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La Costa d’Amalfi è nella top 10 mondiale dei prestigiosi Condé Nast Traveler Readers’ Choiche Awards 2026.

La destinazione Costa d’Amalfi è nella Top 10 mondiale dei Condé Nast Traveler Readers’ Choice Awards 2026, uno dei più importanti riconoscimenti internazionali espressione delle preferenze dei viaggiatori. Nella categoria World – Small Cities, dedicata alle destinazioni con meno di 350.000 abitanti, Amalfi conquista l’ottavo posto al mondo, davanti a Venezia, nona.

Un risultato sul quale il Distretto Turistico Costa d’Amalfi ha dialogato con Condé Nast negli ultimi tempi e che è particolarmente felice di poter annunciare oggi, 6 ottobre 2026, contestualmente all’annuncio della testata americana. Perché, nella lettura del mercato internazionale e in particolare di quello statunitense, “Amalfi” identifica l’intera destinazione Costa d’Amalfi. È il nome attraverso il quale il viaggiatore riconosce un territorio, i suoi diversi borghi, il paesaggio, il mare e soprattutto l’esperienza di viaggio che vi si può vivere. Per questo l’ottavo posto nei Readers’ Choice Awards assume un significato che va oltre il singolo luogo: è un riconoscimento alla Costa d’Amalfi come destinazione e alla qualità complessiva della sua accoglienza.

Sulla motivazione dell’award di Condé Nast si legge infatti: “C’è un motivo se la Costiera Amalfitana è famosa in tutto il mondo: questo tratto di costa italiana è un vero e proprio angolo di paradiso in terra. La Costiera amalfitana è uno di quei luoghi che ti rimangono nel cuore anche dopo essere partiti. Una volta arrivati, è facile capire perché, nel corso della storia, abbia attirato così tanti personaggi celebri e creativi, da Virginia Woolf a Elizabeth Taylor fino a Beyoncé. Che desideriate semplicemente godervi il panorama, con scenari da sogno fatti di scogliere, spiagge e borghi colorati, oppure trascorrere le giornate comodamente sdraiati su un lettino in un beach club affacciato su acque di un azzurro intenso, la Costiera Amalfitana è una delle destinazioni più romantiche al mondo in cui concedersi una fuga.”

Andrea Ferraioli dichiara “I dati, le esperienze di visita, i racconti di viaggio, i feed lasciati dai visitatori rendono questo fatto consolidato e pacifico da tempo. Quando i lettori di Condé Nast Traveler la collocano all’ottavo posto nel mondo stanno esprimendo un giudizio sull’esperienza che hanno vissuto nella nostra destinazione in maniera complessiva. Dietro quel giudizio ci sono gli alberghi, la ristorazione, i servizi, le experience, e soprattutto migliaia di persone che ogni giorno incontrano i nostri ospiti. La bellezza porta il viaggiatore in Costa d’Amalfi, ma è la qualità dell’accoglienza a determinare il ricordo che porta con sé”

La Top 10 World – Small Cities dei Condé Nast Traveler Readers’ Choice Awards 2026 è composta da:
  1. Victoria
  2. Puerto Vallarta
  3. Firenze
  4. San Miguel de Allende
  5. Lucerne
  6. Dubrovnik
  7. Oporto
  8. Amalfi
  9. Venezia
10. San Sebastian

Il risultato dei Readers’ Choice Awards si inserisce in un anno particolarmente significativo per la Costa d’Amalfi e per il lavoro di posizionamento portato avanti dal Distretto Turistico Costa d’Amalfi. Un anno fa, al TTG Travel Experience di Rimini, il Distretto ha ritirato l’Oscar del Turismo come destinazione più amata dagli stranieri in Italia. Da allora sono arrivate numerose occasioni di visibilità nazionale e internazionale che hanno continuato ad ampliare e qualificare il racconto della destinazione.

Particolarmente significativa è stata proprio l’attenzione di Condé Nast Traveler, una delle più importanti riviste di viaggi degli Usa e del mondo, che ha recentemente inserito Praiano tra “The 20 Most Beautiful Towns in the World for Every Type of Traveler” e Atrani nella selezione “The Very Best Beaches in Italy”. Oggi i Readers’ Choice Awards 2026 aggiungono un elemento ancora più importante: a esprimersi sono direttamente i viaggiatori, collocando la destinazione Costa d’Amalfi nella percezione del mercato internazionale, all’ottavo posto tra le Small Cities del mondo.
Il presidente Andrea Ferraioli dichiara: “Quando mettiamo insieme l’Oscar del Turismo, le grandi vetrine nazionali e internazionali, l’attenzione dedicata a Praiano e Atrani, tutta una serie di uscite stampa e media, le relazioni che diventano sempre più importanti, e oggi questo risultato dei Readers’ Choice Awards, vediamo comporsi un quadro molto chiaro: la conoscenza internazionale della Costa d’Amalfi sta diventando sempre più ampia e articolata. Non riguarda soltanto un paesaggio universalmente famoso e le sue città più note, ma i borghi, le esperienze e soprattutto la qualità dell’ospitalità. È esattamente su questa evoluzione che il Distretto lavora da dodici anni”.

Tutto ciò è frutto di un lavoro continuativo per consolidare la Costa d’Amalfi come destinazione unitaria sui mercati nazionali e internazionali, costruendo relazioni, conoscenza, occasioni di visibilità e un posizionamento capace di andare oltre la straordinaria notorietà del territorio. Ferraioli prosegue: “Dodici anni fa abbiamo scelto di lavorare su un concetto che oggi può apparire naturale, ma che allora lo era molto meno: presentare la Costa d’Amalfi sui mercati come un’unica destinazione, costruirne una conoscenza più profonda e fare in modo che alla notorietà straordinaria del nome corrispondesse la conoscenza di ciò che realmente offre il territorio, inclusi soprattutto i borghi meno noti”. Un percorso costruito nel tempo attraverso il dialogo con i mercati, i media e i grandi interlocutori nazionali e internazionali del turismo. Il presidente aggiunge poi “Questi risultati appartengono innanzitutto alla Costa d’Amalfi, ai suoi operatori e alle persone che ogni giorno costruiscono la qualità dell’esperienza dei nostri ospiti. Allo stesso tempo, oggi possiamo essere soddisfatti di vedere che il lavoro di conoscenza e posizionamento portato avanti dal Distretto si sta accompagnando a una crescita della reputazione internazionale della destinazione ormai esponenziale e radicata all’intero territorio. È un percorso lungo, che richiede continuità, ma i risultati che stiamo registrando ci confermano la forza della direzione intrapresa”.

La qualità dell’accoglienza trova una conferma particolarmente significativa anche nella sezione World Hotels dei Condé Nast Traveler Readers’ Choice Awards 2026. Tra le strutture italiane, quindi nella categoria identificata come Italy dalla quale Roma, Venezia e Firenze sono separate come categorie a sé stanti, compaiono infatti sei hotel della Costa d’Amalfi nelle prime diciassette posizioni:

  9° – Anantara Convento di Amalfi Grand Hotel
10° – Il San Pietro di Positano
11° – Palazzo Avino
14° – Hotel Santa Caterina
15° – Borgo Santandrea
17° – Caruso, A Belmond Hotel, Amalfi Coast

Una concentrazione di eccellenze che rende ancora più evidente il contributo dell’imprenditoria turistica e delle professionalità del territorio alla reputazione internazionale della destinazione.

Il Distretto Turistico Costa d’Amalfi rivolge le proprie congratulazioni alle sei strutture, agli imprenditori, ai management e soprattutto alle donne e agli uomini che ogni giorno vi lavorano. Ferraioli dichiara: “Avere sei alberghi della Costa d’Amalfi nelle prime diciassette posizioni italiane significa avere sul territorio imprese capaci di competere ogni giorno ai massimi livelli mondiali. Dietro questi risultati ci sono investimenti, professionalità, formazione, cura del dettaglio, capacità imprenditoriale e una cultura dell’ospitalità che viene continuamente rinnovata pur serbando i principi tradizionali dell’accoglienza in Costa d’Amalfi, nata all’epoca del Grand Tour. A loro vanno le nostre congratulazioni, perché custodiscono una parte fondamentale dell’eccellenza della Costa d’Amalfi e contribuiscono a mantenerla ai vertici del turismo mondiale”.

Ma il risultato, sottolinea il presidente, riguarda un sistema dell’accoglienza ancora più ampio: “Accanto alle strutture premiate c’è un intero tessuto di operatori che contribuisce all’esperienza della destinazione: ricettività, ristorazione, trasporti, servizi, guide, artigiani, produttori, professionisti ed experience. La reputazione della Costa d’Amalfi nasce dalla qualità che il visitatore incontra durante tutto il viaggio”

È questo, per il Distretto, il passaggio che i risultati degli ultimi mesi consentono oggi di mettere maggiormente in evidenza: la Costa d’Amalfi non è soltanto conosciuta. È riconosciuta per la qualità della sua esperienza. Grazie a una strategia che viene illustrata da Ferraioli: “La Costa d’Amalfi gode da sempre di una notorietà straordinaria. La sfida sulla quale abbiamo scelto di lavorare è fare in modo che a questa notorietà corrisponda una conoscenza sempre più profonda della destinazione: della sua accoglienza, delle sue esperienze, di tutti i suoi borghi e delle professionalità che la rendono unica. Trasformare la notorietà in reputazione e la reputazione in valore per tutto il territorio: è questo il percorso che il Distretto porta avanti. Per oltre un decennio abbiamo lavorato perché Costa d’Amalfi significasse destinazione e non soltanto immagine. Oggi sono anche i viaggiatori a restituirci questa percezione e questo ci rende particolarmente soddisfatti. La bellezza è il patrimonio che abbiamo ricevuto. Trasformarla in un’esperienza all’altezza della sua fama è il lavoro che gli operatori della Costa d’Amalfi fanno ogni giorno. Fare in modo che quel valore sia conosciuto, raccontato e posizionato nel mondo è il lavoro che il Distretto porta avanti da dodici anni. I risultati di oggi ci dicono che questo percorso continua a produrre valore per l’intera destinazione”

Castel San Giorgio, arriva la “Giornata del mini volontariato”: una mattinata dedicata ai bambini.

Una mattinata dedicata ai più piccoli, all’insegna del gioco, della scoperta, della sicurezza e del volontariato. È la “Giornata del Mini Volontariato”, in programma domenica 4 ottobre 2026, dalle ore 10:00 alle 12:30, in Piazza Martiri d’Ungheria.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di avvicinare bambini e famiglie al mondo della Protezione Civile, della sicurezza e della solidarietà, attraverso esperienze concrete e attività pensate per imparare divertendosi.

I bambini potranno conoscere da vicino i mezzi della Protezione Civile, assistere e partecipare a una simulazione di spegnimento di un incendio e cimentarsi in una divertente esperienza di arrampicata. Spazio anche alla tecnologia con il drone del Nucleo SAPR, che sarà mostrato in azione.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alla sicurezza stradale. Insieme alla Polizia Municipale, i piccoli partecipanti potranno conoscere le principali regole della circolazione e imparare a riconoscere la segnaletica stradale.

Tra i protagonisti della mattinata ci sarà anche Bastian, lo speciale agente a quattro zampe adottato dal Comando di Polizia Locale, che sarà sicuramente una delle attrazioni più apprezzate dai bambini.

Non mancheranno inoltre le curiosità e le sorprese de La Mitica 500, oltre a giochi e attività dedicate al mondo del volontariato e della sicurezza.
Al termine della mattinata, ogni bambino riceverà un attestato di partecipazione e del materiale didattico, come ricordo dell’esperienza vissuta.
«Educare i nostri bambini alla sicurezza, alla solidarietà e al senso di comunità significa costruire insieme un futuro più consapevole – dichiara il Sindaco Paola Lanzara –. Iniziative come questa permettono ai più piccoli di avvicinarsi a temi importanti attraverso il gioco e l’esperienza diretta, scoprendo il valore del volontariato, della collaborazione e della responsabilità».

Il Sindaco rivolge inoltre un ringraziamento all’Assessore Domenico Rescigno per l’organizzazione dell’iniziativa e alla Protezione Civile, al Comandante Maggiore Giuseppe Contaldi e alla Polizia Municipale, a La Mitica 500 e al Nucleo SAPR per il prezioso contributo.
Un appuntamento dedicato alle nuove generazioni per promuovere, attraverso l’esperienza e il gioco, la cultura della sicurezza, della solidarietà e della partecipazione alla vita della comunità.

Comune di Baronissi, torna il Festival della Pace: “Al via la IV edizione con una settimana di eventi tra musica, arte, scuola e dialogo per chiudere con la grande Marcia della Pace”.

La Sindaca Anna Petta: “Baronissi rinnova il suo impegno come Città per la Pace: un programma che coinvolge tutta la comunità e che assume un significato ancora più profondo nell’ottavo centenario della morte di San Francesco. Il Festival della Pace di Baronissi rientra, inoltre, tra le tappe del Giro d’Italia per la Pace della Fondazione PerugiAssisi”.


Baronissi si prepara ad accogliere la IV edizione del Festival della Pace, in programma dal 4 all’11 ottobre 2026. Un evento di rilevanza nazionale nato con l’obiettivo di promuovere la riflessione sui temi della pace, della sostenibilità sociale e ambientale attraverso incontri, momenti di confronto, laboratori, performance artistiche e musicali.

Per un’intera settimana la città sarà attraversata da iniziative rivolte a cittadini, scuole, istituzioni, associazioni e a tutti i costruttori di pace, con l’obiettivo di creare occasioni di partecipazione e sensibilizzare la comunità sull’importanza del dialogo, della solidarietà e della tutela dei diritti umani.

L’edizione 2026 assume un significato particolarmente importante perché coincide con le celebrazioni diffuse per l’ottavo centenario della morte di San Francesco e chiude il triennio dedicato ai grandi eventi francescani realizzati a Baronissi, dall’istituzione della Regola di San Francesco agli 800 anni del Cantico delle Creature.  Una ricorrenza che richiama con forza i valori di fraternità, dialogo, rispetto del creato e della pace. Sul territorio di Baronissi insiste il Convento della SS. Trinità dedicato a San Francesco: luogo che rappresenta un importante riferimento storico, culturale e spirituale per tutta la comunità.

Baronissi è riconosciuta come “Città per la Pace” e fa parte del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, rete che riunisce Comuni, Province e Regioni impegnati nella promozione della pace, dei diritti umani, della solidarietà e della cooperazione. L’Amministrazione comunale porta avanti questo impegno attraverso iniziative rivolte alle diverse fasce della popolazione, con particolare attenzione alle giovani generazioni e al ruolo della scuola nell’educazione alla pace.

“Il Festival della Pace rappresenta uno degli appuntamenti più significativi del nostro percorso come Città per la Pace. Arriviamo alla quarta edizione con la consapevolezza che la pace non può essere soltanto una parola, ma deve diventare un impegno quotidiano, costruito attraverso l’educazione, la cultura, il dialogo e la partecipazione. Quest’anno il Festival assume un valore ancora più profondo perché si inserisce nell’ottavo centenario della morte di San Francesco, una figura che continua a parlare alle nostre comunità attraverso i valori della fraternità, della solidarietà e della cura del prossimo e del creato. Si arricchisce, inoltre, di numerosi eventi collaterali e diventa tappa anche del Giro d’Italia per la Pace, accogliendo la Lampada della Pace che arriva direttamente da Assisi, che aprirà simbolicamente la settimana di eventi”. A dirlo è Anna Petta, Sindaca di Baronissi.

IL PROGRAMMA. La manifestazione prenderà il via il 4 ottobre 2026 con l’accensione della Lampada della Pace di Assisi durante la processione in onore di San Francesco, presso la Casa Comunale.

Il 6 ottobre sarà dedicato, in particolare, al coinvolgimento delle giovani generazioni. Dalle ore 9 alle 12, presso la Scuola Media “Autonomia ‘82”, è in programma il workshop con Gen Rosso International Performing Arts Group, mentre alle ore 17, presso la Casa della Cultura, si terrà il Dialogo di pace con Gen Rosso, occasione di confronto e riflessione sui temi della pace attraverso la musica e la partecipazione. Il 7 ottobre, alle 20, l’Anfiteatro Comunale ospiterà il grande concerto di Gen Rosso, con la partecipazione degli studenti della scuola media. Un appuntamento che unirà musica, giovani e messaggi di pace, portando sul palco un’esperienza artistica e culturale costruita intorno ai valori della fraternità e dell’incontro. Il 9 ottobre, alle 17, alla Casa della Cultura, spazio a Cicciapellliccia, con favola recitata e laboratorio ricreativo ispirato alle “Regine Litigiose”. Un’attività pensata per avvicinare anche i più piccoli ai temi del dialogo e della convivenza attraverso il linguaggio della narrazione e della creatività. Alle 19, presso il Museo FRAC, sarà inaugurata la mostra fotografica “Il Giullare di Dio di Rossellini”, dall’archivio del Convento della SS. Trinità.

Il 10 ottobre sarà una giornata ricca di appuntamenti. Alle 10.30, presso la Casa della Cultura, si terrà il laboratorio creativo “Le mani della Pace: un albero per il futuro”, a cura dell’Associazione Accademia degli Artisti. Sempre nella giornata è previsto, presso la Sala San Francesco del Convento della SS. Trinità, il laboratorio di riciclo creativo “Gli Angeli della Pace”, a cura della prof.ssa Mariapia Busiello. Alle 18.30, presso l’Aula Consiliare, si terrà invece l’evento culturale e musicale “Tra Oriente ed Occidente”, a cura dell’Associazione Assisi Suono Sacro APS, un momento dedicato all’incontro tra culture e linguaggi differenti attraverso la musica e l’arte.

La conclusione della IV edizione del Festival sarà affidata l’11 ottobre alle 17.30, alla grande Marcia della Pace attraverso le strade della città, con partenza dal Parco del Ciliegio. Un momento collettivo, divenuto punto di riferimento negli anni in regione Campania, che porterà il messaggio del Festival fuori dagli spazi degli eventi per coinvolgere direttamente la città, i suoi cittadini, le scuole, le parrocchie, le associazioni e i cittadini. A seguire è previsto il DJ set per la Pace con DJ Marcellino, a cura dell’Associazione Overline Jam.

Il Festival vedrà anche la partecipazione straordinaria dei piccoli dell’Asilo Nido Arcobaleno. Il video realizzato nell’ambito dell’iniziativa sarà successivamente pubblicato sui canali social.

“Abbiamo voluto costruire un programma capace di parlare a tutti: ai bambini, agli studenti, alle famiglie, alle associazioni e all’intera comunità. La pace si costruisce attraverso la conoscenza, il confronto e la capacità di stare insieme e proprio per questo abbiamo scelto di utilizzare linguaggi diversi, dalla musica all’arte, dai laboratori alla fotografia, fino alla partecipazione della città attraverso la Marcia della Pace”, conclude la Sindaca Anna Petta.

La città si prepara quindi a vivere una settimana nel segno del dialogo, della fraternità e della costruzione di una cultura della pace.

FestAmbiente Natura Vesuvio 2026: il Parco è territorio, comunità e futuro.

Il 2 e 3 ottobre a Somma Vesuviana la quinta edizione della manifestazione promossa da Legambiente Campania e dal Circolo Legambiente di Somma Vesuviana, con il patrocinio dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e del Comune di Somma Vesuviana.


Mobilità sostenibile e accessibilità, cambiamenti climatici, biodiversità, cura del territorio, sentieri, agricoltura e produzioni di qualità. Sono i temi al centro della quinta edizione di FestAmbiente Natura Vesuvio, in programma venerdì 2 e sabato 3 ottobre, promossa da Legambiente Campania e organizzata con il Circolo Legambiente di Somma Vesuviana, con il patrocinio e il contributo dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e con il patrocinio del Comune di Somma Vesuviana.

Due giornate di incontri e iniziative che vedranno insieme istituzioni, associazioni, cittadini, scuole e realtà produttive, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra i diversi soggetti che vivono e operano nel territorio del Parco.

Per l’Ente Parco, FestAmbiente rappresenta un’occasione di confronto sui temi che interessano il presente e il futuro dell’area protetta: dalla tutela della biodiversità alla fruizione sostenibile, dalla mobilità all’agricoltura, dalla rete dei sentieri alla valorizzazione delle produzioni e delle comunità locali.

“Il Parco Nazionale del Vesuvio on è un territorio complesso e straordinario, fatto di tredici Comuni, di comunità, paesaggi, sentieri, aree agricole, beni culturali e attività produttive», dichiara il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca. «La nostra sfida è fare in modo che questo patrimonio venga conosciuto e vissuto nella sua interezza, costruendo sempre più comunità e rafforzando il rapporto tra il Parco, le istituzioni e i territori. In questa prospettiva la mobilità assume un valore centrale: non riguarda soltanto la fruizione dell’area protetta, ma la vita quotidiana delle persone, i collegamenti per il lavoro, lo studio, i servizi, la cultura e le relazioni tra i Comuni dell’area vesuviana. FestAmbiente è un’occasione importante per confrontarci su questi temi e costruire alleanze concrete per la tutela e lo sviluppo sostenibile del Parco Nazionale del Vesuvio e del territorio vesuviano.”

“FestAmbiente rappresenta per Somma Vesuviana un’occasione importante per affermare con forza che il Parco Nazionale del Vesuvio è anche Monte Somma, con il suo patrimonio naturalistico, storico, religioso e culturale”, dichiara la Sindaca di Somma Vesuviana, Silvia Svanera.

“Vogliamo che Somma sia sempre più parte attiva delle politiche di tutela e valorizzazione del Parco. Questo significa migliorare i collegamenti, rendere il territorio più accessibile e investire sulla conoscenza e sulla fruizione sostenibile della montagna. Il percorso da Santa Maria a Castello verso Punta Nasone rappresenta bene questa prospettiva: è un luogo che appartiene alla storia e all’identità della nostra comunità e che merita attenzione e valorizzazione. La collaborazione con l’Ente Parco, con Legambiente, con le associazioni e con i cittadini può trasformare questo patrimonio in una grande opportunità di tutela, conoscenza e sviluppo sostenibile per Somma Vesuviana e per l’intero territorio vesuviano.”

“FestAmbiente Natura Vesuvio rappresenta un momento fondamentale di confronto e partecipazione per mettere al centro del dibattito regionale la tutela e il rilancio di un patrimonio unico come quello vesuviano,” dichiara Francesca Ferro, direttora di Legambiente Campania. “Lavorare per la sostenibilità di questo territorio significa prima di tutto garantire diritti essenziali alle comunità locali, a partire da una mobilità pulita ed efficiente, fino alla salvaguardia della biodiversità e dei paesaggi. Solo attraverso un’alleanza concreta tra cittadini, scuole, produttori e istituzioni possiamo trasformare il Parco in un vero laboratorio di transizione ecologica e sviluppo sostenibile.”

IL PROGRAMMA

La manifestazione prenderà il via venerdì 2 ottobre, presso il Castello d’Alagno di Somma Vesuviana, con il Forum “Il Vesuvio da vivere”, dedicato alla mobilità nell’area vesuviana.

Il confronto partirà dalla vita quotidiana di un territorio densamente abitato e dalla necessità di migliorare i collegamenti tra i tredici Comuni del Parco, Napoli, le stazioni ferroviarie, le scuole, i luoghi di lavoro e di cura, i siti culturali, i sentieri e le realtà produttive.

Al centro del Forum saranno il ruolo del trasporto ferroviario, l’intermodalità, i collegamenti tra le stazioni e il territorio e il tema dell’ultimo miglio, nella prospettiva di una mobilità capace di ridurre la dipendenza dall’automobile privata e rendere più accessibile il patrimonio ambientale e culturale dell’area vesuviana.

Dopo il benvenuto di Giovanni Romano, Presidente del Circolo Legambiente di Somma Vesuviana, interverranno Silvia Svanera, Sindaca di Somma Vesuviana; Mariateresa Imparato, Presidente di Legambiente Campania; Antonio Gallozzi, responsabile del dossier Pendolaria di Legambiente Campania; Mario Casillo, Vicepresidente della Regione Campania con delega a Trasporti, Mobilità e Mare; Raffaele De Luca, Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio; Gioacchino Madonna, Presidente della Comunità del Parco; Gabriel Zuchtriegel, Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei; Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente.

Alle ore 18.00 FestAmbiente incontrerà lo scrittore Bruno Arpaia, originario di Ottaviano, per la presentazione del romanzo Un mondo senza inverno, occasione per affrontare attraverso la letteratura il tema della crisi climatica e delle trasformazioni che essa determina nella società e nei territori.

Sabato 3 ottobre, a Santa Maria a Castello, la giornata inizierà alle ore 9.00 con Puliamo il Mondo e l’iniziativa “Il sentiero che non c’è”.

La mattinata sarà dedicata alla cura dell’area e alla conoscenza del percorso che da Santa Maria a Castello sale verso Punta Nasone, la cima più alta del Monte Somma. Un itinerario di particolare valore naturalistico, paesaggistico, storico e religioso che consentirà di approfondire anche il tema della fruizione e della valorizzazione della rete sentieristica del versante sommese del Parco.

L’iniziativa coinvolgerà associazioni, cittadini, volontari, studenti e docenti, coniugando la cura concreta dei luoghi con la conoscenza del patrimonio ambientale.

Alle ore 12.00 è prevista la visita alla Tenuta Augustea, dedicata alla conoscenza di una realtà produttiva locale e al rapporto tra agricoltura, paesaggio e area protetta.

FestAmbiente Natura Vesuvio si concluderà nel pomeriggio con “Parchi a Tavola – Storie di terra, persone e sapori”, ospitato dall’azienda Le Prelibatezze di Nonno Luigi a San Giuseppe Vesuviano.

Produttori provenienti dai territori del Parco Nazionale del Vesuvio e del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni racconteranno le proprie esperienze attraverso il rapporto con la terra, le tradizioni familiari, le scelte produttive e il significato di fare impresa in un’area protetta.

Un momento dedicato al valore dell’agricoltura e delle produzioni di qualità come strumenti di tutela del paesaggio, conservazione della biodiversità e sviluppo delle economie locali.

Due giorni per conoscere, discutere, camminare, prendersi cura dei luoghi e costruire alleanze.

FestAmbiente Natura Vesuvio – V edizione
2–3 ottobre 2026 – Somma Vesuviana
Terra, comunità, futuro.

Salerno. Nomina Papale: eccellenza e lustro per la nostra Chiesa diocesana.

La decisione di Papa Leone eleva il Vescovo Ausiliare Mons. Raimo alla guida della Diocesi di Terni-Narni-Amelia. La gratitudine e la gioia dell’Arcivescovo Bellandi e dell’intera comunità salernitana.


In concomitanza con la pubblicazione del Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, avvenuta questa mattina, 15 settembre 2026, alle ore 12, presso il Salone degli Stemmi di Palazzo Arcivescovile, è stata resa nota la decisione di Sua Santità Papa Leone di elevare il Vescovo Ausiliare di Salerno-Campagna-Acerno, S.E. Mons. Alfonso Raimo, a nuovo Vescovo della Diocesi di Terni-Narni-Amelia. Tale elezione rappresenta un atto di squisita benevolenza e straordinaria attenzione che la Santa Sede ha voluto riservare alla nostra comunità diocesana. Chiamando un Pastore stimato a guidare una nuova porzione del popolo di Dio, il Santo Padre riconosce e valorizza la fecondità del cammino spirituale e pastorale espresso dalla Chiesa salernitana.

L’Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, S.E. Mons. Andrea Bellandi, appresa la decisione del Sommo Pontefice, ha espresso la sua più viva e paterna soddisfazione. Fu proprio l’Ordinario diocesano a volere fortemente Mons. Raimo al suo fianco come principale collaboratore, condividendo con lui in questi anni le fatiche, le gioie e le speranze del governo pastorale. “In questo momento il mio animo è attraversato da sentimenti contrastanti. Da una parte un senso di orgoglio e gratitudine per il fatto che un figlio di questa Chiesa salernitana – Mons. Raimo, prima sacerdote diocesano e poi, dalla primavera del 2024, Vescovo ausiliare di questa stessa Chiesa – sia stato scelto dal Santo Padre per reggere la Diocesi di Terni-Narni-Amelia, Sede vescovile immediatamente soggetta alla Santa Sede, le origini delle cui rispettive sedi risalgono ai primi secoli dell’era cristiana, sedi che successivamente, dal 1986, sono state pienamente unite assumendo l’attuale denominazione. – ha esordito nel suo saluto l’Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, S.E. Monsignor Andrea Bellandi– A tali sentimenti gioiosi, tuttavia, si accompagna ugualmente una venatura di tristezza e anche, perché no, un senso di lieve preoccupazione, in quanto don Alfonso ha rappresentato per me, in questi anni, una sapiente e affidabile figura di collaboratore sempre disponibile, capace di sostenere con me – in qualità di Vicario generale dal giugno del 2020 e, quindi, anche come Vescovo Ausiliare dal giugno 2024 – il peso e la responsabilità della conduzione della nostra Arcidiocesi. Con quel suo tratto umano incline alla semplicità e ad una cordialità vera, mai affettata, oltre che con la sua profonda saggezza, unita ad una lunga esperienza da Parroco, mons. Raimo è stato per me un punto di riferimento sicuro e anche una guida per conoscere meglio il territorio salernitano e la storia della nostra grande e insigne Arcidiocesi, cercando sempre di intessere rapporti, sia all’interno del clero che fra l’intero popolo di Dio, che fossero all’insegna del dialogo, della collaborazione reciproca e di uno slancio pastorale adatto ai tempi attuali. Ha anche dato forte impulso al dialogo con le altre confessioni religiose, fondando la Scuola di Dialogo Interreligioso e Interculturale, di cui è attualmente il Presidente”.

“Caro don Alfonso, sicuramente il tuo dire di sì alla richiesta del Santo Padre di assumere la guida di una nuova Diocesi in terra umbra, non sarà stato umanamente facile; il tuo radicamento storico, ma anche ecclesiale, in questo territorio avrebbe potuto costituire un’obiezione a dar seguito a quanto ti veniva richiesto. Ma ha prevalso in te la consapevolezza – come abbiamo letto nella epistola di San Paolo domenica scorsa – di essere del Signore, e quindi la certezza che è Lui a guidare la nostra vita attraverso anche quella realtà così concreta che è la Chiesa, la cui guida suprema ed autorevole è il Santo Padre. Così hai nuovamente deciso di consegnare la tua vita al disegno misterioso di Dio, offrendoci ancora un ulteriore esempio di dedizione e di obbedienza ecclesiale, del quale ti ringraziamo e dal quale poter anche noi imparare. Grazie caro don Alfonso: ti accompagniamo con il nostro affetto e la nostra preghiera, assicurandoti che ti considereremo sempre un figlio di questa Chiesa e che qui troverai sempre amici che ti accoglieranno con gioia ogniqualvolta avrai la possibilità di ritornare”, ha concluso S.E. Monsignor Bellandi, rivolgendosi a S.E. Monsignor Raimo.

L’intera comunità diocesana si unisce alla gioia e all’orgoglio del suo Pastore, esprimendo al Vescovo eletto Mons. Raimo i più fervidi auguri, accompagnandolo sin d’ora con l’affetto e la preghiera nel suo nuovo ministero apostolico.

Il saluto di S.E. Monsignor Alfonso Raimo alla Chiesa Salernitana:

“Carissimi fratelli e sorelle,

ci sono momenti nei quali le parole sembrano non bastare a contenere ciò che si porta nel cuore. Questo è per me uno di quei momenti. La notizia della chiamata a servire come Vescovo la Chiesa di Terni-Narni-Amelia apre davanti a me una strada nuova, che accolgo con fede e con quella disponibilità che ho cercato di vivere fin dal giorno in cui ho consegnato la mia vita al Signore. Ma questa chiamata porta con sé anche un distacco. E il distacco, quando riguarda persone, luoghi e affetti che hanno accompagnato un’intera esistenza, non può essere indolore.

Lascio, infatti, non semplicemente una diocesi nella quale ho esercitato il ministero. Lascio la mia Chiesa, la Chiesa nella quale sono nato alla fede, nella quale sono cresciuto, nella quale il Signore mi ha fatto intuire la sua chiamata e mi ha preparato al sacerdozio. È questa la terra nella quale ho ricevuto l’ordinazione presbiterale e nella quale, per trentaquattro anni, ho avuto la grazia di essere parroco. È qui che ho imparato, giorno dopo giorno, cosa significhi essere prete, condividendo la fede, le gioie, le speranze, le fatiche e talvolta anche le lacrime della nostra gente. Ed è ancora in questa Chiesa che, negli ultimi due anni, il Signore mi ha chiesto di servire in un modo che non avrei mai immaginato, chiamandomi all’episcopato e affidandomi il ministero di Vescovo ausiliare. Per questo partire costa. Sarebbe poco vero dire il contrario. Eppure, dentro questa fatica, sento una pace profonda. È la pace che nasce dalla consapevolezza di non aver scelto io questa strada. Ancora una volta mi viene chiesto di fidarmi. Ancora una volta il Signore mi precede e mi conduce dove forse io non avrei pensato di andare.

Conosco bene la mia povertà. Conosco i miei limiti, le mie fragilità, le tante cose che avrei potuto fare meglio e quelle che non sono riuscito a fare. E proprio per questo la nuova chiamata che mi raggiunge non riesco a leggerla come un riconoscimento, ma come un nuovo segno della misericordia di Dio. Il Signore conosce la povertà dei suoi servi e, nonostante essa, continua a fidarsi di loro. Questa consapevolezza mi commuove e, nello stesso tempo, mi fa sentire ancora più forte il bisogno di affidarmi a Lui. Il primo pensiero di gratitudine va al nostro Arcivescovo, mons. Andrea Bellandi. A lui devo molto. Mi ha chiamato accanto a sé prima come Vicario generale e successivamente mi ha voluto come suo Vescovo ausiliare. In questi anni mi ha concesso una fiducia che ho sempre avvertito come un dono e una responsabilità. Grazie, Eccellenza, per la fraternità, per la fiducia e per il cammino condiviso al servizio di questa Chiesa.

In questo momento sento anche il bisogno di chiedere perdono. Avrei desiderato poterla coadiuvare di più e meglio. Non sempre ne sono stato capace. Se qualche mia mancanza, qualche limite personale o qualche scelta non le hanno consentito di trovare in me quell’aiuto e quella vicinanza che avrebbe avuto diritto di attendersi dal suo Vicario generale prima e dal suo Vescovo ausiliare poi, gliene chiedo sinceramente perdono. Porto con me la gratitudine per ciò che abbiamo condiviso e il bene ricevuto. Un pensiero particolarmente caro va a voi, fratelli presbiteri. Con molti di voi ho condiviso lunghi anni di ministero. Prima ancora di essere vostro Vicario generale e vostro Vescovo ausiliare, sono stato e rimango vostro confratello. Abbiamo servito lo stesso popolo, celebrato la stessa Eucaristia, conosciuto le stesse fatiche e condiviso la passione per questa nostra Chiesa.

Se nell’esercizio dei compiti che mi sono stati affidati non sono riuscito sempre ad ascoltarvi come avrei dovuto, se non ho saputo comprendere fino in fondo una vostra fatica, se qualcuno non si è sentito sufficientemente accolto, accompagnato o sostenuto, vi chiedo perdono. Non è mai venuto meno il desiderio di camminare insieme. Ma so che il desiderio, qualche volta, non basta e che anche le intenzioni migliori devono fare i conti con i nostri limiti. Vi ringrazio per quello che mi avete insegnato, per la vostra fraternità, per il servizio spesso silenzioso che ogni giorno rendete alle comunità che vi sono affidate. Vi porto con me nella preghiera e nell’affetto fraterno. Come potrei poi non ricordare le comunità parrocchiali che il Signore mi ha affidato durante i lunghi anni del mio ministero sacerdotale? Non siete state per me semplicemente comunità da guidare. Siete state famiglia. Con voi sono cresciuto anch’io. Ho battezzato i vostri figli, accompagnato tanti ragazzi e giovani nei sacramenti e nelle scelte della vita, benedetto l’amore di tante famiglie, visitato gli ammalati, condiviso il dolore per la morte delle persone care. Abbiamo pregato, lavorato, sperato, qualche volta sofferto. Abbiamo sperimentato insieme quanto sia bello, pur dentro tutte le nostre fragilità, essere comunità cristiana. Se sono diventato il prete che sono, lo devo anche a voi. Porto nel cuore volti, storie, incontri, gesti semplici che difficilmente potranno essere raccontati ma che appartengono ormai alla mia vita. Vi ringrazio perché mi avete voluto bene, perché avete avuto pazienza con i miei limiti e perché mi avete fatto sperimentare la gioia della comunione fraterna. Il mio grazie si estende a tutta la Chiesa di Salerno-Campagna-Acerno: ai diaconi, ai consacrati e alle consacrate, ai seminaristi, alle famiglie, ai giovani, ai bambini, agli anziani, agli ammalati, alle associazioni, ai movimenti e alle aggregazioni ecclesiali, a quanti, in modi diversi e spesso nascosti, rendono viva ogni giorno questa nostra Chiesa. Non posso nominare tutti. Ma posso dire a tutti: grazie. In questo momento comprendo ancora di più che nella Chiesa nessuno appartiene a se stesso e nessuno è mandato per se stesso. Siamo del Signore. È Lui che chiama, è Lui che manda, è Lui che qualche volta domanda di lasciare ciò che amiamo per imparare ad amare ancora, in un luogo diverso e tra volti che ancora non conosciamo. Parto per Terni-Narni-Amelia senza sentirmi meno figlio di questa terra e di questa Chiesa. Le radici non si recidono con una partenza. Si portano con sé. Porterò con me Salerno, Campagna e Acerno. Porterò le parrocchie nelle quali ho servito, i sacerdoti con i quali ho condiviso il ministero, le persone che il Signore ha posto sulla mia strada. Porterò con me ciò che questa Chiesa mi ha dato e anche ciò che, attraverso le mie povertà, mi ha insegnato. Vado incontro alla Chiesa di Terni-Narni-Amelia con rispetto e con trepidazione. Non so ancora quali volti incontrerò, quali strade il Signore mi chiederà di percorrere, quali gioie e quali fatiche mi attendano. So soltanto che anche lì troverò una porzione del popolo di Dio da amare e servire. E desidero andarvi senza riserve, con cuore libero, perché quella Chiesa possa diventare davvero la Chiesa alla quale donare, da oggi, la mia vita. A voi chiedo una cosa semplice: pregate per me”.

Biografia S.E. Monsignor Alfonso Raimo

Nato a Calabritto (AV) il 02.07.1959, ordinato sacerdote da mons. Guerino Grimaldi e incardinato nell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno il 18/03/1990. Dal 1998 al 2011 è stato Parroco in solidum nella Parrocchia SS. Martino e Quirico in Lancusi di Fisciano.  Dal 2011 al 2015 è stato Parroco nella parrocchia S. Maria del Carmine e S. Eustachio in S. Francesco in Eboli e successivamente, sempre ad Eboli, dal 2015 al 2024 Parroco della parrocchia di San Bartolomeo Apostolo. Sempre ad Eboli, Mons.  Raimo è stato anche Cappellano dell’Istituto a Custodia Attenuata (ICATT) dal 2011 al 2019. Nel giugno del 2020 è stato nominato, dall’attuale Arcivescovo Bellandi, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno e quindi membro del Collegio dei Consultori e del Consiglio Pastorale diocesano per il quinquennio 2021-2026.  Il 30 aprile 2024 ha ricevuto da Papa Francesco la nomina a Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno e contestualmente quella di Vescovo titolare di Termini Imerese.  Il 1º giugno successivo ha ricevuto l’ordinazione episcopale, nella Cattedrale di Salerno dall’Arcivescovo Andrea Bellandi, co-consacranti l’Arcivescovo Pasquale Cascio e il Vescovo Antonio De Luca. Come motto episcopale ha scelto Spes autem non confundit.