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Il MARIC ad Accumoli per un incontro di solidarietà: e il Sindaco Petrucci sarà a Salerno

SALERNO. Emozioni a batticuore, commozione e speranza, tra la consolante tristezza dei primi prefabbricati e le poetiche montagne di una natura tanto benigna quanto aggressiva…

Con l’incontro svoltosi il 27 agosto scorso tra le nuove casette della terremotata Accumoli, culminato in un trascinante concerto del Maestro Espedito De Marino e nella presentazione dell’antologia “Oltre le pietre – Pagine di creatività per la nuova Accumoli”, l’Associazione salernitana MARIC (Movimento Artistico per il Recupero delle Identità Culturali), guidata dal Presidente, l’artista salernitano Vincenzo Vavuso, ha suggellato il legame con la comunità colpita dal terribile sisma dell’agosto-ottobre 2016. Da circa un anno, infatti, con una serie di iniziative, il MARIC ha lanciato una raccolta di fondi per dotare la ricostruenda Accumoli di una Casa della Cultura, raggiungendo in otto mesi la considerevole cifra di circa ventunomila euro.

Nel cammino si è instaurato un amichevole filo diretto con l’Amministrazione Comunale e con il Sindaco di Accumoli Stefano Petrucci, che è già intervenuto ad iniziative legate alla raccolta di fondi e che il 15 settembre prossimo con una delegazione del Comune sarà personalmente a Salerno, ospite del MARIC, dell’Associazione velica salernitana Azimut e dell’Hotel Santa Caterina di Fisciano per l’iniziativaSolidarietà in vela. Dopo una visita in regata alle bellezze della Costa d’Amalfi, la sera alle 18,45, presso la sede dell’Associazione “Azimut”, al Porto Commerciale (un’Associazione non nuova ad iniziative di avanguardia, come il recente campionato di vela per non vedenti), il Sindaco incontrerà i cittadini e le istituzioni del Comune di Salerno. Durante la manifestazione sarà effettuata una sfilata di moda a cura dell’esercizio Anter di Cava de’ Tirreni e sarà presentato il libro “Oltre le pietre” edito da Arti Grafiche Boccia. Sfileranno anche opere, abiti e accessori firmati dagli artisti Franco Porcasi e Mario Formica, con sottofondo musicale curato da Alfredo Capozzi. Alla fine, un gran buffet offerto dai ristoranti “Il Cantastorie” e “Il pescatore”.

Il giorno successivo, sabato 16 settembre, per il MARIC nuovo evento a Persano, nella Casina Reale, alla Casina Reale di Persano, tra verdeggianti praterie e antichi pascoli incorniciati tra i fiumi Sele e Calore.

Qui il Reggimento Logistico “Garibaldi”, comandato dal Colonnello Stefano Capriglione, e le sempiterne “rondini persanesi”, hanno infatti organizzato, con la collaborazione degli artisti del MARIC, l’iniziativa Oltre le pietre – musica sotto le stelle.

Sarà una serata all’insegna della musica, delle stelle e dell’aria salubre, dove gli ospiti d’onore saranno tutti i partecipanti, ovvero tutti gli innamorati di questo incantevole territorio, capitanati da Antonino Gallotta, Presidente dell’Associazione “Persano nel cuore“, uno dei fautori del ripristino della razza equina “Persano” nella terra di origine dopo ben cinquant’anni anni di esilio.

La serata prevede l’intervento di Maurizio Lembo, specialista di sigari italiani, cubani e caraibici, sul tema “Fumare il sigaro è un’arte“, l’esibizione del cantante-chitarrista Espedito De Marino, già partner per circa vent’anni del grande Roberto Murolo, ed infine la presentazione dell’antologia “Oltre le pietre Racconti, poesie e immagini d’arte per la nuova Accumoli”.

All’Associazione “Incontro”, in gemellaggio col MARIC, serata solidale di teatro, arte e letteratura per la ricostruzione di Accumoli. E gli studenti della “Balzico” di Cava offrono 600 euro

PENTA di FISCIANO (SA). 

Prosegue la raccolta di fondi organizzata dall’Associazione MARIC (Movimento Artistico per il Recupero delle Identità Culturali), in sintonia con il Comune di Accumoli, per la realizzazione di una Casa della Cultura nell’opera di ricostruzione del paese devastato dal terremoto.
Dopo
Castel dell’Ovo a Napoli, Villa Bruno a San Giorgio a Cremano, cene spettacolo nei ristoranti di Vietri, conversazioni con gli studenti del Liceo “Tasso” di Salerno, il libro “Oltre le pietre”, contenente nove racconti, nove poesie e ventidue immagini di opere d’arte, tutti di componenti del Movimento, è stato presentato a Penta di Fisciano, con ottimo successo di pubblico e riscontro di offerte.
I prossimi appuntamenti:
14 maggio alle 11 alla Libreria Feltrinelli di Salerno, 14 maggio alle 18 presso il negozio di moda e confezioni ANTER, di via Gramsci a Cava de’ Tirreni, il 26 maggio presso il Comune di Cava de’ Tirreni.
Intanto si stanno mobilitando anche i giovanissimi: la
Scuola Media “Balzico” di Cava de’ Tirreni, con la semplice distribuzione dei mattoncini promozionali, ha raccolto circa seicento euro, grazie anche alla forza di iniziativa del Dirigente prof. Giovanni Di Luca, del Vicepreside prof. Antonio Avagliano, della prof. Maria Raffaele, socia del MARIC ed ex docente dell’Istituto, e dei docenti Angela Siano e Maria Cappetti, mobilitatori rispettivamente della Sede Centrale e della Succursale di Santa Lucia.

Per quanto riguarda la già citata presentazione a Penta di Fisciano, ci è pervenuta una nota di riflessioni della nostra Paola La Valle, che noi volentieri pubblichiamo.(FBV).


di Paola La Valle

Da giorni ci sono note musicali che cercano di trattenermi in qualche posto, ma i piedi mi hanno sempre portata altrove, a inseguire passeggiate fatte solo per stancare il corpo e mai la mente, che continua imperterrita a macinare pensieri. E anche stasera mi faccio portare, “come il bambino a mangiare il gelato” ,e mi ritrovo qui, a Penta di Fisciano, al circolo Incontro, a parlare di storie spezzate e di vite che vogliono continuare, per la presentazione del libro “Oltre le pietre- Pagine di creatività per la nuova Accumoli” (Ed Arti Grafiche Boccia), finalizzato a raccogliere fondi per una Casa della Cultura nella ricostruzione del paese distrutto,

Una tromba e un piano (quelli dei bravissimi Domenico Pastore e Lorena Oliva) mi accolgono, come a dimostrarmi, ancora una volta, che non si scappa mai di fronte alla vita. Di fronte al dolore. Di fronte alla realtà.

Alla musica si associa un’immagine; più che un’immagine è una foto non legata al libro, ma che mi aveva colpita tempo fa alla mostra di una giovane fotografa. Una foto del carcere di Procida con visuale da dietro le sbarre.

E la parola che mi accompagna è: Prigionia. Quale sarà il nesso con un libro che punta a raccontare il terremoto nelle sue varie forme, nelle sue manifestazioni, nella sua crudele imparzialità nel colpire chiunque si trovi sulla sua scientifica furia?

Ci ho pensato un giorno intero e poi le risposte si sono presentate, con la solita apparente sfrontatezza.

Nei racconti della serata ho ascoltato diverse storie; ognuno in qualche modo raccontava di una forma di prigionia. Si rimane prigionieri delle macerie che ti avvolgono, si rimane prigionieri di un destino che ti sembra terribile, si rimane prigionieri di un dolore che ti fa sprofondare nella melma più nera, si rimane prigionieri di un mondo che non sembra vivere di regole di giustizia, si rimane prigionieri…

Ci sono cose che ti si appiccicano addosso e non ti danno tregua, cosi come è accaduto a Vincenzo Vavuso, fondatore del MARIC, che dopo aver visitato il comune di Accumuli non ha potuto non pensare che qualcosa andava fatto per quella gente che, sotto le pietre cadute, aveva seppellito non solo i corpi dei suoi abitanti, ma che rischiava di dimenticare anche le sue stesse origini.

Per questo è nato il libro, per raccontare, per non dimenticare. Per fare in modo che da quelle sbarre di prigionia potesse filtrare un raggio di sole, di luce, di speranza. La voglia di credere che un domani arriverà lo stesso, nonostante il rombo della terra che trema, nonostante le case costruite con parsimonia di cemento, nonostante la consapevolezza che “il vero terremoto è dopo”.

Le storie sono tante, come le mani che hanno voluto scrivere esperienze, sentimenti, pezzi di vite che dal loro quotidiano sono state strappate, ma che quella regolarità la cercano di nuovo, perché era la loro, perché erano pagine del loro libro privato, quello che ognuno scrive ogni giorno e che vorrebbe raccontare ai nipoti. E quando invece quelle pagine vengono strappate, sepolte, bruciate in un solo attimo, ecco allora che scatta il tasto della memoria, quella che cerca di accumulare strati di giorni, di oggetti, di vita, di affetti, per non disperdere nulla di ciò che è stato e che di nuovo si cercherà di rivivere. Se sarà possibile.

Ma se non si è soli in questo gioco di costruzione, se non si è abbandonati ad un destino che in fondo, in anni diversi, ha accomunato tante zone d’Italia, allora il lavoro può risultare meno faticoso e soprattutto meno impossibile.

Questo hanno dimostrato, con Vavuso, le persone del Maric e Teresa D’Amico, Rosalia Cozza, Oreste Petrone (autore di alcune delle foto a corredo di questo articolo), Tina Cacciaglia, Franco Bruno Vitolo e il presidente del circolo Enrico Celentano e gli appassionati performer teatrali della Compagnia delle Mamme (che ci hanno fatto rivivere tutta l’Emozione del Terremoto) e tutti quelli che, con una lettura, una scrittura, una foto, un monologo, una parola, la luce di uno sguardo, l’acquisto del libro, hanno contribuito a ridare vita e voce a chi rischia di non poterne più avere, sommersi da interessi e burocrazia che non sempre sposano la causa della reale necessità.

Di cose da dire ce ne sono tante, passa il tempo e usciamo nella fresca sera di un paesino che per la sua storia ha tanto in comune con quelle pietre accumulate (e crollate) a chilometri da qui e che di sere come queste ne deve aver vissute tante. Con i bambini a giocare per strada, con le persone affacciate ai balconi a salutari i passanti che ritornano alle proprie case. Casa. Il posto degli incontri, il luogo dove si costruiscono vite.

Ed è quello che si dovrà fare: costruire case e luoghi di incontro per andare oltre quelle pietre cadute che hanno rischiato di cancellare vite. Potevano riuscire nel loro intento se qualcuno non avesse guardato dentro quelle macerie e vi avesse sentito ancora, forte, il respiro della vita.