cultura & sociale

 

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Le emozioni adolescenziali e la conquista dell’autostima alla premiazione del Concorso scolastico “Le parole sono ponti”, dedicato a Betty Sabatino

Le piccole grandi domande sui cambiamenti nella vita quotidiana (i primi servizi fuori casa da solo…) e nelle relazioni sociali, comprese le prime uscite con gli amici, i dubbi e le incertezze sull’effettiva capacità di affrontare la vita nuova… (Sto diventando grande, prosa di Francesco Criscuolo – IV Circolo – Santa Lucia – Classe V A).

La paura di rompersi in questa fase della vita piena di nuove sensazioni, quando i desideri avanzano e i pensieri inseguono, ma, nonostante il brivido di freddo, le stelle polari rimangono la bellezza e l’innocenza. E nella loro cristallina sinteticità brillano i versi come raggi di piccole stelle… (Un brivido di freddo, poesia di Ludovica Memoli – I.C. “Carducci –Trezza” – classe II D)

La crisi morale e culturale di un giovanissimo soldato, cresciuto ed educato nel culto della guerra e della gloria, che durante il battesimo del fuoco, affrontato comunque con senso del dovere, da una parte scopre le mistificazioni propagandistiche a cui è stato sottoposto, dall’altra, pur a costo della vita, facendo appello alle sue radici, esalta la dignità umana nel momento di una scelta estrema. Il tutto in un racconto in stile “Niente di nuovo sul fronte occidentale”, elaborato con la nettezza e l’incisività di un talento già in fase di avanzata maturazione. (Avanti, Savoia!, di Alfonso Maria Di Somma – Liceo Classico “Marco Galdi” – classe IV B).

Sono questi i contenuti, stimolanti già a prima vista, dei testi vincitori nelle tre sezioni del sesto Concorso Scolastico “Le parole sono ponti”, organizzato dal Comune di Cava de’ Tirreni in memoria della carissima professoressa Elisabetta Sabatino, troppo presto volata via, grande maestra di dialogo, umanità e saggezza, fantasiosa innovatrice didattica.

La cerimonia di premiazione, condotta dallo scrivente, è stata effettuata a Palazzo di Città venerdì 8 marzo, come sempre in occasione della Giornata della Donna, con la presenza e gli interventi, oltre che dei familiari stretti e di tanti studenti, docenti, amici e parenti, del Sindaco Vincenzo Servalli, dell’Assessore alla Pubblica Istruzione Armando Lamberti, della Presidente del Consiglio Comunale Lorena Iuliano. Ad illuminare la lettura le voci calde, duttili e convincenti di Giuliana Carbone e Manuela Pannullo, targate Arte Tempra, giovani ma già consumati animali di scena.

A conservare la memoria della giornata, come sempre la pubblicazione di un allegro opuscolo, curato graficamente da Gaetano Guida, contenente i testi premiati. La scelta dei vincitori, il cui elenco è allegato in appendice all’articolo, è stata operata da una giuria formata da Paola Sabatino, Barbara Sabatino, Gabriella Liberti, dalla Dirigente dell’ IIS “Filangieri” Raffaella Luciano e dallo scrivente, Franco Bruno Vitolo.

Le opere vincitrici sono solo la punta dell’iceberg di una serie di spunti e di riflessioni provenienti dai numerosissimi lavori presentati per l’occasione ed incentrati sui temi delicatissimi dell’autostima, della gestione di emozioni, sentimenti e paure nella fase cruciale della crescita adolescenziale e della comunicazione che l’accompagna. È su queste basi che si costruiscono i ponti con se stessi e tra se stessi e il mondo, anche se troppe volte si finisce con l’ergere muri sconfortanti di solitudine, depressione o incomunicabilità.

Sono venute fuori vere e proprie lezioni di vita, che assumevano sempre più colore e calore al pensiero che sono nate in quel luogo-ponte per eccellenza che è la scuola, magari in quei momenti in cui più si abbassano le frontiere del ruolo tra insegnanti ed alunni e più si sentono le voci della persona che è in loro ed in ognuno di noi. Sono i momenti che Elisabetta Sabatino amava di più, per arricchire ed arricchirsi in un intenso reciproco afflato.

Non solo lezioni e riflessioni generali, però, ha offerto la cerimonia della premiazione, ma anche significative finestre sulle questioni nodali che caratterizzano la vita intima e sociale degli adolescenti, che, come hanno sottolineato alcune delle opere premiate, è per certi versi un mondo a parte, di difficile interpretazione da parte del mondo degli adulti, già spesso peccatori per scarsa empatia. Ed è anche il ponte tra le coccole rassicuranti del porto e il fascinoso ma rischioso veleggiare nell’oceano, in cui si cerca di rimanere aggrappati ai bambini che si era in precedenza. Alla fine però la stella polare rimane pur sempre la voglia di conoscersi, la trepidante speranza di riuscire a completare il volo verso se stessi e manifestarlo al mondo e al proprio io, pur con tutto il mistero che questo comporta,

A lasciare la scia più forte sono stati come sempre soprattutto quei momenti speciali di emozione “che non ha voce”, che esplodevano ogni volta che si rievocavano la figura di Betty e la sua calda percezione della vita. Hanno raggiunto l’acme nella fase di apertura, con un video esaustivo, coinvolgente ed emozionante creato da Anna Paola De Luca, seguito dalla lettura di una poesia di Enrico Mosca, e nel finale, quando a semicerchio, come in una dolce preghiera del cuore, come sempre si è letto un testo che evoca la sua figura.

Al termine, un emozionato arrivederci, con la speranza che la giornata sia stata, come voleva essere, soprattutto un ponte verso il futuro. È tanto triste che Betty se ne sia andata tanto presto e non ci sia più, ma è anche tanto bello che comunque ci sia stata e ci sia ancora. Ci vogliono pur sempre gambe e cuori per far camminare le sue parole… e costruire ponti.


Ed ecco l’elenco dei premiati di quest’anno.

Sezione “Scuola Primaria”: 1) Francesco Criscuolo (IV Circolo – Santa Lucia); 2) Tommaso Francesco Di Domenico (Scuola Opera Pia “Di Mauro”); 3) Rosalba Celentano (II Circolo – Via Balzico) – Segnalazioni di merito: 3) Mattia Andretta (IC Carducci Trezza – San Lorenzo) – Lucia Vitale (IV Circolo – Santa Lucia); Valentina Mancusi (II Circolo – Via Balzico); Anna Siani (IV Circolo – Epitaffio) – Vittoria Giordano (IV Circolo – Epitaffio)- Martina Mollo (II Circolo – Via Balzico). 

Sezione “Scuole Medie”: 1) Ludovica Memoli (ICCarducci Trezza – classe III H); 2) Benedetta Mazzotta (Scuola “Balzico”, Santa Lucia – classe III M); 3) Sophie D’Amato (IC Giovanni XXIII – classe II F) – Segnalazioni di merito: Michela Di Martino (IC Giovanni XXIII – classe III H); Roberta Siani e Marika Siani (SM “Balzico” – classe I B); Paola Santoriello (ICCarducci Trezza – classe II D), Francesco Stanzione (ICCarducci Trezza – classe III C); Ginevra Karol Ferrara (SM “Balzico” – classe III B),

Anna Di Marino, Benedetta Ferrara, Arianna Esposito (Scuola “Balzico”, Santa Lucia – classe I N).

Sezione “Scuole Superiori”: 1) Alfonso Maria Di Somma (Liceo Classico “Marco Galdi” – classe IV B); 2) Franziska Dura (Liceo Classico “Marco Galdi” – classe III B); 3) Beatrice Avallone (Liceo Linguistico “De Filippis” – classe II BL); – Segnalazioni di merito:Marianna Cannavacciuolo (Liceo Classico “Marco Galdi” – classe IV B); Daisy Michelle Giulia Pisapia (Liceo Linguistico“De Filippis” – classe II BL); Anna Paola De Luca (Liceo Scientifico “A.Genoino” – classe III E), Rita Spinelli (IIS “Filangieri” – classe IV D); Anna De Sanctis e Giulia Senatore (Liceo Linguistico“De Filippis” – classe I A L).

CAVA DE’ TIRRENI (SA). E’ del Maestro cavese Ettore Senatore l’Ostensorio multicolore

ostensorio-colorato-ettore-senatore-cava-de-tirreni-vivimediaVerso la fine dell’estate dello scorso anno e con l’approssimarsi dei Festeggiamenti in Onore del Santissimo Sacramento, il Maestro Ettore Senatore, eletto figlio di questa nostra Città di Cava de’ Tirreni, realizzò il multicolore Ostensorio, rappresentato in foto, consigliando al Presidente dell’Ente Montecatello, Mario Sparano, e al Segretario Francesco Loffredo di farlo preparare per la 363ª edizione – anno 2019 – perchè svettasse sul terrazzo inferiore del Colle di Sant’Adjutore.

Come si può vedere, il Maestro Senatore ha colorato i raggi dell’Ostensorio con quelli degli otto Casali dei Trombonieri, che qui riportiamo in senso orario (da sinistra verso destra): Casale Monte Castello, Sant’Anna all’Oliveto, Sant’Anna, Senatore, Santissimo Sacramento, Santa Maria del Rovo, Filangieri e Borgo Scacciaventi-Croce, l’ultimo a destra testimonia i colori dell’Associazione Amici di Monte Castello 1999.

Quante assurde polemiche ed illazioni, nonché pessime interpretazioni ha suscitato l’ammirevole Ostensorio del Maestro Senatore, ascoltate nel percorrere e ripercorrere il Borgo porticato, all’insaputa dell’artista, irriguardosi verso chi tanto si adopera per dare lustro agli eventi cittadini.

Facciamo ammenda e rivolgiamo un corale grazie alla lunga filantropica opera del Maestro Ettore Senatore.

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Il prestigioso riconoscimento al Cappellano Militare del Contingente Italiano

A Don Claudio Mancusi, Cappellano del Comitato per il Sacrario Militare di Cava, la Croce Patriarcale.


don-claudio-mancusi-cappellano-militare-cava-de-tirreni-febbraio-2019-vivimediaConcessa la Croce Patriarcale al Cappellano Militare del Contingente Italiano, don Claudio Mancusi. Viva la soddisfazione da parte del presidente del Comitato per il Sacrario Militare di Cava de’ Tirreni Daniele Fasano.

“Mi congratulo con don Claudio – sottolinea Daniele Fasano – Un grandissimo riconoscimento per il Cappellano del Comitato per il Sacrario Militare di Cava de’ Tirreni. E’ per tutti noi motivo di grande orgoglio”.

Il riconoscimento, concesso da Youssef Absi, Patriarca di Antiochia e di tutto l’Oriente, Arcieparca Metropolita di Damasco, Alessandria e Gerusalemme dei Melchiti, Gran Maestro dell’Ordine Patriarcale della Santa Croce di Gerusalemme, è stato assegnato al Cappellano Militare del Contingente Italiano, don Claudio Mancusi, al Comandante di Italbatt, Colonnello Giacomo Giannattasio, al Comandante della Joint Task Force Lebanon-Sector West, Gen. Brig. Diodato Abagnara, per le attività umanitarie e l’efficace supporto profuso a favore delle comunità Greco-Cattoliche di Tiro.

L’Ordine Patriarcale della Santa Croce di Gerusalemme è un ordine cavalleresco conferito per meriti caritatevoli e religiosi che promuove iniziative volte a far conoscere la realtà culturale e religiosa dell’Oriente cristiano e sostiene le opere sociali e religiose dei fedeli. A consegnare l’importantissima onorificenza, l’Arcivescovo Metropolita Melchita di Tiro, S.E.R. Mons. Michael Abrass, nel corso della Santa Messa domenicale tenutasi nella Base UNP 2-3 di Shama.

Il riconoscimento è segno di affetto e gratitudine della realtà religiosa locale verso l’operato dei peacekeepers italiani che, solo pochi giorni fa, hanno organizzato un significativo meeting interreligioso con i rappresentanti delle fedi presenti nella regione di Tiro, che ha portato alla redazione condivisa di un documento di reciproca collaborazione per la stabilità e la pace.

Salerno-Accumoli. Casa della Cultura nella terremotata Accumoli: iniziati i lavori!

Esulta il Maric, promotore dell’iniziativa. Il Presidente Vavuso: “Sarà la primavera di un territorio”.


È un’emozione grandissima. Da settembre 2016 abbiamo cominciato a sperare nella realizzazione di qualcosa che potesse darci la possibilità di stare un’altra volta insieme. L’arancione dei bandini è oggi il colore più bello del modo.” Queste parole di Michelangelo Cirmi, presidente dell’Associazione Illica Onlus, arrivano dirette al cuore perché esprimono l’emozione e la commozione della comunità di Illica, frazione di Accumoli, devastata dal terremoto dell’agosto 2106. Sono infatti arrivate le prime ruspe, che hanno cominciato a preparare il terreno per la Casa della Cultura, primo passo della ricostruzione e della nuova vita della comunità dopo tante sofferenze. In qualche settimana, prepareranno la platea di cemento sulla quale sarà collocato l’edificio con tutte le strutture necessarie. Il taglio del nastro è previsto nel corso della prossima primavera. 

Promotore di  questo evento, il MARIC (Movimento Artistico per il Recupero delle Identità Culturali), gruppo di creativi dell’Arte, della Letteratura, dell’Immagine e della Musica, nato a Salerno e guidato da Vincenzo Vavuso, noto artista salernitano nonché sottufficiale dell’Esercito italiano. Dall’autunno del 2016 ha lanciato una raccolta di fondi per Accumoli con l’ obiettivo di donare ad una comunità dispersa, un luogo di incontro e di speranza per ricostruire, oltre alle case, una identità che viene da lontano.

Grazie anche e soprattutto all’incrollabile tenacia di Vincenzo Vavuso, leader del movimento, il Maric sta raccogliendo fondi attraverso iniziative culturali e artistiche di vario genere ed ora è allo sprint finale per tagliare il traguardo.

Nel cammino ha avuto sostegni importanti, non solo da singole persone, ma anche da enti o aziende che hanno offerto un contributo fondamentale. A loro va il sincero e profondissimo ringraziamento del Presidente e dei componenti del Movimento. In primo luogo la Ditta Industrial Starter, che ha offerto una somma considerevole. Infatti dopo vari incontri tra Vavuso e i responsabili dell’azienda, si è convenuto sull’erogazione di fondi da utilizzare per la nobile causa: proventi ricevuti in beneficenza dai dipendenti della stessa azienda. Si sono poi accodate l’Associazione Onlus di Illica, anch’essa con un importante contributo economico a sostegno del progetto, la Regione Lazio, che sta provvedendo alla platea, l’Azienda Arti Grafiche Boccia di Salerno, sempre vicina in tutti i modi all’iniziativa, così come l’US Salernitana 1919, e tanti altri ancora, che sarebbe troppo lungo elencare e ai quali va il pensiero riconoscente del MARIC.

Una volta completata l’opera, il Movimento continuerà ad alimentarla attraverso un filo diretto di scambi, di partecipazione e di eventi, che sanciranno negli anni questo bel gemellaggio amico che si è instaurato tra il Gruppo artistico e la comunità di Accumoli in generale e di Illica in particolare.

Il primo gesto che compirò, sarà collocare nella casa della Cultura quella scarpetta che trovai tra le macerie proprio ad Illica. Quella scarpetta era il simbolo di anni e vite tarpate nel fiore. Mi auguro che presto diventi il simbolo e il fiore di speranze recuperate e della rinascita di un intero territorio.” Parole emozionate ed emozionanti, pronunciate dal Presidente Vavuso con gli occhi liquidi e con una scarica di battiti del suo cuore panzer.

Parole che facciamo nostre, con tutto lo slancio possibile.

E che nasca veramente un fiore tra le spine… e dai semi dell’ombra fiorisca finalmente la luce …

Donati aiuti umanitari al dispensario per i profughi di Tiro

La consegna degli aiuti umanitari al dispensario per i profughi di Tiro con il Contingente Italiano ed il Comitato per il Sacrario Militare di Cava de’ Tirreni


01-aiuti-umanitari-tiro-cava-de-tirreni-febbraio-2019-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Una donazione di vestiti e materiali per il dispensario della città di Tiro nel Libano del Sud, l’area maggiormente colpita dall’ultimo conflitto. La donazione, effettuata nei giorni scorsi, andrà ad alleviare i bisogni delle famiglie più disagiate della zona, nella quale stanziano anche numerosi campi profughi.

L’iniziativa è stata resa possibile grazie al coordinamento del Contingente Militare Italiano con il Comitato del Sacrario Militare di Cava de’ Tirreni, che opera da tempo a favore del ricordo dei caduti in guerra e che ha raccolto il materiale in sinergia con il Cappellano Militare del Reggimento “Cavalleggeri Guide” (19°) Don Claudio Mancusi, attualmente in servizio come Cappellano Militare nell’Operazione Leonte nel sud del Libano.

La donazione al dispensario della Croce Rossa libanese di Tiro è avvenuta alla presenza del presidente Miss Mouzayan Seklawi, di don Claudio Mancusi e dei suoi collaboratori, il Caporal Maggiore Scelto Principe e dei Volontari in Ferma Prolungata Luise e Grimaldi.

“Questa donazione, che allevierà i bisogni di decine di famiglie – sottolinea Don Claudio Mancusi – è stata resa possibile con il contributo del Comitato del Sacrario in memoria dei caduti cavesi”.

Grande soddisfazione anche da parte del presidente del Comitato per il Sacrario Militare di Cava de’ Tirreni Daniele Fasano. “Grazie don Claudio, siamo orgogliosi – evidenzia Daniele Fasano – per questa consegna che ci ha dato lustro ONU internazionale”.

Don Claudio Mancusi, già Cappellano militare delle ” Guide” di Salerno, nonché Cappellano del Sacrario Militare di Cava de’ Tirreni, recentemente è stato assegnato al Contingente Italiano in Libano nell’Operazione ONU “Leonte” sotto il comando del Gen. Diodato Abagnara, Comandante della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” di stanza in Caserta.

La Brigata annovera tra i propri ranghi il Reggimento “Cavalleggeri Guide” (19°), Unità di punta dell’Esercito Italiano, da sempre impegnata in missioni per il mantenimento della pace, cosiddette di “peacekeeping”, in numerosi teatri operativi nel mondo, sia sotto l’egida dell’ONU che della NATO.

 

Un’iniziativa da pionieri all’IIS Della Corte – Vanvitelli: gli studenti a scuola di Pace

CAVA DE’  TIRRENI (SA). Iniziativa originale, innovativo e formativa Dopo la positiva sperimentazione pionieristica all’IIS Filangieri nello scorso anno scolastico, la Scuola di Pace proposta dal Punto Pace Pax Christi coordinato da Antonio Armenante quest’anno si sta realizzando, con qualche variazione e interessanti finestre collettive, presso l’IIS Vanvitelli Della Corte, diretto da quel motore turbo che è la prof. Franca Masi.

L’iniziativa, mirante a stimolare nei giovani una cultura teorica e applicata di Pace che parta dalla vita quotidiana e si estenda a tutto il campo sociale si caratterizza già dalla denominazione: La ginestra, La pace comincia da me. Il titolofa riferimento alla famosa poesia pacifista di Giacomo Leopardi, il sottotitolo è la formula necessaria per far capire che la Pace è un cammino dall’io agli altri attraverso se stesso che coinvolge al massimo livello anche la vita quotidiana di ogni persona.

Finora sono stati già realizzati due appuntamenti specifici con la classe pilota dell’esperimento, la Seconda A EE, ed uno collettivo, aperto all’intero istituto e ad altre realtà scolastiche. Il primo è stato incentrato sull’io e sul tema Come trasformare la rabbia in una scelta di Pace con la specialista del Rebirthing Lorena Tari Benvenuti.

Rapporto col proprio corpo, liberazione della compressione attraverso il respiro, apertura di finestre sulla consapevolezza e la comunicazione delle proprie emozioni, coscienza del malessere e del possibile benessere… argomenti che hanno coinvolto profondamente i ragazzi, inducendoli a guardare il mondo da un’altra angolazione. Del resto, è proprio quello l’obiettivo primario dell’iniziativa, come evidenziato dalla chiave di apertura dell’incontro, quando il sottoscritto scrivente, coordinatore dei vari incontri, ha mostrato agli studenti una scena del bellissimo film “Mignon è partita”, in cui un conflitto tra due adolescenti viene risolto proprio dalla diversa angolazione con la quale uno dei due reagisce ad un provocatorio insulto: non rifiuto, ma apertura e mano tesa. Dato che di solito scene del genere finiscono “a mazzate”, la lezione è stata proprio costruttiva per i ragazzi….

Il secondo incontro, il 29 gennaio, basato sul tema dell’accoglienza all’altro, soprattutto allo straniero, è stato incentrato sulle testimonianze dirette di migranti arrivati sui barconi e oggi ospitati a Cava. Sono intervenute due ragazze nigeriane, ospitate all’arrivo presso il monastero dei Cappuccini ed oggi da una Comunità, che, anche attraverso la loro assistente Imma, hanno raccontato la dolorosa esperienza del viaggio nel deserto con la speranza di uno sbocco felice in Europale vessazioni subite nei campi di detenzione libici, il rifiuto della prospettiva di dover invece subire l’onta della prostituzione, l’arrivo avventuroso in Italia, la rinascita della speranza.

Dopo di loro, è stata la volta di un giovane egiziano, oggi sedicenne, ospitato in una comunità e allievo dell’IIS Filangieri, che all’età di dodici anni è arrivato da noi dopo una traversata lunghissima senza i familiari, con momenti e ricordi veramente da brividi: persone morte per i disagi, persone gettate a mare, spazio minimo a disposizione, esposizione a tutte le intemperie, carenza di viveri e di servizi…

Hanno lasciato un solco profondo, queste testimonianze. La vita reale è esplosa davanti agli occhi dei ragazzi… e speriamo che uno spicchio di fraternità alternativa ad alcuni atteggiamenti di disarmante disumanità che si sentono in giro.

Sempre in tema di accoglienza, il 23 gennaio c’è stato l’incontro collettivo in Aula Magna, che ha avuto due ospiti molto stimolanti. L’avvocato Fernando Castaldo D’Ursi ha spiegato i contenuti, le motivazioni, le contraddizioni e i rischi del Decreto Sicurezza, aprendo la mente su opportune riflessioni rispetto ad un argomento che sta dividendo il paese e scatenando accesissime polemiche. In particolare, i ragazzi sono rimasti colpiti dalle conseguenze possibili della chiusura dei centri, che finora accoglievano i rifugiati non politici, con rischio di disagi e di affiliamento alla criminalità organizzata per queste persone senza più riferimenti certi.

Emozioni da brivido, come sempre quando la si incontra, sono venute dall’incontro con Suor Rita Giaretta. Con l’impeto e la passione e la determinazione che la caratterizzano, ha raccontato la storia di Casa Rut, associazione di Caserta nata quando lei ed un gruppo di sorelle decisero di impegnarsi per la liberazione diquelle ragazze, quasi tutte africane, che, prostituite e schiavizzate, costellano le strade di quel territorio,, di notte e spesso anche di giorno. Una coraggiosa sfida contro le armi della malavita con la sola arma dell’amore e della solidarietà…

Nonostante i rischi, grazie sia all’opportuna collocazione della sede nel cuore di Caserta e non in periferia, sia al sostegno progressivamente ricevuto dalla popolazione e dalle forze di polizia e dalle istituzioni, la scommessa è stata vinta: in circa un ventennio sono state salvate oltre cinquecento ragazzee sono nati, all’interno di Casa Rut, cinquanta bambini! Casa Rut è diventata così il simbolo della solidarietà attiva, un luogo di salvezza e di speranza, la riscoperta di una femminilità liberata, una finestra aperta su un futuro che sembrava perduto.

A rendere ancora più avvincente la manifestazione (magnificamente orchestrata dalla prof. Giusy Del Prete, c’è stato il concerto del prestigiosogruppo musicale I figli del Vesuvio (IV Istituto Comprensivo di Nocera Inferiore), diretto dal Maestro Enrico Della Monica: una musica prevalentemente etnica che ha trascinato ed entusiasmato gli studenti e nello stesso tempo ha mostrato la ricchezza dell’offerta pluriculturale.

Dopo questa fioritura la scuola di Pace non si ferma. I prossimi incontri riguarderanno il perdono consapevole, la gestione dei conflitti, il rapporto tra giovani e Pace, con il grande Alex Zanotelli.

Insomma, una gran bella semina da pionieri verso una formazione che esalti il rispetto della dignità umana.

Di solito i pionieri finiscono con l’avere un seguito. Succederà anche nel caso della Scuola di Pace e di Scuole aperte come quelle che l’hanno accolta? Magari… Intanto, dopo la semina, aspetteremo insieme che venga primavera …

“L’albero dormiente”: il risveglio del mondo che è dentro di noi nel “magico” libro di Ester Andreola

Dalla dott. Maria Gabriella Alfano, presidente dell’Associazione “L’Iride”, riceviamo e volentieri pubblichiamo il resoconto della presentazione al Marte del libro “L’albero dormiente”, che in un intreccio di vicende fantastiche e allegorie raccoglie storie tramandate dalle passate generazioni, qui raccontate da una madre alla figlia addormentata, in un “magico” colloquio con se stessa e con colei che, amatissimo e giovanissimo “ramo del suo albero”, porterà nel futuro la sua identità.


CAVA DE’ TIRRENI (SA). Un pubblico attento, coinvolto e caloroso ha seguito la presentazione del libro L’albero dormiente di Ester Andreola, che si è svolta nella serata di venerdì 1 febbraio presso la Mediateca Marte di Cava de’ Tirreni.

L’incontro è stato organizzato dall’Associazione L’Iride nell’ambito delle iniziative di promozione degli autori del territorio.

Ester Andreola, pedagogista e attuale dirigente del Liceo artistico Menna Sabatini di Salerno, ha scritto una storia che si svolge in un’unica magica notte. Una madre parla alla figlia addormentata e le narra storie che le sono state tramandate dalle passate generazioni.

Il racconto è un intreccio di storie fantastiche e di allegorie, con importanti riferimenti alla centralità della madre terra, alla natura ed ai suoi elementi.

Con la sapiente conduzione del giornalista Paolo Romano hanno parlato del libro Maria Gabriella Alfano, presidente de L’Iride, Maria Olmina D’Arienzo, dirigente scolastica, ed Enzo Lauria, che ne ha curato le bellissime illustrazioni.

Un vivace e costruttivo confronto con l’Autrice, stimolato dalla professionalità del conduttore che ha saputo legare voci e temi, lasciandosi coinvolgere egli stesso nei temi affrontati.

Le fantastiche letture di Geltrude Barba e di Pietro Paolo Parisi del “Teatro Luca Barba” hanno immerso il pubblico nell’atmosfera magica del libro ed hanno stimolato la discussione sul testo.  

L’albero dormiente è la nostra coscienza, è ciò che abbiamo dentro e che non sempre riusciamo a portare in superficie. L’albero dormiente è l’indifferenza, è l’assuefazione verso ciò che accade intorno a noi.

L’albero dormiente sono il buio e la paura che spesso bloccano la nostra mente e ci impediscono di pensare.

A conclusione dell’incontro, l’Autrice ha evidenziato la sua grande emozione per i temi trattati e soprattutto per l’ascolto della performance dei due attori. Ha confessato, poi, di sentire molta nostalgia per la perdita di un mondo in cui tutto era perfetto. “Ora c’è un altro tempo” ha proseguito “dobbiamo risvegliare, lavorando ciascuno sulla propria coscienza, questo mondo che è dentro di noi e che dobbiamo ricostruire per dare un senso a ciò che facciamo”.

Al termine della serata è stato proiettato il videoclip creato dalla classe V E del Sabatini Menna, tutor le prof. Claudia Imbimbo e Giuseppina Parisi, che hanno animato le bellissime immagini del libro.

“Trappola per topi”, terza opera della Rassegna di Arte Tempra: un giallo “ricco” che intrappola gli spettatori

Il 19 e il 20 gennaio in scena “La Settima Arte”, con regia di Renata Fusco.


CAVA DE’ TIRRENI (SA). Dopo la pausa natalizia, torna in scena l’Autunno cavese del Gruppo Teatrale Arte Tempra, diretto da Clara Santacroce e Renata Fusco. Sabato 19 e domenica 20 gennaio, sarà in scena presso l’auditorium De Filippis dell’Istituto Vanvitelli-Della Corte, La settima arte – Il senso della vita tra cinema e teatro, con la regia di Renata Fusco. Il titolo promette tanto, il cast ancora di più, la direzione è una garanzia: ce la godremo, ne siamo certi.

Intanto ricordiamo ancora con il bel retrogusto che ci ha lasciato l’ultimo spettacolo del 2019, presentato il 16 e 17 dicembre. Una sfida coraggiosa nel nome di un mostro sacro della cultura anglosassone ed europea del Novecento.

In scena, infatti, Trappola per topi, di Agatha Christie, un classico del teatro europeo del ventesimo secolo. Oltre ad essere stata rappresentata in tutto il mondo, dal 1952, anno della prima, l’opera è ininterrottamente in cartellone al Teatro St. Martin’s di Londra. Un record assoluto. Ancora più apprezzabile se si pensa che, trattandosi di un giallo in cui non si conosce dall’inizio la soluzione “definitiva”, con tante messe in scena l’”assassino” diventa pur sempre noto ai più. Il segreto vero sta allora nella capacità dell’autrice di caratterizzare psicologicamente i personaggi, in modo da farne persone in toto, con le loro maschere e la loro complessità umana, il che richiede nell’esecuzione scenica anche delle vere e proprie prove d’attore, oltre che una regia adeguata per ritmo e profondità.

In Trappola per topi (opera teatrale che deriva da un romanzo breve del 1948, elaborato da un radiodramma scritto per la BBC e realizzato come omaggio per il compleanno della regina Mary), il punto di partenza non è tanto un delitto su cui si indaga quanto un delitto annunciato, riflesso di altri delitti già avvenuti. Infatti la storia è ambientata in un albergo isolato in ore buie e tempestose: qui arrivano progressivamente vari personaggi, tutti col loro carico di stranezze e poi alla fine un poliziotto, il Sergente Trotter, che avverte dell’imminenza di un delitto proprio in quell’albergo, conseguenza di un fatto criminoso avvenuto anni prima e di un ulteriore delitto avvenuto qualche ora prima. Questo evento pregresso è un eclatante fatto di cronaca realmente avvenuto nel 1945, quando morì per maltrattamenti uno di due fratelli adottati da una famiglia.

Come si vede, prima ancora che nel mondo del giallo, stiamo in quello della storia e della cronaca e prima ancora in quello del costume, se si pensa che la canzoncina chiave dei Tre topolini ciechi è una filastrocca popolarissima per gli inglesi, stile il nostro Fra Martino campanaro, e che il titolo Trappola per topi (Mousetrap) è lo stesso dell’opera teatrale realizzata dagli amici di Amleto nella celeberrima tragedia. Anzi, meglio ancora, stiamo nel mondo della letteratura pura, perché il dramma, che procede a ritmo serratissimo, è anche uno scavo a volte impietoso a volte affettuoso nell’animo umano.

Perciò la rappresentazione nella Rassegna dell’Arte Tempra era in qualche modo una sfida. E dobbiamo dire che è stata vinta alla grande, per una serie di motivi.

Innanzitutto, l’invenzione registica dell’introduzione e del prefinale gestiti in prima persona da una rediviva Agatha Christie in persona, impersonata con divertito e divertente aplomb inglese da quella simpatica e versatile animalaccia di scena che è Brunella Piucci. Come se non bastasse, la Piucci si è ritagliata in stile Christie anche il ruolo della terribile brontolona Miss Boyle, un carroarmato di acide e sgradevoli lamentele che sottintendono solitudine e sgradevolezza di se stessa e che è stato reso da lei con tanta forza di antipatia che, quando è stata ammazzata per motivi di sceneggiatura, l’evento ha fatto piacere per il personaggio ma è dispiaciuto per la scomparsa dell’attrice…

Se la Piucci-Christie-Boyle ha fatto da mattatrice bisogna dire che tutta la squadra ha collaborato con classe e disinvoltura, grazie anche alla regia agile e coinvolgente di Clara Santacroce ed alle adeguate scenografie “bucascena”.

Sono stati tutti convincenti sia individualmente che nell’affiatamento, nella caratterizzazione psicologica: Luciana Polacco, una giusta Miss Casewell, sensibile ma anche spigolosa, con atteggiamento ora da vittima ora da aggressore vittima; Gianmaria Salerno, il Sergente Trotter, il poliziotto di Scotland Yard che dietro l’incalzante forza investigativa nasconde a sorpresa un tremendo dramma umano e dondola tra il mondo degli indaganti e quello degli indagabili; Lello Conte, veterano dell’Arte Tempra, bravo ad essere inquietante e rassicurante nelle vesti del misterioso maggiore Metcalf; Carmine Squitiero, che rende del signor Paravicini la problematicità di un filosofico furbetto; Gerardo Senatore, che nel ruolo di Giles, il marito della padrona di casa, mostra i chiaroscuri di un’ambigua seriosità per fortuna poi “disambiguata”; Francesco Savino, che, soprattutto nella prima parte, illumina alla grande le nevrosi di Christopher, maestro di fantasia e di artistico orrore, ma in fuga da se stesso. Ultima, ma non certo la meno importante, anzi, Vivian Apicella, Mollie, la padrona dell’albergo e moglie di Gilles, che, nonostante la giovane età, riesce a rendere con padronanza, attraverso le significazioni dei gesti, la varietà delle intonazioni e la fluidità delle battute, le tante facce di un personaggio delicatamente umano ma anche troppo tormentato tra gli sballottamenti di una realtà a volte troppo grande per lei.

Insomma, una simpatica goduria … Ma la goduria è di casa per gli spettatori dell’Arte Tempra …

Capri in cartolina: una divina passeggiata nella bellezza di ieri … e di sempre

Dedicata all’Isola Azzurra la settima raccolta realizzata da Alfonso Prisco e AreaBlu.


CAPRI (NA) – CAVA DE’ TIRRENI (SA). Quasi cinquecento cartoline del secolo scorso con carta patinata e raffinata in grande ed elegantissimo formato 24×30, duecentosettantadue pagine, una storia da amare … e tanto sole e tanto mare negli occhi e nel cuore.

Riguarda stavolta l’isola Azzurra, Capri superstar, la settima perla della originalissima raccolta delle cartoline del Grand Tour, realizzata come sempre da quello strardinario archeolabrador della cartolina d’epoca che è Alfonso Prisco e stampata in Champions style da AreaBlu Edizioni. Segue i due volumi di Lady Cava e quelli singoli su Salerno, Costa d’Amalfi, Pompei e Napoli e proprio alla logica che ha ispirato il lavoro su Napoli si ispira maggiormente quest’ultima fatica. Infatti ci sono anche molte immagini non solo di luoghi, ma anche di pitture, volti, palazzi, storici hotel, oltre naturalmente a quegli scorci che hanno fatto dell’isola la Regina del Golfo ed uno dei luoghi più ammirati ed amati al mondo, come sapeva bene il buon imperatore romano Tiberio, che di bellezze e ricchezze se ne intendeva.

Tra tutte, spicca infatti la serie dei panorami dipinti, con la stampa in cartolina di opere dell’Ottocento, quando in Campania trionfava la pittura paesaggistica, che fungeva anche da promozione turistica: in queste immagini, riprodotte con magistrale fedeltà, la Grotta Azzurra, i Faraglioni, l’Arco Naturale, anche un semplice pescatore che tira le reti o delle barche che partono per pescare assumono una dimensione magica, così doveva risplendere nell’immaginario di chi poteva solo volare con la fantasia per immergersi nella bellezza dell’isola. Una magia che in alcune delle scene più riuscite è stata del resto evocata di recente dal regista Martone nel film Capri revolution, nell’intrigante storia della Comune di stranieri che agli inizi del Novecento si insediò in un fatato angolo dell’isola. E che dire dei volti di uomini anziani o fiorenti popolane che evocano quasi la preistoria dell’isola, quando si era ben lontani dal vederla pullulare di aristocratici dandy o “aspiranti imperatori”? O di quelle cartoline che sono anche delle performance fotografiche, vista la predisposizione di inquadrature dall’alto con rocce a strapiombo o strade che si inerpicano come nuvole bianche intorno a quei monti così magicamente sposati col mare?

Perciò lo scorrere queste pagine non è solo un ricercare le radici di un luogo, perché altrimenti interesserebbe solo il caprese doc, ma è una divina passeggiata nella Bellezza. Del resto, l’isola di Capri è detta Azzurra forse anche perché azzurro è il colore del cielo che abita in lei …


In Biblioteca la mostra di “Pro poor people”, a sostegno di una località della Tanzania

Uno stimolo al dialogo con i più giovani, una benefica finestra di solidarietà.


CAVA DE’ TIRRENI (SA). “In Kenia e in Tanzania, abbiamo aiutato e aiutiamo famiglie senza tetto, povere e con prole. Le aiutiamo ad acquistare un terreno, a costruire una casa confortevole, ad avviare una piccola attività di agricoltura e di allevamento, in modo da raggiungere gradualmente l’indipendenza economica. Diamo un aiuto per risolvere i problemi minimi dell’esistenza quotidiana e nello stesso tempo per acquisire gli strumenti di costruzione del futuro. Tra questi il primo e più importante è la scuola. Bastano poche decine di euro, non più di cento, per permettere ad un ragazzo di sfamarsi, pagarsi l’istruzione e con essa di acquistare uno spicchio di speranza.

È il sogno di tanti volontari per l’Africa in generale e, nel nostro caso, l’obiettivo dichiarato di un gruppo di volontari coraggiosi e generosi, guidati da Marco Battaglini, il quale in Kenya, a Watamu, undici anni fa entrò in contatto con la famiglia di una vedova rimasta senza casa e senza sostentamento. Capì che non era, non è possibile in certi casi stare con le mani e mano senza dare una mano. Chiese aiuto e sostegno a parenti, amici e conoscenti in Italia e riuscì a far tirar su un’abitazione decorosa, con ecocomponenti, e a dare gli strumenti per andare avanti e procurarsi il sostentamento quotidiano.

Da lì nacque l’idea di creare un’organizzazione in grado di aiutare questo “poor people”, ma anche la scelta consapevole del finanziamento diretto, senza intermediazioni, ma solo attraverso agenzie di trasmissione di danaro da un paese all’altro. Dopo qualche anno in Kenya, la sua attenzione si è trasferita in Tanzania, in particolare a vantaggio dei bambini di un orfanotrofio di Kipengere, per poi stabilirsi definitivamente a Nyombe, dove agisce in libertà e autonomia a beneficio di persone e famiglie disagiate..

Da quel momento la sua primaria attività è stata quella di raccogliere fondi per adottare a distanza bambini nello studio (con cento euro annui si coprono un intero anno scolastico e due pasti al giorno!) e aiutare le famiglie a farsi un tetto, un campicello e qualche strumento per produrre e vendere frutti, ortaggi oppure oggetti artigianali.

Quella che era un’iniziativa di pochi si è poi estesa ad amici e conoscenti e quindi, attraverso la rete, a coloro che ritengono giusto e opportuno sostenere, in loco oppure a distanza, l’azione di questo gruppo, che ci sta mettendo anima e cuore, intelligenza ed energia. È nata formalmente l’Associazione Onlus Pro poor people, dallo stesso Marco Battaglini presieduta, che negli ultimi mesi si sta facendo conoscere attraverso significative iniziative pubbliche, in particolare a Cava de’ Tirreni, città di residenza di Rosanna Lamberti, l’attuale Vicepresidente, e di alcuni membri della famiglia Battaglini, che è originaria del Cilento. Il papà di Marco, Gianfranco, fa da segretario, l’amico James da gancio e tramite in Tanzania, a supporto ed a volte, se serve, anche in sostituzione di Marco stesso.

Ha avuto una bella risonanza la mostra organizzata prima a settembre in Comune, con la spinta promozionale del Consigliere Umberto Ferrigno e della Presidente del Consiglio Lorena Iuliano, e nel periodo prenatalizio in Biblioteca Comunale. Qui si è aperto un fecondo canale con le scuole, destinato ancora a crescere nel mese di gennaio. I ragazzi rimangono molto colpiti dalle “fotografie parlanti” che accompagnano la mostra, e dalle vibrazioni del cuore che connotano la presentazione curata da Rosanna Lamberti e dalla sorella Teresa, capaci di infiorare le parole con episodi che colpiscono l’immaginario dei giovani. Per tutte, vale la testimonianza delle ragazze della II BL del “De Filippis – Galdi”, che ha visitato la mostra con le le prof. Rinaldi e Coppola.

Siamo rimaste molto impressionate dal fatto che in quei luoghi bruciavano i copertoni delle ruote delle macchine per favorire la concimazione ignorando i veleni che quelli contenevano. E ci hanno intenerite scene come la preghiera recitata sulla spiaggia da parte della famiglia senza tetto a beneficio di Marco e dei suoi amici. Ci hanno tanto commosso sia la carica d’amore che rimane in quelle persone nonostante la povertà, sia il vedere tanti bambini sorridere gioiosamente. Abbiamo capito che quello che per noi è poco o niente per loro è tutto. Dovremmo imparare a distinguere meglio il valore delle cose che noi abbiamo e che diamo per scontate…

Parole sagge e mature, parole che, se elaborate e trasformate in pensieri e azioni d’amore e di solidarietà, sono il segno di una crescita e l’apertura di una mano tesa a far da ponte con il mondo che ci circonda.

Ci conforta perciò che stiano prendendo piede iniziative come quelle di Por poor people, che ci siano persone come Marco Battaglini che tengono viva la fiammella della fraternità, che questi incontri mettano su, sia pur faticosamente e mattone dopo mattone, dei ponti di umanità e solidarietà in controtendenza con le diffidenze e gli egoismi che troppe volte ci portano a vedere queste popolazioni svantaggiate come dei pericoli per la nostra “pace” e il nostro più o meno reale benessere. Come se nella nostra storia non fossimo mai stati svantaggiati o migranti…

E allora, se possibile, diamo il nostro sostegno; se non siamo impegnati con altri, diamo il nostro cinque per mille; se abbiamo tempo, doniamo i nostri minuti. E i benefici, per gli altri e per noi stessi, non saranno certo “minuti”…