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Festival delle Torri: un’esplosione di danze, canti, costumi e abbracci di Pace

CAVA DE’ TIRRENI (SA). La XXVIII edizione del Festival delle Torri si è conclusa con uno sventolio di bandiere colorate e di rappresentanti di tanti paesi esteri che hanno affollato il palco dove per tre giorni si sono esibiti.

Avevano iniziato giovedì 3 agosto, in Piazza Vittorio Emanuele a Cavade’ Tirreni, proprio delle bandiere, tutte bianche in quell’occasione, e sventolate da giovani rappresentanti del Gruppo Sbandieratori Cavensi, organizzatori della manifestazione. I suoi temi portanti, da sempre legati alla pace e alla convivenza tra le diverse culture, quest’anno si sono arricchiti anche dei “Diciassette obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”. Diciassette punti che devono essere i macro obiettivi di ogni paese e di ogni cittadino del mondo, da tener ben presenti affinché la Terra, che ci ospita da millenni, possa continuare ad avere anche con le nuove generazioni quelle caratteristiche di accoglienza che ci hanno permesso di arrivare fino ad oggi.

Alla luce di questa filosofia di rispetto e conoscenza, già dall’anno scorso il Festival ha organizzato il concorso “Una Torre per la pace”, diretto alle scuole del territorio cavese, grazie al quale i ragazzi possono conoscere, non solo le tradizioni e la storia dei paesi ospitati, ma anche esprimere il loro concetto di pace, attraverso le forme che ritengono più opportune: con testi, manufatti, disegni e ogni forma creativa che racconti la loro idea di “mondo di pace”.

Le serate di giovedì e venerdì 3 e 4 agosto sono state presentate da Manuela Pannullo e Ilenia Apicella.

Dicevamo delle bandiere bianche che ci hanno accolti all’inizio della manifestazione, così come la rappresentazione regalata da due giovani allieve della scuola TempraArt di Clara Santacroce e Renata Fusco. Sono Martina Cicco e Martina Abate e cominciano ad introdurci in un mondo che ha bisogno di ritrovare le sue fate e la sua magia per superare le grandi difficoltà del proprio tempo.

Tutta la prima serata, pur se con gli intervalli istituzionali dei saluti dell Presidente dell’Ente Sbandieratori Cavensi Felice Sorrentino e dell consigliere Vincenzo Passa, è dedicata al gruppo Ensemble Georgian Folklore, proveniente dalla Georgia e precisamente da Tbilisi.

Colpiscono immediatamente per la poderosa forza che emanano gli uomini del gruppo. Restiamo quasi immobili sulle nostre sedie, per poi scioglierci un po’ quando al nero dell’abito maschile, si affianca il bianco di un abito che sembra da sposa di una fanciulla dalle movenze irreali. La contrapposizione di quella forza e di quella leggerezza ci rapirà per tutta la durata dello spettacolo.

I ragazzi sono un misto di forza e grazia. Sembrano ballerini che non camminano però sulle scarpette con punta rinforzata, ma solo sulle proprie dita piegate. Lo sforzo che di sicuro fanno a noi non arriva. C’è solo potenza e sicurezza. Allo stesso tempo le ragazze si spostano da un lato all’altro del palco senza mostrare nemmeno il movimento delle gambe sotto i vestiti. Sembrano lievitare su quelle assi e spostarsi grazie ad un soffio divino. Belle, radiose, coordinate. Uno spettacolo.

Per più di un’ora ci ammaliano con balletti, con il gruppo musicale che ci regala note di una tradizione che non conosciamo; il senso delle loro parole non lo comprendiamo, ma la melodia delle voci ci permette l’unione ideale con popoli poco conosciuti, ma che comunque dimostrano di cercarsi. L’aggiunta di una donna nel gruppo, come musicista e corista, addolcisce lo sguardo, ma non diminuisce la fierezza di quel racconto incomprensibile.

Musica a cappella. Il “piffero” che riprende insieme alle strane chitarre che dovrebbero chiamarsi “dombra”, sembra ricordare le musiche del menestrello del castello, che racconta tutta la vita di corte.

Cambieranno molti abiti i ballerini, sia uomini che donne, ma sempre saranno presenti il rosso, il nero e il bianco. Quando i ragazzi arrivano con parrucche di bianchi capelli, la loro esibizione mi rapisce e non mi permette di scrivere. Quei piedi piegati fanno male a solo guardarli e loro si alternano nell’esibizione singola, arrivano da ogni lato del palco e la loro forza sembra crescere sempre di più.

Per riprendere fiato Manuela e Ilenia interrompono quel vorticare di corpi e premiano le scuole che hanno vinto l’edizione del premio “Una torre per la pace” di quest’anno, invitando rappresentanti di ragazzi e insegnanti.

Quando i ballerini ritornano, iniziano piano, come a darci il tempo per capire ciò che faranno. Dai loro piedi esce il rumore della cavalleria al galoppo, ma i loro corpi si muovono con l’eleganza tipica della danza. Il tris di donne che arriva, ciascuna con un abito rosa azzurro e viola, e che si accorpa al centro del palco, sfavilla di luci che si riflettono sulle paillettes dei loro vestiti. Sono un simbolo di assoluta delicatezza, sembrano esser corpi senza peso che si muovono leggeri e delicati: e un segno della croce non passa inosservato.

E di nuovo i ragazzi tutti in nero e le donne tutte di bianco, con ogni lei che non guarda mai il rispettivo lui. È una danza di corteggiamento e l’abito dei ragazzi ha maniche molto più lunghe del braccio; una donna corteggiata ma mai avvicinata abbastanza. Mai toccata. Il gioco dei piedi sembra tradire la presenza di una molla che li solleva dal palco. Ma non c’è trucco, solo abilità.

A spiegarci tanta maestria viene il capo delegazione georgiana, Badri Matchavariani, fondatore del gruppo nel 1984, riconosciuto per i suoi meriti dal Ministero della Cultura Georgiano e dall’Unesco.

La musica apre l’ultima parte della loro performance. Le spose bianche suscitano sempre la stessa meraviglia quando appaiono in gruppo sul palco. Sono un carillon vivente, corpi che si muovono su invisibili binari e che danno a noi l’impressione di volare, di scivolare senza nessuna fatica e senza nessun peso.

Gli uomini hanno adesso il colore rosso che domina nei loro vestiti e si è aggiunta la croce dorata che ricorda periodi di lunghe battaglie. Saranno proprio spade e scudi i protagonisti di questa ultima sfida, con lance che si affrontano per davvero, generando scintille di fuoco dai loro scontri.

Le donne che si aggiungono al gruppo adesso si muovono in modo diverso, come diversi sono i loro colori, con nero e marrone. Anche loro si aggirano tra quei guerrieri e danno vita ad una ennesima, spettacolare danza.

La prima serata è stata davvero magnifica. L’idea di regalare tanto spazio ad un gruppo così carismatico, così coinvolgente è sicuramente da applaudire. Anche perché sappiamo già che frammenti di questa meraviglia li rivedremo ancora nella serata conclusiva.

Anche venerdì 4 agosto c’è una serata dedicata. Le padrone di casa sono sempre Manuela ed Ilenia e il gruppo protagonista è Ballet Folclorico de Chile da Santiago del Chile. Nato nel 1987 grazie a Pedro Gallardo, docente universitario, raccoglie le differenti culture che rappresentano la nazione cilena.

Dopo aver visto i pesanti abiti georgiani, non ci meravigliamo che i cileni esordiscano a corpi quasi nudi, ricoperti dai classici disegni sul volto e dai succinti costumi indigeni.

Mentre gli uomini intimoriscono un po’, le meravigliose ragazze ricordano il sole del loro paese. Anche i cileni, come i georgiani, la musica se la portano da casa!

Una bambola rosa viene portata sul palco, immobile nelle braccia del suo “proprietario”. Il tempo di sistemarla e distrarsi, e la bambola prende vita. Un pezzo che apre le porte ai tanti altri ragazzi colorati che si divertiranno in un balletto ludico e dove si prenderanno gioco di noi, lanciando alla fine un pupazzo a grandezza naturale, vestito come loro, che ci toglie il fiato mentre viene lasciato cadere sulle assi del palco.

Ma è un gioco “… dame la mano e danseremos…” e l’allegria ritorna.

Anche stasera le pause servono per i cambi di costume e i tantissimi ringraziamenti che manifestazioni di questo genere naturalmente si portano dietro. Di nuovo intervengono Vincenzo Passa, che sottolinea l’importanza del coinvolgimento delle scuole, e Mimmo Sorrentino, che esalta la danza come espressione di cultura.

Quindi, la premiazione con un pezzo in ceramica per i giornalisti che hanno accompagnato negli anni, a vario titolo, la manifestazione. Per Pasquale Petrillo riceve il premio Carolina Milite, poi arrivano sul palco Antonio Di Giovanni, Antonio De Caro, Antonio Ioele. Un’emozionatissima Rosanna De Felicis, moglie di Gino Avella,ritira il premio per l’indimenticabile marito. Per Peppino Muoio riceve il figlio Salvatore, per Lucio Barone il figlio Andrea, mentre Vincenzo Senatore lo ritira per il papà Raffaele Senatore. Si aggiunge Gianluca Cicco per l’emittente Quarta Rete. Mi è sembrato strano, personalmente lo sottolineo, non sentire il nome di Franco Bruno Vitolo che pure so quanto abbia notevolmente contribuito alla storia sia del Gruppo Cavensi che della manifestazione. Chissà…

Per fortuna tornano i vestiti rossi e aggressivi delle ragazze cilene, mentre i ragazzi portano alle caviglie dei ciondoli che sembrano riprodurre il rumore del mare. Colori sgargianti, tanti vestiti, sorrisi splendenti, capelli corvini, pelle chiara e movimenti accattivanti sono gli ingredienti di questo altro splendido gruppo.

Ci ballano la cueca, loro danza tipica, accompagnati da una canzone meravigliosa. La loro musica mi trascina lontano… Un sax con note particolari accompagna questa giostra di sorrisi e colori “…troveremo el ritmo del tu corason…”

E la dedica finale di “Funiculì funiculà” coinvolge ancora di più il già caldo pubblico presente.

Nella serata finale Ilenia è sostituita da Antonio Di Giovanni e un video di saluti da parte di Fabio Graziosi rappresentante di U.N.R.I.C. Italia dà inizio all’ultimo giorno del Festival.

Giovani sbandieratori si esibiscono con bandiere luminose nel buio della piazza e sul torso nudo richiamano i quattro elementi fondamentali della vita. Subito dopo, emoziona il saluto di Gerardo Canora, che prende il microfono dal suo posto in prima fila. È la voce di un ultra novantenne, con il timbro tipico di quell’età e che è adatta proprio ai racconti del tempo che è stato. A persone come loro sono affidati i ricordi per testimoniare di un passato che altrimenti non potrebbe contribuire a costruire un nuovo futuro.

Un altro video, realizzato da Manuela Pannullo, Andrea Palestra e Giuseppe Ferrara, sottolinea ancora una volta l’importanza di quei 17 obiettivi che dovranno essere, fino al 2030, lo spunto per ogni governo e per ogni cittadino del mondo.

Ma aspettiamo i nuovi gruppi che ancora non abbiamo avuto il piacere di ammirare. Infatti stasera, oltre ai già conosciuti georgiani e cileni, avremo il Messico e il Sud Africa. Iniziano i sudamericani. Sombreri, il poncho, il giovanissimo con il lazo e le sue acrobazie. Musica sempre coinvolgente quando tanti giovani “Don Diego” fanno sentire fino ai confini della città i loro tacchi che martellano il palco.

Tredici ragazzi, tredici ragazze, tredici sombrero messi a terra e mai calpestati, vi devono dare l’idea del gran movimento e della grande precisione che questi ragazzi ci hanno regalato. Sono il Grupo Folclorico Vallarta Aztecada di Puerto Vallarta. Nato nel 2003, ripropone le antiche tradizioni del Messico e del Jalisco.

Poi il saluto del vicesindaco Nunzio Senatore e dell’assessore Polichetti prima di riassaporare il piacere della musica e della danza georgiana. La forza e la delicatezza in un contrasto perfetto. Mi mancheranno.

A Carolina Damiani viene affidata la lettura di uno dei testi del presidente dell’Uruguay Pepe Mujica. L’umiltà e la profondità delle sue parole arrivano al cuore anche senza alzare troppo il tono della voce.

Ultima ospite Danielle Lauer, ambasciatrice nel mondo per i diritti dei bambini e che lo sarà anche come portavoce dell’Ente Sbandieratori Cavensi.

Manca ancora da scoprire il gruppo dei sudafricani, i Taxido Arts Productions da Germiston, nati dalla fusione di due gruppi preesistenti, con lo scopo di ridare dignità ed opportunità a giovani artisti locali che hanno potuto esprimere così le loro immense qualità. Davvero formidabili nel gioco che sanno condurre con i loro corpi. Le danze che sembrano tribali, il gioco accattivante delle ragazze, chi con abiti colorati altre con pelle d’animale, rendono vorticosi gli ultimi momenti di queste splendide esibizioni.

Sono i già conosciuti ragazzi del Cile a chiudere la manifestazione, prima del gran finale, aperto dalla proposta degli Sbandieratori Cavensi, già in stato avanzato di concretizzazione, di creare un circuito ideale della Città della Pace attraverso il segno di una Torre della Pace da realizzare nelle Città coinvolte. Cava già è pronta, con il progetto firmato da Alfonso Vitale. Aderiranno anche gli altri?

Alla fine tutti insieme si ritrovano sul palco con i loro colori, le loro nazioni, la loro storia, la nostra meraviglia e la speranza comune che le tante belle parole pronunciate, diventino davvero semi per generazioni che possano coltivare valori un po’ diversi dal comune consumismo e dalla futile apparenza.

La Torre della Pace: il concorso del XXVII Festival delle Torri

festival-delle-torri-cava-de'-tirreni-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). L’ Ente Sbandieratori Cavensi, con il patrocinio del Comune di Cava de’ Tirreni, ha organizzato il XXVII Festival delle Torri – Rassegna internazionale di musica, danza, arte e folklore”che si terrà nella nostra città il prossimo agosto. Si rinnova la “mission” dell’Ente che dal 1989 attraverso il Festival intende diffondere le culture dei popoli del mondo, attraverso la musica, la danza e l’arte e, contemporaneamente, promuovere i principi di fratellanza, tolleranza e, più in generale, la pace,

Unitamente al Festival è stato presentato anche un concorso che ha per oggetto la realizzazione di elaborati grafici, manufatti o elaborati di scrittura creativa (possibilità riservata alle classi quarte e quinte della scuola primaria e alle classi delle scuole secondarie), il cui tema è la rappresentazione o narrazione del tema della pace, utilizzando il simbolo della torre con l’obiettivo di sensibilizzare gli alunni ai temi della pace e alle tradizioni folcloristiche locali stimolando la loro creatività artistica.
La decisione di promuovere il concorso destinato alle scuole, con temi come la torre e la pace nasce dalla volontà dell’Ente e dell’Amministrazione comunale, che ha patrocinato l’iniziativa con gli Assessorati all’Istruzione e alle Politiche Sociali, di diffondere tra le nuove generazioni le tradizioni storiche della nostra città e, al tempo stesso, di riproporre in chiave moderna il ruolo centrale della pace come simbolo di unione tra le nazioni e le diverse etnie del mondo.
In basso è scaricabile il bando di concorso, che ha scadenza 31 marzo 2016, e la domanda di partecipazione al concorso. Il bando è pubblicato anche sul sito internet del Festival delle Torri www.festivaldelletorri.it e sul sito istituzionale www.ufficiopicava.it. L’esito del concorso sarà reso noto a seguito della decisione della commissione giudicatrice, entro il giorno 30 aprile 2016.
La cerimonia di premiazione avverrà durante la serata conclusiva del Festival ad agosto prossimo, alla presenza del gruppo premiato, dei loro insegnanti e del Dirigente scolastico.

Al Casale “Santa Maria del Rovo” la 41ª “Disfida dei Trombonieri”

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Vittoria del Casale “Santa Maria del Rovo” nella 41ª edizione della “Disfida dei Trombonieri” – La Pergamena Bianca, organizzata dall’Associazione Trombonieri, Sbandieratori e Cavalieri di Cava de’ Tirreni e svoltasi domenica 5 luglio 2015 allo stadio “Simonetta Lamberti” di Cava de’ Tirreni (Sa). Il sodalizio bianco-verde riassapora il gusto del successo dopo 18 anni di “digiuno”. Ai trionfatori consegnato il Drappo della vittoria, realizzato dall’artista Ettore Senatore. La splendida serata seguita da migliaia di spettatori e da numerose autorità civili e militari. Il Sindaco Vincenzo Servalli: «Manifestazioni come questa rafforzano l’identità cittadina, contribuendo a veicolare la nostra storia e le nostre tradizioni»

Dopo 18 anni ritorna a sventolare il vessillo bianco-verde. Il Casale “Santa Maria del Rovo” del Distretto “Pasculanum” si è aggiudicato la 41ª edizione della “Disfida dei Trombonieri” – La Pergamena Bianca, svoltasi domenica 5 luglio 2015 allo stadio comunale “Simonetta Lamberti” di Cava de’ Tirreni (Sa).

Il Casale presieduto da Sabato Bisogno e guidato dal Regio Capitanèo Alfonso Bisogno ha così interrotto il digiuno di vittorie che durava dal 1997. E lo ha fatto con un’ottima batteria di sparo, impreziosita da eccellenti riscontri cronometrici (12” il tempo di caricamento, 79” quello di sparo).

A decretare il trionfo del Casale “Santa Maria del Rovo” è stata una Giuria presieduta da Massimo Pellegrino e composta da Carmine Apicella, Raffaele Scala, Nicola De Cesare, Maurizio Senatore e Salvatore Pollice, tutti membri del Tiro a Segno Nazionale di Cava de’ Tirreni, che sono stati coadiuvati per il riscontro dei tempi dai cronometristi Aldo e Francesco Scarlino, Rosa Luciano, Andrea D’Amato ed Angelo Fiorillo del Centro Sportivo Italiano di Cava de’ Tirreni.

Incontenibile alla lettura del verdetto l’esplosione di gioia da parte dei trombonieri di “Santa Maria del Rovo” e dei loro numerosi supporters, che hanno a lungo festeggiato la conquista dell’11ª Pergamena Bianca nell’Albo d’oro dell’evento e con essa la fine di un autentico “incubo”. Al sodalizio bianco-verde è stato consegnato il Drappo della vittoria, realizzato dall’artista Ettore Senatore. Con in più l’“onore” di custodire per un anno presso la propria sede il Gonfalone dell’Associazione Trombonieri, Sbandieratori e Cavalieri di Cava de’ Tirreni.

Posto d’onore nella classifica finale per il Casale “Senatore”, seguito nell’ordine dai Casali “Sant’Anna” (), “Borgo Scacciaventi-Croce” (), “Sant’Anna all’Oliveto” (), “SS. Sacramento” (), “Monte Castello” () e “Filangieri” ().

Una serata di grande festa, quella andata in scena al “Simonetta Lamberti”, nella quale allo spettacolo offerto dagli spari, dai suoni e dai colori degli 8 Casali Trombonieri si è aggiunto quello proposto dalle esibizioni fuori gara degli “Sbandieratori Cavensi”, degli “Sbandieratori Città de la Cava” e de “I Cavalieri della Pergamena Bianca”.

Il tutto a beneficio delle migliaia di spettatori che hanno affollato in ogni ordine di posto le gradinate dell’impianto sportivo metelliano. Nutrita anche la presenza di autorità civili e militari, con in testa il neo Sindaco di Cava de’ Tirreni, Vincenzo Servalli, che ha premiato in prima persona il Casale trionfatore. «Manifestazioni come questa rafforzano l’identità cittadina, contribuendo a veicolare la nostra storia e le nostre tradizioni. Da qui bisogna ripartire per un rilancio a 360 gradi della nostra amata Cava de’ Tirreni», ha dichiarato il primo cittadino, annunciando altresì il suo impegno per una maggiore valorizzazione delle immense potenzialità dell’universo folkloristico cavese.

Legittima a fine serata la soddisfazione dell’Associazione Trombonieri, Sbandieratori e Cavalieri di Cava de’ Tirreni, che ha organizzato la 41ª “Disfida dei Trombonieri” nell’ambito della IV edizione della “Settimana Rinascimentale”. «Ringrazio l’Amministrazione comunale, la Polizia di Stato, la Polizia Locale, la Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana, i componenti della Giuria, l’agenzia di security MS di Marco Salvati e tutti coloro che a vario titolo si sono impegnati per garantire il regolare svolgimento della kermesse e la sua buona riuscita», ha affermato il Presidente Paolo Apicella. Appuntamento fissato al mese di luglio 2016 per la 42ª edizione della “Disfida dei Trombonieri”.

foto Angelo Tortorella

“La piazzetta del Tromboniere”: prossima inaugurazione

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CAVA DE’ TIRRENI (SA). Via Tommaso Cuomo, lo slargo antistante Palazzo di Città, lato est, sarà riconsegnato alla città nella prima decade di settembre e sarà intitolato al tromboniere, figura storico-folkloristica di Cava de’ Tirreni. Si chiamerà “Piazzetta del Tromboniere”, con l’occasione dell’inaugurazione si terrà anche il “Trofeo Città Fedelissima”.



Gli allievi dell’I.I.S. “G. Filangieri” protagonisti di “Città de’ la Cava – Storia, folklore e live music”

la locandina è stata realizzata dagli alunni del corso “Grafica” dell’I.I.S. “G. Filangieri”

la locandina è stata realizzata dagli alunni del corso “Grafica” dell’I.I.S. “G. Filangieri”

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Si terrà sabato 6 giugno, presso l’I.I.S. “G. Filangieri” di Cava de’ Tirreni (Sa), sito in via Papa Giovanni XXIII, l’evento “Città de’ la Cava – Storia, folklore e live music”, ideato dal prof. Umberto Ferrigno con gli alunni della classe IV A Accoglienza ed in collaborazione con la dott.ssa Filomena Chiariello. Una riproposizione delle tradizioni storiche, folkloristiche ed enogastronomiche della città metelliana e dei “Festeggiamenti in Onore del SS. Sacramento”. Alcuni studenti indosseranno i costumi d’epoca tipici dei vari Casali folkloristici cittadini. Ad arricchire l’iniziativa il live music del dj Peter Torre


Aspettando la Festa di Monte Castello: sabato 6 giugno 2015, a partire dalle ore 9.30, presso l’I.I.S. “G. Filangieri” di Cava de’ Tirreni (Sa) si vivrà l’evento “Città de’ la Cava – Storia, folklore e live music”, originale anteprima dei “Festeggiamenti in Onore del SS. Sacramento”, in programma nei prossimi giorni nella città metelliana. Interviste, degustazioni culinarie, appuntamenti ludici e spazi musicali saranno i momenti che animeranno l’iniziativa, ideata dal prof. Umberto Ferrigno con gli alunni della classe IV A Accoglienza dell’Istituto di via Papa Giovanni XXIII ed in collaborazione con la dott.ssa Filomena Chiariello, assistente tecnico di ricevimento.

«La manifestazione si inserisce nell’ottica del progetto d’integrazione Istituto–territorio che come scuola stiamo portando avanti – spiega la prof.ssa Raffaela Luciano, Dirigente Scolastico dell’I.I.S. “G. Filangieri” – Si avrà la possibilità di far conoscere, ma soprattutto far rivivere, quelle che sono le tradizioni folkloristiche ed enogastronomiche di Cava de’ Tirreni, con i nostri ragazzi che si cimenteranno nella preparazione dei piatti tipici della Cava che fu ed in tante altre attività».

Ad impreziosire l’evento, alcuni studenti indosseranno i costumi d’epoca tipici dei vari Casali folkloristici cittadini. Per la parte culinaria, si potranno degustare la milza e le pastiere di maccheroni cucinate dai genitori degli alunni. Gli allievi dell’indirizzo scolastico “Sala e cucina” si cimenteranno, invece, nella preparazione di un ricco buffet, mentre quelli dell’indirizzo “Ospitalità” svolgeranno il ruolo di accoglienza e receptionist presso il front office della scuola.

Le interviste in giro per la città sui ricordi storici e sugli afflussi turistici legati alla Festa di Monte Castello e la proiezione di un filmato realizzato dagli allievi della IV A Accoglienza saranno gli altri appuntamenti che caratterizzeranno l’evento “Città de’ la Cava – Storia, folklore e live music”. Non mancherà, poi, un momento ludico con il live music del dj Peter Torre, che durante la mattinata darà spazio alla consolle anche ai giovani dj dell’istituto cavese.

Per info e contatti:

I.I.S. “G. Filangieri” Cava de’ Tirreni (Sa). Tel. 089.444977, fax: 089.343888 – www.iisfilangieri.gov.it

Ritorna il “Festival delle Torri” a Cava

festival-delle-torri-foto-archivio-cava-de'-tirreni-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Torna il grande folklore internazionale a Cava de’ Tirreni con la Ventiseiesima Edizione del “Festival delle Torri”, la grande rassegna internazionale che quest’anno porterà nella città metelliana gruppi provenienti da Taiwan, dall’Egitto e dalla Colombia. Promotori dell’evento, come sempre dal 1988, gli Sbandieratori Cavensi, l’ente culturale che da oltre quarant’anni rappresenta e promuove la città di Cava de’ Tirreni in Italia e nel mondo. L’edizione 2015, che oltre alla serata finale dell’otto agosto,presentata dalla giornalista delle RAI Vittoriana Abate e da Antonio Di Giovanni, vedrà una serie di eventi in città, mostre, convegni ed altro, già dal primo di agosto, si avvarrà quest’anno di importantissimi patrocini: nell’anno di Expo il Festival delle Torri si avvarrà non solo del patrocinio di Padiglione Italia,ed inserito nelle manifestazioni di grande rilevanza mondiale (Very Bello) ma anche di quello prestigiosissimo della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO oltre che di quello degli enti locali e del Comitato Provinciale di Salerno dell’UNICEF.Il festival quest’anno avrà come tema la pace,un momento di riflessione comune su un tema molto sentito ,soprattutto in un evento di grande partecipazione popolare e di condivisione del valore “fondante” del Festival delle Torri,ovvero l’amicizia tra i popoli. Fiore all’occhiello dell’ Ente Sbandieratori Cavensi  il Festival delle Torri riunisce da oltre venticinque anni, nella città di Cava de’ Tirreni, gruppi folckoristici provenienti da ogni parte del mondo.    L’iniziativa ha visto, nel passato, la partecipazione dei più celebri gruppi folk internazionali, ottenendo insperati consensi dalla critica e dal pubblico a conforto degli sforzi intrapresi.  I gruppi partecipanti alle varie edizioni, così come il Festival, sono inseriti nel circuito CIOFF (Consiglio Internazionale Organizzazione Folk Festival), organismo che opera sotto il patrocinio dell’UNESCO e con il quale sono direttamente coinvolte le ambasciate delle nazioni partecipanti le quali provvedono a concedere regolari autorizzazioni e permessi temporanei di soggiorno in Italia. Uno dei principali scopi dell’appuntamento cavese è da sempre quello di mettere a confronto diverse realtà internazionali e contemporaneamente l’arte, la cultura e le tradizioni che esse divulgano, senza frontiere di usi, costumi, religione e colore. Questo forte motivo permette di accomunare i diversi gruppi partecipanti in un unico ideale di fratellanza ed uguaglianza, effettuando nella serata dell’esibizione, una rassegna internazionale atta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul relativo fenomeno sociale che evidenzia come l’iniziativa possa far superare qualsiasi difficoltà etica, politica, religiosa esistente nel mondo, all’insegna del rispetto e della pace. “E’ un momento importante per gli Sbandieratori Cavensi- ha dichiarato il presidente Felice Sorrentino –perché come ente culturale abbiamo l’obbligo di portare a Cava non solo cultura, ma ideali,emozioni, amicizia e pace.Sì, perché da Cava ,insieme alle nostre bandiere ,di alzerà alto,il nostro grido:”..mai più guerre ,si alla pace” e questo credo sia il messaggio più grande,è l’ eredita che come padri e come sbandieratori possiamo,anzi dobbiamo lasciare ai nostri figli.Un grazie ai cavesi che,con la loro donazione del 5 per mille,auspicando che altri amici seguano il loro esempio,ci hanno dato un grande attestato di stima e di fiducia,che noi abbiamo deciso di ricambiare rimettendoci in “gioco”,facendo ripartire il più grande festival cultural-folk che,secondo molti,Cava de’ Tirreni abbia mai avuto.”