{"id":23229,"date":"2016-02-08T18:15:18","date_gmt":"2016-02-08T17:15:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vivimedia.eu\/?p=23229"},"modified":"2016-02-08T18:15:19","modified_gmt":"2016-02-08T17:15:19","slug":"la-scomparsa-di-peppino-muoio-giornalista-e-docente-uno-dei-cavesi-piu-noti-e-benvoluti-con-lui-sono-volati-via-un-pezzo-di-storia-ed-un-mattone-di-umanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vivimedia.eu\/?p=23229","title":{"rendered":"La scomparsa di Peppino Muoio, giornalista e docente, uno dei cavesi pi\u00f9 noti e benvoluti: con lui sono volati via un pezzo di storia ed un mattone di umanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium; font-family: 'times new roman', times;\">CAVA DE&#8217; TIRRENI (SA).<i> Grande impressione in Citt\u00e0 per la scomparsa improvvisa del prof. <\/i><i><b>Giuseppe Muoio<\/b><\/i><i>, giornalista de \u201cIl Mattino\u201d, Direttore per quindici anni del periodico \u201cIl Castello\u201d e per dieci circa dell\u2019emittente Quarta Rete, docente di Storia e Filosofia in pensione, stroncato da un infarto il 4 febbraio scorso. Ne affidiamo il ricordo al nostro Redattore Franco Bruno Vitolo, collega a scuola \u00e8 suo strettissimo collaboratore sia al Castello che in TV, oltre che unito a lui da un affetto e da un\u2019amicizia che venivano dal cuore.<\/i><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/www.vivimedia.eu\/2016\/02\/la-scomparsa-di-peppino-muoio-giornalista-e-docente-uno-dei-cavesi-piu-noti-e-benvoluti-con-lui-sono-volati-via-un-pezzo-di-storia-ed-un-mattone-di-umanita\/peppino-muoio-festa-castello-cava-de-tirreni-vivimedia\/\" rel=\"attachment wp-att-23232\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-23232 aligncenter\" alt=\"peppino-muoio-festa-castello-cava-de'-tirreni-vivimedia\" src=\"http:\/\/www.vivimedia.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/peppino-muoio-festa-castello-cava-de-tirreni-vivimedia-192x300.jpg\" width=\"192\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.vivimedia.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/peppino-muoio-festa-castello-cava-de-tirreni-vivimedia-192x300.jpg 192w, https:\/\/www.vivimedia.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/peppino-muoio-festa-castello-cava-de-tirreni-vivimedia-300x467.jpg 300w, https:\/\/www.vivimedia.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/peppino-muoio-festa-castello-cava-de-tirreni-vivimedia.jpg 417w\" sizes=\"auto, (max-width: 192px) 100vw, 192px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium; font-family: 'times new roman', times;\">Ma che cosa hai combinato, caro Peppino?<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium; font-family: 'times new roman', times;\">Ti sei fatto colpire alle spalle dalla Signora in nero, cos\u00ec all\u2019improvviso, quasi senza accorgertene? Lei, forse, voleva essere gentile con te, evitandoti l\u2019angoscia di guardarla pi\u00f9 o meno a lungo negli occhi gelidi mentre ti portava via.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium; font-family: 'times new roman', times;\">Ma tu non potevi dirle che, anche se le eri grata per averti risparmiato la violenza, i tempi non erano proprio quelli giusti?<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium; font-family: 'times new roman', times;\">Non potevi farle presente che, anche se non eri pi\u00f9 un giovincello, avevi ancora l\u2019energia per fare tante cose e avevi ancora tante cose da fare?<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium; font-family: 'times new roman', times;\">Innanzitutto, eri ancora uno dei principi della piazza, che risuonava, e risuona ancora, dei tanti incontri che facevi ogni giorno, con relative fermate dopo il classico e sempre variabile sorridente sfott\u00f2 firmato Peppino e le successive quattro chiacchiere mai banali, con annessi e connessi che creavano giorno dopo giorno la rete che ha fatto di te un grande conoscitore e \u201cgazzetta\u201ddella Citt\u00e0 e dei Cavesi e soprattutto un amico, noto, popolare e benvoluto.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium; font-family: 'times new roman', times;\">E la riprova l\u2019hai avuta sia da tutta quella gente che ti ha accompagnato per l\u2019ultimo saluto, sia dalle testimonianze scritte e \u201ca passaparola\u201d che ti hanno accompagnato, sia dai circa venti manifesti di commiato. Ma ti rendi conto? Come se tu fossi un\u2019autorit\u00e0 istituzionale! Eppure non hai ricoperto nessuna carica pubblica. Ma a modo tuo eri un\u2019autorit\u00e0! Una partecipazione pi\u00f9 sincera e ampia di cos\u00ec\u2026<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium; font-family: 'times new roman', times;\">A proposito, sicuramente ti avr\u00e0 (o ti avrebbe) fatto piacere notare i manifesti affettuosi di partiti schierati su fronti opposti, da Fratelli d\u2019Italia al PD a Rifondazione Comunista. Un riconoscimento spontaneo e tangibile della tua onest\u00e0 intellettuale, oltre che del tuo indiscusso valore come giornalista, che aveva le sue idee personali ma nel loro nome non \u00e8 mai stato disposto a mistificare notizie ed opinioni.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium; font-family: 'times new roman', times;\">Sai, mi \u00e8 venuto in mente quando, in uno dei tanti giorni degli oltre quindici anni felici, tormentati e gratificanti in cui, come coppia di fatto, abbiamo partorito insieme decine e decine di numeri del Castello post apicelliano, eravamo stati apostrofati nell\u2019arco di un\u2019ora prima da alcuni esponenti dell\u2019allora PDS come venduti alla Curia e alla destra e poi da un paio di militanti della destra come inaffidabili perch\u00e9 eravamo la \u201clingua dei comunisti\u201d. Sorridesti, sorridemmo: ci dicemmo a volo che era la prova che la nostra strada di libert\u00e0 mentale e onest\u00e0 intellettuale era giusta.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium; font-family: 'times new roman', times;\">Del resto, era la linea che applicavi negli articoli sul Mattino che per decenni hanno fatto di te il decano dei giornalisti ed il pi\u00f9 noto dei cronisti metelliani. Senza contare il tuo ruolo a Quarta Rete: ne volevi fare, e ne hai fatto, la Televisione della Citt\u00e0. Cos\u00ec come il Castello \u00e8 stato il giornale della Citt\u00e0 e della Piazza, cos\u00ec come tu sei stato il Principe della Piazza e il movimentatore sornione ed intelligente degli Uffici istituzionali e di informazione, dove la tua presenza saltava subito all\u2019occhio e all\u2019orecchio e dove si finiva sempre con un cordiale \u201ccaff\u00e8 del buon Peppino\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium; font-family: 'times new roman', times;\">E allora? Eri un principe in carica, solidamente in carica, con tante cose ancora da dire o da dare: non lo potevi dire alla Signora in nero?<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium; font-family: 'times new roman', times;\">Non la potevi accogliere con quella mazza che in tempi ormai quasi \u201cmitici\u201d accompagnava a scuola le tue perlustrazioni tra i corridoi del Liceo Scientifico \u201cGenoino\u201d e i tuoi blitz nelle classi, tante volte infiorate dal rombo delle tue sgridate. Quella mazza \u00e8 poi andata in pensione prima di te, ma i ragazzi avevano capito che era comunque un segno di attenzione e di affetto, della tua voglia di relazione umana e paterna non solo con i tuoi alunni diretti, ma con ognuno delle migliaia di allievi che ti sono passati davanti agli occhi ed al cuore. Di tantissimi di loro conoscevi i nomi e le storie e alle loro vicende sapevi partecipare con la visibilit\u00e0 emozionale che ti caratterizzava; ognuno di loro era prima di tutto una persona.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium; font-family: 'times new roman', times;\">Per questo, oltre che per la tua dimensione di docente, intere generazioni ti hanno voluto bene, per questo nei giorni del pensionamento proprio dai ragazzi riuniti per l\u2019occasione hai ricevuto una standing ovation che ti ha fatto letteralmente squagliare, cos\u00ec come ti fecero squagliare quelle cinque mie alunne (ricordi?) che una settimana prima del tuo ultimo giorno a scuola mi pregarono \u201cin segreto\u201d di farti accomodare in un\u2019aula per consegnarti una torta di commiato tutta loro. Dopo averla tagliata vi abbracciaste stretti stretti inondandola e inondandovi di lacrime. E non erano tue alunne dirette: era il segno che a scuola avevi lasciato un segno, e che segno!<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium; font-family: 'times new roman', times;\">Era il segno della tua umana amabilit\u00e0. Non lo potevi ricordare alla Signora in Nero chiedendole di essere meno frettolosa?<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium; font-family: 'times new roman', times;\">E non le potevi far presente che a giorni avreste dovuto spegnere le candeline del primo anniversario della tua tanto agognata \u201cpuntella\u201d, quel Peppiniello Muoio la cui nascita ti fece accendere uno tsunami di scintille tra le pupille di Nonno Gongolante? Non le potevi ricordare che, mentre la rete di relazioni della vita pubblica era lo sfogo buono e giusto della tua voglia di esserci e di partecipare oltre il tuo ombelico, il porto irrinunciabile dei tuoi \u201cviaggi quotidiani\u201d era la tua famiglia, a casa ed in tutti i luoghi dove era possibile respirare l\u2019aria dei tuoi figli e dei loro figli? Avevi ancora tanti viaggi da fare, insieme con il tuo \u201cpolmone Emilia\u201d, per dare una mano a Salvatore e Anna Maria, e a Marina e a Gaetano, in Sicilia e in Germania o nelle concentrazioni familiari qui a casa tua. E avevi ancora tante storie da raccontare e mani da porgere alle amatissime nipotine, a cui avete fatto tante volte da impagabili ed affettuosi nonni sitter.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium; font-family: 'times new roman', times;\">Non potevi dire alla Signora in nero che avevi ancora tante scale da scendere sottobraccio col tuo \u201cpolmone Emilia\u201d, con cui avete mantenuto e creato una famiglia di quelle belle, ricche di valori che vanno oltre e guardano lontano? Quei valori di cui sei sempre stato un dichiarato e fiero portatore e che ti erano stati trasmessi nella loro integrit\u00e0 dai tuoi \u201csacri\u201d genitori, il Pap\u00e0 calzolaio e la Mamma \u201ccombattente\u201d, artefici primi, col loro sudore, del Grande Salto in avanti dei figli.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium; font-family: 'times new roman', times;\">Ricordi? Una volta venisti in classe e ti raccontai che stavo spiegando del poeta latino Orazio quel passo in cui egli dice che, anche se la gente \u201cnobile\u201d a volte gli rinfacciava le sue origini popolari, egli era profondamente grato al padre per i sacrifici che aveva fatto per farlo studiare, portarlo a Roma e farlo diventare un uomo di successo e che, se fosse tornato a nascere e avesse avuto la facolt\u00e0 di scegliersi un padre, si sarebbe scelto ancora il suo, con tutto il cuore. E ti guardai fisso negli occhi. Tu mi ricambiasti lo sguardo e sorridendo dicesti: \u201cMa stavi parlando di me?\u2019\u201d. E ti si inumidirono gli occhi e insieme spiegammo ai ragazzi il perch\u00e9 di quella commozione e anche loro si commossero e fu una bellissima lezione di vita. Una delle tante che hai saputo regalare nel corso della tua vita feconda..<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium; font-family: 'times new roman', times;\">Gliele potevi dire queste cose alla Signora in nero, caro Peppino. Ma forse anche in questo caso ha prevalso quella parte un po\u2019 pi\u00f9 nascosta di te: quella pudica timidezza a cui tante volte hai messo a freno con la tua esteriore esuberanza e con la tua capacit\u00e0 di farti burattinaio anche senza farlo vedere. Non ce l\u2019hai fatta proprio a dire tutto questo, eh? E, per dirla con i tuoi cari, hai fatto \u201cil monello\u201d o \u201cuna vutata di quarto\u201d, come tante volte ti piaceva fare, quando volevi \u201candare cu\u2019 \u2018a capa toja\u201d: e li hai lasciati cos\u00ec, smarriti e sospesi, quasi increduli. Ci hai lasciati cos\u00ec, sospesi e increduli. E tanti di noi si sono sentiti deprivati di un pezzo di storia generazionale e cittadina. Senza contare l\u2019alone affettuoso e amicale che sapevi creare intorno a te.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium; font-family: 'times new roman', times;\">Di segni ne hai lasciati tanti, caro Peppino. Non preoccuparti. Rimarrai con noi. E gli affettuosi ricordi di episodi, frasi, articoli, che ti accompagnano, hannoo lasciato una scia che non pu\u00f2 svanire: e saranno loro la tua \u201cpuntella in Citt\u00e0\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium; font-family: 'times new roman', times;\">Ciao, Peppino, e ti sia lieve la terra.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CAVA DE&#8217; TIRRENI (SA). Grande impressione in Citt\u00e0 per la scomparsa improvvisa del prof. Giuseppe Muoio, giornalista de \u201cIl Mattino\u201d, Direttore per quindici anni del periodico \u201cIl Castello\u201d e per dieci circa dell\u2019emittente Quarta Rete, docente di Storia e Filosofia in pensione, stroncato da un<a href=\"https:\/\/www.vivimedia.eu\/?p=23229\" class=\"read-more\">Continua &#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":14,"featured_media":23232,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-23229","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cronaca"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vivimedia.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23229","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vivimedia.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vivimedia.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vivimedia.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/14"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vivimedia.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23229"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.vivimedia.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23229\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23234,"href":"https:\/\/www.vivimedia.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23229\/revisions\/23234"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vivimedia.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/23232"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vivimedia.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23229"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vivimedia.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23229"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vivimedia.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23229"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}