cultura & sociale

 

Disarmiamo l’ignoranza! Un originale Concorso letterario e fotografico indetto dal MARIC sulla Cultura e i suoi “segni”

maric-disarmiamo-lignoranza-salerno-febbraio-2018-vivimediaSALERNO. Il MARIC (Movimento Artistico per il Recupero delle Identità Culturali), fondato e presieduto dall’artista Vincenzo Vavuso, ha lanciato ad inizio 2018 il Concorso di Poesia, Prosa e Fotografia

Disarmiamo l’Ignoranza

La Premiazione si svolgerà nell’ambito della kermesse artistico-culturale, promossa e realizzata dagli artisti del Movimento, dal titoloAnimArte, chesi svolgerà nel mese di aprile nella sede espositiva di Palazzo Fruscione del Comune di Salerno. (Vicolo Adelberga, 19, 84121 Salerno SA )  

Il Premio è diviso nelle seguenti sezioni: 

Sezione A – Racconti brevi

Tema: La Cultura e i suoi Valori

Copie: n.4 copie dattiloscritte se inviate per posta e/o testo digitalizzato.

Lunghezza: Massimo 4 pagine A4, carattere Times New Roman, grandezza 14, interlinea singola.

Opere ammesse: Max n.2 racconti inediti e mai premiati.

 

Sezione B – Poesia

Tema: La Cultura e i suoi Valori

Copie: 4 copie dattiloscritte se inviate per posta e/o testo digitalizzato

Lunghezza: Max 35 versi

Opere ammesse: Max 3 poesie inedite e mai premiate

 

Sezione C – Fotografia

Tema: I segni della Cultura e dell’Identità

Copie: n.1 copia per ogni foto, se inviate per posta – opp. file via web

Lunghezza: File jpg di dimensioni 30×45 a 300 dpi

Opere ammesse: Max 2 foto inedite e mai premiate

 

Regole e quote

Potranno partecipare opere in lingua italiana, ma anche in lingua straniera o n vernacolo,

purché siano corredate di traduzione in lingua italiana. In caso di minore età, la domanda dovrà essere accompagnata dall’autorizzazione dei genitori.

Gli autori dovranno inviare gli elaborati all’indirizzo e-mail:info@movimentomaric.it oppure spedirli all’indirizzo “M.A.R.I.C., Via Calata San Vito, 87- 84126 -Salerno“ indicando sulla busta la dicitura: Premio Internazionale di Poesia, Prosa e Fotografia M.A.R.I.C. edizione 2018.

È prevista una quota di adesione di 10 € per una sezione (15 € se le sezioni sono più di una).

· Le quote andranno versate sul Conto Corrente Bancario intestato al M.A.R.I.C. tramite

bonifico sul codice IBAN IT27D0885576170006001002365. Oppure tramite Ricarica PostaPay, numero 4023600656575893 intestata a Pizzo Isabella C.F. PZZSLL73D43H703X .

La ricevuta del pagamento dovrà essere allegata al plico nel caso di spedizione postale, scannerizzata e allegata alla e-mail, nel caso di invio per posta elettronica.

Una volta coperte le spese di organizzazione, l’eventuale residuo sarà donato per la costruzione e l’arredo della nascente Casa della Cultura ad Accumoli, per la quale dal MARIC già da oltre un anno è stata aperta una sottoscrizione, oramai non lontana dal traguardo finale. 

·  Le opere presentate dovranno essere accompagnate da una dichiarazione in busta

Chiusa, inserita nel plico, e contenente i dati anagrafici (Nome, cognome, indirizzo, numero telefono, indirizzo posta elettronica) e riportare la seguente autorizzazione firmata “Io, sottoscritto XXXX, dichiaro sotto la mia personale responsabilità di essere l’unico autore dell’opera/delle opere………… ed autorizzo l’uso dei miei dati personali ai sensi dell’art. 13 D.L. 196/2003.” In caso di minore età l’autorizzazione dovrà essere firmata dai genitori o da chi esercita la potestà. Le opere anonime saranno escluse.

· Le opere dovranno pervenire entro e non oltre il 20 marzo 2018, alla segreteria del

M.A.R.I.C. entro e non oltre stessa data, se inviati per posta (farà fede il timbro postale). Le opere inviate non saranno restituite. 

Premi:

· L’organizzazione del Premio comunicherà tempestivamente i risultati sul sito del promotore e tramite e-mail.

Al primo classificato di ogni sezione verrà assegnato un premio in denaro.

La giuria, alla quale le opere saranno consegnate dalla Presidenza con la garanzia dell’anonimato, selezionerà le prime 5 opere di ogni sezione, che, corredate da una breve nota personale e fotografia, saranno pubblicate sul sito www.movimentomaric.it. Inoltre, le stesse,saranno inserite nella seconda raccolta antologica del M.A.R.I.C. che verrà distribuita la sera stessa della premiazione.

Le copie destinate agli autori saranno gratuite, le restanti verranno donate a fronte di un minimo contributo che sarà devoluto per la costruzione della Casa della Cultura di Accumoli.

Le prime tre opere classificate di ciascuna sezione (foto, racconto breve e poesia) saranno esposte permanentemente presso la nascente “Casa della Cultura” ad Accumoli e potranno essere utilizzate, previa autorizzazione, per il decoro urbano (murales) della cittadina di Curti in provincia di Caserta, mentre le opere fotografiche verranno esposte permanentemente nella Biblioteca Comunale del comune di Curti.


Tutti i finalisti saranno invitati a presenziare alla cerimonia di premiazione che si terrà

al Palazzo Fruscione di Salerno nel mese di aprile 2018 (la data sarà comunicata sul sito www.movimentomaric.it) in occasione della Mostra AnimArte. Nella stessa sede saranno proclamati i vincitori delle varie sezioni e, nel caso di impossibilità a presenziare, gli autori potranno delegare persona di fiducia per il ritiro del Premio.

Ai segnalati sarà consegnata una pergamena, mentre a tutti i partecipanti sarà

consegnato un attestato di partecipazione.· La giuria, il cui giudizio è insindacabile, sarà composta da:

Claudio Grattacaso (scrittore), Franco Bruno Vitolo (giornalista e scrittore), Maria

Rosaria Vitiello (consigliere per le politiche culturali, educative e scolastiche della Provincia di Salerno), Rosalia Cozza (poetessa), Enzo Truppo (fotografo), GaetanoClemente (fotografo) e Maurizio Isacco (cultore d’arte).

Coordinatrice del premio è Isabella Pizzo (tel. 3472236015).

1948 – Gli Italiani nell’anno della svolta, di Mario Avagliano: la storia delle elezioni di ieri che decisero la storia di oggi

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Settima perla della collana storica di Marco Palmieri e del “nostro” Mario Avagliano, “cavese nel mondo” e oramai diventato un punto di riferimento fermo e stimolante per tutti gli studiosi, non solo nazionali. Dopo gli internati, gli ebrei, i deportati, le leggi razziali, la guerra, la Repubblica Sociale, stavolta Avagliano e Palmieri hanno messo “sotto inchiesta” le elezioni del 1948, che doveva essere un anno rivoluzionario come il 1848, se avessero vinto i socialcomunisti del Fronte Popolare, e diventò invece il trampolino di lancio per l’Italia della DC, quella che governò come partito per oltre quarant’anni e che non ha smesso neppure oggi forse di essere egemonica o determinante nella vita di alcune formazioni politiche.

Il libro, documentato e appassionante come i precedenti, è stato già presentato a Roma il 2 febbraio scorso, a Piazza Venezia, presso l’Associazione Civita, nella prestigiosa Sala Gianfranco Imperatori, in un Palazzo speculare a “quello là” del Duce.

I relatori, un vero e proprio “parterre de rois”: Giorgio Benvenuto, ex leader nazionale UIL, Aldo cazzullo, giornalista, storico e star TV, Adolfo Battaglia, ex leader del PRI, la prof. Simona Colarizi, storica dei partiti.

A Cava, il libro sarà presentato il 23 febbraio, alle 18, nella bellissima Sala d’Onore di Palazzo di Città, col patrocinio del Comune e a cura dell’Associazione Giornalisti “Lucio Barone”. Oltre al Sindaco Vincenzo Servalli, all’Assessore Barbara Mauro e al Presidente della “Barone” Emiliano Amato, interverranno il prof. Giuseppe Foscari, docente di storia l’avv. Gaetano Panza e il dott. Gerardo Canora, politici cavesi e testimoni diretti di quel periodo. Leggerà i testi Pietro Paolo Parisi. Condurrà il sottoscritto scrivente, Franco Bruno Vitolo.

 

O di qua o di là. O nel blocco occidentale, guidato dagli USA, o nel blocco comunista, guidato dall’Unione Sovietica. Erano loro, USA e URSS, le due nuove superpotenze del mondo dopo la sconfitta del Nazismo e dei totalitarismi di destra e la relativa vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, che li aveva visti prima alleati nella battaglia e nella divisione del mondo a Yalta e poi divisi dal solco nascente della guerra fredda e dai muri ideologici e politici che si stavano alzando tra i due grandi imperi.

O di qua o di là. E con il problemino che sarebbe nato se si fosse andati “di là”, essendo l’Italia, paese in zona d’ombra dell’Ovest, stata “assegnata” a Yalta al blocco occidentale, così come la Cecoslovacchia, paese in zona d’ombra dell’Est, era stata assegnata al blocco URSS (e chi si opponeva, come il segretario del partito Comunista, finì con l’essere gettato dalla finestra… per un omicidio che diventò in Italia “La lezione di Praga”).

In Italia, dopo le elezioni del ‘46 e la nascita della nostra avanzatissima Costituzione, figlia del lavoro congiunti di tutti i partiti antifascisti protagonisti della lotta partigiana, si presentarono su due fronti contrapposti alle elezioni del Parlamento, previste per il 18 aprile del 1948.la Democrazia Cristiana, leader del blocco moderato occidentale e vicina al Vaticano, ed il Fronte Popolare, guidato dal Partito Socialista di Pietro Nenni e dal Partito Comunista di Palmiro Togliatti,

O di qua o di là. Era l’anno della svolta decisiva per il futuro dell’Italia. E gli Italiani scelsero “di qua”: la DC e gli alleati ottennero un’amplissima maggioranza, il Fronte Popolare, nonostante l’immagine di Giuseppe Garibaldi sul simbolo, superò di poco il trenta per cento, lì dove aveva sperato nella maggioranza assoluta.

Non fu una scelta facile né “indolore, nel prima e nel dopo.

La campagna elettorale che precedette le elezioni fu la più sanguigna, aggressiva e partecipata di tutta la nostra storia, con un numero di votanti pari al novanta per cento degli aventi diritto, tra i quali per la prima volta c’erano le donne. In tutto il Paese era un fermento di discussioni e anche litigi, tra l’ebbrezza della ritrovata libertà dopo la dittatura e gli scontri di ideologie opposte, tra il materialismo socialcomunista e l’imprinting conservatore e religioso democristiano e vaticano, con una Chiesa scesa in campo in primissima persona e con l’intervento anche di suore e di “Madonne pellegrine”, a difesa dei valori tradizionali e contro l’orso comunista.

Tutto questo fermento tra la gente, oltre che nel Palazzo e a livello internazionale, il libro di Mario Avagliano e Marco Palmieri ha il merito di rappresentarcelo compiutamente attraverso i documenti originali dell’epoca, dalle relazioni ufficiali politiche e giudiziarie agli articoli di giornale alle lettere private. Un materiale di ampio respiro, presentato con organicità e chiarezza, inquadrato adeguatamente nel contesto, con una fascinosa varietà di angolazioni, dal manifesto ad effetto speciale alle fotografie di informazione, dalle dichiarazioni diplomatiche alle invettive senza mezzi termini, dai fattarielli gustosi alle analisi lucide, dalle luci di una nuova classe politica di alto profilo e senso dello stato alle piccinerie qualunquistiche o di ripicca. Insomma, un libro di storia che diventa un libro di storie che diventano una storia unica e appassionante come un romanzo. E chi era già nato in quegli anni o nei successivi, consequenziali e ribollenti anni Cinquanta, vi riconoscerà tutto il sapore delle piazze di quegli anni.

Il grande merito di Avagliano e Palmieri è quello di aver offerto gli strumenti per una rivisitazione precisa e documentata di quell’anno e di quel periodo, riuscendo con acuta empatia di storici a permettere di capire le ragioni dei contendenti, eppure non rinunciando mai ad un giudizio motivato e supportato dai successivi sviluppi della storia. Non cadono quindi nell’errore della pancia, come troppo spesso oggi si tende a vivere la politica, ma non ignorano il valore della pancia, senza sopravvalutarla. Sarebbe stato facile, da persone di sinistra, inveire contro la grossolanità dei manifesti terrorizzanti, quasi terroristici, della DC sull’ipotesi di un avvento dell’Orso Comunista, o contro le “lettere della libertà” italo-ammericane qui opportunamente ricordate. Sarebbe stato facile, immedesimandosi nell’elettore di Destra, puntare il dito contro le tendenze espansionistiche, imperialistiche e antilibertarie dell’Unione Sovietica e in parte implicite nel comunismo stesso. Sarebbe stato facile denunciare l’attentato a Togliatti come puro figlio dell’atmosfera avvelenata di quei giorni e del governo della guerra civile (vedi nel libro la dichiarazione di responsabilità di Nilde Jotti), o esaltare l’aiuto che diede la vittoria di Bartali al Tour per frenare l’ondata rivoluzionaria e insurrezionale, come pure dire che le elezioni erano state vinte sull’onda della paura del comunismo e della mobilitazione gigantesca e “miracolistica” della chiesa cattolica.

Non insistono sull’effetto facile, Avagliano e Palmieri, ma ci fanno capire che questi elementi, pur importanti ai fini della sconfitta della sinistra, unita alle ambivalenze della sinistra stessa relativa al futuro economico e politico, furono importanti, ma non determinanti come altri. Ad esempio, il bisogno che aveva un paese ancora alle corde per la povertà di sempre e i disastri della guerra, di ricevere aiuti e finanziamenti concreti per una ricostruzione materiale e morale e un rilancio reale dell’economia. E questo lo garantiva il Piano Marshall americano, che però era subordinato alla scelta di campo occidentale (molto interessante la ricostruzione nel libro, a cominciare dal supertelegramma e attraverso il “treno dell’amicizia”). E altro fattore determinante era che il nostro Paese, pur avendo ripudiato il Fascismo, era, e crediamo ancora lo sia oggi, fondamentalmente un paese moderato, legato alle radici delle tradizioni certo non rivoluzionarie del mondo contadino, non alieno dalle parole d’ordine della destra.

A questo quadro della rappresentazione di Avagliano e Palmieri, dobbiamo aggiungere la divisione dei capitoli, molto razionale, che parte dalla rottura dell’unità costituente (corrispondente poi alla rottura internazionale dell’alleanza antifascista e antinazista) per proseguire con i bollori della fase preelettorale, col peso dell’intervento americano e del Piano Marshall, con gli scontri e le tensioni in tutto il Paese, con la democrazia bloccata dagli eventi e dagli accordi sovranazionali, ma anche con la conventio ad excludendum della sinistra con cui si chiude il volume.

Dalla lettura si esce soddisfatti e carichi di stimoli e forse anche in parte rasserenati dalle conturbanti emozioni che ancora oggi generano quelle tensioni. Dagli eventi successivi sappiamo che il Paese si riempì di don Camilli e Pepponi, che furono anche botte da orbi, ma che don Camillo e Peppone tante volte erano in grado di collaborare per l’interesse di tutti. Sappiamo che questo spirito collettivo alimentò la grandezza del boom e le successive conquiste civili e democratiche. E dal libro di Avagliano e Palmieri abbiamo anche avuto la conferma che tutto sommato anche per la sinistra oggi quella vittoria DC non fu “una disgrazia” (ben altri problemi avrebbe causato la vittoria del Fronte).

È una miniera che ci arricchisce… e forse ci deprime anche un poco, perché nel confronto la nostra epoca appare ben più meschina e povera d prospettive. Certo, non è più il tempo di don Camillo e Peppone… e non è detto che questo sia un male. Però, sarebbe buono e giusto che i meschinelli litiganti di oggi sapessero guardare all’interesse comune, come alla fine facevano proprio i don Camillo e i Peppone di ieri …

Presentato anche a Roma “Verso di me”, di Silvana Salsano: un emozionato ed emozionante racconto in prosa e poesia nel tunnel della malattia… e oltre

CAVA DE’ TIRRENI (SA) e ROMA. Una vita terremotata dall’arrivo di un “inquilino abusivo” nel corpo, il disorientamento di giorni sbandati dall’altalena tra disperazione e ricerca di vie d’uscita, le terapie logoranti e deformanti, eppure salvifiche, ore annaspanti appena addolcite dal calore protettivo della famiglia, ore notturne avvolte da abissali fantasmi, poi la luce in fondo al tunnel e la riconquista della vita e la riscoperta di una nuova se stessa, in un’inesausta e inesauribile voglia di primavera. Questo il “romanzo interiore” dei frammenti di luce in una notte buia che la cavese Silvana Salsano ha intessuto in una successione di prose e poesie che ha pubblicato col titolo bivalente Verso di me (Ed. Area blu),e che ha presentato il 4 dicembre a Cava nella sala del Comune e sabato tre febbraio anche a Roma, nel Club “Il seminterrato”, diretto da Massimo Leone, in via Siena.

In tutte e due le serate, nessuna relazione “letteraria”, come si usa spesso durante le presentazioni di libri, spesso ahimé verbose e troppo “azzeccose”. In tutte e due le serate hanno parlato i versi e le confessioni di Silvana stessa.

A Cava, nel Salone d’Onore di Palazzo di Città, affollatissimo ma tutto oscurato, con la magia di una piccola luce sui lettori (la stessa Silvana, la figlia Ida Accarino, Maria Teresa Kindjarsky, Silvana Pisapia, il sottoscritto scrivente) e di un fascinoso creatore di rinascite in note, come il pianista Ernesto Tortorella. A Roma, con un emozionato pubblico “fatto in casa”, in una sala più piccola e raccolta, sempre in penombra, ma senza buio, con la lettura delle new entry Anita Trincia e Francesca Ferraioli e dei “veterani” (la stessa Silvana, Ida e il sottoscritto) e la musica di Jonio Worzel, armoniosamente coniugata ai testi.

Tutte e due le volte, la magia di un incontro “vero”, con momenti ora di alta Empatia con la S maiuscola (la S di Sensibilità e di Silvana), ora di avvolgenti voli nelle nuvole dei ricordi, ora di fascinose scoperte-riscoperte, ora di stimolanti riflessioni sul coraggio di raccontare e la capacità di lottare, sui disvelamenti a se stessi e ad altri al di là delle maschere, delle apparenze, dei ruoli e dei pregiudizi,.

Tutte e due le volte la storia di una malattia e di una ri-scoperta è uscita fuori dalla persona di Silvana per diventare una storia di tutti i presenti, perché ognuno di noi è attraversato da caverne e da fantasmi e, ogni volta che ne sente gli spifferi del buio, apre il cuore all’abbraccio solidale della comune fragilità.

Ed è stato un cammino, che nella sua realtà comune intender non lo può chi non lo prova, mentre nella sua realtà immaginaria regala un ponte di anime e il sapore dolce della ricostruzione.

Accanto a questa “lezione di condivisione”, la percezione della vita.

Silvana racconta il tutto con lo spirito della reduce, da una guerra e/o da un lager. Comunque, da un Inferno.

E, se la malattia è l’Inferno intriso di buio, già il Purgatorio, cioè la convalescenza, assume la luce piena del Paradiso. E tutto appare circondato da un alone diverso. In quel lungo dialogo con se stessi che ogni malato è costretto a fare, risulta assai feconda la rivisitazione delle emozioni e dei sentimenti finora vissuti e in attesa di ritorno. Tutto riappare, ma con la sua altezza “reale”. E ogni segno, ogni sorriso, ogni scintilla di vita ridiventano calore, ogni frammento della proprio esistenza assume un senso e la forma di un desiderio. Al confronto, ti torna a vibrare il cuore e si apre all’immenso respiro del cielo. E piano piano, mentre contestualmente riesci a vedere la luce che è in fondo al tunnel e la speranza riprende corpo, ti reimpossessi di te e l’amore ti scoppia nel cuore, ed emerge una persona più coraggiosa, più vorace, più sicura, più temeraria. Un’altra se stessa.

Questo viaggio, pur se con un lungo travaglio di non facile “stappamento”, Silvana ha trovato attraverso il libro la voglia, la, forza, il coraggio di raccontarlo. Da questo viaggio lei è andata e tornata tante volte verso di sé. E con lei ognuno di noi verso di lei. E alla fine, sperabilmente, ognuno di noi verso di noi stessi. Grazie anche a lei… e ai lampi di luci che ci ha regalato dalla sua nottata.

Alla Festa dei Giornalisti l’Associazione “Lucio Barone” celebra un anno ricco di iniziative, di eventi e di ospiti super, come Duccio Forzano e Federico Buffa

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Se il 24 gennaio dello scorso anno, la Festa dei Giornalisti rappresentò la prima uscita pubblica del nuovo Presidente dell’Associazione Giornalisti di Cava de’ Tirreni e Costa d’Amalfi “L.Barone”, Emiliano Amato, quella di quest’anno ne ha rappresentato la consacrazione.

Infatti egli, nel suo intervento al termine della Celebrazione Eucaristica officiata nella Chiesa di Sant’Alfonso dall’Arcvescovo Mons. Orazio Soricelli in onore del patrono dei giornalisti San Francesco di Sales, ha potuto presentare un bilancio estremamemte positivo di questo suo primo anno da Presidente.

Un anno ricco di interventi specifici in campo giornalistico, a cominciare dai corsi a punteggio distribuiti tra la primavera e l’estate in tutto il territorio. Un anno di incontri significativi con autori di libri e giornalisti di rilievo nazionale, tra cui naturalmente spiccano i nomi di Duccio Forzano e Federico Buffa, superbig di Rai (Che tempo che fa, Forzano) e Sky (i grandi ritratti-documentario dei campioni dello sport, Buffa). Un anno d innovazione, culminato nei premi ComunIcare, assegnati il 5 dicembre, in occasione proprio dell’incontro con Federico Buffa. Un anno di riconoscimenti e di performance dei membri dell’Associazione: ad esempio, i tre podi giornalistici estivi di Antonio Di Giovanni, tra cui anche un premio insieme con Franco Di Mare, il libro di Patrizia Reso sul Fascismo a Cava, quello del sottoscritto FBVitolo sulla Civiltà Contadina e, dulcis in fundo, l’espansione “internazionale” del Presidente stesso…. Un anno di fresco e rinnovato fermento all’interno dell’Associazione, con la partecipazione attiva e propositiva di tutti i membri del Direttivo.

Tutto questo con giusto orgoglio è stato ricordato dal Presidente e rievocato dal Vescovo Soricelli e dai membri dell’Associazione.

Quanto detto non vuole però fare ombra al clou della manifestazione, che era il ricordo del giorno in cui la salma del Vescovo francese Francesco di Sales (1567 – 1622) fu traslata definitivamente da Lione ad Annecy e da cui è partito il cammino della memoria che ne ha fatto il santo patrono dei giornalisti. Francesco di Sales è stato uno dei più grandi maestri di spiritualità di un periodo ricco di fermenti e di tensioni. Si distinse come sacerdote zelante, instancabile e creativo. Infatti, per fronteggiare la crisi delle partecipazioni, andava in giro per le case dei fedeli a distribuire fogli volanti con gli insegnamenti da trasmettere, motivo per cui è considerato un profeta della comunicazione.

Interessanti anche gli spunti dell’omelia, in cui, oltre ad evidenziare il ruolo “seminatore” della Parola e dei suoi messaggi, Mons. Soricelli ha richiamato il documento papale sul giornalismo, in cui Papa Francesco, come al solito stimolante e concreto, ha ricordato la necessità della Verità e il rifiuto netto delle fake news, che sono l’opposto di quello spirito costruttivo sociale e umano al quale si dovrebbe conformare naturalmente un giornalista.

Al termine, abbraccio fraterno e altrettanto fraterna agape, a base di cibi ben saporiti, di un panettone al bacio e di caldi dialoghi di condivisione, in cui sono riemersi alla memoria i momenti più significativi dell’ultimo periodo, in particolare dell’Avvento di fuoco, che è iniziato a fine novembre con il battesimo poetico di Alfonso Apicella, autore della raccolta in lingua napoletana Sunagliera, proseguendo con il sorprendente poema in versi Il segreto di Nonna Ninna (Ed. Europa) di Anna Maria Santoriello, con l’avvolgente noir Rosso Lupo di Francesco Puccio, e poi decollando il 4 dicembre con l’emozionante reading del libro Verso di me” (Area Blu), di Silvana Salsano, con la lettura recitata in penombra di versi e prose (e musica da fuoriclasse di Ernesto Tortorella) a raccontare l’inferno della malattia, il Purgatorio della speranza e della convalescenza e il Paradiso della Vita nuova riconquistata. Il giorno dopo la Salsano, l’esplosione con il duo Buffa-Catozzi.

Martedì 5 dicembre, infatti, nella grande e spettacolare Sala del Consiglio del Palazzo di Città, di Cava de’ Tirreni, davanti ad un pubblico foltissimo, è stato presentato il libro “Muhammad Ali, un uomo decisivo per uomini decisivi” (Ed. Rizzoli), appassionata ed appassionante biografia di Cassius Clay, “il più grande”, il pugile che nella seconda metà del secolo scorso ha fatto la storia dello sport ed anche della società. Con un’affabulazione avvolgente che ne ha fatto quasi un romanzo e che ha spaziato ad ampio raggio tra sport e storia, musica e società, il volume è stato realizzato da una coppia magnificamente assortita: il giornalista Federico Buffa, che è oggi in Italia il maggior aedo multimediale dello sport, e la giovane ricercatrice cavese Elena Catozzi.

L’incontro è stato ricchissimo di stimoli e di emozioni. Questo certamente è dipeso dalle mille sfaccettature del personaggio Clay: lo stile da farfalla-ape, il carattere esuberante e fortemente mediatico, gli epici scontri con Foreman, Liston e Frazier, il passaggio all’Islam col cambio di nome, il rifiuto pacifista, pagato caro e personalmente, di partecipare alla guerra del Vietnam, l’impegno per i diritti civili e la dignità della minoranza nera, la parkinsoniana accensione del tripode alle Olimpiadi di Atlanta, l’umana generosità e la bellicosa aggressività… Bisogna però ringraziare anche e soprattutto l’empatica capacità di comunicazione sia di Federico Buffa, affabulatore per eccellenza nel giornalismo nazionale, sia della giovane Elena Catozzi, che di fronte al pubblico di casa si è sentita caricata del ruolo di scrittrice in questo caso “alla pari” rispetto al grande compagno e di quello aggiuntivo di campionessa in patria rispetto ad una città orgogliosa di lei e felice per un salto di qualità che potrebbe anche essere decisivo nella sua carriera.

Oltre ai discorsi sportivi, i due autori hanno anche tracciato storie personali di incontri reciproci e riflessioni sulla forza di accettare le sfide e sui rapporti con le personali fragilità, come per Buffa la scelta della memoria nell’affrontare monologhi teatrali, compensativa rispetto al trauma dell’Alzheimer materno, o per Elena il passaggio dall’iniziale timore del salto troppo lungo per le sue gambe alla grinta superba nell’allungare le sue gambe.

Simpatici anche i siparietti col pubblico, come il duetto con un quattordicenne che aveva percepito lo spirito di scommessa del loro incontro, o il faccia a faccia con l’allenatore della Cavese, Bitetto, che fu uno degli eroi di quella squadra che nel 1982 in serie B andò a vincere in casa del Milan, squadra del cuore e della coratella per il buon Federico.

Importante l’epilogo della serata: su conduzione del Past President della “L.Barone” Antonio Di Giovanni, sono stati assegnati i primi premi ComunIcare (dove il finale I care richiama il famoso motto di Luther King) a enti o persone meritevole nel settore della comunicazione.

I riconoscimenti sono stati assegnati agli Uffici stampa dei Comuni di Cava de’ Tirreni e Amalfi ed a quelli dei rispettive Centri Vescovili, alla Protezione Civile di Cava de’ Tirreni, all’Ente Sbandieratori Cavensi, all’emittente metelliana Quarta Rete RTC, alla stessa Elena Catozzi e, dulcis in fundo, proprio a Federico Buffa, nella sezione Pontegiovane, riservata a personalità o situazioni o enti capaci di stabilire un ponte tra le generazioni per aprire finestre di speranza ai giovani. E più ponte di quello creato tra Buffa e la Catozzi…

Il “dopo Buffa” è stato degno dello scoppiettante inizio, con la doppia presentazione (15 dicembre a Cava e 27 dicembre a Vietri) del giovane e geniale poeta Alessandro Bruno, autore della raccolta Feste, festine e maletiempo (Ed. Gaia), con poesie in lingua napoletana che stanno già facendo il giro del territorio, e poi con la strepitosa performance di Dino Benvenuti, il novantenne “viaggiatore” di Valenza Po, venuto a presentare il suo libro Shambhò, in cui racconta l’incredibile avventura di quarant’anni fa, con trentamila chilometri in auto dal Piemonte all’India per ritrovare la figlia Lorena, andata in India in cerca di una nuova spiritualità. E lui, in cerca della figlia, trovò se stesso. E poi, ancora, presentazione con l’Anaima del Diario-Agenda di Noitre, ricco di poesie e brani d’autori classici e locali, e la serata di beneficenza con Il Germoglio, le poesie di Alfonso Apicella e le straordinarie invenzioni pittofotografiche di Franco D’Auria. A gennaio, la prima raccolta d poesie di Teresa D’Amico, dal titolo accattivante Non sono solo come sono (Ed. Il quaderno). E ora, l’attesa di nuovi eventi, a cominciare dall’arrivo a Cava del nuovo libro di Mario Avagliano, 1948, previsto il 23 febbraio, per festeggiare l’ulteriore volo di un Cavese nel mondo che oggi figura nel Gotha dei maggiori storici nazionali.

Sono tutte testimonianze di una presenza viva nel territorio, come si conviene ad un’associazione che considera il giornalismo una fonte vitale d ossigeno per una società e nello stesso tempo ne apre la dimensione fino a farne un collettore fecondo di cultura e incontro.

Insomma, una piccola grande festa dell’intelletto e della comunicazione. Non la panacea della crisi attuale, ma almeno una stella di riferimento in un cielo troppo spesso oscurato da eventi negativi e da sonni della ragione… E che la festa continui …

Rinasce ad Asolo l’Academia dei Rinnovati fondata nel lontano 1750

pablo-neruda-asolo-dicembre-2017-vivimediaAd Asolo, uno dei borghi più belli d’Italia, rinasce dopo quasi 270 anni l’antica Academia (scrupolosamente con una c) dei Rinnovati fondata, infatti, nel 1750. Voluta fortemente dal poeta Giancarlo Zizola (presidente) e dai soci promotori, Franco Berton, Manlio Brusatin, Duilio Tassinari e Vittorio Zaglia, si prefigge un ricco calendario che svarierà dalla letteratura, alle arti figurative, alla musica. L’inizio delle attività culturali ha avuto luogo presso la splendida sala del Comune di Asolo, domenica 17 dicembre con una serata in onore di Pablo Neruda. Ospite il poeta Antonio Donadio che si è soffermato sulla poetica del grande poeta cileno e in special modo su alcune poesie giovanili tra cui una, tra le meno note, dedicata alla madre, morta solo dopo pochi giorni dalla sua nascita. Donadio ha anche brevemente commentato la recentissima notizia che stando a quanto dichiarato dall’équipe di sedici esperti internazionali incaricati dalla giustizia cilena di studiare le cause della morte del poeta, Neruda non morì per un cancro alla prostata come si è sempre creduto, ma fu avvelenato dalla polizia segreta di Pinochet. Lettori di eccezione, l’insegnante di dizione Donatella Cipollato e il filosofo Ivano Zordan. La lettura delle liriche nerudiane sono state intervallate da brani musicali eseguiti dalla giovanissima e valente flautista Giulia Lozza. Un pubblico molto numeroso, piena la pur ampia sala, fa sperare che la scelta coraggiosa e certo non priva di difficoltà, di Zizola e soci di dar nuova vita alla storica Academia, possa essere vincente. Un buffet a base dell’incomparabile Prosecco e panettone in segno d’augurio per le imminenti festività natalizie, ha concluso la serata sotto lo sguardo vigile della grande Eleonora Duse che amò molto Asolo definendolo paesetto di merletti e di poesia” e che da una parete della sala sembrava far da compiacente madrina a questo rinnovato varo dell’Academia dei Rinnovati.

“Pretendiamo Legalità” progetto-concorso organizzato dalla Polizia di Stato e dal MIUR

SALERNO. pretendiamo-legalita-progetto-polizia-di-stao-miur-salerno-dicembre-2017-vivimediaLa Polizia di Stato, in collaborazione col MIUR, ha avviato un progetto – concorso rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie al fine di promuovere la diffusione della cultura della legalità e del rispetto delle regole dal titolo “Pretendiamo legalità, a scuola con il Commissario Mascherpa” per l’anno scolastico 2017/2018.
Il mensile ufficiale della Polizia di Stato “Poliziamoderna” collaborerà al progetto eleggendo il Commissario Mascherpa, protagonista del fumetto a episodi edito in esclusiva dalla rivista, quale  testimonial e fonte d’ispirazione per i lavori che gli studenti svolgeranno.
Il bando del concorso, a cui possono partecipare anche tutte le scuole della Provincia di Salerno, è pubblicato sul sito web del MIUR – Ufficio Scolastico Regionale Campania. Nel sito web www.poliziamoderna.it, pagina “Pretendiamo Legalità”, le scuole potranno consultare e scaricare il materiale didattico utile alla partecipazione al progetto ed alla realizzazione delle opere da parte degli studenti.
A seguito di incontri tenuti nelle scuole aderenti, condotti da personale della Polizia di Stato, saranno realizzati i lavori che dovranno essere inviati o comunque posti a disposizione della Questura di Salerno, Ufficio Relazioni con il Pubblico, (pec:  urp.quest.sa@pecps.poliziadistato.it – Tel. 089.613470), entro e non oltre il 5 marzo 2018. Il progetto si articolerà in due moduli, in relazione alla classe di appartenenza dei ragazzi: 1) gli alunni della scuola primaria, anche attraverso l’ausilio di un questionario, dovranno sviluppare il seguente

argomento: “Io=Noi: Legalità=Responsabilità”; gli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado dovranno, invece, approfondire un altro aspetto: “Il futuro è nella memoria: come riconquistare spazi di legalità collettiva”.
I lavori prodotti, individuali o di gruppo, potranno concorrere per una delle

seguenti categorie: 1) Scuole primarie: categorie: opere letterarie, arti figurative e tecniche varie; 2) Scuole secondarie di primo e secondo grado: categoria: graphic novel e cine tv.
Il concorso, che prevede dei vincitori sia a livello provinciale che nazionale, si concluderà con una cerimonia di premiazione degli elaborati vincenti realizzati dagli studenti che potrà essere inserita nell’ambito delle celebrazioni della Fondazione della Polizia di Stato.

Apre il centro per bambini e le famiglie

nuovo-centro-bambini-famiglie-sassano-dicembre-2017-vivimediaSASSANO (SA). Poter affidare i propri bambini di età compresa tra i 18 e i 36 mesi a personale qualificato, presso una struttura accogliente e organizzata, in modo totalmente gratuito: a Sassano ora è possibile, grazie all’apertura del Centro per Bambini e le Famiglie “Gocce di Rugiada”. Il nuovo servizio è messo a disposizione dal Centro di Welfare Comunitario Nicola DI Brizzi, che dopo il successo del Centro Estivo, del Corso di Team Leader e del Laboratorio di Media Education, propone un nuovo progetto educativo e socializzante, e sempre in modalità gratuita. Il Centro per Bambini e le Famiglie è rivolto a tutte le famiglie del Vallo di Diano con bambini piccoli che, in particolare nel pomeriggio, hanno bisogno di un supporto per ragioni di lavoro o altri motivi. I piccoli saranno accolti nella ospitale e confortevole sede di Silla di Sassano del Centro di Welfare Comunitario Nicola Di Brizzi, ed accuditi professionalmente e affettuosamente nelle nuove aree appositamente allestite per loro. Il servizio sarà disponibile per 20 bambini valdianesi a partire dal mese di dicembre 2017 e fino a settembre 2018, anche nei mesi estivi.

La nuova attività rientra nell’ambito del progetto“Giovani per il Sociale”, iniziativa finanziata nell’ambito del Piano di Azione e Coesione “Giovani no profit” dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Cooperativa Sociale Prometeo 82 e altre tre realtà impegnate nel sociale: L’Associazione Solidarietà e Sviluppo ONLUS, Agonè Cooperativa Sociale ONLUS e l’Associazione Mutua Orchidea.

Come avevamo anticipato –afferma la coordinatrice del progetto Patrizia Stasi- abbiamo voluto rivolgere la nostra attenzione alle giovani famiglie del territorio, mettendo a disposizione un nuovo servizio gratuito che siamo certi sarà utile a conciliare i tempi del lavoro delle giovani coppie, ma che si propone di diventare anche un momento di possibile socialità tra pari. Il Centro per Bambini e le Famiglie “Gocce di Rugiada”èdedicato ai bambini nel periodo della prima infanzia e al sostegno della genitorialità. In questo modo il fruttuoso percorso del Centro di Welfare Comunitario Nicola Di Brizzi continua su due binari paralleli: da un lato il sostegno e l’accompagnamento alle famiglie di Sassano e del Vallo di Diano, venendo incontro alle loro difficoltà; dall’altro la creazione di opportunità di lavoro per i giovani del territorio”.

Le iscrizioni al Centro per Bambini e Famiglie possono essere effettuate compilando l’apposito modulo presso la sede del Centro Di Brizzi a Silla di Sassano, in via Provinciale del Corticato n° 7, tutti i giorni dalle ore 10:30 alle 13:00 (sabato escluso). Per informazioni è possibile scrivere una e-mail all’indirizzo centrodibrizzi@libero.it o telefonare allo 0975/728940. 

Una carezza per il germoglio

una-carezza-per-il-germoglio-cava-de-tirreni-dicembre-2017-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Il Comune di Cava de’ Tirreni Mercoledì 20 Dicembre alle ore 18:00 promuove, presso il Salone di Rappresentanza del Palazzo di Città, in Piazza Abbro, l’iniziativa “Una carezza per il germoglio”, evento di solidarietà a sostegno dell’associazione “Il Germoglio o.n.l.u.s.”.

Ad intervenire a favore dell’iniziativa diretta da Franco Bruno Vitolo, saranno il primo cittadino di Cava Vincenzo Servalli ed il Presidente de “Il Germoglio” Silvio Mauro
Musica, Immagini & Parole” il tema della manifestazione sviluppato attraverso l’esposizione di Rosanna Rotolo ed i testi di Franco D’Auria. L’intrattenimento e l’accompagnamento musicale diretti da Alfonso Apicella, con la lettura di poesie in vernacolo, tratte dalla sua recente pubblicazione “Sunagliera”. 
 
Il Germoglio” è un’associazione ONLUS di disabili fisici adulti che, dal 1999, si integra in maniera diretta e propositiva, attraverso le attività svolte, con il mondo produttivo. Questa reale integrazione fa sì che i giovani diversamente (molto) abili, ospiti della struttura, abbiano acquisito la consapevolezza dei propri limiti ma, soprattutto, delle loro capacità.
 
I genitori, fin dalla lontana costituzione dell’Associazione, si sono impegnati a sviluppare una prospettiva che, attraverso le attività laboratoriali, restituisse dignità al lavoro utilizzandolo come strumento di emancipazione personale ed economica. L’attuale gestione prevede, il coinvolgimento diretto delle famiglie e dei sempre più numerosi volontari, il raggiungimento di una totale autonomia derivante da una mirata divisione del lavoro, dalla complementarietà dei ruoli e dal rispetto delle competenze altrui.

Il sogno di Chiara IX edizione, inaugurazione giardino in hospice

sogno-chiara-ix-edizione-eboli-giardino-inhospice-dicembre-2017-vivimediaEBOLI (SA). Sarà inaugurato venerdì 15 dicembre 2017, alle ore 11.00, in via Acquarita Eboli (SA) un giardino per l’Hospice realizzato dall’organizzazione di volontariato Chiara Paradiso Onlus- la forza dell’amore.

L’associazione ha adottato una parte del giardino, provvedendo allo svasamento parziale dei materiali di risulta, posa in opera del letto erboso, sistemazione dell’abete di Natale, aiuole con piante e fiori, donati da amici e Fondazione con il Sud; inoltre sono state installate due giostre inclusive, tre panche e una pattumiera, ancorate su pavimentazione antiurto e corsia per sedie a rotelle, per formare un salottino di conversazione.

Uno spazio verde al centro della struttura che accoglierà gli ospiti ricoverati presso il reparto di cure palliative e medicina del dolore e loro familiari, il personale tutto, i volontari dell’associazione che periodicamente se ne prenderanno cura.

L’evento prevede una tavola rotonda e sarà moderato da Nancy Mastia. I partecipanti si confronteranno sul senso e l’importanza di un giardino inclusivo per l’hospice e del valore su quel territorio, di un reparto specializzato in terapia del dolore e cure palliative che accoglie adulti e bambini.

L’evento ha ricevuto il patrocinio dell’Asl Salerno, CSV Sodalis Salerno e dei Comuni: Eboli, Bellizzi e Pontecagnano Faiano.

Al taglio del nastro saranno presenti i rappresentanti degli Enti coinvolti, i soci dell’associazione, la Mascotte Mikiz e i volontari del sorriso. Dopo la cerimonia di benedizione e inaugurazione, è previsto il buffet.

Per tutti i partecipanti calendari, gadget e palloncini.

I volontari svolgono dal 2009 la loro attività nel campo del cancro infantile e nella fase terminale, con laboratori di arte terapia e sorriso terapia nelle corsie degli ospedali, visite a casa, passeggiate, gite, realizzazione di desideri, attività di accoglienza e supporto presso: DH Presidio ospedaliero Umberto I° di Nocera Inferiore, A. O. U. “Ruggi” di Salerno,a chiamata nella Casa di Accoglienza Lions “Luigi Gallo” di Salerno e a casa dei piccoli pazienti. Inoltre, l’associazione in questi anni ha portato in hospice “Il Giardino dei Girasoli” diversi progetti: dal 2009 mantiene attivo il progetto Lettura, ha donato apparecchiature medicali e ha adottato una stanza di degenza.  

BENEFICENZA AD ARTE, domani inaugurazione della mostra al Convento dei Cappuccini di Salerno

beneficenza-ad-arte-salerno-dicembre-2017-vivimediaSALERNO. Dal 13 al 16 dicembre, nel Chiostro del Convento dei Cappuccini (piazza San Francesco, Salerno), saranno esposte le opere di 31 artisti salernitani che hanno donato le proprie creazioni per l’evento “Beneficenza ad Arte”, organizzato dal consigliere comunale, l’avvocato Antonio D’Alessio.

La manifestazione è stata ideata come momento di solidarietà che unisce professionisti e artisti salernitani in favore della Mensa dei poveri San Francesco, associazione di volontariato del territorio salernitano, fondata nel 1994 da Mario Conte.

L’Asta di beneficenza, alla sua seconda edizione, si terrà nel Chiostro del Convento dei Cappuccini (piazza San Francesco, Salerno) il 16 dicembre alle ore 17. Gli artisti che hanno aderito al progetto sono: Anna Avossa, Laura Bruno, Mariagrazia Cappetti, Giuseppe Carabetta, Concetta Carleo, Enzo Caruso, Rosa Cuccurullo,Antonio D’Acunto, Giorgio Della Monica, Rosalba Fatigati, Nello Ferrigno, Cinzia Gaudiano, Loredana Gigliotti, Gianpaolo Lambiase, Pino Latronico, Rossano Liberatore, Lucio Liguori, Pasquale Liguori, Pierpaolo Lista, Pietro Lista, Ida Mainenti, Danilo Mariani, Sandro Mautone, Deborah Napolitano, Nicola Pellegrino, Antonio Petti, Maria Scotti, Loredana Spirineo, Ferdinando Vassallo, Marco Vecchio, Sergio Vecchio.

Tra le creazioni che parteciperanno all’asta, gentilmente donata dagli eredi, anche un’opera dell’artista recentemente scomparso, Mario Carotenuto.

Insieme al consigliere D’Alessio, hanno contribuito al progetto – patrocinato dal Comune di Salerno – la coordinatrice degli artisti Maria Scotti, la curatrice della mostra Maria Giovanna Sessa, l’AGS Comunica, l’associazione Vitruvio e gli istituti scolastici R. Virtuoso e ProfAgri.

La mostra è ad ingresso gratuito (orari: 10/13; 17/21).

Il giorno dell’asta di beneficenza, sabato 16 dicembre, alle ore 18.30, inoltre, nel Chiostro dei Cappuccini verrà inaugurato il presepe curato da padre Claudio Luciano visitabile fino al 2 febbraio (ingresso gratuito).