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Una mostra fotografica a Cava per ricordare Maria Callas

maria-callas-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Nel quarantennale della morte del “mitico” soprano Maria Callas, presso la Biblioteca Comunale di Cava de’ Tirreni (Corso Marconi), è stato allestito un breve percorso illustrativo e fotografico sulla figura di quella che è stata nel secolo scorso una delle più grandi protagoniste della Musica. Voce “divina”, presenza fisica carismatica, personalità complessa e fascinosa, suscitò sempre sentimenti forti e spesso contrastanti e fu sotto i riflettori anche in altri campi della vita sociale e culturale, come il cinema (fu la protagonista di “Medea” di Pierpaolo Pasolini) e il gossip (in particolare per la sua storia d’amore con il miliardario greco Onassis).

Il percorso, preparato con il contributo e il materiale fornito dallo studioso Salvatore Milano, sarà illustrato dagli studenti del Liceo Classico “Marco Galdi” di Cava de’ Tirreni, impegnati nel Progetto “Alternanza scuola-lavoro”, che collaboreranno con le “storiche” bibliotecarie (la Direttrice Teresa Avallone e con lei Federica Clarizia, Beatrice Sparano e Mena Ugliano), rispolverando emozionanti memorie negli amanti dell’opera lirica e facendo scoprire ai più giovani tutto il fascino di una persona, una voce, un mondo.

Il percorso sarà visibile all’utenza e alla cittadinanza dal 14 al 22 settembre p.v., negli orari di apertura della Biblioteca (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, martedì e giovedì anche dalle 15,30 alle 18,30.)

Mons. Orazio Soricelli: quindici anni da Vescovo, celebrati con l’abituale, amichevole semplicità … e con una medaglia dell’ Ass. “Arte e Cultura”

CAVA DE’ TIRRENI (SA) e AMALFI (SA). Una data veramente significativa, quella dello scorso 30 giugno, per mons. Orazio Soricelli, Arcivescovo di Amalfi-Cava de’ Tirreni: ricorreva infatti il quindicesimo anniversario dell’Ordinazione Episcopale, avvenuta il 30 giugno 2000 nella Basilica Cattedrale di Benevento. Un anniversario che il Pastore della Chiesa di Sant’Andrea e Sant’Adiutore ha celebrato, con l’abituale semplicità, con la Santa Messa, alle ore 19.00, presso la Chiesa di Sant’Alfonso, in via Filangieri, una delle più significative parrocchie della città metelliana.

Mons. Soricelli fu eletto da S.S. Giovanni Paolo II alla sede arcivescovile di Amalfi-Cava de’ Tirreni il 30 giugno 2000 ed iniziò il suo ministero pastorale nell’arcidiocesi il 23 settembre successivo.

Tra le iniziative pastorali più significative ricordiamo la Visita Pastorale nelle varie parrocchie del vasto territorio diocesano, l’anno celebrativo dell’VIII centenario della traslazione delle reliquie dell’apostolo Andrea da Costantinopoli ad Amalfi, la celebrazione del V centenario della diocesi di Cava de’ Tirreni, l’anno Clariano e del Beato Bonaventura da Potenza, la progettazione pastorale con l’ausilio del Movimento per un mondo migliore, gli annuali Convegni diocesani e la visita annuale alle missioni all’estero con sacerdoti e seminaristi.

Significativi impulsi ha dato, nel corso di questi anni, ai vari Uffici Pastorali, alla comunicazione, come la ripresa della pubblicazione del mensile dell’Arcidiocesi “Fermento”. Nella Conferenza Episcopale Campana è delegato per la pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport.

Ed è bello evidenziare anche dei segni importanti di apertura sociale e pastorale: tra questi, la concessione, senza alcuna contropartita, dei locali dell’Arcivescovado all’Associazione Giornalisti di Cava e Costa d’Amalfi “Lucio Barone”, la celebrazione eucaristica che ospitava visibilmente una delegazione del Punto Pace Pax Christi di Cava con dichiarazioni e cartelloni di protesta contro il riarmo e la spesa per gli F 35, la celebrazione eucaristica della vigilia di Natale alla stazione, con e per i senza fissa dimora, la gestione ad ampio respiro, insieme con le Associazioni, della Giornata Mondiale della Pace, l’incontro con gli esponenti di tutte le religioni tenutosi il 20 settembre 2013.

Tra i numerosi attestati di gratitudine ricevuti sia da parte di istituzioni pubbliche che di associazioni di servizio, o anche da semplici cittadini, segnaliamo la Medaglia del Presidente della camera dei Deputati, che gli è stata attribuita dall’Associazione Arte e Cultura “Michelangelo Angrisani” e consegnata nel corso della premiazione dell’annuale Concorso Internazionale Letterario ed Artistico, svoltasi domenica 28 giugno nella bellissima sala di rappresentanza del Municipio di Cava de’ Tirreni, dove spiccano le spettacolari pitture di Tafuri rievocanti la concessione della Pergamena Bianca (anno 1460) e la Battaglia di Santa Lucia (anno 1799).

La consegna è avvenuta ad opera del Presidente dell’Accademia “Arte e Cultura”, Michelangelo Angrisani, e del neoeletto Sindaco di Cava de’ Tirreni, Vincenzo Servalli.

Questo il testo, scritto in pergamena, che motiva l’attribuzione del Premio:

Originario di Calvi San Nazzaro, in Provincia di Benevento, sacerdote da quasi quarant’anni e Arcivescovo dell’Arcidiocesi Amalfi – Cava da quindici, Mons. Orazio Soricelli ha sempre svolto la sua missione con altissimo spirito pastorale ed una costante presenza di impegno e di servizio.

Attento alle esigenze del territorio, disponibile al dialogo con i sacerdoti e gli operatori, aperto all’accoglienza, all’ascolto ed anche all’innovazione, pronto alla partecipazione ed agli incontri con semplicità di cuore e sorridente senso dell’amicizia, cristianamente umile nel rapporto con le persone, saggiamente autorevole nell’esercizio del Magistero, è stato, è e sarà ancora un amorevole punto di riferimento pastorale per il suo gregge

Ha saputo quindi coniugare fede, carità ed umanità, mostrandosi “ornato di singolare onestà di costumi e d’insigne cristiana pietà”, come quel modello di santità che fu il Beato Bonaventura da Potenza, in onore del quale egli ha consacrato nel 2011 uno speciale Anno Giubilare.

Anche questa è un’arte.

E la Medaglia del Presidente della Camera dei Deputati, conferita dall’Accademia “Arte e Cultura”, è perciò un giusto tributo ad un uomo giusto.

Un attestato significativo di affetto e di stima, che Mons. Soricelli, pur schernendosi un po’ per gli elogi “eccessivi che comunque spera di meritare anche in futuro”, ha accolto con sorridente gratitudine e fraterne benedizioni.

E avrà sicuramente modo e tempo di “meritare” questi riconoscimenti oltre quelli che già ha meritato. Della serie “il meglio deve ancora venire”. In fondo, quindici anni sono solo un inizio … Augurissimi, caro don Orazio!

104° Anniversario dell’Istituzione del Comune: sabato e domenica i festeggiamenti

104-anni-istituzione-comune-pontecagnano-faiano-giugno-2015-vivimediaPONTECAGNANO FAIANO (SA). In occasione del 104° Anniversario dell’Istituzione del Comune, che ricade giovedì 18 giugno 2015,  l’Amministrazione, guidata dal Sindaco Ernesto Sica, ha organizzato due giornate di festeggiamenti. 

Il programma di sabato 20 giugno prevede, con inizio alle ore 19.30, la cerimonia di consegna della Cittadinanza Onoraria a Luigi Giampaolino, già Presidente della Corte dei Conti. A seguire la Lectio Magistralis “Comunità e appartenenza” da parte del professore Paolo Apolito. Momento conclusivo con “Le Associazioni in Festa” e il loro omaggio alla Città. 

Domenica 21 giugno, invece, la stessa location, dalle ore 19.30, ospiterà la cerimonia di consegna delle Benemerenze Cittadine. Seguirà il conferimento della Cittadinanza Onoraria a Monsignor Luigi Moretti, Arcivescovo di Salerno – Campagna – Acerno. 

La banda di Castiglione del Genovesi animerà le vie cittadine. 

“Come ogni anno celebriamo l’Anniversario dell’Istituzione del Comune quale importante momento per ribadire la nostra storia e rafforzare il senso di appartenenza alla Comunità. I festeggiamenti si svolgeranno in un clima di grande e sentita partecipazione e di riconoscimento verso chi ha scritto pagine importanti per Pontecagnano Faiano e la sua provincia, ha manifestato notevole vicinanza al nostro territorio e, nei vari ambiti, ha contribuito a dargli lustro. Ancora una volta, l’omaggio è rivolto al passato e al presente che rappresentano le fondamenta di un futuro da trasmettere e condividere con le giovani generazioni” dichiara il Primo Cittadino Ernesto Sica. 

Le Cittadinanze Onorarie saranno all’ordine del giorno del Consiglio comunale, convocato dal Presidente Alfonso Gallo, che si terrà venerdì 19 giugno, alle ore 9, presso il Complesso ex Tabacchificio Centola. 

Le onorificenze verranno conferite, insieme al Presidente Giampaolino e all’Arcivescovo Moretti, anche a Giuseppe Tesauro, già Presidente Corte Costituzionale, e a Claudio Gubitosi, Direttore artistico del Giffoni Film Festival.  In considerazione della loro assenza per motivi professionali, le relative cerimonie di consegna verranno organizzate successivamente. 

In caso di condizioni meteo avverse le cerimonie si svolgeranno all’interno del Complesso ex Tabacchificio Centola.

Tra gli anniversari delle Fosse Ardeatine e della Resistenza, un ricordo del Gen. Sabato Martelli Castaldi … e una proposta per non dimenticarlo

Il Generale Sabato Martelli Castaldi

Il Generale Sabato Martelli Castaldi

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Il 24 marzo scorso, settantunesimo anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine (345 vittime innocenti immolate dall’occupante tedesco per reazione, e brutale rappresaglia, all’attentato partigiano di via Rasella, che era costata la vita a trentatré soldati), per iniziativa di un gruppo cittadino di sinistra e di formazione comunista ed alla presenza della nipote, prof. Patricia, è stata collocata una corona d’alloro accanto alla lapide di intestazione della strada al Generale cavese Sabato Martelli Castaldi, che fu una delle vittime di quella strage.

Ci fa piacere. Ci fa piacere che sia stato ricordato un nobilissimo protagonista della storia cittadina e nazionale. Ci fa piacere ricordarlo noi, in questa sede, tre settimane dopo il 24 marzo e due prima del 25 aprile, celebrazione di quella Resistenza partigiana di cui il Generale Castaldi fu protagonista e martire.

Ma non ci fa piacere pensare che un cittadino ed un evento di tale portata siano stati ricordati solo da un gruppo, pur qualificato, ma molto ristretto di persone, senza nessun intervento istituzionale e senza la partecipazione di altri significative aggregazioni, sociali o politiche o culturali. Realisticamente, non pensiamo neppure che si sia trattato di un rifiuto: semplicemente, non ci si è pensato. Eppure, la figura di Sabato Martelli va ben oltre la parte politica: egli è un patrimonio della Città ed un Padre della Patria.

Forse qualche riflessione, più o meno flebile, emergerà il 25 aprile, magari tra una parola rituale e l’altra, ma la realtà vera è che da troppo tempo oramai, dopo la pubblicazione del volume di Mario Avagliano, Il partigiano Tevere (Avagliano, 1996), la memoria relativa al nostro generale langue un po’ troppo ed un po’ troppo smarrita. Il che non è di poco conto, in tempi in cui è l’intera coscienza storica e civica nazionale che langue un po’ troppo ed è un po’ troppo smarrita.

 La nipote del Gen. Castaldi, prof. Patricia, con Gennaro Nenna, segretario della sezione locale del Partito Comunista

La nipote del Gen. Castaldi, prof. Patricia, con Gennaro Nenna, segretario della sezione locale del Partito Comunista

Allora, facciamo una proposta. L’anno prossimo ricorre il centoventesimo anniversario della nascita del Generale: non sarebbe opportuno organizzare un sostanzioso ricordo (magari un convegno e l’impegno per un appuntamento annuale), con benedizioni di ufficialità e speranza di ampia partecipazione ed estensione anche alle scuole?

Fiduciosi che la prossima Amministrazione, qualunque essa sia, raccolga il nostro appello, nell’attesa rinfocoliamo noi la memoria, rievocando i tratti essenziali della biografia, estrapolati dal libro “Le strade di Cava de’ Tirreni” (Area Blu Edizioni). 

Sabato Martelli Castaldi, nato a Cava (in frazione SS. Quaranta) il 19 agosto 1896, coniugato con Luisa Barbiani (con cui ebbe tre figli: Giorgio, Sabatino e Vittoria), fu prima generale di Brigata Aerea e Capogabinetto del Ministero dell’Aeronautica, poi antifascista militante, quindi partigiano, col nome di battaglia di “Tevere”.

Fin da giovanissimo fu caratterizzato da spirito patriottico e dalla passione per gli aerei. Si distinse come volontario durante la Prima Guerra Mondiale, militando nell’Aeronautica e meritando alcune medaglie al valore. Dopo la guerra si laureò in Ingegneria aeronautica e fece presto carriera, ottenendo stima e riconoscimenti, al punto da essere indicato come un possibile successore di Italo Balbo alla guida dell’Aeronautica. Cadde però in disgrazia per aver denunciato “imprudentemente” delle pecche e delle manovre oscure e fu espulso dall’Aeronautica.

Durante la guerra passò progressivamente tra le file dei partigiani. Morì martire, il 24 marzo 1944, alle Fosse Ardeatine. In precedenza, era stato trattenuto per un mese nelle carceri lager di Via Tasso, dove fu sottoposto a continue torture, dalle quali però non si fece mai piegare. In queste carceri era entrato per un atto di pura e leale generosità: si era infatti costituito per scagionare un innocente accusato di un attentato dinamitardo.

Gruppo e bandiere in posa dopo la posa della corona d'alloro

Gruppo e bandiere in posa dopo la posa della corona d’alloro

Sul muro di una cella della prigione, ancora oggi è possibile scorgere il suo nome inciso con un chiodo, con un monito forte e commovente: “Quando il tuo corpo non sarà più, il tuo spirito sarà ancora qui, vivo nel ricordo di chi resta. Fa’ che possa essere sempre di esempio.”

I resti mortali riposano nel Santuario delle Fosse Ardeatine, tomba 117.

Fu insignito della Medaglia d’Oro della Resistenza, con la seguente motivazione: Dedicatosi senza alcuna ambizione personale e per purissimo Amor di Patria all’attività partigiana, vi profondeva, durante quattro mesi di infaticabile e rischiosissima opera, tutte le sue eccezionali doti di coraggio, di intelligenza e di capacità organizzativa, alimentando di uomini e di rifornimenti le bande armate, sottraendo armi ed esplosivi destinati ai tedeschi, fornendo utili informazioni al Comando Alleato, sempre con gravissimo rischio personale. Arrestato e lungamente torturato, nulla rivelò circa i propri collaboratori e la propria attività ed affrontò serenamente la morte.

Esempio nobilissimo di completa e disinteressata dedizione alla causa della libertà del proprio Paese.