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Cava de’ Tirreni (SA). Messaggio augurale dell’Arcivescovo per la Santa Pasqua

Carissimi,
mi rivolgo ad ognuno di voi per condividere qualche breve pensiero in occasione della Settimana Santa, culminante nella domenica di Pasqua, che viviamo ancora nel contesto drammatico della pandemia. Papa Francesco nella Domenica delle Palme, riferendosi all’emergenza e facendosi voce del pensiero di ciascuno ha detto che “l’anno scorso eravamo più scioccati, quest’anno siamo più provati. E la crisi economica è diventata pesante“. È vero, tutti siamo in sofferenza, non ultimi i giovani e i bambini. Lo sono ancora di più coloro che hanno perso, a causa della malattia, familiari, amici e colleghi di lavoro. E in questo mare di dolore come non ricordare pure – riprendendo ancora il pensiero del Santo Padre – le sofferenze dei malati, dei poveri, degli scartati di questo mondo, delle vittime innocenti di guerre, dittature, violenze quotidiane, insieme alle piaghe – terribili anch’esse – dell’aborto, dello sfruttamento e della droga.

In questa situazione storica e sociale, dove il mistero del male miete inesorabilmente le proprie vittime, Dio cosa fa? Non usa la bacchetta magica annullando il male e realizzando un mondo “perfetto” ma a discapito della libertà; non interviene colpendo a morte i cattivi con il rischio – si legge nel Vangelo – di eliminare anche il buon grano insieme alla zizzania; non si ritrae sdegnato dal mondo contemporaneo quasi pentendosi di averlo creato e consegnato a delle creature così ribelli e malvagie. No, egli, nel suo Figlio Gesù prende la croce, cioè si fa carico del male – fisico, psicologico e soprattutto spirituale – che tale realtà comporta e lo “con-patisce”, ovvero lo assume in sé stesso per redimerlo e trasformarlo. Lo fa anche per liberare ognuno di noi dal potere delle tenebre, dalla superbia, dalla resistenza ad amare e a lasciarsi amare. Tutto ciò solo l’amore di Dio può realizzarlo pienamente, solo il Suo Amore con la “A” maiuscola.

Dalle sue piaghe siamo stati guariti”, dice l’apostolo Pietro, cioè dalla sua morte siamo stati rigenerati, tutti noi: «Da quando Cristo è stato inchiodato a una croce e ha gridato: “Padre, perché mi hai abbandonato?” – che è il grido di disperazione più umano che si sia mai sentito nell’aria della terra – e poi ha detto: “Perdona loro perché non sanno quello che fanno”, e infine ha gridato: “Nelle tue mani affido il mio spirito”, da quel momento, da quando quell’uomo è stato messo, stirato e inchiodato, sulla croce, la parola sacrificio è diventata il centro, non della vita di quell’uomo, ma della vita di ogni uomo. Il destino di ogni uomo dipende da quella morte. (…) La croce di Cristo ha rivelato, da una parte, il dominio che il sacrificio ha sulla vita di tutti gli uomini; dall’altra, che il suo significato non è necessariamente negativo, anzi misteriosamente positivo: è la condizione perché gli uomini raggiungano il loro destino: “Con la tua croce hai salvato il mondo”, con la tua croce, o Cristo, hai salvato il mondo» (don Luigi Giussani).

Ma Dio non ha abbandonato il Suo Figlio Gesù nell’oscurità della morte, al potere del nulla: lo ha risuscitato il mattino di Pasqua, così che la vita si affermasse come orizzonte di positività certa per il destino di ogni uomo: «Tutte le domande e le incertezze, le esitazioni e le paure sono fugate da questa rivelazione. Il Risorto ci dà la certezza che il bene trionfa sempre sul male, che la vita vince sempre la morte e la nostra fine non è scendere sempre più in basso, di tristezza in tristezza, ma salire in alto. Il Risorto è la conferma che Gesù ha ragione in tutto: nel prometterci la vita oltre la morte e il perdono oltre i peccati» (papa Francesco). 

Sia, perciò, a partire da quel mattino di più di duemila anni fa, anche la nostra partecipazione alla croce attraversata da una gioia sicura: la Risurrezione!

È questo annuncio, che diventa esperienza di cambiamento reale nella vita di chi lo accoglie; è questo ciò che i cristiani hanno la responsabilità di far risuonare in un mondo altrimenti avvinto dalla disperazione e dal subdolo virus del nichilismo; è questo stesso annuncio, ciò che gli apostoli hanno fatto risuonare duemila anni fa e che rimane l’unica, concreta e vera “buona notizia”: «Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni» (Atti 2,32).

Auguri di Buona Pasqua a tutti.

+Andrea Bellandi

Cava de’ Tirreni (SA). Dopo di noi: completati i lavori di Casa Apicella

Sono stati completati i lavori di riqualificazione e rifunzionalità dello storico Palazzo Sparano (comunemente denominata Casa Apicella) in “Casa del Dopo di Noi”, ubicata tra via Carlo Santoro e Via Ragone, nell’ambito del Programma PIU Europa PO FESR Campania 2007 /2013 “Sviluppo Urbano e qualità della vita” per un importo complessivo di circa 332 mila euro.

Lo storico cinquecentesco Palazzo Sparano è destinato a diventare la nuova casa delle persone con disabilità che non possono più avere il sostegno della propria famiglia ed è stato completamente adattato alle nuove necessità con l’abbattimento delle barriere architettoniche, ascensori ed ambienti completamente adeguati alle nuove funzioni previste con comfort bioclimatico.

“Il progetto del Dopo di Noi è tra i più qualificanti della nostra amministrazione – afferma il Sindaco Servalli – ed è una concreta prospettiva per i futuro di tante famiglie che vivono la disabilità dei propri figli e che ora possono contare su chi li accoglierà quando non ci saranno più, con una assistenza qualificata. Adesso possiamo avviare tutta la fase per il bando di assegnazione a chi dovrà gestirlo”.

Il palazzo è composto da due piani con una corte interna e porticati; al piano terra sono previsti il front office, gli uffici amministrativi, i laboratori, una palestra, sala per riunioni e attività teatrali, al primo piano, invece, le camere da letto, servizi attrezzati per disabili, soggiorno-cucina e un grande terrazzo che potrà essere destinato successivamente a spazio per altre attività terapeutiche.

“La riqualificazione ha purtroppo avuto diverse vicissitudini – afferma il vicesindaco con delega ai Lavori Pubblici, Nunzio Senatore – che abbiamo superato e ora consegniamo una bellissima struttura che sarà un fiore all’occhiello della città, non solo per la grande opera di ristrutturazione ma anche per le funzioni che è chiamata a svolgere”.

Cava de’ Tirreni (SA). Resoconto sull’emergenza sanitaria

Nota sull’andamento delle vaccinazione e dell’emergenza sanitaria del Sindaco Vincenzo Servalli e dell’Assessore alle Politiche per la Tutela della Salute, Armando Lamberti.


L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha determinato motivi di forte preoccupazione in tutti i nostri concittadini. In momenti così delicati e complessi è fondamentale lavorare con spirito di unità e di sacrificio per arginare il più possibile il contagio e per rispondere, attraverso l’erogazione di servizi, alle accresciute esigenze della cittadinanza, gravata da un crescente disagio sociale ed economico.

Pertanto, appare di fondamentale importanza esprimere un forte senso delle istituzioni e di appartenenza alla nostra comunità, privilegiando il perseguimento del bene comune e, segnatamente, della tutela della salute pubblica.

C’è un tempo per ogni cosa, e questo non è certamente il tempo di sterili polemiche e divisioni politiche né tantomeno dei distinguo delle responsabilità e delle competenze tra livelli istituzionali, tra enti, tra forze politiche di maggioranza e di opposizione.

È inopportuno ed inappropriato, in questo periodo, rivolgere severe critiche alle istituzioni sanitarie, (il riferimento è all’Azienda Ospedaliera Universitaria “Ruggi d’Aragona” per l’impossibilità di attivare un Centro di Vaccinazione per gli over 80 presso l’Ospedale “Santa Maria Incoronata dell’Olmo” e all’Azienda Sanitaria Locale di Salerno, e segnatamente, al Dipartimento di Prevenzione, per le criticità emerse nel tracciamento dei contagiati e al Distretto Sanitario 63 Cava de’ Tirreni – Costa d’Amalfi).

È questo, invece, il tempo dell’unità, del lavoro comune, delle sinergie politiche ed istituzionali.

La tutela della salute, a maggior ragione in un grave periodo di emergenza, è un bene primario sul quale una comunità non può – e non deve – dividersi: sarebbe una terribile sconfitta per tutti. Per questo motivo, rivolgiamo un accorato appello a tutti per lavorare insieme, pur nel rispetto dei ruoli e con sensibilità differenti.

Appare utile, allora, tracciare un breve resoconto di alcune attività sinora intraprese, sempre – da parte nostra – nell’ottica di una collaborazione attiva con tutti gli enti ed i soggetti istituzionali competenti, e con il massimo spirito di servizio.

Il Distretto Sanitario 63 (Cava da’ Tirreni-Costa d’Amalfi), d’intesa con l’Amministrazione Comunale, ha avviato in questi mesi una serie di attività protese a contrastare la diffusione del contagio da Coronavirus. In particolare, nel periodo Settembre 2020 Marzo 2021, le USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) hanno praticato circa 11.000 tamponi, sierologici e molecolari, arrivando ad effettuare – nell’ultimo periodo – circa 250 tamponi al giorno, ed hanno effettuato oltre 2000 visite domiciliari, gestendo con impegno il servizio ai pazienti che ne hanno fatto richiesta.

Inoltre, dopo un’intensa attività preparatoria, a seguito della delibera della Giunta Comunale del 21 gennaio 2021, che ha assegnato all’ASL gli spazi del Palazzetto della Protezione Civile nella Frazione S. Lucia, è stato aperto il primo Centro di Vaccinazioni dedicato al personale scolastico e alle Forze dell’Ordine, che ad oggi ha praticato oltre 1000 vaccinazioni (entro il prossimo venerdì saranno completate le vaccinazioni al personale docente e non docente) e sono state avviate le vaccinazioni delle Forze dell’Ordine.

Successivamente, completate le procedure previste dalle vigenti disposizioni, il 13 marzo è stato aperto il secondo Centro di Vaccinazioni dedicato agli ultra-ottantenni, che invece in altre città è ubicato presso gli ospedali di riferimento, e si è proceduti con circa 500 vaccinazioni effettuate finora.

L’attività nel suo complesso delle USCA e dei Centri di Vaccinazioni, nonostante le note difficoltà che vengono registrate sul piano regionale e nazionale, dovute sia all’acquisizione e all’attribuzione dei vaccini Pfizer e alle due sospensioni del vaccino AstraZeneca, proseguirà con l’auspicio che, per la prossima settimana, possa avere una decisa accelerazione con una auspicata e fortemente richiesta maggiore dotazione di vaccini.

Questi risultati, che sono e devono essere sicuramente migliorati, sono il frutto, in particolare, del lavoro del Direttore del Distretto Sanitario, Dott. Pio Vecchione (e ovviamente dei suoi collaboratori), che ha messo in campo la sua esperienza e la sua capacità organizzativa, sostenendo fortemente una fattiva collaborazione tra i due Distretti Sanitari (il Distretto 63 Cava de’ Tirreni – Costa d’Amalfi e il Distretto 61 Angri-Scafati) da lui diretti, accogliendo la richiesta dell’Amministrazione Comunale di attivare un Centro di Vaccinazione per gli over 80, che nelle altre città è ubicato presso gli ospedali di riferimento.
Rinnoviamo, dunque, la nostra fiducia nei confronti delle istituzioni sanitarie, certi che – con accresciuto impegno e con ancor maggiore dedizione – proseguiremo il nostro cammino di collaborazione al servizio esclusivo della comunità.

Cava de’ Tirreni – Salerno. La lettura della musica non sarà più la solita “Sol-Fa”

Dal 23 marzo in streaming il Progetto “La filiera della musica”, promosso da tre istituti scolastici.


Martedì 23 marzo 2021, dalle ore 18, alle ore 20, in diretta streaming sul canale YouTubedell’I.C.“Carducci-Trezza” link e condiviso anche sulla pagina Facebook link si terrà il primo appuntamento del progetto “La filiera della musica”, promosso dall’Istituto comprensivo di Cava de’ Tirreni Carducci-Trezza, dal Conservatorio Statale G.Martucci di Salerno e dal Liceo Musicale De Filippis-Galdi di Cava de’ Tirreni. In programma, un seminario di aggiornamento tenuto dal Adiutore Loffredo, docente della massima istituzione musicale salernitana.

Il seminario, dal titolo “Metro-Ritmo-Tempo. Tematiche inerenti alla lettura ritmico intonata”, rivolto ai docenti di ogni ordine e grado, inserito tra le iniziative formative della piattaforma S.o.f.i.a., getterà nuova luce sull’atavico problema del cosiddetto “solfeggio parlato”, ancora oggi, in parte, vivo nella didattica pratico-teorica delle classi di ogni ordine e grado degli istituti musicali italiani.

L’apertura dei lavori sarà inaugurata dal dirigente scolastico ospite Filomena Adinolfi, unitamente al dirigente del Liceo Musicale “De Filippis-Galdi” Maria Alfano, il direttore del Conservatorio Statale di Musica “G.Martucci” di Salerno Fulvio Maffia, i referenti scolastici del progetto Filiera della Musica, Ciro Abate, per la scuola primaria, la pianista Anna Squitieri e il cellista Ivan Iannone, per il liceo musicale, moderati dal critico musicale Olga Chieffi, con la regia della pianista Miriam D’Amico, referente per la scuola secondaria d’appartenenza.

Il M° Adiutore Loffredo cercherà di risolvere e dissolvere, una volta per tutte, l’etimologia di “Solfa”, derivante appunto da solfeggio, che sta per ripetizione monotona e noiosa delle stesse parole, nel muovere rimproveri e recriminazioni: “è sempre la stessa solfa”; battere o cantare la solfa, ripetere qualcosa fino alla noia, secondo il vocabolario della Treccani. Metodi nuovi, frutto di una nuova visione, attraverso cui si potrà, finalmente, portare l’allievo a leggere ed eseguire in modo semplice e accattivante la partitura.

Con questo corso di aggiornamento, verrà inaugurato anche il progetto inerente la creazione di una filiera formativa dell’istruzione musicale, oggetto, negli ultimi anni, di disposizioni normative importanti, a partire dal DLgs n.60 del 2017 e fino al DM n.382 del 2018, che hanno definito un quadro di riferimento nazionale in cui, la scuola secondaria di I grado ad indirizzo musicale, costituisce il primo dei tre segmenti, su cui si fonda l’intero percorso formativo musicale.

In una dimensione di scuola inclusiva, oggi più che mai, la pratica musicale rappresenta un’esperienza universale imprescindibile, ad alta valenza culturale e sociale. L’obiettivo di una formazione educativo-musicale è l’elemento caratterizzante della scuola secondaria di primo grado: educare attraverso la musica, valorizzando a pieno gli aspetti socio-affettivi dell’esperienza musicale.

A seguito di riflessioni si avvia, così, un percorso di collaborazione con la finalità armonizzare gli obiettivi formativi della scuola secondaria di I grado a indirizzo musicale con quelli del segmento successivo dell’istruzione musicale, ovvero Licei Musicali e Conservatorio, favorendo lo scambio di esperienze e di modelli pedagogici. La costruzione, quindi di un curricolo verticale armonico che parta dalla scuola primaria e arrivi al Conservatorio, condividendo e programmando insieme i percorsi e le strategie più indicate per raccordare tutti gli obiettivi della musica, da quello relazionale, umano e di formazione della persona a quello più marcatamente professionalizzante, da riservare soprattutto a quegli studenti che manifestano motivazione e attitudine alla prosecuzione degli studi nel segmento successivo del liceo musicale o dei corsi propedeutici o pre-accademici.

L’ufficio stampa de’ “La Filiera della Musica”

OTTAVIANO (NA). “IN VIAGGIO AL VESUVIO”. Docufilm con la regia di Enzo Franco

Domenica 7 marzo 2021, alle ore 16:30, in streaming sui canali social dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, sarà presentato “In viaggio al Vesuvio”, il docufilm a cura del regista Enzo Franco prodotto dall’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Istituito con Decreto del Presidente della Repubblica del 5 giugno 1995, RISERVA MONDIALE DELLA BIOSFERA UNESCO.

La realizzazione del documentario rientra tra le attività di promozione programmate dall’Ente Parco al fine di diffondere, anche attraverso strumenti multimediali, ad un pubblico quanto più vasto possibile, informazioni sul patrimonio naturalistico, geologico, archeologico e enogastronomico racchiuso nell’area protetta.

Nonostante la grave emergenza causata dalla pandemia, nel corso del 2020, si è riusciti a completare la realizzazione del docufilm, con la regia di Enzo Franco, regista documentarista che vanta un’ampia esperienza nel settore, avendo realizzato numerosi film e reportage, su tematiche ambientali e sulla valorizzazione culturale e la promozione sociale dei territori.

Il documentario è definibile come docufilm poiché il racconto si snoda sulle esperienze e gli incontri con esperti del territorio, vissuti da una protagonista nel corso del suo viaggio al Vesuvio, ha una durata 61 minuti ed è realizzato secondo i più alti standard audiovisivi.

Sono contento – dichiara il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo – che dopo molti mesi di lavoro sia stato ultimato questo importante progetto di promozione. Sono tanti i documentari che negli anni sono stati realizzati sul nostro territorio, ma quasi tutti si focalizzavano maggiormente sull’aspetto geologico ed archeologico; con questo lavoro, invece, abbiamo voluto raccontare il Parco sotto le sue molteplici sfaccettature. Il risultato – conclude il Presidente Casillo – è davvero emozionante e per questo colgo l’occasione di ringraziare tutti coloro che con il loro lavoro hanno contribuito a realizzare questo bellissimo prodotto”.

Abbiamo cercato – commenta il Direttore dell’Ente parco, Stefano Donati –, di tessere un racconto, con leggerezza e semplicità, a contatto non solo con i luoghi del parco, ma anche con le persone, gli esperti e gli addetti ai lavori, per cercare di mostrare un luogo magico, stratificato, ricco di fascino e significati, secondo prospettive diverse e intrecciate, con la natura come filo conduttore”.