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Cava de’ Tirreni (SA). La legge del Lamberti aiuta ancora la Cavese a rimanere a galla. Tra le mura amiche non toppa e batte il Cittanova

Sarà un Natale più sereno del previsto quello che l’ambiente biancoblù si appresta a vivere grazie alla vittoria sul Cittanova. Ma la strada che porta alla promozione è ancora molto ripida e ardua. La squadra non riesce ad esprimere un gioco fluido e soprattutto si dimostra troppo spesso abulica. Anzi acefala.

Sotto osservazione, dunque, il centrocampo. Il fulcro del gioco biancoblù è poco lucido, molto farraginoso e mai illuminante. La voglia di far bene è un optional. E i tifosi questo lo vedono. Anche contro il Cittanova, ultima sfida di quest’anno solare per i colori metelliani, si sono palesati gli stessi difetti di sempre.

Eppure era partita bene la formazione di Troise. Dimostrando, subito, di voler fare bottino pieno e ad appena 4 minuti dal fischio iniziale trova il gol. Dalla bandierina va Aliperta che con una traiettoria corta sul primo palo pesca puntuale all’appuntamento la testa di Altobello che insacca bruciando tutti sul tempo.

Ma c’è poco tempo per gioire. Al 7′ su palla velenosa dalla sinistra interviene goffamente proprio il marcatore Altobello che sporca l’azione con un tocco di mano, involontario ma determinante per l’arbitro che decreta il penalty. Dal dischetto con freddezza realizza Corso che batte Anatrella. La squadra di Troise accusa il colpo anche se al 14’pt ha con Diaz una buona occasione, sprecata da buona posizione per il tiro che si spegne fuori dallo specchio della porta ospite.

Il Cittanova non vuole fare l’agnello sacrificale e al 19’pt esce dal guscio e con Meola impegna a pugni chiusi Anatrella dal limite. Ancora Cavese al 28’pt Koné si muove bene sulla fascia destra e crossa per Diaz ma la incornata debole è addomesticata da Genovese. Al 36’pt la Cittanova si fa pericolosa di nuovo con Maggio.

La conclusione è neutralizzata ma il campanello d’allarme suona in casa bleu foncé. In pieno recupero occasionissima per Potenza che con un piattone da dimenticare alza alle stelle nel cuore dell’area di rigore calabrese. Si va così negli spogliatoi sul risultato di parità. La ripresa vede subito un cambio in casa aquilotta con il cambio Palma Corigliano ma il centrocampo di casa stenta a decollare comunque. Al 12’st il solito Meola, il migliore in campo, rischia di approfittare di un mezzo regalo dei metelliani ma ci mette la pezza Anatrella. La squadra di casa non riesce a produrre gioco e si affida ai soliti lanci lunghi nella speranza di trovare il varco giusto.

E Troise ha ragione. Al 14’st il Cittanova s addormenta sulla sua linea Maginot. Ne approfitta Bacio Terracino che lancia in area per l’accorrente Diaz che brucia tutti insacccando la palla del 2 a 1. Per 22 minuti non si registrano altre emozioni.

La Cavese sii riaffaccia dalle parti di Genovese al 36’s. Maiorano servito dal volenteroso Kone salta un avversario e nell’area ospite spara in porta. Si immola Meola che sventa la minaccia. Dopo i 4 minuti di recupero il trioplice fischio dell’arbitro. Arrivato a sancire la vittoria e la legge del Lamberti.

Ma alla Cavese, ora, dopo la sosta delle festività natalizie, toccheranno due trasferte consecutive che potrebbero riaffossare le speranze di leadership aquilotte. In primis sarà la trasferta di Acireale la madre di tutte le battaglie prossime future di Altobello e co.


CAVESE CITTANOVA 2-1

CAVESE (3-4-3): Anatrella; Altobello, Viscomi, Fissore; Potenza (17’st Gabrieli), Corigliano (1′ st Palma), Aliperta, D’Amore; Bacio Terracino (31’st Maiorano), Diaz (42’st Carbonaro), Koné (47’st Zielski). In panchina: Paduano, Katseris, Kosovan, De Caro. Allenatore: Troise.

CITTANOVA (3-5-2): Genovese; Ferrante, Cianci (19’st Mudasiru), Napoli; Battimili (1’st De Marco), Meola, Pane (24’st Ielo), Corso, Petrucci; Savasta, Maggio. In panchina: Bruno, Formia, Condomitti, Gaudio, De Leonardis, Bonanno. Allenatore: Di Gaetano.

ARBITRO: Zoppi di Firenze.

RETI: 4′ Altobello, 8′ Corso (rigore), 14’st Diaz.

NOTE: Giornata con cielo coperto, terreno in discrete condizioni. Spettatori1000. Ammoniti: Corigliano, Altobello, Napoli, Aliperta, Savasta, Meola , Anatrella, Palma. Angoli: 0-0 per la Cavese. Recuperi: 2′ pt , 4′ st.

Cava de’ Tirreni (SA). Intitolazione del Sacrario Militare di Cava de’ Tirreni al Grande Ufficiale, prof. Salvatore Fasano

L’opera del prof Salvatore Fasano verso i caduti ricorda tanto quella di Mamma Lucia che andava sulle colline cavesi alla ricerca dei corpi dei soldati morti in guerra indipendentemente dalla nazionalità”. Così Il sindaco Vincenzo Servalli in occasione dello scoprimento della targa posizionata all’ingresso del Sacrario Militare.


Una bellissima giornata di sole ha illuminato oggi alla presenza delle massime autorità militari e civili del territorio la cerimonia di intitolazione del Sacrario Militare di Cava de’ Tirreni al Grande Ufficiale Salvatore Fasano.

Intenso il discorso che ha preannunciato lo scoprimento della targa. “Salvatore Fasano – sottolinea il Presidente del Comitato per il Sacrario Militare di Cava de’ Tirreni Daniele Fasano – ebbe, nella sua vita, la forte influenza da due figure che ne condizionarono l’impegno civico: durante gli studi classici fu colpito da Ugo Foscolo (a cui, peraltro, contribuì a dedicare strada di accesso a questo civico cimitero), grande scrittore, che con la sua opera I Sepolcri volle ribadire a tutti che il ricordo e la memoria non sono congeniali alla natura umana: l’uomo tende più a dimenticare ed a rimuovere il ricordo; quindi, merito all’uomo che riesce a ricordare sia le persone in vita che quelle trapassate. Il giovane Salvatore fu appassionato da tale visione filosofica del Foscolo e ne fece, per tutta la vita, un esempio da riprodurre. Altra figura influente fu quella di Mamma Lucia, nella quale il prof. Fasano vedeva l’incarnazione spontanea e genuina di tale istinto umanitario verso i defunti. Tali alti esempi, di memoria e ricordo, oggi a Cava sono due e noi i loro discepoli. Merito, dunque al prof. Franco Bruno Vitolo che, per primo, lanciò l’iniziativa nell’immediata dipartita di papà e merito al sindaco che, con la sua giunta, ha voluto fortemente che tale riconoscimento fosse realizzato nel più breve tempo possibile”.

“Ringrazio il Comitato per il Sacrario – aggiunge – a cui va dato merito di credere sempre in questa opera meritoria di tenere la fiamma del ricordo dei caduti sempre accesa. Ringrazio don Osvaldo Masullo che ha voluto pregare con noi in questo luogo sacro. Ringrazio le autorità militari e civili qui presenti. Ringrazio le associazioni del Carabinieri e dei Bersaglieri in congedo, sempre vicini a noi. Ringrazio voi tutti presenti del calore ed affetto che dimostrate verso il Gr. Uff. Salvatore Fasano ed, in particolare ringrazio lo staff della Grafica Metelliana, a cui papà era molto legato per l’aiuto sempre ricevuto nelle sue pubblicazioni, in particolare ringrazio Niccolò Farina che ha voluto qui portare un piccolo omaggio, una sua foto, che rimarrà nel Sacrario a far compagnia per sempre ai suoi ragazzi caduti.
Anche il nostro cappellano militare, don Claudio Mancusi, impegnato a Roma, non ha voluto far mancare il suo saluto e la sua preghiera”.

Ed ecco la sua lettera.

“Saluto il Presidente ed i membri del Comitato del Sacrario Militare, il sindaco e tutte le autorità convenute – scrive il cappellano militare don Claudio Mancusi – L’intitolazione del Sacrario al prof. Fasano è un evento che dà ulteriore luce all’opera e allo spirito di un grande uomo che ha testimoniato i più alti valori della patria e della pietas cristiana. Formulo a tutti sentiti auguri di serenità per le prossime festività! Mi associo anch’lo agli auguri fatti da don Claudio”.

“Abbiamo il dovere della memoria dei cittadini nostri che tanto hanno dato a Cava – dichiara il sindaco Vincenzo Servalli – Il prof Salvatore Fasano ha avuto un ruolo di spicco come custode della memoria. Ha contributo alla crescita della città. Ho avuto l’onore di conoscerlo. Aveva sempre un sorriso, una parola di incoraggiamento per tutti ed un amore immenso per il Sacrario Militare. L’opera del prof Fasano ricorda tanto quella di Mamma Lucia che andava sulle colline cavesi alla ricerca dei corpi dei caduti indipendentemente dalla nazionalità. Lui ha fatto tanto per la città e per i protagonisti delle guerre mondiali. I nostri militari fanno si sono sacrificati e continuano a sacrificarsi per la patria come è accaduto con Massimiliano Randino”.

“Ho apprezzato la citazione del dottor Fasano su Ugo Foscolo – evidenzia Don Osvaldo Masullo – La vita dei ragazzi scomparsi in guerra ci è profondamente cara. Dobbiamo sempre difendere la pace”.

Tanti i presenti alle cerimonia. Impossibile ricordarli tutti. Oltre alle numerosissime autorità, associazioni, esercito e forze dell’ordine che hanno voluto accompagnare questo intenso momento c’erano molti politici tra cui il sindaco Vincenzo Servalli, l’assessore alla protezione civile Germano Baldi, Umberto Ferrigno, Italo Giuseppe Cirielli, Marcello Murolo.

Non è mancato il Comitato per il Sacrario Militare, con il Presidente Daniele Fasano, il Presidente Onorario il gen. Lucio Cesaro, il colonnello Carlo De Martino, il prof. Roberto Catozzi, il Presidente dell’associazione Bersaglieri a Riposo Antonio Proto, Vincenzo Lamberti, Angelo Canora, Matteo e Luigi Fasano, il fratello e la madre di Massimiliano Randino, Primo Caporal Maggiore della Brigata Paracadutisti “Folgore”, insignito della Croce d’Onore alla memoria e scomparso nel 2009.

Al termine dell’inaugurazione si è voluto anche ricordare un episodio della prima guerra mondiale, ovvero la celebre “Tregua di Natale”. Si era sul fronte occidentale nel 1914. Fu allora che i soldati degli opposti schieramenti cessarono il fuoco. Si accesero candele, si cantarono inni di Natale. Cominciò un botta e risposta di auguri gridati da parte a parte fino a che qualcuno si spinse fuori dalla propria trincea per incontrare il nemico e stringergli la mano. La tregua di Natale fu un atto coraggioso che partì da semplici soldati mossi da sentimenti di profonda e fratellanza.

Ed ecco il racconto.

“A pochi mesi dall’inizio del primo conflitto mondiale – ricorda Daniele Fasano – nelle trincee delle Fiandre a sud di Yptes, in Belgio, nella notte di Natale del 1914 avvenne qualcosa di impensabile. Una tregua spontanea dichiarata da soldati semplici che, per poche ore e per giorni, decisero di abbassare le armi e alzare le braccia per incontrare e abbracciare il nemico. Dalla trincea tedesca spuntarono tantissime candele e canti, indirizzati a chi ho poco prima era il nemico. Le voci dei canti si unirono, seppur in lingue differenti, e la terra di nessuno, di solito deserta divenne luogo di incontro per soldati che, prima di tutto, rimanevano persone. Un incontro che diede vita a piccoli momenti umani colmi di parole, abbracci, strette di mano e regali. Un prete scozzese celebrò una mesa, e la mattina di Natale, gli schieramenti poterono seppellire i caduti. In alcune trincee la tregua durò una notte, in altre si prolungo fino all’anno nuovo. All’epoca, ovviamente il fatto venne insabbiano. Non si poteva tollerare che dei soldati, in guerra e con l’obbligo di sparare si perdessero in momenti gioviali e di spensieratezza, che i nemici diventassero amici”. (Lara Adinolfi)

Cava de’ Tirreni (SA). Il Sacrario Militare sarà intitolato al Grande Ufficiale, prof. Salvatore Fasano

La cerimonia d’intitolazione, voluta dall’amministrazione comunale, avverrà il 15 dicembre alle ore 10 con lo scoprimento di una targa posizionata all’ingresso del Sacrario Militare.


Era stato anticipato dal Sindaco Vincenzo Servalli nel corso della cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto avvenuta lo scorso 4 novembre nell’aula consiliare del Palazzo di città, ma ora è ufficiale: il Sacrario Militare di Cava de’ Tirreni sarà intitolato al Grande Ufficiale, prof. Salvatore Fasano, scomparso il 22 settembre 2020.

A confermarlo la delibera del 19 novembre scorso della giunta comunale, dal titolo “Intitolazione del Sacrario Militare dei caduti cavesi sito nella cappella del civico cimitero al Grande Ufficiale Salvatore Fasano”. Alla cerimonia del prossimo 15 dicembre, alle ore 10, vi sarà lo scoprimento, da parte del Sindaco di una targa d’intitolazione posizionata all’ingresso del Sacrario Militare e la benedizione da parte dell’Arcivescovo di Cava – Amalfi Sua Eccellenza Orazio Soricelli.

L’amministrazione comunale ha invitato le massime autorità civili, religiose e militari del territorio. “E’ giusto che i cavesi ricordino anche con gesti concreti i suoi figli migliori – sottolinea il primo cittadino Vincenzo Servalli – Il professor Fasano è stato importante per la città ed il suo lavoro di recupero dei corpi dei caduti nelle guerre mondiali è meritorio. E’ quindi un giusto tributo che Cava offre al suo lavoro”.

Il Sacrario metelliano custodisce le salme di 106 caduti delle due guerre mondiali, della guerra italo – etiopica e della guerra civile di Spagna. Al suo interno sono conservati anche corpi di decorati al valor militare. Nel 1967 il Grande Ufficiale Salvatore Fasano chiese al sindaco dell’epoca a nome di tutti i giovani cavesi gloriosamente caduti in guerra la costruzione di un monumentale sacrario militare.

“La mia proposta è di veder presto sorgere il grande mausoleo in quel recinto sacro – scrisse Salvatore Fasano nella sua lettera aperta – monumento di fede e riconoscenza ai nostri fratelli più grandi, monito solenne a tutti ma specialmente alle giovani ed i componenti del generazioni che l’ideale di patria dopo Dio e la famiglia, è l’ideale più nobile e santo”.

Prima della realizzazione del Sacrario infatti 32 salme di caduti cavesi del primo conflitto bellico e 7 del secondo erano custodite dal 2 novembre 1924 nell’ex cappella votiva del Duomo di Cava. Nel 1981, durante l’amministrazione Abbro, vide la luce il Comitato per il Sacrario Militare che oggi è presieduto da Daniele Fasano, figlio di Salvatore.

Sono tanti i meriti del Grande Ufficiale che nel 1981 sistemò nel pio luogo 106 urne di caduti in guerra di cui 38 della Prima Guerra Mondiale, 4 della guerra di Spagna provenienti dal Sacrario Militare di Saragozza, 4 della guerra Italo – Etiopica e 60 della Seconda Guerra Mondiale provenienti da varie zone d’Italia. Dal 1993 al 2007 organizzò in sinergia con l’amministrazione comunale ben 9 cerimonie di accoglienza (7 a Cava, 1 a Nocera Superiore, 1 a Pontecagnano).

“Con la sua scomparsa – è scritto nella delibera firmata dal sindaco Vincenzo Servalli – la città ha perso un validissimo ricercatore storico e cultore della memoria. Lo studio è stato un punto fermo del prof. Fasano che ha dato voce ai suoi protagonisti, mettendo a disposizione un patrimonio di idee, valori, testimonianze e documenti d’epoca. Ricordiamo il Fondo d’archivio, da lui donato alla biblioteca comunale Avallone prima della sua morte.

L’Archivio contiene le laboriose ricerche che l’autore ha svolto per poter fornire notizie particolareggiate di tutti quei soldati cavesi morti nelle guerre che si sono combattute tra il 1895 al 1945. Dati anagrafici, luoghi di nascita e di residenza, encomi e benemerenze, nonché riconoscimenti civili e militari si intrecciano con la nutrita documentazione fotografica delle varie cerimonie di accoglienza dei caduti nel loro paese natio. Il prof Fasano nel suo Albo d’Oro dei caduti cavesi ha dato un nome a tutti i nostri concittadini morti sui campi di battaglia, in prigionia o negli ospedali”.

La gestione del Sacrario Militare è affidata ad un costituito “Comitato”, il cui attuale Presidente è il dr. Daniele Fasano, Presidente Onorario il gen. Lucio Cesaro, addetto alla comunicazione il colonnello Carlo De Martino, tesoriere il prof. Roberto Catozzi, ed ancora, la dott.ssa Beatrice Sparano, il colonnello Vincenzo Consalvo, il Presidente dell’associazione Bersaglieri a Riposo Antonio Proto, Vincenzo Lamberti, Luciano D’Amato, Maddalena Annarumma, Angelo Canora, Antonio Pisapia, Gennaro Vitulano, Francesco Di Salvio, Matteo Fasano, il fratello e la madre di Massimiliano Randino, Primo Caporal Maggiore della Brigata Paracadutisti “Folgore”, insignito della Croce d’Onore alla memoria e scomparso nel 2009.

Cava de’ Tirreni (SA). Troise non stecca la prima. E la Cavese si riavvicina al vertice

Torna alla vittoria la Cavese dopo la bruciante sconfitta di Vallo della Lucania e il terremoto tecnico conseguente che aveva portato all’allontanamento di Ferazzali.

Il cambio in panchina come spesso accade nel calcio porta bene e, nonostante, un terreno ai limiti della praticabiità, la Cavese vince la sfida con la Real Aversa e si riavvicina alla capolista Gelbison, frenata a Cittanuova.

Due punti rosicchiati che ridanno speranza e che faranno affrontare la prossima trasferta di Lamezia con piglio diverso al gruppo bleu foncé. La cura Troise, dunque, ha sortito gli effetti sperati? É presto dirlo. Ma soprattutto è presto dare sentenze o lanciare allarmi.

La squadra deve dare conferme e certezze domenica prossima, il test con l’Aversa, superato ai punti, non può far testo per le avverse condizioni atmosferiche e per il fondo pesantissimo del Lamberti. Dunque, bisognerà attendere le prossime prestazioni per dare un giudizio sensato sul futuro prossimo aquilotto.

Con l’Aversa sono emerse le solite lacune in fase di costruzione della manovra, le ataviche difficoltà nel servire palloni giocabili al povero Allegretti, ridimensionato ulteriormente dal viscido fondo dello stadio amico. Fino a quando non è stato gettato nella mischia il puntero Diaz, a venticinque minuti dal termine, non ci sono state occasioni significative sul taccuino. La stazza dell’attaccante argentino è andata a nozze sul traversone pennellato di Gabrieli. E, così, con un suo guizzo si è archiviata la sfida a favore degli aquilotti.

Tre punti che sono il miglior vaccino contro la malattia della sfiducia e della delusione che da qualche tempo a questa parte aleggiano sulla Cavese. Che ieri era a lutto per la prematura scomparsa della mamma del patron Santoriello. A inizio gara, infatti, dopo la consegna di un mazzo di fiori da parte dei dirigenti ospiti in segno di partecipazione al lutto dei metelliani, il minuto di raccoglimento e, infine, il via alla sfida.

La squadra metelliana entra in campo con le idee chiare e prova subito a premere sull’acceleratore. La defezione all’ultimo secondo, in fase di preriscaldamento del centrale difensivo Viscomi non si fa sentire e pur su un terreno al limite la Cavese si fa avanti dalle parti di De Simone. Ma sterilmente, la malattia di questa fase iniziale della stagione continua a rimanere presente.

Le difficoltà di portare al tiro il povero Allegretti restano. E così per quasi mezzora non ci sono azioni degne di nota. Si deve arrivare al 26′ pt per vedere la prima occasione. Se la ritrova tra i piedi Carbonaro. È il 26’pt. Kosovan vince un rimpallo sulla trequarti e di prima intenzione mette nel corridoio giusto per l’accorrente Carbonaro che però di piatto debolmente indirizza sul palo lontano permettendo a De Simone di neutralizzare.

È ancora Kosovan un minuto più tardi sugli scudi. La sua fucilata dal vertice destro dell’area ospite viene messa in angolo con le punta delle dita della mano destra dall’attento estremo difensore ospite. Sul calcio d’angolo susseguente si avventa il centrale difensivo bleu foncé Altobello ma l’incornata è debole e non ha problemi De Simone ad addomesticare la conclusione.

La Real rompe il miniassedio ma guadagna solo un angolo e nulla più al 41′. Poi più nulla fino al duplice fischio.

Nella ripresa non succede nulla fino all’11’. Mariani su tocco corto da punizione di Strianese, il più lucido tra gli aversani, fa partire un missile terra terra che Anatrella neutralizza. Ancora Aversa sugli scudi al 18’st. Questa volta gran gesto tecnico di Di Lorenzo che al volo spara tra i pali aquilotti costringendo Anatrella agli straordinari.

La svolta della partita arriva al 19’st. Troise tira fuori dal pantano Kosovan e al suo posto mette dentro Diaz. La forza propulsiva d’attacco si raddoppia. Al fianco di Allegretti la Cavese preme di più dalle parti di De Simone. E trova il gol della vittoria al 37’st. Gabrieli, imbeccato da Maiorano, entra in are da destra e crossa per Diaz che incorna perfettamente, ma colpevolmente lasciato solo dai difensori ospiti, bucando a sorpresa De Simone, apparso nella circostanza meno attento e sicuro delle altre parate fatte nel corso della partita.

È il tripudio per i bagnati, infreddoliti 800 irriducibili tifosi biancoblù accorsi al Lamberti per sostenere la squadra e spingerla verso la vittoria. Tifosi che sicuramente sono pronti in massa a fare lo stesso nella trasferta di domenica prossima a Lamezia, che sarà la chiave di volta del resto del campionato.

Se davvero la Cavese vuole restare tra le protagoniste del girone per recitare fino in fondo il ruolo di pretendente alla promozione non potrà che centrare un risultato favorevole nella trasferta calabrese.


CAVESE (4-3-2-1): Anatrella; Gabrieli, De Caro, Altobello, Fissore; Corigliano, Romizi (18’st Palma), D’Amore; Kosovan (19’st Diaz), Carbonaro (30’st Maiorano); Allegretti. In panchina: Paduano, Afri, Quaranta, Katseris, Palladino. Allenatore: Troise.

REAL AGRO AVERSA (4-4-2): De Simone; Di lorenzo, Hutsol, Mariani, Gala; Schiavi, Russo, Strainese, Ndiaye; La Monica, Chianese. In panchina: Lombardo,Affinito, Dello Iacono, Falco, Sgambati, Iannone, Sorriso, Montaperto, Cavallo. Allenatore: Sannazzaro.

ARBITRO: Mallardi di Bari.

RETI: 37’ st Diaz.

NOTE: Giornata piovosa, terreno pesante.Spettatori 815 paganti. Ammoniti:Di Lorenzo,Hutsol, Corigliano, Palma, Diaz. Angoli:6-2. Recuperi: 0′ pt, 3′ st.

Cava de’ Tirreni (SA). Notte Bianca dei Licei Economico Sociali: si discute di Cittadinanza attiva e sviluppo del territorio

Laboratori, spettacoli, convegni per promuovere i temi dell’economia, dell’educazione civica e finanziaria: è la Notte Bianca dei Licei Economico Sociali, un’iniziativa che unisce a distanza tutti i Licei Economico Sociali del territorio nazionale. Dopo la pausa del 2020, l’appuntamento ritorna, dunque, con il tema “Le buone pratiche di cittadinanza attiva, un’opportunità economica per lo sviluppo del territorio”.

Ne discuteranno, in presenza, venerdì 19 novembre, nella sede di via Filangieri del Liceo De Filippis Galdi di Cava de’ Tirreni, Tiziana De Sio, referente Metellia Service, Sabato Fiore, direttore della BPER, Serafina Lucillo, housewife, Vincenzo Messina, imprenditore, Marcello Murolo, giuslavorista, Attilio Palumbo, presidente Legambiente, Sergio Scuoppo, presidente Mani Amiche, con il coordinamento della docente Mimma Di Nino.

L’appuntamento è alle ore 17.

Dopo i saluti della Dirigente scolastica del Liceo De Filippis Galdi, prof.ssa Maria Alfano, e dell’assessore all’Istruzione del Comune di Cava de’ Tirreni, avv. Lorena Iuliano, ad accogliere gli ospiti saranno gli allievi dell’indirizzo musicale diretti dalla prof.ssa Annalisa Fariello e, a seguire, le performances sul tema della Notte degli studenti dell’Economico-sociale, guidati dai docenti Daniela Paolillo, Letizia Puglisi e Mariangelica Scotto di Uccio. Alle ore 17.30 il collegamento da remoto con le 26 scuole della Rete Les Campania e il saluto della prof.ssa Maria Palma, Dirigente scolastica della scuola capofila, il Liceo L. A. Seneca di Bacoli, daranno ufficialmente inizio alla Notte 2021.

“Il Liceo Economico-sociale, introdotto con la riforma dei percorsi liceali del 2010, è un indirizzo di studi collegato alla realtà economica. Una solida cultura – dichiara la dirigente scolastica del Liceo De Filippis Galdi prof.ssa Maria Alfano – non può essere slegata dalla conoscenza del diritto e dei principi economici che ci muovono. Questo fa del Les un indirizzo di significativa modernità”.

L’evento si svolgerà nel rispetto delle norme anticovid.