Scienza & Tecnologia

 

Il robot umanoide Nao arriva nelle scuole di Faiano e incanta subito gli alunni

robot-nao-pontecagnano-faiano-ottobre-2017-vivimediaPONTECAGNANO FAIANO (SA). Nao si presenta agli alunni dell’Istituto Comprensivo Moscati in un clima di grande entusiasmo. 

Il robot umanoide ha, infatti, incontrato i bambini dei plessi Primaria di Trivio Granata e Faiano e gli studenti della Scuola secondaria di I Grado suscitando notevole interesse. 

Ad illustrare le sue eccellenti capacità, alla presenza del Dirigente scolastico Sergio Di Martino, dei docenti e dell’Assessore alla Pubblica Istruzione Maria Rosalba de Vivo, c’erano, per l’IC Pontecagnano Sant’Antonio, il Direttore dei servizi amministrativi generali Rosa Lembo e la referente della formazione e progettazione Anna Troiano. 

Nao è in grado di interagire con l’uomo grazie a sofisticate applicazioni e tecnologie di riconoscimento di voce ed emozioni. Rappresenta, attualmente, la più alta evoluzione della scienza robotica per arricchire le attività educative e sociali dei plessi e delle famiglie migliorando l’apprendimento e l’inclusione scolastica, in particolare dei bambini autistici.

Il progetto, fortemente sostenuto dall’Amministrazione Comunale retta dal Sindaco Ernesto Sica che ha acquistato il robot, è promosso dall’Istituto Comprensivo Pontecagnano Sant’Antonio, guidato dal Dirigente Angelina Malangone, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umane per la formazione dell’Università degli Studi Bicocca di Milano e vanta una proficua rete con l’IC Moscati di Faiano e l’IC Genovesi di San Cipriano Picentino, guidato dal Dirigente Alessandra Viola. 

Il professore Sergio Di Martino ha evidenziato “l’importanza della sinergia territoriale tra i plessi e l’Amministrazione per rendere le nostre scuole migliori e sempre più innovative a sostegno della crescita dei nostri ragazzi”. “Insieme – ha aggiunto – si possono raggiungere grandi risultati come dimostrano la collaborazione instaurata tra gli istituti comprensivi e l’autorevole guida dell’Università Bicocca che svolge un ruolo fondamentale nella formazione dei nostri docenti”. 

A ribadire la valenza della rete tra istituti e Amministrazione Comunale anche l’Assessore De Vivo che ha espresso, ancora una volta, “apprezzamento per l’impegno e la programmazione eccellente delle scuole cittadine” ribadendo come il Comune, supportando il progetto Nao, abbia confermato “la piena consapevolezza che è indispensabile associare l’innovazione alla didattica tradizionale per accrescere le competenze dei nostri ragazzi, come ci chiedono le indicazioni nazionali ed europee ed un mercato del lavoro in continua evoluzione”.

Yourdoc, l’innovativa App a supporto della Sanità

yourdoc-cava-de'-tirreni-ottobre-2015-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Creare un rapporto privilegiato tra medici e pazienti, con benefici per entrambe le “categorie”: è la mission di Yourdoc, innovativa applicazione ideata dal Dott. Carlo Casciello e sviluppata dall’agenzia di comunicazione MTN Company. Cartella clinica virtuale, referti immediatamente disponibili, selezione dei medici e valutazione del loro operato tra le “funzionalità” del servizio. Presto disponibile sui dispositivi Android e iOS, Yourdoc sarà presentata a Taormina in occasione del XXV Congresso Nazionale ANCE

Un’App destinata a “rivoluzionare” i rapporti tra medici e pazienti. È Yourdoc, innovativa applicazione ideata dal Dott. Carlo Casciello e sviluppata dall’agenzia di comunicazione MTN Company di Cava de’ Tirreni (Sa).

Viralità, utilità sociale e “comodità” i tratti distintivi di Yourdoc, che consentirà di creare un rapporto privilegiato e confidenziale tra medici e pazienti, con benefici per ambo le parti. Un’applicazione che permetterà alle due “categorie”, dotate di specifici account tramite i quali accedere al servizio, di mantenersi in stretto contatto.

Attraverso Yourdoc il paziente potrà fornire al medico i dati utili a creare una vera e propria cartella clinica virtuale personale. Tutto ciò in pochi e semplici clic e nel rispetto della privacy. In questo modo si potranno tenere i propri dati clinici sempre a portata di mano, in maniera costantemente aggiornata e raccolti in un unico “Documento”. Con l’ulteriore possibilità di ricevere dal medico collegato tramite l’App i referti di indagini strumentali (ECG, Radiografie, ecc.).

Dal canto suo, l’utente “medico” fornirà – nel rispetto degli artt. 55-56-57 sulla pubblicità dell’informazione sanitaria – la sua scheda completa, con tutte le info sui suoi studi e le sue competenze. E così, creando un collegamento in stile “richiesta d’amicizia”, sarà possibile in modo rapido ed intuitivo risalire ai dati fondamentali sia dello stato di salute del paziente che delle competenze del medico.

Ma non finisce qui. Attraverso un sistema di geo-localizzazione che mostrerà la posizione dei medici “attivi” nei dintorni, il paziente potrà rintracciare il medico disponibile più vicino in zona e contattare privatamente il medico selezionato. Ed ancora, il paziente potrà anche valutare il “servizio” reso dal medico con una recensione ed un voto di gradimento su una scala da 1 a 5 stelle, aggiungendo così un pizzico di concorrenza tra i medici che non guasta mai in termini di risultato di servizio. Grazie alle valutazioni ed alle recensioni dei pazienti, sarà possibile creare un ranking su base nazionale e locale dei migliori medici in attività. Un processo che spingerà verso una selezione elitaria di “medici 2.0”.

Un’ampia gamma di strumenti e servizi, dunque, usufruibili comodamente da tutti, evitando magari lunghe attese negli studi medici ed affannose ricerche del professionista più vicino o “competente”. È quello che offre l’applicazione Yourdoc, il cui nome sta ad indicare letteralmente “tuo documento” (inteso come cartella clinica), ma in senso più ampio anche “tuo dottore” (doctor in inglese).

Per sfruttare appieno l’App basterà semplicemente “creare il collegamento” tra medico e paziente, operazione preliminare per accedere alle info di entrambe le categorie. In questo modo si assicura che vi è stato un primo contatto tra gli utenti e solo a collegamento avvenuto il paziente potrà commentare e votare il servizio reso dal medico.

Presto disponibile gratuitamente su tutti i dispositivi Android e iOS, l’applicazione Yourdoc riceverà il suo prestigioso “battesimo” in occasione del XXV Congresso Nazionale ANCE – Cardiologia Italiana del Territorio, in programma a Taormina (Me) dall’8 all’11 ottobre 2015. I medici chirurghi e tutti i partecipanti all’importante appuntamento promosso dall’Associazione Nazionale Cardiologi Extraospedalieri avranno modo di conoscere le funzionalità e le potenzialità dell’innovativa App ideata dal Dott. Carlo Casciello. Lo stesso potranno fare a breve tutti i “pazienti” accedendo al sito web dedicato, raggiungibile all’indirizzo www.yourdoc.it. 

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Socialmatic: progettata dal cavese De Rosa la nuova Polaroid, in uscita nel 2014

nuova-polaroid-socialmatic-cava-de'-tirreni-febbraio-2014-vivimediaSocialmatic – Polaroid… e sarà un matrimonio a modo suo rivoluzionario nel campo dell’informatica e delle comunicazioni. Con un pizzicone di orgoglio possiamo affermare che il “celebrante” è un cittadino trentottenne di Cava de’ Tirreni (oggi residente a Casoria), Antonio De Rosa, un geniale operatore del settore, che già si era in precedenza fatto notare per alcuni concept significativi (come quello dell’Iwatch) pubblicati e trasmessi al colosso Apple.

La Polaroid, come è noto, è l’azienda mito della fotografia, la distributrice della celeberrima macchina fotografica a stampa immediata (nei tempi lunghi della stampa con sviluppo), che qualche decennio fa conquistò il mondo. Con l’avvento del digitale e della Rete il miracolo della stampa immediata non è più parso tale e per l’ultimissima generazione nata col bit il fascino della Polaroid era solo nei ricordi dei genitori. La Socialmatic di De Rosa ha invece il germe per un rilancio totale di quella macchina e dello spirito che la animava, ma sulla base delle più moderne forme di comunicazione.

antonio-de-rosa-cava-de'-tirreni-febbraio-2014-vivimediaSi ispira infatti ad Instagram, la popolarissima app di Facebook che permette la condivisione immediata delle proprie foto sul web. Il logo di Instagram, una deliziosa macchina fotografica quadrata, De Rosa ha avuto la brillante idea di materializzarlo. Ci ha studiato su per anni, ha ricercato finanziamenti specifici, trovandoli almeno in parte attraverso Indiegogo (la piattaforma web che finanzia progetti innovativi sotto forma di donazioni di privati) ed ha prodotto un progetto per il prototipo: una fotocamera con la forma del logo Instagram, capace di dialogare “in diretta” col web e con i social network e nello stesso tempo di stampare all’istante su carta la foto appena realizzata. L’idea era troppo succulenta per non far venire l’acquolina in bocca a chi di dovere.

Dopo lunghe trattative, la C&A Marketing, la compagnia che detiene i diritti di produrre e commercializzare i prodotti Polaroid, ha firmato con l’azienda fondata e diretta da De Rosa, l’ADR (nome chiaramente formato dalle sue inziali), un memorandum di intesa.

Ora è in atto la realizzazione concreta della nuova macchina, la cui commercializzazione dovrebbe partire comunque entro il 2014.

E sarà un gran botto, per la novità assoluta che propone, per la fusione tra reale e virtuale, per l’idea romantica di costruire il nuovo su un’idea antica, per il passaggio dalla digitalizzazione dei contenuti materiali alla materializzazione dei contenuti digitali.

La Socialmatic, insomma, si appresta a rinnovare il mito ed a farsi essa stessa mito.

Ed è bello pensare che mezzo mito è targato Cava. Tuttavia, come amanti dell’immagine e della fotografia, non possiamo non essere consolati anche dalla prospettiva che finalmente le fotografie, troppo spesso immerse nell’anonimato dei mille e mille scatti in libertà mai più visti ed a volte proprio invedibili per il gran numero, escano dall’anonimato e ricomincino ad essere selezionate, toccate e amate…. 

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Iannone: “Rapporto 2013 del Registro Tumori strumento di particolare valenza scientifica e sociale”

iannone-rapporto-2013-registro-tumori-salerno-2013-vivimedia“La nuova pubblicazione curata dal Registro Tumori della Provincia di Salerno è un prezioso supporto tecnico all’azione di tutela della salute, nonché motivo di vanto per l’Amministrazione provinciale sensibile all’azione di prevenzione della malattia oncologica attraverso la promozione culturale di stili di vita sani. Questa pubblicazione, di particolare valenza scientifica e sociale, è il frutto del lavoro sinergico tra Provincia di Salerno, Asl Salerno ed associazioni, e si profila, inoltre, come strumento informativo importante per la programmazione di interventi di prevenzione e per la pianificazione dei servizi assistenziali per la popolazione residente”. Così, il presidente della Provincia di Salerno, Antonio Iannone, alla presentazione del rapporto 2013 “I tumori in provincia di Salerno – annualità 2008/2009”, curato dal Registro Tumori della Provincia di Salerno, svoltasi stamani a Palazzo Sant’Agostino. Il rapporto 2013 prosegue la serie dei volumi prodotti dal Registro ed aggiorna i dati di incidenza, mortalità e sopravvivenza della malattia, attraverso schede e tabelle, censiti secondo metodi internazionali. I dati, nel biennio di osservazione, mostrano un quadro variegato ma complessivamente rassicurante: l’incidenza, e di conseguenza la mortalità per i tumori in provincia di Salerno, dall’analisi del coordinatore del Registro Tumori, il dottor Luigi Cremone, sono significativamente inferiori rispetto alla media nazionale. Il tumore più frequente tra gli uomini si conferma essere quello della prostata(che rappresenta il 18,1% di tutti i tumori nel sesso maschile), seguito dai tumori polmonari(16,1%), dai tumori del colon e del retto (12,7%) e dai tumori della vescica (12,5%). Tra le donne il tumore più frequente è quello della mammella, che rappresenta il 28,6% di tutti i tumori femminili, seguito dai tumori del colon e del retto (13%), della tiroide (5,1%) e del corpo dell’utero (4,7%). La pubblicazione aggiorna, inoltre, le mappe del rischio neoplastico per comune di residenza; in generale si osserva la presenza di un maggiore rischio di tumore nei distretti a Nord della provincia(in particolare nei distretti di Salerno, Nocera Inferiore, Sarno-Pagani, Mercato San Severino e Battipaglia) e un minore rischio nei distretti a Sud, in particolare i distretti di Eboli-Buccino, Vallo della Lucania, Sapri-Camerota e Sala Consilina-Polla. Più nel dettaglio è indubbio che la differenza territoriale più evidente riguardi le neoplasie del fegato: dalla lettura dei dati emerge un maggiore rischio di contrarre un tumore epatico nei distretti di Angri-Scafati, Sarno-Pagani e Mercato San Severino, rispetto al resto della provincia, ed in particolare al distretto Sala Consilina-Polla. Analoghe differenze si rilevano tra Nord e Sud della provincia per i tumori polmonari, mentre per i tumori tiroidei femminili si osservano particolari eccessi rispetto al dato medio localizzati nel distretto di Sala Consilina e nel distretto di Salerno. Dal punto di vista del metodo, la tempestività di aggiornamento dei dati del Registro della Provincia di Salerno, come sottolineato da Ivan Rashid della Commissione Accreditamento AIRTUM, consente di eguagliare, se non superare gli standard dei Registri Tumori del nord Italia e conferma il prestigio riconosciuto già da tempo al Registro della Provincia di Salerno dalle maggiori istituzioni nazionali ed internazionali nel campo dell’epidemiologia oncologica. Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, l’Assessore provinciale alle Politiche Socio Sanitarie, Amilcare  Mancusi, il presidente dell’Ordine dei Medici ed Odontoiatri della Provincia di Salerno, Bruno Ravera; il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria  “San Giovanni  di Dio e Ruggi d’Aragona”, Elvira Lenzi, il consigliere politico della presidenza in materia Sanitaria e Sociale, Sebastiano Odierna, il coordinatore del Registro Tumori della Provincia di Salerno, Luigi Cremone, il dirigente del Registro Tumori, Gerardo Bellino; Ivan Rashid della Commissione Accreditamento AIRTUM, il Presidente della V Commissione consiliare regionale “Sanità e sicurezza sociale”, Michele Schiano Di Visconti, il direttore generale  dell’Asl Salerno Unica, Antonio Squillante.

CAVA DE’ TIRRENI (SA). ALICe nel paese delle famiglie per prevenire e combattere l’ictus cerebrale

La parola ictus, da noi istantaneamente collegata al problema cerebrale, è di quelle che fanno paura, perché nell’immaginario, e purtroppo anche nella realtà, è legata a concetti come morte, paralisi, invalidità, perdita della qualità della vita.

La parola alicesuona invece molto, molto più dolce, perché evoca il paese delle meraviglie, o vezzose e vitali ragazzine, o agili pesciolini donatori di salute ed al limite anche rassicuranti connessioni: il piacere della vita nella sua varietà e complessità. Ora ALICe è anche il nome di un’Associazione nazionale che conduce una battaglia importante: l’Associazione per la Lotta contro l’Ictus Cerebrale. Un’Associazione che vuole andare preventivamente incontro ai singoli ed alle famiglie, vuole cercare prima di essere cercata. Un po’ come faceva la classica montagna con Maometto…

ALICe  si prefigge un Impegno pieno soprattutto per la prevenzione, che deve partire dalla qualità della vita di tutti i giorni, con la scelta sana di camminare, di mangiare sano e leggero, di evitare fumo e alcool, di controllare costantemente la pressione, e via dicendo. Una qualità di vita che dipende dall’individuo, ma anche dalla gestione collettiva della famiglia e dal controllo reciproco delle abitudini dei singoli.

Ma ALICe si impegna molto anche per la cura dell’ictus ed il lento e difficile cammino del recupero. Non a caso nel numero unico del giornalino ALICe informa, prodotto a cura di ALICe Campania e distribuito domenica 23 giugno in occasione della Giornata per la lotta contro l’ictus cerebrale, con lo Screening gratuito per la prevenzione dell’ictus, si parla molto dell’importanza e della possibilità del recupero, all’insegna del motto Forte non è chi non cade, ma chi è capace di rialzarsi: e nel recupero è importante non solo l’azione medica, ma anche la condizione psicologica, in una sinergia necessaria tra medici, psicologi e familiari.  Inoltre la prima pagina è dedicata alla polemica contro i tagli scervellati che colpiscono le unità di emergenza in occasione di un attacco cerebrale: il ritardo o l’errore nella terapia immediata al momento dell’attacco possono causare danni irreversibili, che in parte erano evitabili con una più sollecita e qualificata azione di intervento.

A Cava il punto di riferimento è stato il piazzale della Chiesa del Purgatorio, dove, per iniziativa di ALICe e dell’attivissimo priore della Confraternita Francesco Di Salvio, oltre che distribuire il giornalino, si è stabilito un baldacchino con personale medico qualificato che misurava la pressione arteriosa, distribuiva questionari di controllo della gestione di vita, distribuiva consigli, dava appuntamenti.

Un modo efficace per farsi conoscere e far capire che c’è un’unità in più in grado di dare una mano non solo per la prevenzione ma anche per il recupero.

Per i cavesi, è un vantaggio anche che il referente dell’Associazione a livello provinciale sia un concittadino, il prof. Nicola Senatore, persona conosciuta, stimata e di pieno affidamento e disponibilità. Non è un medico, ma può essere un “semaforo” per avviare soluzioni importanti di carattere medico, e non solo.

Per avviare contatti o ricevere informazioni, comunque, è possibile anche solo un clic o un bit: il numero telefonico di ALICe Salerno (ore 10.12) è 089672343, il cell., disponibile in ogni ora, è 3341202030. Il contatto di Cava è 3290909167.

Al prof. Senatore e ad ALICe facciamo naturalmente i nostri complimenti per la nascita e gli auguri per una giusta crescita, che si trasformerebbe naturalmente in un pizzico importante di salute in più. E almeno la salute, in un tempo in cui la crisi costa caro, cerchiamo di tenercela cara …

INGV ROMA. Quante eruzioni avverrano in futuro sull’Etna? Uno studio dell’INGV stima il numero di eruzioni vulcaniche che avverranno in futuro

catania-etna-vivimediaE’ possibile prevedere gli eventi eruttivi che si manifesteranno dai crateri sommitali dell’Etna?

E quali sono le probabilità che il più grande vulcano attivo d’Europa produca delle eruzioni laterali, sui fianchi del vulcano, esponendo al rischio paesi e città densamente popolati? 

Prevedere in largo anticipo quando ci sarà la prossima eruzione è ancora impossibile all’Etna, come in qualsiasi altro vulcano del mondo. Grazie al progresso delle ricerche in vulcanologia, però, si può stimare sia il numero di eventi attesi sia dove essi avverranno, analizzando con metodi statistici l’attività eruttiva storica di un vulcano. 

Questa analisi è stata fatta per l’Etna dai ricercatori Annalisa Cappello, Giuseppe Bilotta, Marco Neri e Ciro Del Negro (Università di Catania e Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV), e presentata nell’articolo scientifico intitolato “Probabilistic modeling of future volcanic eruptions at Mount Etna” recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Journal Geophysical Research – Solid Earth. 

L’analisi statistica è stata sviluppata prendendo in considerazione i dati storici dell’attività eruttiva dell’Etna riguardanti gli ultimi quattro secoli ed esaminando in dettaglio le loro diverse distribuzioni spaziali e temporali. 

A uno degli autori, il dirigente di ricerca Ciro Del Negro dell’INGV, chiediamo quali sono i risultati più interessanti della ricerca ai fini della prevenzione. 

Per quanto riguarda l’attività eruttiva dei crateri sommitali dell’Etna, è possibile dedurre quante eruzioni possono avvenire, per esempio, nei prossimi dieci anni? 

L’analisi statistica effettuata sull’attività eruttiva sommitale dell’Etna ha mostrato un aumento progressivo, sia in frequenza sia in intensità dei fenomeni, negli ultimi 100 anni. In particolare, l’analisi combinata di tutta l’attività sommitale ha permesso di stimare che avverranno tra 7 e 35 eruzioni all’anno per i prossimi 10 anni, con la stima migliore intorno ai 17 eventi eruttivi l’anno.

Questi risultati sono profondamente influenzati dalla recente nascita del Cratere di Sud-Est, che dal 1971 in poi ha marcato un significativo cambiamento nell’attività dell’Etna, concentrata principalmente su questa nuova bocca sommitale: nel giro di una quarantina d’anni il Cratere di Sud-Est ha, infatti, generato più eventi eruttivi di quanti ne abbiano prodotti, insieme, il Cratere Centrale ed il Cratere di Nord-Est in più d’un secolo. Considerando individualmente i crateri sommitali, si ottiene per il Cratere di Sud-Est una stima di circa 22 eventi eruttivi l’anno (quasi due al mese) nei prossimi 10 anni, laddove il Cratere Centrale produrrà, forse, un evento ogni due anni ed il Cratere di Nord-Est fra 1 e 2 eventi l’anno. 

Per quanto riguarda, invece, le più insidiose eruzioni che avvengono sui fianchi del vulcano, quali  sono i versanti più esposti e, anche in questo caso, qual è la frequenza degli episodi eruttivi? 

Fortunatamente, le eruzioni laterali, che sono le più pericolose per le popolazioni che vivono sui fianchi del vulcano, sono anche significativamente meno frequenti di quelle sommitali. Proiettando i risultati della nostra analisi ai prossimi 10 anni, abbiamo ottenuto una stima che varia da meno di un’eruzione ogni 6 anni a poco più di un’eruzione ogni 4 anni. La stima più ragionevole è di poco più di un evento eruttivo laterale ogni 5 anni e, quindi, 2 o 3 eventi nei prossimi 10 anni.

In termini di distribuzione spaziale delle eruzioni laterali, il fattore maggiormente determinante è certamente la quota, con la probabilità più alta di eruzioni concentrata sopra i 2500 metri sul livello del mare. Al di sotto di questa quota, il versante con maggiori probabilità di apertura di nuove bocche eruttive laterali è quello nord-orientale, seguito dal versante meridionale, che corrisponde anche al versante più urbanizzato del vulcano. (Sonia Topazio)

INGV ROMA. L’oceanografia fotografa e preserva i nostri mari

Dal 3 al 5 giugno a Oristano il Gruppo nazionale di oceanografia operativa (Gnoo) si riunisce per il suo terzo convegno nazionale. L’incontro offrirà sia al grande pubblico che agli specialisti del settore marino una panoramica dei più avanzati strumenti operativi e strategici per il monitoraggio e le previsioni del mare. 

IAMC-istituto-per-l'ambiente-marino-vivimediaOltre quaranta relatori si avvicenderanno in tre giorni di convegno e tavole rotonde su ‘Oceanografia operativa, tecnologie e applicazioni innovative’. L’evento – che si terrà a Oristano lunedì 3 giugno presso l’Auditorium dell’Hospitalis Sancti Antoni e nei giorni 4 e 5 giugno presso l’Istituto per l’ambiente marino costiero del Consiglio nazionale delle ricerche – riunirà il Gruppo nazionale di oceanografia operativa (Gnoo) che è un organo di coordinamento nazionale dell’Ingv, di cui fanno parte il Cnr, l’Enea, l’Ogs, l’Arpa dell’Emilia Romagna e della Liguria, il Conisma, il Cmcc, l’Istituto idrografico della Marina, il Centro nazionale di meteorologia e climatologia dell’Aeronautica Militare (Cnmca), l’Ufficio spazio aereo e meteorologia (Usam) e il Comando generale delle capitanerie di porto.

“L’oceanografia operativa è una disciplina che si propone di realizzare un sistema integrato di dati osservativi in tempo reale e di modelli previsionali, allo scopo di valutare con accuratezza lo stato dei mari e degli oceani per lo sviluppo sostenibile delle attività e per la protezione dell’ambiente”, spiega Roberto Sorgente, ricercatore del Cnr e responsabile del Gruppo di oceanografia operativa di Oristano.

“La scienza e la tecnologia sviluppate in oceanografia negli scorsi venti anni hanno dimostrato che oggi è possibile monitorare il mare con satelliti e misure in situ che possono arrivare in tempi strettissimi ai centri di previsione delle condizioni del mare così permettere di usare modelli per la previsione del mare e delle sue condizioni, dalle correnti alla biochimica marina”, dichiara Nadia Pinardi, docente di oceanografia presso l’Università di Bologna, direttore del Gnoo e associato di ricerca dell’Ingv.

Il convegno farà il punto sullo stato di sviluppo delle previsioni a livello globale e di Mare Mediterraneo, dei Mari Italiani e sulle applicazioni che ne derivano per la gestione delle emergenze e lo sviluppo sostenibile delle attività in mare.

L’incontro di Oristano è il terzo di una serie iniziata nel 2008 a Genova e proseguita nel 2010 a Cesenatico. “Novità importanti dell’edizione 2013, una forte presenza internazionale e un’apertura al settore privato”, prosegue Nadia Pinardi. L’iniziativa mira infatti a divulgare, sia al grande pubblico che agli studiosi, lo stato di avanzamento dell’oceanografia operativa in Italia ed i corrispondenti sviluppi a livello europeo ed internazionale, in un legame sempre più stretto con l’industria e con chi opera in mare sia a livello pubblico che privato. Ampio spazio verrà dedicato a diverse aziende italiane operanti nel settore.

Il quadro di riferimento internazionale in cui opera il Gruppo è il programma Goos dell’Unesco, le Partnership delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, la Direttiva europea sulle acque (Wfd), la Direttiva quadro sulla strategia integrata per l’ambiente marino (Mfsd), Horizon 2020, e il programma europeo per il monitoraggio globale dell’ambiente e la sicurezza (Copernicus, ex Gmes). A livello nazionale il Gnoo fa riferimento alla strategia tematica del Ministero dell’ambiente e difesa del territorio su sviluppo sostenibile e protezione dell’ambiente marino.

Alla giornata inaugurale interverranno il sindaco del Comune di Oristano Guido Tendas e l’assessore provinciale all’ambiente Emanuele Cera che patrocinano l’iniziativa, Vincenzo Di Fiore dell’Iamc-Cnr, il direttore della programmazione e infrastrutture del Cnr Massimiliano Di Bitetto e il Direttore della struttura ambiente dell’Ingv Antonio Navarra.

La scheda

Che cosa: Convegno ‘Oceanografia operativa, tecnologie e applicazioni innovative’

Chi: Gruppo nazionale di oceanografia operativa (Gnoo)

Quando: 3-5 giugno 2013

Dove: 3 giugno 2013 presso l’Auditorium dell’Hospitalis Sancti Antoni; 4-5 giugno presso l’Istituto per l’ambiente marino costiero del Cnr a Torregrande – Oristano

Programma: http://www.seaforecast.cnr.it/convegno_gnoo

Per informazioni: Alberto Ribotti, tel. 0783 229137, e-mail: gnoo.2013@iamc.cnr.it; Elena Campus, tel. 079 2841122, cell. 349 3155129, e-mail: e.campus@ibimet.cnr.it; Ufficio Spampa Ingv: Sonia Topazio, tel. 06 51860543, cell. 335 8216561, e-mail: sonia.topazio@ingv.it

EOLIE. Migliorare le conoscenze sui meccanismi eruttivi dello Stromboli: ultime notizie dal vulcano

esperimento-studio-attivita'-esplosiva-vulcani-(Stromboli)-vivimediaSulla vetta del vulcano Stromboli e' in corso in questi giorni un esperimento unico per lo studio dell'attivita' esplosiva dei vulcani. Nell'ambito del progetto europeo NEMOH 15 ricercatori dell'INGV di Roma e Catania, insieme a colleghi provenienti dalle Universita' di Palermo, Berlino, Monaco di Baviera e Lancaster sono impegnati nella raccolta di dati relativi alle esplosioni del vulcano, utilizzando le tecnologie piu' avanzate applicate in campo vulcanologico. Microfoni, telecamere termiche e ad alta velocita', sismografi e camere a ultravioletti di ultima generazione sono state installate sul vulcano e stanno registrando simultaneamente ogni tipo di segnale emesso dal vulcano durante le esplosioni. I dati, una volta elaborati e confrontati con quelli raccolti su altri vulcani del mondo, contribuiranno a migliorare le conoscenze sui meccanismi eruttivi dello Stromboli contribuendone alla valutazione della sua pericolosita'. (Sonia Topazio)

SALERNO. “FarmaMenu”: venerdì, presentazione del motore di ricerca unico al mondo per scoprire cosa non mangiare quando si assume un farmaco.

FarmaMenu-vivimediaSi terrà venerdì 24 maggio alle ore 11 presso la Sala Giunta di Palazzo Sant’Agostino, la conferenza di presentazione di “FarmaMenu” primo e unico motore di ricerca al mondo, che permette di scoprire le interazioni tra farmaci, alimenti e piante medicinali. Lo strumento è costituito da un motore di ricerca in cui basta digitare il nome del farmaco, o del suo principio attivo, per sapere quali alimenti o piante non è opportuno associare a quel farmaco per non rischiare di ridurne l’effetto o aumentarne la tossicità. Un’informazione che non è presente nel foglietto illustrativo dei farmaci. Il suo database contiene tutti i farmaci in commercio in Italia ed oltre cinquantamila interazioni e la sua applicazione è scaricabile gratuitamente per tutti gli smartphone. Alla presentazione di “FarmaMenu”, patrocinato dalla Provincia di Salerno, l’Ordine dei Medici di Salerno, l’Ordine dei Farmacisti di Salerno e scientificamente testato dall’Università “Federico II” di Napoli, partecipano: l’assessore provinciale alle Politiche Socio-Sanitarie, Amilcare Mancusi, il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Salerno, Ferdinando Maria de Francesco, il presidente dell’Ordine dei Medici di Salerno, Bruno Ravera, il direttore del Dipartimento di Chimica delle Sostanze Naturali dell’Università “Federico II” di Napoli, professor Felice Senatore, l’autore di “FarmaMenu”, dottor Diego Di Novella.

INGV ROMA. Marina Militare e Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: parte l’attivita’ di rilievi oceanografici.

Nave-Ammiraglio-Magnaghi-vivimediaL’Unità Idro-oceanografica d’altura della Marina Militare, Nave Ammiraglio Magnaghi, è giunta nella serata di mercoledì 15 maggio nel Porto di Pozzuoli per dare il via ad una importante attività scientifica in concorso con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

Tale collaborazione si pone l’obiettivo dello studio della Caldera dei Campi Flegrei, ed in particolare della caratterizzazione del substrato marino delle acque del golfo, un’area di origine vulcanica, per la realizzazione di una rete di monitoraggio a mare.

Il team di studiosi è composto dagli esperti della Marina Militare, dai i ricercatori dell’Osservatorio Vesuviano (INGV-Na) e dai ricercatori dell’Unità di Geofisica Marina della sede di Porto Venere.

Questi ultimi parteciperanno alle attività a bordo delle unità idrografiche della Marina Militare mettendo a disposizione anche l’imbarcazione “BigOne”, progettata per l’esplorazione geofisica in aree costiere.

Su questa imbarcazione, i tecnici INGV, insieme ai piloti di Subonica, lavoreranno con il ROV Sirio, un robot sottomarino in grado di effettuare riprese video e campionamenti di gas emessi dalle fumarole.  Infatti, in collaborazione con Ageotec, e’ stato progettato dai tecnici dell’azienda e dai ricercatori INGV, un particolare dispositivo capace di catturare i gas e, quindi, di fornire ai geochimici dell’INGV una grande quantità di informazioni sulle sorgenti più profonde. Inoltre, sulla BigOne sara’ installato un innovativo Side Scan Sonar reso disponibile da una collaborazione con Oceanix, che consentirà di acquisire ‘immagini acustiche’ dell’area archeologica e delle fumarole presenti.

Tramite la strumentazione imbarcata sulle idrobarche sono stati condotti in questi giorni rilievi batimetrici a mezzo ecoscandaglio multifascio, rilievi stratigrafici con sub-bottom profiler e magnetometrici (magnetometro INGV).

Nave Magnaghi  sosterà nel Golfo di Pozzuoli fino al 29 maggio e sarà disponibile per visite a bordo da parte della popolazione civile nel corso del fine settimana:

il sabato dalle 15.00 alle 18.00

la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00 (Sonia Topazio)