notizie

 

I “ricordi di famiglia” di Salvatore Fasano

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Una ricerca di dieci faldoni contenente documenti e fotografie d’epoca che testimoniano con immagini e testi, l’albero genealogico della famiglia Fasano dal 1840 ad oggi. Ci sono i “volumi principali”, i “collaterali”, i “ricordi di famiglia”, dei figli e nipoti, dell’attività politica, di quella lavorativa di brillante insegnante ed infine, il libro dei soci del circolo cattolico “S. Francesco d’Assisi”.

Tra mille curiosità ed aneddoti da non dimenticare. A presentarla il suo autore, un cavese d’eccezione, il Grand’Ufficiale Salvatore Fasano, in occasione del suo novantacinquesimo compleanno. Fondatore e Presidente Emerito del Comitato per il Sacrario Militare di Cava de’ Tirreni, Presidente, per molti anni, della Commissione Toponomastica cittadina, autore di quattro edizioni dell’Albo d’Oro, del volume “Monumenti ed epigrafi” e della grande opera sulla toponomastica dal titolo “Le strade di Cava, Toponomastica Storica”, è stato tra i protagonisti della scena politica cittadina tra il 1964 e l’85 ed oggi ha un blog all’indirizzo http://salvatorefasano.blogspot.it/ Lo incontriamo per scoprire quest’immenso patrimonio della memoria. “Quando, tanti anni fa, ho iniziato a scrivere l’Albo d’Oro – ci confida Salvatore Fasano- pensavo di raccogliere solo i caduti della seconda guerra mondiale, poi scoprii l’esistenza dell’Albo d’Oro della Campania che ricordava anche i caduti della prima guerra mondiale. Decisi così di allargare le mie ricerche ed arrivare fino al 1895 ed alla guerra d’Etiopia. Con la mia ultima ricerca è avvenuto esattamente lo stesso. Avevo le fotografie della mia infanzia e della mia famiglia quindi, ho pensato di cercare di risalire al 1840, ai miei nonni paterni e materni”. Un vero e proprio albero genealogico della famiglia.“Ho ritrovato oltre 3000 fotografie (che continuano ad aumentare) – prosegue Fasano- e più di 600 documenti tra lettere, atti di nascita e documenti di ogni tipo. L’opera non è un semplice album fotografico ma una raccolta dettagliata con approfondimenti e didascalie di quasi 200 anni di storia. Si parte dai miei antenati che vivevano a Dragonea di Vietri sul Mare. Ho documentato tutto partendo dai nonni paterni Innocenzo Fasano e Maddalena Cioffi e da quelli materni Aniello D’Amato e Filomena Murolo che erano di Alessia, frazione di Cava de’ Tirreni. E poi ci sono tutti i discendenti fino ai miei nipoti. Nel volume dedicato alla mia famiglia (Salvatore Fasano – Delia Cristini) ho voluto ricordare la famiglia dei miei stimati suoceri: Cornelio Cristini e Pierini Francesca”. Fasano è riuscito a mettere insieme tutte queste fotocon l’aiuto di tantissime persone in ogni parte d’Italia ed, in due anni di lavoro è riuscito nell’opera. “La fotografia che per me è più cara – aggiunge- è il gruppo del 1922 con i genitori ed miei 12 tra fratelli e sorelle. In quell’immagine mia madre era incinta. Io sarei nato pochi mesi dopo”. Non mancano le curiosità. “Una delle tante – conclude- è che la mia prima sorella è nata il mio stesso giorno e mese ma esattamente 23 anni prima. Eravamo molto legati ed avevamo le stesse passioni tra cui, ad esempio, l’amore per i colombi. Strano dunque ma vero. Così come la medesima calligrafia, appuntita ed inclinata di mia madre, di due mie sorelle e di una mia cugina”.


Note biografiche:

Salvatore Fasano è nato a Cava de’ Tirreni il 17 aprile 1923 da Antonio ed Assunta D’Amato. Docente in pensione, è stato consigliere comunale ed assessore all’istruzione del Comune di Cava de’ Tirreni, autore del libro Albo d’Oro dei Caduti Cavesi 1895-1945, fondatore e Presidente del Comitato per il Sacrario Militare di Cava de’ Tirreni, ex Presidente della Commissione Toponomastica cittadina, Commendatore dell’Ordine al “Merito della Repubblica” e successivamente, di iniziativa del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi Grande Ufficiale al “Merito della Repubblica”. 

Ultimo di 14 figli, ha avuto quali suoi germani Vincenza (coniugata) con Gaetano Sabatino, LuciaMatteo con Eugenia Grasso, Anna con Ernesto Mascolo, Maria deceduta dopo un anno, Mario sposato con Anna Ciaglia, Vincenzo deceduto per parto prematuro, Enrico sposato con Maria Russo, Carmela sposata con Pietro Russo, Umberto sposato con Alfonsina Farano, Maddalena coniugato con Luigi Barone, Livia deceduta a 2 anni, Ernesto coniugato con Ida Pisapia. A soli 12 anni subisce la perdita del padre. Le precarie condizioni economiche della famiglia lo costringono ad abbandonare la scuola. Successivamente, riesce ad iscriversi alla scuola di Avviamento Professionale superando gli esami di ammissione alle superiori. Studia da autodidatta diplomandosi al magistrale. Gli anni del dopoguerra però, lo obbligano a lasciare gli studi. Li riprenderà nel 1950 per affrontare e vincere in Avellino il primo concorso magistrale (il secondo lo vincerà nel 1958 in provincia di Salerno). Nel 1953 Salvatore sposò Delia Cristini che generò Daniele, Lucio e Livia. Dal 1950 fino al 1985, anno del pensionamento, insegnerà per molti anni nelle scuole elementari, ottenendo, come ricorda lo storico Monsignor Attilio Della Porta “il plauso dei suoi superiori che hanno ammirato in lui la preparazione didattica, il senso del dovere, la generosa dedizione alla causa scolastica” e dai colleghi delle scuole elementari di Passiano una targa di merito con medaglia d’oro. 

Riconoscimenti:

5 Maggio 1985   Attestato di Benemerenza per i servizi resi al Comune di Cava de’ Tirreni, nella qualità di Consigliere e di Assessore comunale.

2 Giugno 1998   Onorificenza di Commendatore dell’Ordine al “Merito della Repubblica”, su proposta dell’Amministrazione comunale di Cava de’ Tirreni.

11 Febbraio 2005   Onorificenza di Grande Ufficiale al “Merito della Repubblica”, conferita su iniziativa “motu proprio dal Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi e controfirmato dal Primo Ministro Silvio Berlusconi.

21 Giugno 2014   Attestato di Civica Benemerenza per atti di coraggio ed abnegazione civica, conferito dall’Amministrazione comunale di Cava de’ Tirreni. 

Contributi politici, civili, scolastici 

Anni ’60:  è istruttore di una “Pattuglia Scolastica mista di vigili in erba”;

1964: è eletto consigliere comunale a Cava de’ Tirreni, quindi ricopre la carica di assessore all’istruzione e ai servizi ecologici (N.U.).  Lo stesso anno, a Firenze, è relatore all’incontro “di studio sulla didattica delle scienze”;

1965 è componente del Consiglio di Amministrazione del Patronato Scolastico di Cava de’ Tirreni;

1967 chiede al sindaco dell’epoca, attraverso una lettera aperta, la costruzione di un monumentale Sacrario nel civico Cimitero, che viene realizzato nel 1981, con la sistemazione nel pio luogo di ben 106 Urne di Caduti in guerra, di cui 38 della Prima Guerra Mondiale (32 cavesi traslati dall’ex Cappella Votiva del Duomo e 6 non cavesi traslati dalla Cappella dell’Assunta in Cielo, detta Cappella del “Purgatorio”);

4 Urne dei caduti della Guerra Civile di Spagna, provenienti dal Sacrario Militario di Saragoza;

4 Urne di caduti nella guerra Italo-Etiopica;

60 Urne della Seconda Guerra Mondiale, provenienti dai vari Sacrari Militari in Italia e all’Estero;

Dal 1993 al 2007 organizza in collaborazione con l’Amministrazione Comunale ben 9 cerimonie di accoglienza (7 a Cava, 1 a Nocera Superiore e 1 a Pontecagnano);

1970 lavora al Piano di Ammodernamento e di Snellimento dei servizi di nettezza urbana;

1970-72 è Presidente del Circolo ACLI di Cava). 

Successivamente, redige il “Regolamento” della Biblioteca Comunale -Can. A. Avallone – con annesso Archivio Storico; 

Nel 1984 organizza anche la 2a  ”Settimana Nazionale del Libro per Ragazzi”. In qualità di amministratore si adopera per la sistemazione dell’ossario comune al cimitero civico, per l’allargamento del tratto di strada che dalla Statale 18 porta alle frazioni SS. Quaranta – Marini- Dupino – Alessia e per la realizzazione della lapide marmorea in memoria delle Vittime dell’alluvione del 1954; per la nuova strada colonica e dell’approvvigionamento idrico della località  Contrapone, mediante la costruzione di un apposito serbatoio e di una rete idrica; per la sistemazione della piazzetta della frazione Marini, semidistrutta dall’alluvione; per l’istituzione di oltre 25 scuole materne statali. 

In qualità di Presidente di due commissioni della Toponomastica di Cava de’ Tirreni, porta all’approvazione di oltre 200 tra strade e piazze del comune di Cava de’ Tirreni.  (Lara Adinolfi)

La maledizione del Lamberti continua

cavese-audace-cerignola-cava-de-tirreni-febbraio-2018-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Crolla in un Simonetta Lamberti vuoto a causa della giustizia sportiva che chiude le porte dello stadio amico dopo i fatti di Sarno la Cavese contro il Cerignola. Infranti, così, in una mezzora da incubo i sogni di gloria. Ora solo un miracolo potrà regalare questo sogno visto il rullo compressore Potenza e soprattutto visti i limiti caratteriali della squadra metelliana, ancora una volta incapace di offrire un’immagine di sé univoca. Anche contro la squadra pugliese, infatti, Cavese con due facce della stessa medaglia. Un’ora abbondante di supremazia territoriale condita da un gol, quello di Martiniello al 38’pt, e di controllo della sfida con un centrocampo ben orchestrato da Massimo e Manzo aveva fatto sperare in un’altra domenica di gioia che avrebbe potuto alimentare la speranza di aspirare alla leadership del girone. Invece tutto è stato rovinato da un bruttissimo finale di gara nel quale è successo di tutto. E tutto a discapito della Cavese. Ma partiamo dalla Cavese “bella” e vincente. Iniziano bene gli aquilotti con Girardi, al 3’pt, che su assist di Massimo dalla destra alza di poco sulla traversa un pallone invitante. Una distrazione della retroguardia cavese al 10’pt permette al portierino Bisogno di mettersi in mostra alzando sulla trasversale in angolo un bolide di Carannante lasciato tutto solo nel cuore dell’area di rigore. Poi solo Cavese. Al 12’pt tiro a volo di Fella che dai 25 metri indirizza di un soffio alto all’incrocio dei pali. Al 17’pt è Girardi che devia male un perfetto traversone da sinistra di Garofalo. Fella ci riprova al 26’pt. Palla nello specchio della porta ma non impossibile da controllare per Maraolo, che sventa. Azione tutta di prima, strappa applausi, al 33’pt dei padroni di casa. Martiniello smista a sinistra per Girardi al volo, il centravanti scavalca tutta l’area di rigore con un assist al bacio per l’accorrente Massimo, ma la conclusione è fuori bersaglio. Massimo restituisce il favore a Girardi 37’pt. IL suo pallone è pennellato per il numero 9 metelliano che però si fa ipnotizzare da Maraolo. Il gol del vantaggio è nell’aria e arriva un minuto più tardi. Angolo di Manzo dalla sinistra. Palla a filo d’erba che la difesa ospite non libera al meglio. In agguato c’è Martiniello che dal dischetto trova l’angolino lontano e porta in vantaggio i suoi. A esultare tutti i pochi presenti al Lamberti. Panchina in campo e abbracci per il capocannoniere blu foncé. Ma la prima frazione di gioco si chiude con l’episodio che col senno di poi si rivelerà decisivo sugli equilibri della sfida. Su uno scontro fortuito di gioco si infortuna Lame, che cade malamente a terra di spalla. Il difensore, roccia della difesa aquilotta, lascerà il campo in barella e lo stadio in ambulanza per accertamenti ospedalieri. Bitetto cambia in corsa due elementi per far quadrare il suo cerchio. Dentro Logoluso Gorzegno, fuori Lame e Massimo. Si va così negli spogliatoi senza altro colpo ferire. I primi diciassette minuti della seconda parte della sfida trascorrono senza intoppi per la Cavese, padrona del campo. Mister Grimaldi, squalificato e in panchina sostituito da Silvestri, manda il messaggio giusto ai suoi. Fuori Sante Russo e Donnarumma e dentro Marra e Luca Russo. E al 18’st il fattaccio. Su un attacco dei metelliani spazzano lontano i difensori ospiti nella zona di influenza di Russo che immediatamente innesca sulla fascia Morra che se ne va fin quasi sulla linea di fondocampo e con un beffardo tocco scavalca l’indeciso Bisogno, rimasto a metà strada tra un accenno di uscita e il presidiare la sua linea di porta. Il gol del pareggio galvanizza i pugliesi e piega psicologicamente i padroni di casa. Che provano a reagire ma in modo scoordinato prestando il fianco a possibili contropiedi. È il 29’st quando, quasi come un replay del pareggio, dalla difesa ospite parte un pallone lunghissimi scaraventato dalle parti di Longo, colpevolmente lasciato libero di agire indisturbato, che con un bel gesto tecnico stoppa a seguire la palla e a tu per tu con Bisogno lo impallinaper la seconda volta. Gli aquilotti non hanno la forza di reagire e non producono più azioni pericolose fino alla fine della gara, protrattasi 7 minuti oltre il novantesimo. Al 50’st viene espulso per proteste Morra ma ormai non c’è più nulla da fare. La Cavese esce sconfitta e con essa richiuso nel cassetto il suo sogno di gloria? I nervi a fior di pelle creano una brutta coda nella sfida. Marruocco e la panchina ospite si scambiano qualche pacca di troppo e il signor Giordano estrae il rosso per un paio di loro. Un mea culpa e una profonda riflessione su quanto è successo per un’altra domenica da dimenticare Bitetto e co. le faranno senz’atro.


 

CAVESE (3-5-2): Bisogno, Lame (43’pt Logoluso), Garofalo, Manzo, Fabbro (37’st Tripoli), D’Alterio, Frezzi, Massimo (43’pt Gorzegno), Girardi, Fella (34’st Oggiano), Martiniello (43’st De Angelis). A disp. Marruocco, Marino, Mingione, Favasuli. All. Dino Bitetto.

AUDACE CERIGNOLA (4-3-3): Maraolo, Cappelari, Di Bari (43’st Allegrini), Moro, Longo, Louzada (21’st Maiorano), Ciano, Carrannante, Russo Sante (12’st Morra), Loiodice, Donnarumma (12’st Russo L). All. Silvestri Vincenzo. A disp. Abagnale, Ngom, Matere, Cianci.

ARBITRO: Michele Giordano (Novara), I ass. Andrea Torresan (Bassano del Grappa), II ass. Marco Ceolin (Treviso)(Reggio Calabria).

RETI: 38’ pt Martiniello (C ), 18’ st Morra (A), 28’ st longo (A).

NOTE: giornata soleggiata ma fredda, campo in buone condizioni. Espulsi: 40’ st Morra (proteste), Marruocco e Cianci per reciproche scorrettezze tra panchine a fine gara. Ammoniti: Gorzegno e Manzo per la Cavese, Ciano e Moro per il Cerignola. Angoli: 2 a 2. Recuperi: 2’ pt, 7’ st.

Il Maric non si ferma: prosegue a Curti la ricolorazione artistica di un intero paese … e venerdì 19 cena spettacolo di beneficenza al Ristorante “Il Pescatore”, con Espedito De Marino

VIETRI MARINA (SA) – CURTI (CE). Si terrà, venerdì 19 gennaio, alle ore 21, la cena con spettacolo di beneficenza al ristorante di Vietri sul mare Il pescatore.

Una cena di fronte al mare, data la posizione del locale, e Sulle onde del MARIC, cioè il Movimento Artistico per il Recupero delle Identità Culturali, che è l’ente organizzatore.

Oggetto della beneficenza è sta la raccolta di fondi per la realizzazione di una Casa della Cultura nella terremotata Accumoli, raccolta iniziata un anno fa e felicemente vicina al traguardo finale.

Il titolo, La Tenuta dell’Amore, è apparentemente misterioso, ma è tutto un programma. Il termine si riferisce infatti alla prestigiosa Tenuta San Domenico, di Sant’Angelo in Formis, che ospita nella sala d’onore un’esposizione permanente delle opere di artisti del Maric e in collaborazione con la quale, per una convenzione firmata il 30 dicembre scorso, sono in allestimento iniziative di grande rilievo culturale.

L’Amore, in vista di San Valentino, è il tema di intrattenimento della serata, grazie agli interventi poetici di commensali che faranno da “spettattori” ed alle musiche del grande Espedito De Marino, già chitarrista privilegiato di Roberto Murolo.

A completamento, da parte del vulcanico presidente e fondatore del Maric, Vincenzo Vavuso, la presentazione delle prossime iniziative, la prima delle quali sarà una mostra d’Arte a Roma, alla Biblioteca Morante, inaugurata il 3 febbraio.

Come “cornice e tavolozza di colori”, la cena, naturalmente a base di pesce, preparata dai maghi cucinieri de “Il Pescatore”.

Un quadro ancora più ampio, che abbraccia già varie città e regioni d’Italia, lo sta dipingendo il Maric, grazie alle continue iniziative proposte e promosse dal Presidente Vavuso, che è motore primo ed è lui stesso un tigre nel motore, con la collaborazione di artisti e scrittori sempre più convinti di percorrere la strada difficile ma fascinosa della produzione-protezione dell’Arte e della Cultura.

A parte l’avanzare della raccolta di fondi per la Casa della Cultura di Accumoli, da dicembre il Maric sta lasciando un segno visibile ed affascinante: ha portato pennelli, amore e fantasia nel paese di Curti, in provincia di Caserta, ha iniziato un’azione di restyling dell’ambiente urbano e sta ricolorando, abbellendo, dipingendo piazze, muri, strade, vicoli, panchine.

Gerardo Iorio, Piero Sani, Lucia De Sanctis, Mario Formica, Andrea Dubbini, Valentino Annunziata e naturalmente il Presidente Vavuso, oltre alle poetesse Teresa D’Amico, Stefania Maffei, Lucia De Sanctis: per ora sono stati loro, creativi dal Cilento al Rubicone, dal Sud al Centro Nord dell’Italia, a operare, nel tempo libero dal lavoro personale e con pieno spirito di volontariato. A dare slancio, il patrocinio ufficiale dell’Amministrazione Comunale, e anche il sostegno dei cittadini, che seguono da vicino le operazioni e godono a veder nascere un volto nuovo del loro ambiente urbano.

Nel corso dei mesi presumibilmente altri creativi si aggiungeranno e lasceranno il loro segno, fino al compimento del lavoro, previsto per l’ estate, ma sempre con la possibilità di un ritocco in fieri. È un esempio di arte-vita, il segno pioneristico, pur se non unico ai tempi d’oggi, di un’azione collettiva e volontaria a costo zero o minimo, l’apertura di una strada che, se diffusa ad ampio raggio, stabilirebbe un rapporto più stretto dei cittadini con l’ambiente di vita quotidiana, stimolerebbe vitalità attraverso le tonalità dei colori, recupererebbe forza d’immagine e di vivibilità anche per paesi e territori subordinati o emarginati rispetto al prevalere della grande Città. E sarebbe l’ennesima vittoria, o rivincita, del Bello che si agita dentro di noi e che non sempre riesce a liberare le sue energie.

Insomma, con la cena al Pescatore si apre un semestre cruciale per il Maric ed anche per i cittadini coinvolti, da beneficiari o protagonisti, nelle sue iniziative. Se andrà tutto bene, come si spera e si può, l’Arte e la Cultura potranno fare un sorriso in più, ma soprattutto un sorriso nuovo. E, si sa, il sorriso è contagioso …

 

 

 

 

 

 

Villa Cimbrone: l’Ausino chiude l’acqua dopo anni di morosità

villa-cimbrone-ravello-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Corre l’obbligo di replicare agli articoli comparsi sui quotidiani nei giorni scorsi, riguardanti l’interruzione dell’erogazione idrica effettuata dal personale dell’Ausino S.p.a. il giorno 12 u.s. all’attività Villa Cimbrone S.r.l. in Ravello.

Il sig. Giorgio Vuilleumier, legale rappresentante dell’attività, non ha mai intrapreso alcuna azione legale contro l’Ausino S.p.a., a tutela delle sue ragioni. Semplicemente, da anni, ha cumulato un debito elevato non pagando le fatture entro i termini di scadenza. Periodicamente, a seguito di solleciti di pagamento, egli ha versato delle somme, determinate secondo propri arbitrari criteri, che nel tempo hanno reso la debitoria non più sostenibile.

Quindi, dopo aver invitato la società a pagare il debito cumulato minacciando il distacco ed assegnando un congruo lasso temporale per consentire il pagamento, si è dovuto effettuare il distacco, al quale l’utente non si è opposto, in quanto operato nella piena legalità.

Le pesanti affermazioni, pubblicate sui mezzi di informazione successivamente all’interruzione dell’erogazione idrica, che si ribadisce essere stata preannunciata da tempo, sconfinano poi nella polemica e nella diffamazione ed obbligano ad una riflessione sulla necessità di tutelare l’immagine dell’Ausino, di coloro che la rappresentano e che vi lavorano.

Relativamente al canone per la depurazione, si fa presente che in tariffa vengono ribaltati solo i servizi effettivamente prestati, che altrimenti non troverebbero copertura economica.

Ad ogni buon conto, l’Ausino non pretenderebbe alcuna tariffa di depurazione da parte di chi, nel rispetto dell’ambiente e conoscendo le criticità del sistema affidato, decida di depurare con un proprio impianto ed a proprie spese.

Ogni altro comportamento, come nella fattispecie, è strumentale al tentativo di delegittimare il gestore dal pretendere il pagamento del servizio pubblico svolto.

L’occasione è utile per dare informazione che, per tutelare gli utenti virtuosi che pagano regolarmente e nei termini le fatture del s.i.i., l’Ausino sta effettuando altre analoghe procedure di distacco delle utenze morose. (Ausino SpA)

Allerta Meteo: previste forti piogge

strada-pioggia-nebbia(1)-380x_vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Stamattina il Sindaco Vincenzo Servalli, ha convocato il C.O.C. (Centro Operativo Comunale), a seguito dell’allerta meteo diramata della Protezione Civile regionale, che ha segnalato intensi fenomeni meteorologici a partire dalle ore 12:00 di oggi, venerdì 15 dicembre 2017 e per le successive 24 ore. Allo stato non è prevista la chiusura delle scuole.

Come previsto dalle procedure del piano comunale di emergenza e tenuto conto del lungo periodo di siccità con terreni aridi e ridotta capacità di assorbimento, è stata attivata la Protezione Civile comunale per effettuare la vigilanza sul territorio comunale tesa alla verifica del regolare funzionamento del reticolo idrografico e dei sistemi di raccolta e allontanamento delle acque piovane, al controllo dei versanti con particolare fragilità per la possibilità di trasporto a valle, per effetto di ruscellamenti superficiali, di materiale solido.

Inoltre, è stato disposto il controllo delle aree a rischio idrogeologico, individuate nei P.S.A.I. delle autorità di Bacino, delle zone depresse del territorio, dei sottopassi stradali, dei luoghi e della rete stradale prossima agli impluvi, canali e corsi d’acqua per possibili allagamenti, dei versanti incombenti sulla viabilità e su insediamenti abitativi per il possibile trasporto a valle di materiale solido, fango o prodotti della combustione per effetto di dilavamenti superficiali i profondi.

In relazione alla previsione dell’intensificazione dei venti moderati meridionali, con locali rinforzi e possibili raffiche durante i temporali, è stata disposta la vigilanza delle aree alberate a verde pubblico e delle strutture soggette a sollecitazioni dei venti

Tutti i cittadini che sono residenti nelle aree a rischio così come individuate dal Piano di Protezione Civile (consultabile sul sito www.cittadicava.it nella sezione albo/Protezione Civile , tramite la App “Librarisk” scaricabile dalla apposita sezione del sito internet e collegandosi al link: http://urbanistica.cittadicava.it/default.php?codice=pianourb&id=1&art=179) dovranno osservare le seguenti norme comportamentali:

  • allontanarsi dalle abitazioni solo in caso di necessità;
  • evitare l’uso dell’auto; evitare di stazionare all’esterno delle abitazioni ed in prossimità di alvei e ponticelli;
  • evitare di stazionare nei piani seminterrati e interrati; durante eventi meteorologici di particolare intensità portarsi ai piani alti delle abitazioni (superiori al piano terra se disponibili);
  • seguire l’evoluzione della situazione meteorologica a mezzo dei canali informativi esistenti (Tv locali, sito internet del Comune (www.cittadicava.it), sala operativa della Protezione Civile (numero verde 800 225 156) Comando di Polizia Locale (numero verde 800 279 221), App “Librarisk”

“Contadino per un giorno”: fino a sabato porte aperte nelle aziende agricole della Piana del Sele

NAPOLI. Contadini per un giorno, la nuova iniziativa di Legambiente sull’agricoltura ha preso il via stamattina con la partecipazione di centinaia studenti in visita all’interno delle aziende agricole Alma Sages e Improsta nella piana del Sele per far conoscere le attività e il funzionamento di una struttura produttiva.

Contadino per un giorno è una scuola di ecologia all’aperto e di pedagogia rurale attiva, che propone esperienze di vita agricola in una vera fattoria tradizionale: la semina, il compostaggio, la zappatura, la raccolta di ortaggi ed erbe, l’ecosistema-azienda. Stamattina oltre 200 studenti provenienti da tutta la regione hanno fatto visita all’Azienda Alma Seges di Eboli guidati da agronomi e dipendenti e hanno partecipato ad una delle parti del processo produttivo di ortaggi biologici. Successivamente si sono trasferiti all’Azienda Azienda Agricola Regionale Sperimentale Improsta di Eboli dove hanno visitato la bufalara e caseificio.

L’attività sarà sviluppata in 10 aziende agricole associate ad Alma Seges. Da oggi a sabato 16 dicembre le aziende apriranno le porte al pubblico per accorciare la distanza tra produttore e consumatore e per far conoscere il lavoro e la passione che c’è dietro un prodotto.

“Entrare in una azienda agricola – commenta Mariateresa Imparato, segreteria Legambiente Campania - significa cominciare un viaggio alla scoperta di orti, prodotti, tradizioni, storie, significa toccare con mano come è possibile una produzione agricola che contribuisce a preservare la biodiversità, che spesso utilizza le energie rinnovabili, che non inquina e preserva le risorse idriche, che contribuisce a combattere il cambiamento climatico. Parlare con i ragazzi di agricoltura significa parlare di tutela del territorio, educazione alimentare e al consumo, ma anche di salute e di economia circolare. Contadini per un giorno -conclude Mariateresa Imparato- vuole raccontare le esperienze virtuose delle aziende che investono nella qualità, valorizzando il patrimonio d’identità e tradizioni dei nostri territori, con la presentazione delle buone pratiche dell’agricoltura biologica e sociale, della filiera corta, dell’esperienza degli orti urbani”.

Quasi un’oasi per la fauna selvatica, due soli spari in zona Riserva. Tre denunciati.

BORGO CARILLIA (SA). Alle prime ore dell’alba durante i primi sopralluoghi non si sono uditi spari provenire dalle sponde dei fiume Calore, ricadente nella Riserva, il che ha lasciato sperare in un controllo con esiti negativi.

Ma poco dopo lungo la strada che costeggia il fiume, il Maresciallo capo Lorito notava un’auto parcheggiata a poche decine di metri dalla sponda. Quest’ultimo, insieme alle guardie della Protezione animali di Salerno, si recava sul posto e dopo alcuni secondi udivano due spari nei pressi di un uliveto. Venivano così individuati due soggetti intenti a esercitare l’attività venatoria a circa 50 metri dalla sponda del fiume. E poco dopo un terzo soggetto, con fucile imbracciato a pochi metri dai due.
I tre soggetti, provenienti dal napoletano, erano autorizzati alla detenzione delle armi per uso caccia ma non avevano rispettato i limiti della Riserva.

I militari dell’Arma e l’Enpa, dopo una ricerca di eventuale avifauna illecitamente abbattuta si sono recati, insieme ai tre soggetti, alla Stazione dei Carabinieri di Borgo Carillia dove sono stati effettuati ulteriori controlli e si è proceduto al deferimento all’A.G. competente dei tre soggetti per l’esercizio della caccia in zona protetta.

I controlli sul territorio di competenza della Stazione di Borgo Carillia, sotto il comando del M.C. Lorito Vittorio, cominciano a dare i primi frutti. Di fatto nell’arco della mattinata non si sono uditi ulteriori spari dall’area Riserva. Va constatato che negli ultimi controlli i cittadini del posto e dei comuni limitrofi sembrano aver capito i limiti dell’area protetta, questo purtroppo non è ancora chiaro ai cacciatori delle altre province ancora legati a vecchie storie quali la tabellazione dell’area. Recenti sentenze hanno di fatto evidenziato che la perimetrazione dei parchi e delle aree interdette all’attività venatoria sono pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale e sulle cartografie dei siti delle relative aree e non necessitano di tabelle.
E’ compito quindi dei cacciatori informarsi sui limiti territoriali.

“I controlli proseguiranno nelle prossime giornate per garantire il regolare svolgimento dell’attività venatoria e per garantire la regolare detenzione delle armi da parte dei cittadini” – commenta Alfonso Albero, coordinatore delle guardie Enpa di Salerno – “grazie alla determinazione del comandante della stazione dei Carabinieri di Borgo Carillia M.C. Lorito e dei suoi uomini, che meritano tutta la nostra stima, e con i quali si è creato un rapporto di amicizia e di feeling operativo.”

BoscoNatale 2017 tante idee regalo tra mercatini natalizi, concerti, buskers e spettacoli

bosconatale-locandina-boscoreale-dicembre-2017-vivimediaBOSCOREALE (NA). Dopo i primi due appuntamenti di successo del BoscoNatale 2017 si respira una bella e intensa atmosfera natalizia per le strade e le piazze di Boscoreale, in provincia di Napoli, per i tradizionali mercatini natalizi, organizzati dalle Associazioni ASCAB e Mamme Vulcaniche onlus e con la collaborazione dell’amministrazione comunale di Boscoreale.

BoscoNatale 2017 è itinerante, per i prossimi sabati fino alla Befana, diverse location ospiteranno i vari espositori che proporranno ai visitatori i prodotti tipici tradizionali artigianali, da manufatti ricercati a semplici ma originali idee, addobbi in vetro, legno e ceramica, tante idee regalo e anche specialità gastronomiche e deliziosi dolci natalizi.

Per tutto il periodo delle festività, per allietare il passeggio nel centro storico, è stata attivata una filodiffusione con le canzoni classiche natalizie, offerta dai negozianti del paese.

BoscoNatale è anche spettacolo con l’esibizione del coro della Chiesa Immacolata Concezione e i balli degli allievi della Passional Dance e la cittadina sarà invasa anche dai buskers, diversi artisti di strada tra cui giocolieri, trampolieri, sputa fuoco, faranno rivivere il magico mondo circense anni ’20.

Il 30 dicembre ci sarà un’estemporanea d’arte, diversi artisti creeranno delle opere uniche e originali che verranno devolute al “Santobono Pausillipon”. Gli organizzatori sono ancora disponibili per accogliere prenotazioni degli artisti che vorranno partecipare: “Più si è, meglio si devolve!”

 

BoscoNatale 2017 vi aspetta a Boscoreale con tante fantasiose idee regalo per uno shopping originale.

 

Sabato16 Dicembre 2017
Dalle ore 9:00 alle 13:00 Largo Piscinale:
Incontro con Babbo Natale ed i suoi elfi + lotteria offerta dai commercianti associati ad ASCAB + Mercatini Natalizi.

Sabato 23 Dicembre 2017
Dalle ore 9:00 alle 13:00 Piazza Vargas:
Esibizione del coro della Chiesa Immacolata Concezione + Esibizione di ballo della “Passional Dance” + Mercatini Natalizi.

Sabato 30 Dicembre 2017
Dalle ore 9:00 alle 13:00 T.A.Cirillo (Via Del Popolo).
Artisti di strada ( giocolieri, trampolieri, sputa fuoco ecc.) + estemporanea d’arte con opere devolute al “Santobono Pausillipon” + Mercatini Natalizi.

Sabato 6 Gennaio 2017
Dalle ore 9:00 alle ore 13:00 
Befana in carrozza regala caramelle da Piazza Vargas fino a Piazza Pace passando per Via del Popolo

La Cavese perde la bussola e la vetta

cavese-manfredonia-cava-de-tirreni-dicembre-2017-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). La Cavese stecca alla sua seconda casalinga consecutiva e deve subito scendere dal trono del girone H della serie D.
A rovinare i piani a Bitetto e co. ci pensa il Manfredonia. Beffa doppia, dunque, contro una formazione invischiata nei bassifondi della classifica e apparsa anche a Cava piena di limiti tecnici e sicuramente alla portata degli aquilotti. Ma nel calcio a fare la differenza spesso è anche un altro fattore. Il fattore emotivo.
I metelliani non hanno saputo gestire l’aria di alta classifica. Hanno sbagliato l’approccio alla sfida e sono caduti. Sterile supremazia territoriale e tanti errori in fase di costruzione della manovra farcita da inutili leziosismi. Questa la fotocronaca della partita in chiave biancoblù. E così il Manfredonia ringrazia e con uno sforzo piccolo piccolo concretizza due regali della difesa locale che dorme al 33’pt e al 13’st e porta a casa una vittoria insperata alla vigilia.
La sfida si apre con la Cavese decisamente padrona del campo ma senza incidere dalle parti di Grasso. Ci prova al 17’pt Martiniello ma che non sia giornata lo testimonia la potenza della conclusione non irresistibile. Azione fotocopia al 22’pt. La conclusione debole è di Fella. La Cavese gioca il Manfredonia segna. È il 33’pt quando Romito, vecchia bandiera pugliese tornata al Manfredonia alla veneranda età di 38 anni, clacia una punizione dalla trequarti non impossibile da controllare per la difesa aquilotta che, invece, resta a guardare la deviazione di Russo sotto porta. Gelo al Lamberti.
Si prova ad allontanare l’incubo della seconda sconfitta casalinga dopo quella col Potenza ma senza successo. Martiniello sciupa un contropiede al 41’pt e sulla ribattuta della difesa ospite è Massimo che impegna in angolo il portiere Grasso.
Poi tutti negli spogliatoi.
I tifosi sperano in un secondo tempo di marca aquilotta e sospingono con il loro incitamento la squadra. Ma non è la domenica giusta. E dopo un’occasione avuta al 3’st da Logoluso neutralizzata da Grasso arriva il colpo finale del Manfredonia. Slalom di Amendola, che entra in area e serve Vatiero cherealizza a porta vuota il 2-0. Bitetto non ci sta e inserisce Tripoli e De Angelis, al posto di Fabbro e Girardi, aumentando il potenziale d’attacco ma senza risultati concreti.
L’attacco risulta anche in questa veste sterile complice anche un ottimo Grasso che si guadagna le pacche dei compagni sulle spalle per un intervento su un colpo di testa di Tripoli al 29’st. E quando non c’arriva al 31’st ci pensa il palo alla sua destra a neutralizzare un tiro-cross di Carotenuto dalla destra. La gara si conclude senza altre vere emozioni e cala il sipario sul Lamberti con l’unica cosa positiva della domenica calcistica aquilotta, l’ultima del 2017.
La curva sud è piena di luci per festeggiare la rinascita aquilotta. La sconfitta solo un incidente di percorso. Il futuro non potrà essere che più radioso per i colori blu foncé. Anche se la sconfitta costa la perdita del primo posto e lo scivolone al 4° alle spalle di Potenza, Altamura e Cerignola. La squadra è chiamata a cancellarla nell’ultima trasferta del girone d’andata con la Frattese.


 

CAVESE (3-4-1-2): Bisogno; Lamé, D’Alterio, Fabbro (15’st Tripoli); Carotenuto, Massimo (41’st Somma), Logoluso (28’st, Mincione), Gorzegno; Fella; Martiniello, Girardi 15’st, De Angelis). All. Bitetto. A disp.: Marruocco, Trezza, Senatore, Turmalaj, Nunziante.

MANFREDONIA (4-3-3): Grasso; Vatiero (23’st Quitadamo), Russo (dal 20’st De Giosa), Mazzei, Esposito; Martino, Joof, Romito; Amendola, La Porta (40’st Rinaldi), La Forgia (12’st, Granatiero). All. Baratto. A disp.: Simone, Di Muro, Stoppiello, Ese, Buenza.

RETI: 33’pt Russo (M), 13’st Vatiero (M)

ARBITRO:  Panozzo N. (Castelfranco Veneto) NOTE: Spettatori 1200i, di cui una trentina ospiti.Ammoniti: Mazzei (M), Esposito (M). Angoli: 14-0 per la Cavese. Recupero 2’ pt., 7’ st.

Rischio idrogeologico. Campania regione dai piedi di argilla

legambiente-vivimediaNAPOLI. Una Campania sempre più fragile e insicura, incurante dell’eccessivo consumo di suolo e del problema del dissesto idrogeologico mentre i cambiamenti climatici amplificano gli effetti di frane e alluvioni. Numeri e dati aggiornati sul rischio idrogeologico in Campania sono stati presentati da Legambiente nel dossier Ecosistema Rischio 2017, l’indagine sulle attività nelle amministrazioni comunali per la mitigazione del rischio idrogeologicorealizzata sulla base delle risposte fornite dalle amministrazioni locali al questionario inviato ai Comuni in cui sono state perimetrale aree a rischio idrogeologico (i dati si riferiscono a 65 comuni della Campania che hanno risposto al questionario pari al 13% circa dei comuni a rischio della regione).

Nel 72% dei comuni campani intervistati si trovano abitazioni in aree a rischio. Nel 28 % sono presenti interi quartieri. Scuole o ospedali si trovano in aree a rischio nel 11% dei casi, mentre nel 20% dei comuni si trovano strutture ricettive o commerciali in aree a rischio. La costruzione scellerata non è un fenomeno solo del passato: nell’ultimo decennio il 12% dei comuni ha edificato in aree a rischio. Preoccupanti anche i dati sulla cementificazione dei letti dei fiumi: anche se il 55% dei comuni intervistati, svolge regolarmente un’attività di manutenzione ordinaria delle sponde dei corsi d’acqua e delle opere di difesa idraulica;il 6% delle amministrazioni ha dichiarato di aver “tombato” tratti di corsi d’acqua sul proprio territorio, con una conseguente urbanizzazione delle aree sovrastanti, mentre solo il 1,5% ha eseguito la delocalizzazione di abitazioni costruite in aree a rischio e il 4% la delocalizzazione di fabbricati industriali.

A pagare lo scotto di questa Campania insicura sono i cittadini esposti quotidianamente al pericolo: solo a Napoli oltre 100.000  cittadini si trovano ogni giorno in zone esposte al pericolo di frane o   alluvioni.Per non parlare dei danni economici causato dal maltempo e che solo nell’ultimo triennio (2013-2016), secondo i dati dell’unità di missione Italiasicura, nella nostra regione è di circa 1,1 di euro.

“I dati dell’indagine Ecosistema Rischio – spiega Giancarlo Chiavazzo, responsabile scientifico di Legambiente Campania-  evidenziano la forte discrepanza che ancora esiste tra le evidenze, la conoscenza, i danni, le tragiche conseguenze del rischio idrogeologico nella nostra regione e la mancanza di un’azione diffusa, concreta ed efficace di prevenzione sul territorio. La gestione accurata e sistematica del territorio e la formazione e informazione ai cittadini sui comportamenti da tenere in caso di frane e alluvioni, devono essere una priorità politica, a partire dall’approfondimento e dalla conoscenza del territorio e delle sue dinamiche introducendo l’elemento del rischio in tutte le politiche di gestione e di pianificazione territoriale. Piuttosto che rassegnarsi alle tragedie annunciate –conclude Chiavazzo – serve dunque muoversi su due fronti. Il primo, con efficacia immediata, a costi  sostenibili  e attuabile in tutte le aree a rischio, in grado di far salve le vite umane, consistente nella messa a regime di sistemi di previsione, allerta e allontanamento, attraverso presidi territoriali, piani di prevenzione, informazione/addestramento delle comunità coinvolte. Il secondo, di tipo strutturale con efficacia nel medio-lungo termine, con costi da programmare nel tempo, a valle di una seria pianificazione, prevedendo prioritariamente la delocalizzazione delle strutture a rischio.”

Tornando ai dati di Ecosistema Rischio 2017, il 52,3% delle amministrazioni ha dichiarato che sono state realizzate opere per la mitigazione del rischio nel proprio territorio. Nel 73% dei casi le perimetrazioni definite dai Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) sono state integrate ai piani urbanistici.

Elemento imprescindibile per tutelare la vita delle persone e la loro salvaguardia è dato da una efficace azione di prevenzione non strutturale e una cultura diffusa di Protezione Civile. Sul fronte dell’attività di prevenzione, il 78% delle amministrazioni si è dotato di un piano di emergenza comunale di Protezione Civile da mettere in atto in caso di frana o alluvione. Il 67di questi  ha dichiarato invece di aver aggiornato il proprio piano d’emergenza negli ultimi due anni. Inoltre nel 33% dei comuni ), che hanno partecipato all’indagine, sono presenti e attivi sistemi di monitoraggio finalizzati all’allerta in caso di pericolo, mentre il 58% dei comuni intervistati riferisce di aver recepito il sistema di allertamento regionale: un importante passaggio per far sì che il territorio sia informato con tempestività su eventuali situazioni di allerta e pericolo. Per quanto riguarda le attività d’informazione rivolte ai cittadini, il 43% del campione ha realizzato attività di informazione rivolte ai cittadini, mentre solo il 15% ha compiuto esercitazioni per testare l’efficienza del sistema locale di protezione civile. Una percentuale particolarmente bassa visto che i piani d’emergenza, per essere realmente efficaci, devono per prima cosa essere conosciuti dalla popolazione.