Su Versi in memoria da San Francesco a Alda Merini, di Antonio Donadio di Maria Lenti.
Quantum poetae valent… La memoria, quali scherzi non mi combina. Incamerato, tra altri, il verso Quantum tempora longa valent dai Carmina Burana studiati all’Università, ad inizio di questa mia recensione è balzato sulla pagina, appunto, un inventato lì per lì Quantum poetae valent. Ma…mi accorgo che, alla fin fine, la mia memoria non mi ha tradito, anzi mi ha donato, associandosi con altre parti a lei affini (o quasi), un nome, poetae, che ha molto a che fare con tempora longa, con il valore intrinseco degli uni e degli altri, e che molto ha anche fare con il libro di Antonio Donadio. Il quale percorre una lunga strada in versi, in questa ultima raccolta, Versi in memoria da San Francesco a Alda Merini, prefazione di Plinio Perilli, Progetto Cultura, Roma, nov. 2025, partendo da Francesco d’Assisi fino a Valentino Zeichen, primo e ultimo autore in ordine di nascita della sua ricognizione nella letteratura italiana, fissando nel suo testo una caratteristica, un verso, un particolare, un sunto di vita, un microcip d’esistenza del suo poeta o scrittore.
Da qui, dalla singolarità della sua memoria e studio, nasce ed esce la sua poesia dedicata, in memoria. Ed è il varco di Montale, l’Auschwitz di Levi, il canto d’amore di Merini, i viaggi di Salgari, l’interrogatorio di Sanesi, le canne al vento di Deledda, il silenzio di Antonia Pozzi, la noverca Fiorenza di Dante, la Fantasia di Rodari, le collodiane bugie di Pinocchio, il mistero buffo di Fo, l’eccelsa Trinità di Clemente Rebora, la rondine stanca di Gabriella Sobrino, la Parola pura di Ungaretti, l’anima fremente di Dino Campana, l’ariosteo senno di Orlando, il foco che non fu di Angiolieri, le cento novelle di Boccaccio, la sorella morte corporale di San Francesco (e gli altri 68 autori) a respirare il fiato della poesia in questo libro di Antonio Donadio: il quale dà, a piè di pagina, le indicazioni anagrafiche dei suoi prescelti, tra i quali scopro, sì proprio scopro, Laura Farina Moschini (Venezia, 1898-Roma, 1963) e la sua spiritualità.
Un lungo amore e, anche, una lunga dedizione di Antonio Donadio alla letteratura: lo ha nutrito nel suo cammino di vita privata e letteraria, pubblica e poetica; lo ha accompagnato tanto da introiettare l’essenza dei suoi antecedenti. (Ma antecedenti per natura sono il padre e la madre a cui sono dedicate le poesie d’apertura). Allora, ripartendo dal mio exergo, posso dire che la memoria, invece che tradire, sospinge a ridire, a non dimenticare, a farsi gradino irrinunciabile: quantum poetae valent…, quantum tempora longa valent, quanto valore nella durata del poeta e della poesia, di ieri, di oggi, di quella che resiste e di quella che il nostro autore propone in Versi in memoria da San Francesco a Alda Merini.

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