Academia (scrupolosamente con una c) dei Rinnovati fondata, infatti, nel 1750. Voluta fortemente dal poeta Giancarlo Zizola (presidente) e dai soci promotori, Franco Berton, Manlio Brusatin, Duilio Tassinari e Vittorio Zaglia, si prefigge un ricco calendario che svarierà dalla letteratura, alle arti figurative, alla musica. L’inizio delle attività culturali ha avuto luogo presso la splendida sala del Comune di Asolo, domenica 17 dicembre con una serata in onore di Pablo Neruda. Ospite il poeta Antonio Donadio che si è soffermato sulla poetica del grande poeta cileno e in special modo su alcune poesie giovanili tra cui una, tra le meno note, dedicata alla madre, morta solo dopo pochi giorni dalla sua nascita. Donadio ha anche brevemente commentato la recentissima notizia che stando a quanto dichiarato dall’équipe di sedici esperti internazionali incaricati dalla giustizia cilena di studiare le cause della morte del poeta, Neruda non morì per un cancro alla prostata come si è sempre creduto, ma fu avvelenato dalla polizia segreta di Pinochet. Lettori di eccezione, l’insegnante di dizione Donatella Cipollato e il filosofo Ivano Zordan. La lettura delle liriche nerudiane sono state intervallate da brani musicali eseguiti dalla giovanissima e valente flautista Giulia Lozza. Un pubblico molto numeroso, piena la pur ampia sala, fa sperare che la scelta coraggiosa e certo non priva di difficoltà, di Zizola e soci di dar nuova vita alla storica Academia, possa essere vincente. Un buffet a base dell’incomparabile Prosecco e panettone in segno d’augurio per le imminenti festività natalizie, ha concluso la serata sotto lo sguardo vigile della grande Eleonora Duse che amò molto Asolo definendolo paesetto di merletti e di poesia” e che da una parete della sala sembrava far da compiacente madrina a questo rinnovato varo dell’Academia dei Rinnovati.

Nuovi eventi per Natale in Città

processione-natalizia-pontecagnano-vivimediaPONTECAGNANO FAIANO (SA). Entra nel clou la rassegna Natale in Città 2017-2018 a Pontecagnano Faiano promossa dall’Amministrazione guidata dal Sindaco Ernesto Sica. 

Domani, dalle ore 10, interessante appuntamento al Palazzetto dello Sport di Sant’Antonio con l’iniziativa “La noble art” contro la violenza di genere e il bullismo. L’iniziativa, rientrante nell’ambito della campagna di sensibilizzazione all’educazione alimentare e all’approccio sociale, è promossa dall’Asd Sporting Center in sinergia con il comitato regionale Campania della Federazione pugilistica italiana e con il patrocinio e il sostegno dell’Amministrazione. 

Ed è grande l’attesa per le due tappe nel weekend di “Natale al borgo di Faiano”. La manifestazione è organizzata dalle Associazioni Insieme per la Città e Gera con la collaborazione di Noemi Dance, Socialmente, Associazione nazionale combattenti e reduci sezione “A. Castelluccio”, Consulta comunale degli Anziani e il supporto del Comune.

Sabato 16 dicembre, dalle ore 18.30, a piazza Garibaldi apertura della casa di Babbo Natale, esibizione di ballo, animazione e intrattenimento nelle strade. Testimonial d’eccezione l’attore Roberto Farnesi.

Domenica 17 dicembre, dalle ore 16.30, spettacoli per bambini con trampolieri, maghi, elfi, Santa Claus e, alle ore 19, tombolata presso l’ex Degustibus. 

Tante le iniziative anche da parte degli oratori cittadini. Sabato 16 dicembre, alle ore 19, spettacolo di evangelizzazione alla Parrocchia Sacro Cuore di Gesù in Farinia. 

Domenica 17 dicembre, alle ore 16, evento per bambini nella Chiesa del Sacro Cuore e San Michele in Corvinia. 

presepe-pontecagnano-vivimediaAltrettanto entusiasmante l’inizio della prossima settimana. Lunedì 18 dicembre, alle ore 10, l’Amministrazione inaugura il parco giochi “Peter Pan” con la partecipazione degli alunni delle scuole cittadine e lo spettacolo di Giovanni Muciaccia, storico conduttore di Art Attack. 

In serata, invece, la tradizionale tombolata presso l’Associazione “Punto d’Incontro” in via Toscana. 

Martedì 19 dicembre, alle ore 20, concerto di musica gospel “The Harlem Voices” alla Parrocchia Santissimo Corpo di Cristo. 

A salutare l’arrivo del Santo Natale sarà, come sempre, una Notte blu che si preannuncia ancora più spettacolare. Giovedì 21 dicembre, infatti, torna la serata più magica dell’anno in Città.

Ricco il programma dell’evento, organizzato dall’Associazione Ombra e dal comitato dei commercianti con il sostegno dell’Amministrazione, che prevede musica, spettacoli circensi, shopping, aperitivi nei locali, tanta animazione e vetrine dei negozi allestite a tema. Protagonisti nelle strade Murga los espantapajaros, le Sailor Popeye e P-funking band. Il percorso avrà inizio da via Tevere alle ore 18 per poi proseguire in via Isonzo, corso Umberto I, via Carducci, corso Europa, via Veneto e piazza Sabbato. 

Le iniziative andranno avanti con le tombolate di beneficenza in programma giovedì 28 dicembre all’Oratorio San Benedetto di Faiano e venerdì 29 dicembre all’Oratorio Virtus Nova. 

Sabato 30 dicembre, invece, in serata concerto natalizio alla Parrocchia Sacro Cuore di Gesù in Farinia. 

Giovedì 4 gennaio 2018, alla Biblioteca Civica “Alfonso Gatto” spazio a “Vieni ti presento un libro” a cura dell’Associazione “Il Ponte per il futuro”. 

Venerdì 5 gennaio due importanti appuntamenti per l’Epifania: “Una calza lunghissima” a corso Europa promossa dall’Associazione “Picentia Universitas” e dall’Oratorio “Virtus Nova” e “Faiano in…calza per la solidarietà” alla palestra della scuola “Moscati” a cura della Fondazione “Piergiorgio Avagliano”.

In serata giochi anche all’Associazione “Punto d’Incontro” di via Toscana. 

Sabato 6 gennaio, infine, tappa sul territorio di “Parola di Pollice Verde”, programma di rete 4 per la promozione e valorizzazione del territorio, e concerto natalizio alla Parrocchia Sant’Antonio. 

La rassegna Natale in Città 2017-2018 ha avuto inizio venerdì 8 dicembre con i festeggiamenti in onore di Maria Santissima Immacolata, il concerto di Katia Ricciarelli insieme ad Espedito De Marino Quartet al teatro San Paolo, l’esibizione itinerante dei Picarielli promossa dalla Confcommercio di Pontecagnano Faiano e dal Centro commerciale naturale Pontecagnano C’entro e l’inaugurazione del “Presepe in Congrega” a cura della Proloco Etruschi di frontiera e del Centro commerciale naturale Pontecagnano C’entro.