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Nel ricordo di Eduardo

cavese-altamura-cava-de-tirreni-gennaio-2018-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). La Cavese, finalmente dominatrice dal primo all’ultimo minuto del match contro l’Altamura, regala ai propri tifosi una prestazione all’altezza del blasone condita da due reti, una per tempo, e continua la corsa alla prima piazza del girone H, anche per questo turno appannaggio del Potenza, dal canto suo vittorioso a Manfredonia con non poche sofferenze e colpi di scena. Bitetto e co. continuano a crederci e giurano che lo faranno fino all’ultimo, confidando in un calo potentino. La domenica aquilotta è iniziata e continuata nel ricordo di un grande tifoso blu foncè deceduto lo scorso anno. Eduardo Purgante, Eduardo per tutti i supporters aquilotti da quaranta anni a questa parte, è stato presente ai piedi della Sud “Catello Mari” immortalato su un mega striscione realizzato dagli ultrà.
cavese-altamura-eduardo-cava-de-tirreni-gennaio-2018-vivimediaE alla mente di tutti gli sportivi cavesi sono tornati flashback di quel passato aquilotto così ricco di emozioni e soddisfazioni nei quali Eduardo, sul serpentone dell’ingresso in campo dei calciatori dettava in ginocchio battendo i pugni sulla lamiera i tempi del tifo dell’intero stadio. Al termine della partita lo scoprimento di una targa a imperitura memoria del suo credo blu foncè. Ma nella domenica del suo ricordo i tifosi della curva non potevano non dimenticare il giovanissimo Angelo e Nunzia tragicamente scomparsi in settimana. Ma veniamo alla cronaca della sfida con la quarta forza del campionato. Dopo la vittoria nello scorso turno ad Aversa ci si aspettava una conferma dall’undici biancoblù ed è arrivata puntuale. Nel risultato e nel modo col quale è stato costruito. Dal primo all’ultimo minuto la Cavese è stata padrona del campo. Ordinata, concentrata, spietata. L’attacco di casa si fa subito sotto. È il 3′pt quando Fella da sinistra innesca Martiniello che prolunga per Girardi che sotto misura non aggancia per un soffio. E due minuti dopo è Martiniello a sfiorare la traversa dal limite. Bella e clamorosa all’8pt la traversa colpita da Fella su una conclusione quasi al volo dai 25 metri a portiere battuto. Ancora Cavese, solo Cavese in campo fino al 32′pt quando arriva il meritato vantaggio. Girardi veste i panni dell’assist man per Fella che non perdona Morelli, bucandolo con un tocco forte e preciso. Si va negli spogliatoi con la consapevolezza di avere in pugno la gara. E resta questo il leit motiv anche della ripresa. Unica occasione in cui il portierino aquilotto Bisogno ha l’opportunità di mettersi in mostra arriva al 1′st quando si oppone senza neppure tanto impegno a una rasoiata di Santaniello. Riprende immediata la Cavese il suo ritmo che la porterà al 14’st al raddoppio. Pasticcia la retroguardia ospite su un traversone di Martiniello da sinistra sul quale si avventa come un falco Massimo che mette dentro il 2 a 0. Potrebbe triplicare la formazione di casa al 34′st con una bella progressione di Manzo che si trova a tu per tu con Morelli ma schiaccia troppo la palla non inquadrando lo specchio della porta. Le emozioni finiscono qui e con esse la partita. La Cavese esce tra gli applausi dei circa 1600 tifosi biancoblù presenti. Delusi i duecento arrivati dalla Puglia e sistemati nella “Nord”. Ma i loro beniamini avranno domenica prossima l’opportunità di rifarsi proprio contro il Potenza in un altro match clou in chiave promozione. Sarebbe un bel regalo per la Cavese che invece sarà di scena allo Squittieri di Sarno.


CAVESE (3-5-2): Bisogno, Lame, Garofalo (35’st Frezzi), Manzo, Fabbro (8′st Gorzegno), D’Alterio, Carotenuto, Massimo (32’st Logoluso), Girardi, Fella, Martiniello. A disp. Marruocco, Marino, Favasuli, Oggiano, Tripoli, De Angelis. All. Dino Bitetto.

ALTAMURA (3-5-2): Morelli, Montemurro, Di Benedetto (39′st Lucchese), Aliperta, Santaniello (18′st Presicce), D’Anna, Figliolia (32′st Di Senso), Palermo (26′st D’Ascoli), Caldore, Casiello (32′st Lopez), Clemente . A disp. Petruzzelli, Polimuro, Notaristefano, Ostuni. All. Ciro Ginestra.

ARBITRO: Daniele De Tommaso (Rieti), I ass. Luca Pantano (Frosinone), Vincenzo D’Acunzi (Asti).

NOTE: giornata soleggiata, campo in discrete condizioni. Spettatori circa 1800. Ammoniti: Manzo, Fabbro, Massimo, Garofalo (Cavese); Aliperta, Santaniello (Altamura). Allontanato dalla panchina al 22′st per proteste il dirigente aquilotto Antonio Fariello. Angoli: 6 a 2 per la Cavese. Recuperi: 4’ pt, 4′ st.

Gli aquilotti si inceppano

cavese-turris-cava-de-tirreni-gennaio-2018-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Proprio sul più bello, quando ci si aspettava una formazione pimpante e vogliosa di confermare quanto di bello e positivo aveva messo in mostra nella prima del girone di ritorno al Viviani di Potenza contro la prima della classe, la Cavese toppa davanti al pubblico amico e vede allontanarsi la vetta. La maledizione delle “piccole” continua. Contro una non trascendentale Turris che però il compitino lo ha svolto al meglio l’undici blu foncé non va oltre il pari e rischia di perdere il treno della promozione se non recupererà quanto finora perso tra le mura amiche da qualche altra parte. Bitetto visibilmente amareggiato per un mezzo passo indietro fatto dalla squadra dovrà fare tesoro degli errori commessi dai suoi soprattutto sul piano mentale. È sembrata la brutta copia di quella vista al Viviani la Cavese che è scesa in campo contro i corallini. Per tutta la sfida non è riuscita a chiudere un’occasione pericolosa se non con il nuovo entrato Girardi nella ripresa. Ben poca cosa per impensierire gli ospiti arrivati a Cava nel loro momento di grazia e non affatto propensi a vestire i panni dell’agnello sacrificale di turno. Non è stata Pasqua la domenica vissuta al Simonetta Lamberti. Tutt’altro. Un po’ come in altre occasioni vissute negli ultimi anni proprio quando si erano accesi sopiti entusiasmi nella tifoseria, quando tra gli sportivi metelliani si auspicava il decollo definitivo e l’assalto decisivo alla vetta, approfittando del turno favorevole, con le avversarie impegnate in trasferte insidiose e i propri beniamini a ospitare una cugina inchiodata dall’inizio della stagione nella parte destra della classifica del girone H, ecco presentarsi gli spettri del passato annunciati da una scialba, irritante prima parte della gara. Sul tabellino assente ogni nota di colore biancoblù. E se non fosse stato per qualche tentativo ospite al 13’pt e sul finale sarebbe stata noia totale per gli amanti del bel calcio. Nella prima e nella seconda occasione, al 13’pt e al 45’pt, è Licciardi che costringe il portierino aquilotto Bisogno a mettersi in mostra. Si spera nella ripresa. Bitetto getta nella mischia Girardi al posto di Claudio De Rosa apparso avulso dalla manovra dei compagni ma in verità più De Rosa assente è la manovra del reparto di centrocampo a latitare. I segnali del cambiamento apportato nell’attacco metelliano sembra ci siano. E il popolo metelliano si illude che da un momento all’altro arrivi la fiammata vincente. Invece dopo una incornata di Girardi al 1’st che Caso spazza via sulla linea di porta a portiere battuto i metelliani cadono nuovamente in letargo. La palla gira poco e male, ci si affida a lanci lunghi e a campanili prevedibilissimi e il tempo scorre inesorabile. Anzi è la Turris che va vicinissima al gol corsaro al quarto d’ora. La retroguardia metelliana non libera con precisione e regala una palla al limite a Romano che fionda un preciso diagonale sul palo lontano. Ci vuole un grande intervento di Bisogno per evitare la capitolazione. Il baby portiere dei metelliani si distende sulla sua destra e smanaccia in angolo, guadagnandosi gli applausi del pubblico amico. Ultimissimo sussulto di una noiosissima partita aquilotta lo regala al 44’st Girardi che prova in mezza rovesciata il gol della domenica ma senza successo. Dopo cinque minuti di recupero il triplice fischio sancisce la fine delle ostilità e l’amaro risveglio dal sogno della vetta del girone. La Cavese non ha vinto, il Potenza sì. Ed ora è di nuovo a quattro punti. Per riaccendere la fiammella della speranza di tornare protagonisti ci vorrà il colpo corsaro ad Aversa domenica prossima e confidare in qualche passo falso dei lucani. Chi di speranza vive …


CAVESE (3-5-2): Bisogno, Lame, Garofalo (35’st Mincione), Manzo, Fabbro, D’Alterio, Carotenuto, Massimo (38’st Oggiano), Martiniello (22’st De Angelis), De Rosa (1’st Girardi) Logoluso (14’st Tripoli). A disp. Marruocco, Marino, Frezzi, Favasuli. All. Dino Bitetto.

TURRIS (4-3-3): Testa, Esempio, Piacente (42’st Follera), Romano (39’st Pontillo), Caso, Guastamacchia, Borriello, Visciano (36’st Brogna), Licciardi (36’st Improta), Roghi (23’st Guarracino), Liberti. A disp. D’Inverno, Gazzaneo, Valentino, Greco. All. Roberto Carannante.

ARBITRO: Stefano Camillo (Foligno), I ass. Lorenzo Mazzarà (Messina), Vincenzo Pedone (Reggio Calabria).

NOTE: giornata non piovosa, campo in cattive condizioni. Spettatori circa 1800. Ammoniti: Liberti (T), Caso (T). Angoli: 6 a 3 per la Cavese. Recuperi: 1’ pt, 5’ st.

Dragoni a Catania, sfida tra neo promosse

arechi-rugby-foto-generica-incontro-2017-vivimediaSALERNO. Nona di andata per l’Arechi Rugby, che conclude il 2017 sportivo con la trasferta di Catania, dove domenica affronterà la neopromossa CUS Catania per provare a racimolare qualche punto in vista dell’anno nuovo. Trasferta sicuramente non semplice, in virtù del fatto che gli etnei provengono da una promozione in B proprio come l’Arechi ma soltanto per “caso”: la tradizione ovale catanese si contraddistingue da anni sul territorio nazionale ed è questo il motivo per cui sia CUS sia Amatori (le due principali realtà ovali catanesi) hanno sempre avuto un ruolo dominante nell’èlite rugbistica del Mezzogiorno.

Fiducioso l’allenatore dei Dragoni, Luciano Indennimeo: “Sappiamo che è l’ultima partita dell’anno e dobbiamo sicuramente giocare al meglio delle nostre possibilità per non tornare a casa a mani vuote. Anche un punto risulta fondamentale, sul lungo percorso, ed è importante per noi raccogliere i frutti del lavoro svolto in questa prima parte di stagione per poter poi iniziare il 2018 con la giusta dose di fiducia e consapevolezza”.

Il CUS Catania non darà certo vita facile ai Dragoni: “Sappiamo benissimo quali sono le potenzialità dei nostri avversari – conclude coach Indennimeo – già affrontati l’anno scorso ma mai noti in termini tecnici. Si tratta, infatti, di una squadra che dà molta importanza sia all’aspetto fisico sia a quello tecnico. L’anno scorso siamo stati in grado di gestirli, non senza difficoltà, pur perdendo lo scontro diretto per la promozione in serie B. Quest’anno abbiamo la possibilità di dimostrare che noi, proprio come loro, meritiamo questa serie”.

L’Arechi Rugby e l’intero asset ovale salernitano non si fermano neanche fuori dal campo da gioco: lunedì mattina presso l’ospedale “Ruggi” di Salerno, una delegazione di giocatori e dirigenti consegnerà piccoli doni ai degenti presso il nosocomio salernitano. Il dirigente Vittorio Cicalese, promotore dell’iniziativa, esprime piena soddisfazione: “Abbiamo anche quest’anno la possibilità di rendere il pallone ovale un mezzo di comunicazione e gioia per bambini e bambine costrette in ospedale durante il periodo più festoso dell’anno. La nostra vocazione sociale non può venir meno in alcun caso, per cui dopo aver sostenuto la fondazione Movember quest’anno rinnoveremo un appuntamento di gioia e solidarietà, sperando di strappare qualche sorriso alle famiglie presenti”.

Importantissima collaborazione, infine, tra il mondo ovale salernitano – rappresentato, questa volta, in primis dalla franchigia territoriale dei Normanni – e la prestigiosa ONLUS della Fondazione Antiusura San Giuseppe Moscati. A parlarne è il presidente della franchigia, Lucio Radetich: “La Fondazione Moscati è tra i principali Enti che si adoperano per l’eguaglianza sociale, prevenendo non solo i casi di usura ma anche quelli di mera sopravvivenza dell’individuo. Il rugby salernitano, in questo caso, si farà portavoce di una nuova possibilità, aprendo le porte a coloro i quali avranno bisogno di un sostegno che la Fondazione potrebbe fornire. Il rugby come sostegno, sa manifestarsi in tutte le sue forme”.

Superata la prova del 9

cavese-gragnano-cava-de-tirreni-dicembre-2017-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). La Cavese conquista la sua nona vittoria di fila e grazie al mezzo passo falso casalingo del Potenza e alla sospensione della gara di Altamura è da questa sera la nuova capolista del girone. Sorride la società, il patron Santoriello, la squadra, il tecnico, i tifosi.
Nel giro di tre settimane annullate le distanze sui potentini, non più padroni del gioco. Da oggi si riapre una stagione troppo presto, anche dagli addetti ai lavori, etichettata come l’ennesima di patimenti e delusioni per l’impossibilità di tornare nel calcio che conta. Invece, come sempre ha insegnato il gioco più bello del mondo, nulla di scontato per la vittoria finale.
Anzi… La Cavese dimostra di esserci e di voler recitare oggi più di ieri e domani più di oggi il ruolo di regina. A farle da sparring partner al Simonetta Lamberti nella prima di due gare consecutive casalinghe il Gragnano di mister Campana. Squadra ben organizzata, essenziale, rapida ma leggera. Soprattutto in avanti. E alla distanza paga dazio al cospetto della Cavese.
Dura un tempo la resistenza dei pastai. E sul tacquino scarseggiano le note di azioni significative. Solo schermaglie a centrocampo, col pallino del gioco quasi sempre tra i piedi aquilotti ma di conclusioni dalle parti di Giordano nemmeno l’ombra. Insomma entrambi i pipelet inoperosi tra i pali, come avrebbe gracchiato la voce di turno dalla radiolina a transistor.
Si va così negli spogliatoi a prendere un te caldo vista la fredda pioggia che ininterrottamente ha accompagnato la sfida del Lamberti. Nel cuore della tifoseria più di una speranza di assistere a 45 minuti più emozionanti e ricchi di soddisfazioni per i colori blu foncé. A riscaldare l’ambiente intanto una bella sorpresa. Su alcuni pennoni dal lato distinti si alzano bandiere sulle quali spiccano i volti di simboli indimenticati della Cavese e della sua storia recente.
Uno stadio intero, così, si ritrova a ricordare Franco Troiano, mitico promoter musicale con la passione per la Cavese sfociata a metà anni ’90 nel ruolo da massimo dirigente. Poi a salire sull’asta il ricordo di Catello Mari, indimenticato eroe della promozione in C1 tragicamente scomparso in un incidente stradale proprio all’indomani di quel giorno memorabile. E ancora Guerino Amato, il presidentissimo degli anni della Serie B, e Beniamino Pisapia, il magazziniere di quelle stagioni il cui ricordo resterà indelebile nelle menti e nei cuori di tutti i tifosi aquilotti.
Al ritorno sul rettangolo di gioco del Lamberti delle due squadre si capisce subito che la Cavese non fallirà la prova del nove. Che la sua nona vittoria consecutiva la centrerà. E a non deludere le aspettative ci pensano già al 5’st in tandem Girardi e Martiniello.
Ad avviare l’azione vincente ci pensa Lame, con un lancio lungo sul quale va Gorzegno che gira al centro per l’inzuccata di Girardi che respinge con difficoltà Giordano proprio sui piedi di Martiniello che non perdona, gonfiando la rete per l’1 a 0. L’attaccante in campo grazie alla riduzione della squalifica è sempre più il goleador metelliano a quota 9. Il gol cambia la fisionomia tattica della sfida. Il Gragnano non può più stare a guardare e approfittare del terreno viscido. È costretto a fare la partita e a spingere. Ma senza impensierire mai Bisogno. Per venti minuti ci si annienta a centrocampo. Intanto si accendono i riflettori dell’impianto sportivo cavese e sotto l’inesorabile pioggia gelata si arriva al 33’st. Minuto in cui naufragano le speranze ospiti di raddrizzare la gara.
La Monica commette fallo su un avversario un metro dal vertice destro della sua area e si becca il secondo cartellino giallo. Espulsione che mette in ginocchio i suoi e punizione che magistralmente Gianluca De Angelis telecomanda all’incrocio dei pali con una parabola sopraffina. Torna al successo personale e non appagato si ripete 39’st. Concretizza così un contropiede micidiale dei suoi.
Scatta sul filo del fuorigioco e spara sul portiere che respinge la prima conclusione ma nulla può sulla sua ribattuta. Prima del triplice fischio la supremazia aquilotta rischia di diventare imbarazzante e forse anche co un risultato ingeneroso nei confronti del Gragnano. Al 45’st infatti Mincione coglie in pieno la base del palo alla sinistra del battuto Giordano e un minuto più tardi a negare la tripletta a De Angelis è la trasversale ospite.
La domenica aquilotta termina nel migliore dei modi. Da Potenza arriva l’eco del pareggio rossoblù, la gara d’Altamura sospesa. La leadership del girone conquistata. E domenica con la seconda interna consecutiva con il Manfredonia l’opportunità di confermarla per continuare ad alimentare un sogno.

 

CAVESE (3-4-1-2): Bisogno; Lamé, D’Alterio, Fabbro; Carotenuto (35’st Mincione), Manzo, Logoluso (22’st Turmalaj), Gorzegno; Fella; Martiniello (42’st Somma), Girardi (30’st’ De Angelis). All. Bitetto. A disp.: Marruocco, Trezza, Nunziante.


 

GRAGNANO (4-3-3): Giordano; La Monica, Chiariello, Liccardi (25’st Mansour), Baratto; Gatto (7’st Carfora), Franco, Formisano; Cioffi (30’st Guidone), Gassama (42’st Greco), Napolitano (25’st Vincenzi). All. Campana. A disp.: Bruno, Montuori, Grimaldi, Cascella.

ARBITRO: DE LEO di Molfetta, I ass. Palmigiano di Ostia Lido, II ass. Ferrari di Aprilia..

RETI: 50’ Martiniello, 80’ e 86’ De Angelis.

Note. Spettatori circa 1300, di cui una trentina di Gragnano. Ammoniti: Chiariello (G), Formisano (G), La Monica (G), Gorzegno, Fabbro, Baratto (G), Girardi, Vincenzi (G), Manzo.
Espulso al 34’st La Monica (G) per doppia ammonizione.
Angoli: 2 a 1 per il Gragnano. Recuperi: 1’ pt., 4’ st.

Cavese settebellezze

cavese-taranto-cava-de-tirreni-novembre-2017-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI. Non si ferma più la Cavese che conquista la settima vittoria consecutiva. Anche il Taranto deve ammainare bandiera al cospetto di un siffatto avversario. Dino Bitetto conferma di essere tecnico navigato e bravo e con un colpo di genio abbandona il suo tradizionale 4-3-3 per il 3-5-2 più adatto alle caratteristiche dei calciatori rimastigli a disposizione dopo l’ecatombe che ha colpito la rosa blu foncé. E i risultati si vedono tutti. Il Taranto è sorpreso e il pallino resta saldo nelle mani aquilotte. Risultato? Una bella partita per la gioia di circa 1800 tifosi accorsi al richiamo di una sfida che riporta alla mente stagioni di battaglie sportive combattute contro i rossoblù pugliesi per traguardi più ambiti. La cronaca della sfida si apre con i metelliani subito pericolosi. È l’11’pt quando da un traversone dell’ottimo Gorzegno la torre Girardi, dentro per sostituire lo squalificato Martiniello, svetta d’0anticipo sulla difesa ospite e inzucca sul palo lontano. Si allunga benissimo Pellegrino che sradica letteralmente la sfera dal sacco e sventa la minaccia, arriva di gran carriera Fella ma non trova lo spiraglio giusto e l’occasione sfuma. Il Taranto si affida al suo coloured Diakité per portare una minaccia alla porta difesa da Bisogno, osservato speciale dalla tribuna da parte di alcuni osservatori di società di serie A. è il 23’pt quando una conclusione dell’attaccante ospite sibila alla sinistra di Bisogno che controlla. Ma è la Cavese a fare la partita anche se non demerita il Taranto. Che resiste fino al 39’pt quando deve capitolare. L’azione sulla destra parte da Massimo che chiama alla penetrazione Carotenuto sulla trequarti. Quest’ultimo smista di prima per l’accorrente Fella che un passo all’interno dell’area di rigore fa partire un fendente imprendibile per Pellegrino. Esplode di gioia il Simonetta Lamberti, ammutoliti i cinquanta tifosi scarsi della città dei due mari, che hanno aggirato lo sciopero degli ultrà rossoblù in forte polemica con i dirigenti tarantini. La prima parte della sfida finisce praticamente qui. Nella ripresa il Taranto prova subito a schiacciare nella propria metacampo la Cavese per trovare il pari. Così al 7’st è Miale che su un pallone dalla trequarti servitogli da Crucitti in acrobazia non centra lo specchio della porta, mentre ancora più ghiotta è l’occasione che ha lo stesso Cruciti all’11st su calcio piazzato dai venticinque metri. Sfurtunata la sua prodezza balistica che fa stampare il pallone sul palo alla sinistra di Bisogno apparso battuto nella circostanza. Gli aquilotti riprendono a costruire in contropiede azioni per trovare il gol della sicurezza. Al 15’st Girardi si trova tutto solo nell’area di porta ma si fa iptonizzare da Li Gotti che gli sporca la conclusione a botta sicura in angolo. Altra occasionissima se la procura la formazione di Bitetto al 37’st ma almeno in tre ciccano in successione la sfera su una punizione pennellata di Massimo.

Nonostante la superiorità tattica messa in campo la Cavese rischia però di essere beffata sul finale. Il nuovo entrato Aleksic salta tutto solo in area di rigore aquilotta a raccogliere un traversone dalla sinistra e inzucca dalle parti di Bisogno. Per fortuna fallendo clamorosamente il bersaglio e mettendo a fondocampo tra la disperazione di Cazzarò e soci. Il triplice fischio accolto con una grande ovazione da parte dei tifosi biancoblù che abbracciano i loro eroi accorsi sotto la curva Catello Mari a raccogliere il meritato applauso. Le notizie che giungono da Potenza sono incoraggianti. Gli extraterrestri lucani tornano ad essere umani, fermati tra le mura amiche dal Gravina. Si riapre così il campionato? La Cavese dimostra intanto di esserci e che è convita ora più che mai di potersela giocare fino alla fine quel posto per la serie C.

CAVESE (3-5-2): Bisogno, Lame, Gorzegno, Manzo, Fabbro, D’Alterio, Carotenuto, Massimo, (44’st De Angelis), Girardi (45’st De Angelis), Fella (43’st Tripoli), Logoluso (29’st Turmalaj). A disp. Marruocco, Trezza, Marino, Senatore, Mincione, Somma. All. Dino Bitetto.

TARANTO (4-3-1-2)): Pellegrino, D’Aiello, Crucitti, Diakite (15’st Aleksic), Bilotta, Miale, Palumbo, Pera, Galdean, Capua (20’st Corso), Li Gotti (22’st Giorgio). A disp. Spataro, Milizia, Lorefice, Rosania, Rizzo, Boccadasmo. All.Michele Cazzarò.

ARBITRO: Giacomo Monaco (Termoli), I ass. Etis Bejko (Jesi), II ass. Luca Patano (Frosinone).

RETEI: 39’pt Fella (C ).

NOTE: cielo sereno, campo in buone condizioni. Spettatori circa 1800. Ammoniti: Aleksic, Galdean (T). Angoli: 5 a 0 per la Cavese. Recuperi: 1’ pt, 5’ st.

Manca ancora la vittoria, Frascati vince in casa dei Dragoni

normanni-u16-vestuti-vivimediaSALERNO. Dopo una partita intensa, è il Frascati ad avere la meglio sui Dragoni nonostante la buona prova dei ragazzi di coach Indennimeo. Prima gioia per i Normanni under 16, scesi in campo al “Vestuti” dopo anni di impraticabilità. 

Una buona prova non basta per acciuffare la prima vittoria sul campo della stagione: i Dragoni, tra le mura amiche del “Nuovo Centro Sportivo Casignano”, hanno dovuto issare bandiera bianca verso gli ospiti del Frascati Rugby Club, col risultato finale di 15 a 29 in favore dei romani.

Il buon ritmo partita tenuto per gli 80 minuti da Zizza e compagni ha permesso di segnare due mete con il proprio pack di mischia, sicuramente più al centro del gioco in questo incontro, ma ovviamente c’è ancora da lavorare sulla tenuta mentale dei ragazzi, come precisato dall’allenatore Luciano Indennimeo al termine dell’incontro: “La partita è stata equilibrata e, a tratti, ho la presunzione di dire che abbiamo avuto più possesso e creato gioco. Dall’altra parte è ovviamente meritevole la formazione del Frascati che ha tenuto bene il campo e ha permesso al nostro gioco di non evolversi fino alla marcatura in svariate occasioni, ma c’è del buono che possiamo e dobbiamo tenere in considerazione per proseguire questo campionato al meglio”.

Qualche errore in meno avrebbe permesso ai Dragoni di mettere in cassa un punto importante per il bonus difensivo: “Sicuramente gli errori sono ancora troppi, ed è anche giusto vista la differenza con i campionati degli scorsi anni. Abbiamo necessariamente bisogno di continuare su questa strada, gli sprazzi di buon gioco aumentano e diventano man mano sempre più efficaci, per cui non possiamo né dobbiamo smettere di crederci”.

Non pesa, dunque, la mancanza di punti guadagnati in questa primissima fase del campionato di serie B: “Il campionato è ancora molto lungo e finora abbiamo affrontato squadre ben allestite e sicuramente più esperte di noi, molte delle quali puntano alla promozione in serie A. Domenica prossima avremo l’ultima partita di questa primissima fase di campionato, dopodiché avremo il tempo di recuperare forze fisiche e mentali e provare a concretizzare ulteriormente il buono che c’è nel gioco dei miei ragazzi”.

Prima vittoria per i Normanni under 16, scesi in campo al “Vestuti” dopo vari anni di assenza per le partite ufficiali, con i pari età del Rugby Pozzuoli. Commovente il ricordo a Silvano Minelli, pilastro del rugby salernitano prematuramente scomparso nei mesi scorsi, realizzato proprio in occasione del ritorno sullo storico campo di Salerno città. “Silvano è sempre con noi – ricorda il presidente della franchigia dei Normanni, Lucio Radetich – ed è giusto che i ragazzi siano protagonisti di un ricordo che non si affievolirà facilmente nei nostri cuori”.

Superato il Picerno. Ma vittoria sofferta

cavese-picerno-cava-de-tirreni-ottobre-2017-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Continua la striscia positiva di risultati della Cavese che al cospetto del suo pubblico batte con il minimo scarto l’AZ Picerno, ma dovendo soffrire fino all’ultimo secondo più per suoi demeriti che per meriti altrui. Intanto i tre punti incamerati mantengono inalterate le distanze dalla vetta della classifica, ancora una volta dominata dal rullo compressore Potenza e dal Cerignola che segue a ruota. L’undici biancoblù resta tra le migliori cinque formazioni del girone e questo è quello che conta. Bitetto soddisfatto negli spogliatoi al termine della partita lo ha ribadito, soddisfatto però a metà della prestazione aquilotta perché incapaci i suoi di chiudere prima la sfida. Che si era aperta nel migliore dei modi. Al 4’pt, infatti, l’acuto biancoblù che sblocca il risultato. Tripoli smista sulla fascia sinistra per la sovrapposizione di Marino che crossa in area dove si fa trovare pronto alla deviazione vincente Fella. Il giocatore esulta doppio. Infatti solo in extremis era stato inserito nell’undici iniziale al posto di Oggiano, infortunatosi nel riscaldamento prepartita. La gara si fa in discesa per la Cavese. È il 6’pt quando Tripoli si invola in contropiede e conclude in porta impegnando severamente Ioime. Ma il Picerno non ammaina bandiera, non vuole recitare il ruolo di agnello sacrificale e ribatte colpo su colpo. All’8’pt così si fa pericolosissimo. Esposito, tra i migliori dei suoi, crossa in area per la torre Cruz che tutto solo sbaglia indirizzando fuori dallo specchio della porta una palla d’oro. Sali sugli scudi in giovane portiere metelliano. Che si oppone con grande personalità ad alcune conclusioni insidiose dei potentini. Al 18’pt neutralizza un tiro di Matinata e si supera al 28’pt su Cruz. La prima frazione di gioco si conclude con una palla d’oro per gli aquilotti ancora una volta sui piedi di Fella ma il montebellunese non riesce a ripetersi e spreca tra le braccia di Ioime. La formazione di casa torna negli spogliatoi con il vantaggio in tasca ma anche con la consapevolezza che se non vuole rischiare dovrà nella ripresa essere più cinica e chiudere la sfida con un secondo gol. Invece appena tornati in campo è il Picerno che rischia di pareggiare. Al 2’st, infatti, Bisogno si deve superare su un tiro di Esposito imbeccato da Conte per non capitolare. I metelliani riprendono il pallino del gioco e iniziano a inanellare una serie impressionante di giocate che però non vengono concretizzate nel migliore dei modi. Clamorosa l’occasione costruita per Tripoli da Martiniello al 15’st.. Tutto solo il numero undici aquilotto sull’uscita alla disperata del portiere ospite potrebbe piazzare meglio la sfera tra i pali, invece, centra in pieno Ioime. Un altro pericoloso contropiede vede peccare di eccesso d’egoismo Martiniello che, con almeno due compagni al fianco liberi si intestardisce in un dribbling di troppo e l’occasione sfuma. Nessuna altra occasione da ambo le parti fino al fischio finale se non uno sterile forcing rossoblù che tiene sulle spine i tifosi metelliani e l’undici di casa ma di fatto senza altri rischi corsi da Bisogno, tra i migliori della sfida, e i suoi. Mercoledì, intanto, altra occasione nel turno infrasettimanale a Francavilla sul Sinni di fare risultato pieno. Bitetto e co. promettono di non mollare nella rincorsa al vertice del girone.


 

CAVESE (4-3-3): Bisogno, Carotenuto, Marino (30’st Gorzegno), Manzo, Lame, D’Alterio, Favasuli (46’st Fabbro), Massimo (30’ st Logoluso), Martiniello, Fella, Tripoli (36’st Girardi). A disp. Marruocco, Mincione, Somma, Orefice, De Angelis. All. Dino Bitetto.

AZ PICERNO (4-4-2): Ioime, Giordano, Conte (10’st Franzese), Cruz, Agresta (26’st Carrieri), Cosentino (42’st Sgovio), Esposito, Impagliazzo, Caponero (17’st Boachie), Matinata, Imbriola (10’st Boye). A disp. Amato, Salcino, La Gioia, Morra. All. Pasquale Arleo.

ARBITRO: Antonino Costanza (Agrigento), I ass. Tommaso Betta /Bolzano), II ass. Davide Stringini (Avezzano).

RETE: 4’pt Fella (C ).

NOTE: cielo sereno, campo in buone condizioni. Spettatori circa 1200. Ammoniti: Fella, Lame, D’Alterio (C ), Esposito, Agresta, Boye. Angoli: 5 a 2 per l’AZ Picerno.. Recuperi: 2’ pt, 7’ st.

Arriva il primo successo in campionato per il Semprefarmacia Basket Bellizzi

basket-semprefarmacia-bellizzi-vs-nola-basket-ottobre-2017-vivimediaBELLIZZI (SA). Dopo la sconfitta nella prima giornata, il Semprefarmacia Basket Bellizzi bagna con una vittoria l’esordio tra le mura amiche nel campionato di Serie C Silver. Al “PalaBerlinguer”, i gialloblu si impongono col risultato di 86-83 sul C.A.P. Nola Basket. Match vibrante, per larghi tratti condotto in maniera eccellente dagli uomini di coach Orlando. Di Mauro e compagni hanno però il demerito di non chiudere la contesa, concedendo a Nola di rientrare più volte in partita. Il punteggio ad elastico si protrae fino ai secondi finali, con i padroni di casa che riescono comunque a conservare il minimo vantaggio e a portare a casa i primi due punti della stagione. 

LA CRONACA

Parte subito bene Bellizzi che, col capitano Marco Di Mauro, trova il primo canestro della gara. Gli ospiti provano a limitare la forza fisica di Dondur, portando il serbo fuori dal perimetro e lasciandolo libero di provare dalla lunga distanza. Scelta poco felice però, col numero 14 gialloblu che fa due su due dall’arco dei 6,75metri. Nola si affida alle giocate di Catapano che dimostra subito di essere in giornata e prova a tenere gli ospiti attaccati nel punteggio (il numero 7 chiuderà con 25 punti realizzati). I padroni di casa dimostrano però di controllare con concentrazione e determinazione il match e chiudono il primo quarto avanti di dieci punti (29-19).

La seconda frazione si apre così come si era chiusa la prima, con Bellizzi che preme forte sull’acceleratore. I ragazzi di Orlando iniziano a colpire con continuità dalla lunga distanza, con Trapani, Esposito e Di Mauro. È proprio una tripla del capitano a regalare il massimo vantaggio ai gialloblu, +18, a poco più di due minuti dal termine del primo tempo. Invece di infliggere il colpo decisivo, però, si spegne la luce nei padroni di casa. Trascinata dalla fisicità e dai punti di Auriemma, Nola mette a segno un parziale di 8-0 e ricuce in parte lo strappo. Al suono della sirena, il tabellone segna 51-41 in favore di Bellizzi.

L’intervallo non spezza il gran ritmo acquisito dai ragazzi di coach Grande. Gli ospiti rientrano sul parquet con grande dinamismo e precisione nel tiro. Bellizzi non riesce a tenere in fase difensiva e concede troppo agli avversari. Catapano colpisce due volte da fuori, Gammella ed Auriemma mettono in difficoltà Dondur sotto canestro. Gli ospiti riducono lo svantaggio fino a portarsi a -1, sul 59-58, senza però riuscire mai a trovare il vantaggio. La scossa a Bellizzi la dà Esposito che, sul filo della sirena, trova una tripla dalla propria metà campo. All’ultimo intervallo, Bellizzi è avanti 65-60.

L’ultimo quarto segue l’andamento altalenante che ha caratterizzato l’intero match. I gialloblu non riescono a trovare mai il break decisivo, con Nola pronta a ricucire ogni volta lo strappo. A meno di un minuto dal termine, sul punteggio di 84-81 e con palla in mano, i padroni di casa hanno la possibilità di porre fine alla contesa. Il fallo fischiato ai danni di Trapani, il quinto per lui, concede ai bianconeri l’ennesima possibilità di riavvicinarsi. I due liberi realizzati da Catapano, riportano gli ospiti a -1. Ci pensa Esposito, sempre dalla lunetta, a mettere i due liberi decisivi che regalano la vittoria ai gialloblu. 

IL TABELLINO 

BASKET BELLIZZI

Spinelli 12; Ferrigno 6; Ciliberti n.e.; Bassano 2; Valentino 3; Izzo; Dondur 15; Sarluca n.e.; Di Mauro 13; Sconza n.e.; Trapani 15; Esposito 20.

Coach: Orlando 

C.A.P. NOLA BASKET

Caporaso 8; Riccio; Caccavale; Gammella 10; D’Angelo 2; Catapano P. 25; Luminelli n.e.; Esposito n.e.; Auriemma 22; Errico 11; Ruotolo; Catapano G. 5.

Coach: Grande 

PARZIALI: 29-19; 22-22; 14-19; 21-23.

(Vincenzo Buoninfante)

La Cavese ritorna alla vittoria

cavese-san-severo-cava-de-tirreni-ottobre-2017-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI. Dopo il passo falso di Cerignola. Ma quanta fatica. Imbrigliata per gran parte del primo tempo da una fitta ragnatela imbastita dal tecnico dei pugliesi Vadacca, ex aquilotto dei tempi della C2 ed ex calciatore alla corte di Bitetto trainer del Manfredonia, la squadra aquilotta ha dovuto faticare parecchio per trovare la via del tiro in porta e quando l’ha fatto non è stata fortunata. Ma al di là di ciò l’importante è essere riusciti a piegare l’avversaria di turno e a non perdere ulteriore terreno sulla lepre del girone, il Potenza, arrivato dal canto suo alla settima vittoria consecutiva. Il rullo compressore lucano dimostra di essere sempre di più la reginetta indiscussa e che non ce n’è per nessuno. Anche se questo nessuno si chiama Cerignola. I metelliani grazie ai tre punti conquistati al Simonetta Lamberti riducono le distanze proprio dal Cerignola ma sono ancora tante le formazioni che aspirano ai posti d’onore. Una di queste è la prossima avversaria dei nostri: il Pomigliano, vera e propria sorpresa di questo inizio di stagione. Ma torniamo alla sfida della domenica metelliana. Il biglietto da visita che mostra la Cavese è di Martiniello al 10’pt. Oggiano dalla destra gli pennella un traversone doc che l’attaccante aquilotto inzucca alla perfezione verso l’angolino lontano spiazzando Loliva. Ma la palla si stampa sulla faccia interna del palo e ritorna a centro area per poi essere liberata dalla difesa ospite. Scampato il pericolo i pugliesi serrano le file e si dedicano esclusivamente a neutralizzare ogni velleità d’accatto dei locali. Soffrono i giovani difensori di fascia Carotenuto e Marino, che non si fanno vedere mai nell’altra metà campo, senza mai creare superiorità numerica. Ne beneficia così il San Severo che non corre altri rischi eccezion fatta per una conclusione di Mingione al 20’pt che si perde alta sulla trasversale e di Massimo alla mezzora che dopo aver fatto tutto bene nello stop e nel dribbling in un eccesso di egoismo decide di sparare in diagonale, di poco fuori e da favorevolissima posizione piuttosto che vestire i panni di assist man per l’accorrente Martiniello. Si va così al riposo con qualche mugugno tra la tifoseria metelliana ma anche la speranza di qualche invenzione di mister Bitetto. Che arriva nella ripresa. Intanto i secondi quarantacinque minuti si aprono con un contropiede pugliese al 7’st ben orchestrato da Albanese ma mal concluso da Formuso e D’Ercole, che finiscono per ostacolarsi a vicenda, sprecando così una ghiotta occasione. Bitetto al 14’st rompe gli indugi e decide di gettare nella mischia altre due bocche da fuoco, Girardi e Tripoli. IL 4-2-4 manda in tilt la linea Maginot pugliese che capitola quattro minuti più tardi. Angolo di Oggiano dalla destra, attacca il primo palo Girardi che prolunga per l’accorrente D’Alterio che insacca di testa tutto solo. La partita si fa in discesa per gli aquilotti. Che senza l’assillo del gol giocano meglio e vanno vicini al raddppio al 32’st. Ancora Oggiano a crossare ma si ostacolano Girardi e Martiniello sotto porta e l’occasione sfuma. I conti con il San Severo sono chiusi però al 40’st. Tripoli dalla sinistra trova spazio e spara nel cuore dell’area ospite per l’accorrente Girardi, tra i due si frappone il difensore Tommasini che prova a liberare ma goffamente cicca la palla che si ferma tra i piedi proprio dell’attaccante della Cavese che facile facile buca Loliva. Il resto è noia. Al triplice fischio grande festa sugli spalti per la vittoria ma la testa è già alla prossima trasferta contro il Pomigliano, altra rivelazione del campionato.


CAVESE (4-3-3): Bisogno, Carotenuto (36’st Turmalaj), Marino, Manzo, Fabbro, D’Alterio, Fella (14’st Tripoli), Massimo (14’st Girardi), Martiniello (42’st Favasuli), Oggiano Mingione. A disp. Marruocco, Trezza, Gorzegno, Somma, Crudo. All. Dino Bitetto.

ALTO TAVOLIERE SAN SEVERO (4-4-2): Loliva, Spinelli (41’st Ruggieri), Tommasini, Silletti, Iannicello, Albanese, Florio (38’st Gaetani), Gentile, Formuso, Rossi (45’st Mbounga), D’Ercole (38’st D’Angelo). A disp. Longobardi, Cappelli, Dattoli, Signore, Nitti. All. Massimiliano Vadacca.

ARBITRO Rosario Antonio Grasso (Acireale), I ass. Razvan Ionut Ciuca (Firenze), II ass. Marco Abatantuono (Firenze).

RETI: 18’st D’Alterio (C ), 40’st Girardi (C ).

NOTE: cielo sereno, campo in buone condizioni. Spettatori circa 1200. Ammoniti: Martiniello, Manzo, Carotenuto per la Cavese, Silletti, D’Ercole,Albanese per il S. Severo. Angoli: 4 a 2 per la Cavese. Recuperi: 1’pt, 6’st.

Sconfitta con il Messina, Arechi rialzati !

arechi-rugby-2-giugno-vivimediaSALERNO. Partita di sostanziale equilibrio al “Casignano”, ma i messinesi hanno fatto valere la maggiore esperienza del gruppo. Zizza: “Lavorare, lavorare, lavorare”. Normanni: sconfitta l’under 16, test-match positivo per l’under 18. 

Ci si aspettava una partita all’ultimo punto e così è stato, ma solo per 60 minuti. Tra le mura amiche del Nuovo Centro Sportivo “Casignano” i Dragoni capitanati da Stefano Zizza in attesa del ritorno in campo di capitan Finamore hanno tenuto testa alla compagine ospite per circa 60 minuti, salvo poi lasciarsi andare verso un risultato che punisce severamente la squadra salernitana.

Agli ospiti il merito di aver tenuto alto il ritmo anche in fasi complicate dell’incontro, che gli ha permesso di portare a casa il bottino pieno a discapito di un Arechi Rugby a tratti irriconoscibile.

“Abbiamo seminato tantissimo durante la settimana ma raccolto pochissimo – commenta amareggiato Stefano Zizza, capitano in questa prima fase del campionato – ed è grave per una squadra come la nostra che vuole dimostrare di valere la categoria. Il Messina ha meritato di vincere, ma ancor peggio abbiamo meritato noi di perdere. C’è bisogno di tantissimo lavoro, fisico e mentale, perché il campionato è ancora tremendamente lungo e può darci tantissime soddisfazioni, a noi il compito di meritarcele”.

“Questo campionato non regala niente a nessuno – conclude capitan Zizza – ed è per questo che dobbiamo far tesoro di questa prima fase di campionato. Lavorare, lavorare, lavorare ed è sottinteso che il risultato si vedrà. Di certo una squadra neopromossa come noi, ancora non abituata ad un ritmo così bello e divertente, non può e non vuole tirarsi indietro. Già da oggi testa bassa e lavorare con grinta e sacrificio, non ammetto altri atteggiamenti per il bene del gruppo”.

Sul fronte giovanili, esordio amaro per i Normanni under 16 che perdono sonoramente la prima in casa del San Giorgio del Sannio. Ottimo test-match per l’under 18 che attende l’esordio ufficiale in campionato in virtù del ritiro della squadra proprio da parte del San Giorgio del Sannio.