Il Centro Studi “S. de Renzi” fa il pieno di pubblico: la storia della medicina salernitana sfida il silenzio della storia.
Si chiude tra gli applausi il ciclo “Giovedì con l’Esperto” con un viaggio documentato tra fede, superstizione e rimedi naturali.
Si è concluso tra il calore del pubblico e un profondo interesse storico il III ciclo di incontri culturali “Giovedì con l’esperto”, promosso dal Centro Studi “S. de Renzi”. L’ultimo appuntamento, svoltosi presso la Casa del Volontariato (CVS Sodalis) di Salerno, ha confermato il forte legame della cittadinanza con la storia e le tradizioni del territorio.
Al centro della serata, la conferenza del professor Alfonso Tortora dal titolo “I processi dell’Inquisizione agli erboristi della Costiera Amalfitana”.
“La ricerca – dichiara il professor Alfonso Tortora- prende spunto da alcune affermazioni che lo storico di Amalfi Matteo Camera riporta nel secondo volume delle “Memorie storico-diplomatiche dell’antica città e Ducato di Amalfi”, Salerno, Stabilimento Tipografico Nazionale, 1881. Camera sostiene che in Maiori alcune donne vennero catturate, condotte sulla marina di Maiori e condannate al rogo con l’accusa di sortilegi, malefici pratiche magiche. Camera, uomo coltissimo ed espressione di una cultura decisamente ottocentesca, usa il linguaggio dell’epoca, parlando di “donne credute streghe” e di una punizione esemplare compiuta in pubblico, sulla spiaggia: cioè parla di un rogo avvenuto precisamente nel “sito detto l’anglo”. L’episodio si presta per approfondire aspetti e temi sia della presenza dell’Inquisizione pre-tridentina in alcune aree del Mezzogiorno d’Italia (che occorre interpretare con rigore e senza anacronismi e, possibilmente, con margini di attendibilità scientifica molto alti), sia per aprire indagini su inquisiti relativi al territorio della Costiera Amafitana”.
L’incontro ha guidato i presenti in un viaggio suggestivo e documentato tra le pieghe meno conosciute della storia del Mezzogiorno, dove l’antico sapere botanico e la medicina popolare si scontravano con il sospetto e il controllo del tribunale religioso. Attraverso l’analisi di documenti e ricostruzioni d’archivio, sono riemerse le storie di uomini e donne che, per secoli, hanno custodito segreti di cura naturali, spesso pagando a caro prezzo la diffidenza delle autorità del tempo.
Soddisfazione è stata espressa dai vertici del Centro Studi, che hanno sottolineato l’alto valore civile e culturale dell’iniziativa.
«Studiare il passato significa ascoltare le voci che la storia rischia di lasciare in silenzio», ha dichiarato il presidente del Centro Studi “S. de Renzi”, il dottor Efrem Piermatteo. «Questo incontro ci ha invitato a riflettere sul valore della conoscenza, sulla libertà del sapere e sul coraggio di chi, anche nei momenti più difficili, ha continuato a custodire tradizioni fondamentali per la comunità. È una memoria che appartiene profondamente alla nostra terra e alla nostra identità culturale».
Alle parole del presidente sono seguite quelle del dottor Raffaele Galano, vicepresidente del Centro Studi: «Chiudere questo terzo ciclo di incontri con un simile riscontro ci riempie di orgoglio e ci dà la carica per il futuro. Abbiamo dimostrato che la storia della medicina non è una materia polverosa per pochi intimi, ma un patrimonio vivo. Questo non è un punto di arrivo: le storie degli erboristi della Costiera sono solo una delle tante pagine che il Centro Studi ‘S. de Renzi’ continuerà a scrivere e a raccontare alla città».
L’evento chiude una rassegna di successo che ribadisce la missione del Centro Studi “S. de Renzi”: valorizzare la storia della medicina e le radici salernitane attraverso momenti di alta divulgazione accessibili a tutti.

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