cultura & sociale

 

ACCIAROLI (SA). Festival di letterature resistenti “Immaginare il futuro”

Ragionare sul presente per guardare al futuro, attraverso conversazioni e incontri con le migliori voci della narrativa, del giornalismo e del cinema d’autore.


E’ “Immaginare il futuro”, la prima edizione del festival letterario internazionale “di letterature resistenti”, che si terrà ad Acciaroli: perla del Cilento, insignito delle “5 vele” di Legambiente e della Bandiera Blu, è presidio Slow Food e capitale mondiale della dieta mediterranea.

Anteprima giovedì 1 agosto alle 21,30 con Mario Martone (di cui verrà proiettato il film “Noi credevamo”, vincitore di 7 David di Donatello tra cui miglior film e miglior sceneggiatura), Karina Sainz Borgo, Valeria Parrella, Massimo Cirri, Roberta Scorrenese, Elvira Mujčič, Annalisa Camilli, Christian Raimo, Luca Restivo e Alberto Urgu.

Il Festival nasce da un’idea del gruppo Left Wing e del Comune di Pollica, ed è prodotto e finanziato dalla Regione Campania con la Scabec per la direzione artistica di Flavio Soriga, Alessandro Mazzarelli e Nicola Muscas.

Il programma, da venerdì 2 a domenica 4 agosto al Porto di Acciaroli alle ore 21,00, si interroga su tematiche complesse che caratterizzano la vita di oggi: migrazioni, identità, scuola, lavoro.

Si inizia venerdì 2 agosto con Massimo Cirri, lo storico conduttore radiofonico di Caterpillar, in dialogo con Valeria Parrella, voce forte della nostra letteratura, in libreria con “Almarina” (Einaudi), per discutere di istruzione e detenzione. A seguire “Storie sulla carta, storie sullo schermo – cinema, storie, memorie, futuro”: Mario Martone si racconta, moderato dagli autori televisivi Luca Restivo e Alberto Urgu. Al termine la proiezione di “Capri-Revolution”, l’ultimo lavoro di Martone presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.

Sabato 3 si prosegue conElvira Mujčić, scrittrice e traduttrice italo-bosniaca che con “Consigli per essere un bravo immigrato” (Elliot, 2019) conferma il suo punto di vista unico e originale sul mondo dell’immigrazione, in dialogo con il giornalista di Internazionale Giuseppe Rizzo.
A seguire Roberta Scorranese, giornalista del Corriere della Sera, scrittrice esordiente con “Portami dove sei nata” (Bompiani), un omaggio personalissimo alla sua terra, l’Abruzzo, a 10 dal terremoto che ha distrutto L’Aquila.
Tra grandi incompiute e ferite ancora aperte, ne discuterà insieme a Massimo Cirri. Alle 22,30 “Politica, spade e draghi volanti, ovvero Game of thrones e il mondo reale”.
Luca Restivo e Alberto Urgu leggono l’attualità attraverso una delle più amate e discusse serie televisive di questi anni.

Domenica 4 incontro con Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale, che dal 2014 segue i migranti in viaggio per e attraverso l’Europa, raccontando le loro storie. Autrice per Rizzoli di “La legge del mare.
Cronache dei soccorsi nel Mediterraneo”, Camilli racconta di come sia cambiato il discorso pubblico sul lavoro delle Ong. A dialogare con lei il giornalista Nicola Muscas.
Segue l’incontro “Narrare il presente”, con Christian Raimo, scrittore, traduttore e insegnante, in conversazione con il giornalista e scrittoreAlessandro Mazzarelli.

La manifestazione chiude con Karina Sainz Borgo, in dialogo con lo scrittore Flavio Soriga, scrittrice venezuelana, autrice di “Notte a Caracas” (Einaudi), un romanzo che è il racconto di un Venezuela sprofondato nella violenza e nell’impunità.

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Disfida dei Trombonieri 2019, trionfale per Santa Maria del Rovo … e senza la Battaglia di Sarno, probabile “fake news”

È stata archiviata con soddisfazione la quarantacinquesima edizione della Disfida dei Trombonieri, con la conferma vincente della fortissima squadra di Santa Maria del Rovo. La manifestazione, dopo una tre giorni preparatoria, si è svolta il 21 luglio allo Stadio “Simonetta Lamberti” di Cava de’ Tirreni, con la solita, tradizionale, sfavillante e tambureggiante sfilata di gruppo in costume e le rombanti salve a trentasei pistoni delle singole squadre, tra emozionate attese, festosi applausi per le botte ben riuscite e le grida di disappunto (dei sostenitori) e di piacere (dei sostenitori avversari) all’apparire fatale delle cilecche.

Con altrettanta soddisfazione dobbiamo anche rimarcare il fatto che, mentre per decenni la Disfida era anche l’occasione per rievocare la Battaglia di Sarno del 1460, quando secondo la tradizione un gruppo di cinquecento cavesi con un intervento decisivo andò a Sarno a liberare dall’assedio il Re di Napoli, ora, della Battaglia di Sarno durante la manifestazione non si parla più, per il semplice fatto che l’intervento decisivo dei Cavesi non c’è stato.

Il mito della “Battaglia”, secondo la ricostruzione di alcuni storici, in primis il prof. Francesco Senatore, sarebbe nato nel 1640, per giustificare idealmente il riscatto economico della demanialità, effettuato a proprie spese dai “Cavoti” per evitare che la Città fosse venduta a qualche feudatario. La Pergamena in bianco fu però veramente consegnata nel 1460 (uno storico “assegno in bianco” che i Cavesi non vollero “compilare”), perché il Re volle giustamente premiare Cava per non essersi arresa ai Francesi protesi nell’attacco contro gli Spagnoli, per il fatto che rappresentavano un baluardo armato fondamentale, per il ruolo strategico della Valle Metelliana nella geografia del territorio.

Su queste basi, furono ben meritate, sia la pergamena in bianco sia i successivi privilegi per cui, non pagando le dogane all’interno del Regno, potevano vendere tutto a prezzi concorrenziali. Questi episodi furono passi fondamentali perché Cava, proclamata Città nel 1394, diventasse una vera Città.

Tale cammino è stato spiegato con profondità il 19 luglio nel corso di un interessantissimo convegno su “Cava Aragonese”, durato un’intera giornata, in cui, oltre al Sindaco Vincenzo Servalli e al Vice Sindaco Armando Lamberti (che ha definito quella della Battaglia di Sarno una “fake news” della nostra storia), docenti universitari di alto profilo, come i cavesi Francesco Senatore (che l’ha promosso e che ha scoperto di recente documenti fondamentali sull’epoca) e Giuseppe Foscari e con loro Bianca De Divitiis, Pierluigi Terenzi, Davide Passerini, hanno definito le caratteristiche di Cava nel periodo aragonese, sottolineato le correzioni storiche da effettuare, dipinto il quadro sociopolitico dell’Italia Meridionale tra quindicesimo e sedicesimo secolo e in particolare tracciato il cammino progressivo della formazione identitaria della Città de La Cava.

È stato un lungo processo durato quasi due secoli che ha trasformato quella che era di fatto una federazione di villaggi sparsi sulle colline in una Città consapevolmente desiderosa di una vera Unità, fondata su interessi convergenti delle varie parti, concentrata intorno al neonato Borgo come luogo di governo e di riferimento commerciale, sociale e politico.

L’interesse primario comune aveva un nome ben preciso: la difesa della demanialità, cioè della dipendenza diretta dal Re senza le prepotenze e i freni di un feudatario. Essa apriva la disponibilità di tanti movimenti e scelte autonome, oltre che una libertà personale e sociale che nei feudi classici era solo sognata. Per difendere questa demanialità, insidiata permanentemente da aspiranti baroni o marchesi o conti, non aveva senso stare ognuno per conto suo.

Per fortuna a Cava ci fu un’élite lungimirante, formata dai commercianti, da giuristi e da uomini d’arme, che nel tempo con prudenza e saggezza operò nella difesa dell’unità e dell’identità cittadina. In questa cornice si inseriscono e si spiegano la resistenza militare contro i Francesi che attaccavano il potere spagnolo, il rifiuto orgoglioso di scrivere qualcosa sulla pergamena in bianco offerta dal Re proprio come gratitudine per i loro servizi di fedele avamposto interno, il sagace sfruttamento dei privilegi poi concesso dal Re di non pagare dazi alle dogane nei loro spostamenti mercantili all’interno del Regno, la sobrietà intelligente con cui gestirono le ricchezze che derivarono da questi privilegi.

Questa convergenza unitaria e identitaria aveva però bisogno anche del supporto di leggi ad hoc, che permettessero di gestire il complesso sistema di relazioni tra i casali tra di loro e tra di loro e il Borgo. Insomma avvenne un’opera lunga e paziente di mediazione da parte della classe dirigente, che portò ad una rotazione nell’elezione del Sindaco e ad una distribuzione equa e solidale degli incarichi istituzionali nel governo della Città. Così si spiega anche che la riconferma dei privilegi di fine quindicesimo secolo effettuata agli inizi del sedicesimo da Carlo V fu applicata, pur se nello spazio di due giorni diversi, sia al Borgo che ai Casali.

Anche la formazione architettonica mostrò progressivamente il segno della creatività e della cultura e della lungimiranza urbanistica. Il Sud del tempo rinascimentale non aveva certo le stimmate dell’arretratezza e del degrado che poi sono emerse nei secoli successivi. Era sufficientemente ricco e godeva di una sua cultura autonoma, fin dai tempi dei Longobardi, dei Normanni e soprattutto degli Svevi, mentre nello stesso tempo attento ai movimenti che provenivano da quel faro straordinario di luce che si accese nell’Italia centrale tra Quattrocento e Cinquecento.

Lì fiorivano nuove teorie e venivano riscoperte e valorizzate quelle legate al mondo classico. L’armonia e l’equilibrio di una città tutta a misura ad uomo e di palazzi elegantemente funzionali e di accorgimenti importanti come l’arco a volta, in linea con gli studi del latino Vitruvio e del geniale architetto fiorentino Leon Battista Alberti, fu determinante nello sviluppo del Borgo porticato de La Cava, con scelte che poi sono rimaste incise nei secoli e che ancora oggi rappresentano il simbolo identitario della Città.

Su queste rinfrescate e in parte rinnovate basi storiche, che non intaccano comunque lo spirito comunitario e festoso delle tradizionali rievocazioni folkloriche, è stato fatto un ulteriore e fondamentale passo in avanti verso il recupero pieno della grande storia di una Città millenaria e la sua qualificazione per essere competitiva nella concorrenza alla nomina di Città Italiana della Cultura nel 2022, che è uno dei grandi obiettivi del ticket amministrativo del duo Servalli-Lamberti.

All’interno di questo cammino, le iniziative degli ultimi mesi sono state certamente il passo giusto per l’altro importante obiettivo d’immagine, qui definibile con le parole stesse del Sindaco Servalli: “promuovere un brand, ”Cava de’ Tirreni, la città della Pergamena Bianca”. Una straordinaria storia di lealtà e fedeltà di un popolo che difese un regno senza chiedere nulla, subendo indicibili danni, tanti lutti, ed ottenne come ricompensa una pergamena che è un unicum nella storia e che è conservata da ben 559 anni gelosamente e successivamente i “privilegi” che consentirono ai cavesi di commerciare in tutto il regno senza pagare dazi e furono all’origine di quella che ancora oggi è la nostra vocazione: il commercio”.

Un bell’obiettivo, non c’è che dire… con l’augurio che le nostre speranze non finiscano “in bianco”…

GIFFONI2019: tutti gli SPECIAL AWARD

LO SPECIAL AWARD TOYOTA PER #GIFFONI2019

VA AD “A COLONY”

Lo Special Award Toyota va al film A Colony, della regista Geneviève Dulude-De Celles. A consegnare lo special award è Mariano Autuori (marketing strategy & communication director), mentre a ritirarlo è la stessa regista. Il film è dedicato alla sezione +13

Il motivo della scelta di questo film – si legge nelle motivazioni del premio – risiede nella coerenza rispetto al messaggio che Toyota vuole diffondere: attraverso la campagna globale ‘Start Your Impossible’ Toyota intende promuovere il valore della società inclusiva, nella quale la diversità rappresenta una ricchezza e un’opportunità e ogni limite può essere superato attraverso la determinazione, la passione e il coraggio. Nel film, la protagonista rimane salda nelle proprie convinzioni, nonostante le difficoltà e la diffidenza del mondo che la circonda, dimostrando che nulla è impossibile. Toyota è onorata di poter assegnare questo premio ad un film che trasmette dei messaggi importanti ai più giovani, che per l’azienda rappresentano un futuro di pura energia rinnovabile”.

Sinossi

Mylia, una timida ragazzina di 12 anni, sta per lasciare la nativa campagna per iniziare la scuola superiore. Mylia fa del suo meglio per affrontare, talvolta goffamente, l’ambiente nuovo e ostile, gestendo le assurdità, i disagi e le piccole vittorie dell’adolescenza. Lungo il cammino incontra Jimmy, un giovane indigeno emarginato della vicina riserva, che l’aiuterà a restar salda alle sue posizioni e a comprendere chi lei sia veramente.

GENEVIÈVE DULUDE-DE CELLES

Il primo corto di Geneviève Dulude-De Celles “The Cut” ha vinto il premio come miglior corto internazionale al Sundance Film Festival 2014 oltre a dozzine di altri riconoscimenti ed è stato selezionato in oltre 80 festival internazionali. L’anno successivo Geneviève ha realizzato “Welcome to F.L.”, un documentario presentato in anteprima al TIFF che ha vinto il premio come miglior nuovo talento al RIDM guadagnando due nomination al Canadian Screen Awards. “A Colony”, il suo primo lungometraggio, debutta alla Berlinale 2019 e vince i premi Grand Jury e People’s Choice – Canadian Feature Film al Festival du cinéma de la ville de Québec e il premio come miglior lungometraggio canadese al Festival International du Cinéma Francophone en Acadie.
Dichiarazioni del regista

Mi piace il doppio senso della parola (Colonia n.d.r.) – spiega la Regista – che per me è una corretta rappresentazione dei due livelli di interpretazione del film: c’è una riflessione sul concetto di collettività, in altre parole una “colonia” come gruppo di persone che vivono nella stessa comunità, e un cenno implicito alla connotazione storica e territoriale della parola, alla quale alludono anche il corso di storia e la relazione di Mylia e Jimmy. […] Volevo rappresentare una bambina mentre si avvia lentamente verso l’adolescenza. Sono convinta che questo shock possa rivelarsi più brutale e cruento della transizione all’età adulta. È così che l’ho vissuto anni fa, e sembra che da allora le cose non siano cambiate: ai bambini si chiede di comportarsi da adulti sempre più velocemente. C’è una certa pressione per eliminare ogni traccia visibile dell’infanzia, per rompere questa immagine infantile data dal corpo. Per fare questo i bambini si impegnano a comportarsi da adulti fin dalla più tenera età, cambiando drasticamente durante tale processo. Per le ragazze, questo significa diventare donna adottando determinati codici (sessualità attiva, rapporti seduttivi con le loro controparti maschili, stile di abbigliamento, trucco)”.


IL PREMIO SPECIALE ORIGINAL MARINES

AL FILM “YOU’LL NEVER WALK ALONE”

Original Marines, per il quarto anno consecutivo main sponsor di Giffoni Film Festival, assegna per la prima volta il premio speciale intitolato al brand a un film in concorso nella categoria Elements + 10

Il vincitore del premio speciale Original Marines è il film “You’ll never walk alone” del regista cinese Geng Xu, per l’approccio poetico e al tempo stesso concreto adoperato nella narrazione, perché è una storia di formazione capace di emozionare e far riflettere, ricca di passione, amicizia e coraggio, tutti elementi in linea la filosofia del brand.

Original Marines condivide i valori del Giffoni Film Festival, ne sostiene la creatività e la scelta di assegnare questo premio, oltre a rendere ancora più forte il legame con la manifestazione, consente al brand di dimostrare in modo diverso e originale quanto siano importanti i bambini e quanto il loro mondo sia speciale.

Per la 49esima edizione di Giffoni Film Festival, Original Marines ha realizzato anche le maglie della giuria, del team tecnico e dei masterclasser che hanno animato le quattro sezioni – Cult, Connect, Music&Radio ed Eco – per un totale di 16.200 t-shirt. Un Fauno Drago, creatura magica che protegge il mondo e l’aria dalle aggressioni provenienti dall’oscurità è il protagonista dell’illustrazione al centro delle maglie. Il drago rappresenta la bellezza magica della natura, la forza e l’importanza dell’elemento aria, fondamentale perché composizione essenziale della vita. “Aria” è anche il tema della 49esima edizione del Festival.

Original Marines

Creatività, qualità e italianità sono solo alcuni degli asset di Original Marines, il brand della IMAP Export Spa nato nel 1983. Una dinamica realtà che produce e commercializza collezioni di abbigliamento dallo stile original con un core target da 0 a 12 anni. Una miscela di colori, poesia e attenzione ai bisogni dei bambini si esprimono nei capi in modo insolito e inaspettato. Original Marines è presente in Italia con più di 500 punti vendita e all’estero con più di 140 store tra Europa, Asia e Africa.


IL PREMIO DIVERTENTEEN DI COMIX

AD ADVENTURES OF SAINT NICHOLAS

Comix conclude la sua dieci giorni al Giffoni Film Festival partecipando alla fase di premiazione dei film. Protagonista il Premio COMIX per il film più “diverten TEEN” dedicato ai trailer più divertenti, inseriti nella categoria +6. A vincere è stato il trailer Adventures of Saint Nicholas (nazionalità, Ucraina). A consegnare il premio, in Sala Lumiere ore16.15, Silvia Stagi, responsabile comunicazione ed eventi Franco Cosimo Panini Editore. Il premio è ritirato dallo sceneggiatore Anton Bazelinsky. “Basta il trailer – si legge nella motivazione del trailer – per capire che “Adventures of Saint Nicholas” farà piegare dal ridere al cinema. Il film racconta di una famiglia che passa un travolgente 25 dicembre fra i monti della Carpazia. Papà, mamma, sorella e fratellino si difendono allegramente, da un massiccio Babbo Natale che, invece di fargli un regalo, vuole fargli la festa!

Sinossi

Alla vigilia di San Nicola, l’alunno di seconda Artem con sua sorella maggiore e i suoi genitori sono costretti a trasferirsi dalla città ad una casetta di montagna sui Carpazi. La famiglia Vasylenko sta vivendo un periodo particolarmente difficile: i bambini non vanno d’accordo, il papà è stato licenziato e si rompe anche un braccio, così la mamma deve portarlo in ospedale. Allorché i bambini si ritrovano da soli in casa, appare loro San Nicola. In realtà si tratta del noto criminale detto il “Cinghiale” che è sfuggito alla polizia ed ha rubato gli abiti al vero San Nicola. Per salvare le vacanze i bambini dovranno cominciare a collaborare e dar prova di coraggio e scaltrezza.

SEMEN GOROV. Nato nel 1971, si laurea all’Università Nazionale per il Teatro, il Cinema e la Televisione Ivan Karpenko-Kary, specializzandosi in regia. Lavora come regista al teatro russo di arte drammatica Lesya Ukrainka. Comincia quindi a girare videoclip per artisti ucraini, acquisendo fama sia in Ucraina che all’estero. Ha anche lavorato per i canali TV First National, Inter e 1 + 1 e ha diretto oltre un centinaio di video musicali e i musicals “Evenings on a farm near Dikanka” e “Cenerentola”.

Il film – spiega il regista – è un racconto di formazione; una storia sul credere nelle fiabe e sul fidarsi dei miracoli per trasformare in meglio le nostre vite, per dare gioia, amicizia e amore. Una piccola auto con un bagagliaio stracolmo sta viaggiando da una grande città a una piccola città. Non tutto va bene per la famiglia in auto. Il padre e la madre sono sull’orlo del divorzio, la figlia adolescente è scontrosa perché ha lasciato la vita di città e le sue amiche. Il ragazzo, il nostro protagonista, è molto preoccupato per l’atmosfera che c’è in casa. Lo incontriamo in un periodo meraviglioso della sua crescita: è abbastanza grande per comprendere le difficoltà della vita e, allo stesso tempo, ancora abbastanza giovane da credere nei miracoli. Cerca di nascondersi dai guai immergendosi in un video game, ma una vera avventura lo aspetta! Se credi in Babbo Natale – dimostralo! Questo è ciò che la vita gli insegna, è così che inizia il viaggio del nostro giovane “vero guerriero”: dalla debolezza alla forza, dalla dipendenza alla sicurezza. […] Il ragazzo ha bisogno di scoprire la differenza tra la fiaba e la cruda realtà, ha bisogno di assumersi la responsabilità sia per la sua sicurezza che per quella della sorella. È l’unico modo per ottenere un vero regalo: diventare un eroe, l’eroe della sua famiglia”.


LO SPECIAL AWARD CONSORZIO GRAGNANO CITTÀ DELLA PASTA: IL “FILM PIÙ TENACE” È ROMY’S SALON

Al Giffoni Film Festival, quest’anno, viene premiato anche il “film più tenace”, con lo Special Award Consorzio Gragnano Città della pasta. La scelta è caduta su “ROMY’S SALON” (sezione Elements +10 del Giffoni2019). A consegnare il premio, Aurora Casillo, presidente del Consorzio, a ritirarlo la registaMischa Kamp: “Per la capacità della protagonista di non arrendersi di fronte agli imprevisti, per la sensibilità nell’adattarsi alle problematiche della convivenza quotidiana, per la tenacia nel mettere l’amore al di sopra di ogni difficoltà“, spiega Casillo.

Sinossi

La madre di Romy è sempre al lavoro. Perciò Romy, tutti i giorni, dopo la scuola, sta con la nonna. Potrebbe sembrare divertente, ma poiché nonna Stine è impegnata a lavorare nel suo salone di bellezza ed è molto severa, non c’è molto da divertirsi. Tutto cambia però, quando Romy scopre un lato totalmente diverso del carattere della nonna.

MISCHA KAMP. Mischa (Rotterdam, Paesi Bassi, 7 Agosto 1970) si laurea in sceneggiatura e regia alla Dutch Film and Television Academy di Amsterdam. Dalla metà degli anni ’90 ha scritto e diretto vari corti e serie, fiction, nonfiction, live action e film di animazione. Nel 2005 ha diretto il suo primo lungometraggio, “Winky’s Horse” (film per bambini), proiettato alla Berlinale. Nel 2007 ne ha diretto il sequel, “Where is Winky’s Horse”, che è stato un altro grande successo. Con “Boys”, del 2014, una storia di formazione, Mischa ha vinto diversi premi internazionali. Nel 2017 è uscito il film “Miss Sing Song”.

Questa è una storia semplice, ma meravigliosamente familiare e universale per grandi e piccini. Attraverso gli occhi di una bambina coraggiosa – dice la regista – assistiamo all’incredibile impatto che l’Alzheimer di sua nonna ha sull’intera famiglia. Alla fine, Romy scopre che nulla rimane sempre uguale. Ma a causa della nuova situazione con l’Alzheimer della nonna, i genitori di Romy si parlano di nuovo e i personaggi imparano a comprendersi meglio. E questo a Romy sembra una vittoria: i suoi genitori, alla fine del film, le prestano più attenzione. E conosce davvero sua nonna, con cui condivide molti momenti allegri e speciali“.


Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP

Il Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP nasce nel 2003 dall’unione delle aziende storiche produttrici di Pasta di Gragnano. L’azione congiunta dei soci ha portato nel 2013 all’ottenimento dell’Indicazione Geografica Protetta, primo riconoscimento comunitario di qualità assegnato alla pasta in Italia e in Europa. La sua mission è oggi la tutela e lo sviluppo del prodotto Pasta di Gragnano IGP in Italia e nel Mondo, come ambasciatore del Made in Italy e di uno stile di vita sostenibile, sano e naturale. L’IGP vincola ulteriormente la Pasta di Gragnano al suo territorio, dove solo il peculiare microclima di questo altopiano, collocato tra il mare e i Monti Lattari, e l’acqua pura e sorgiva che da qui sgorga creano un prodotto unico quando si uniscono alla semola di grano duro. Elementi che i Gragnanesi sfruttano per la produzione di pasta fin dall’antichità, creando nel XVI secolo i primi pastifici a conduzione familiare e ottenendo nel 1845 da Ferdinando II di Borbone l’alto privilegio di fornire la corte di tutte le paste lunghe, atto che sancisce formalmente la nascita della Città della Pasta.


CARTA WOW! E IL FILM PIÙ SORPRENDENTE, VINCE THE MOST MAGNIFICENT THING

Il brand carta WoW! premia il film più sorprendente, con lo Special Award Wow. Inserito nella categoria“sezione +3”, è risultato vincitore “The most magnificent thing” (cortometraggio – Canada, 2018). Un film d’animazione con la regia di Arna Selznick. La cerimonia si terrà in Sala Sordi alle ore 20. A consegnarlo, Marika Nocerino, in rappresentanza della Futura Line. Ritira il premio, la produttrice Pamela Slavin.

Il film ha vinto “Per la sorprendente capacità di raccontare la tenacia e la perseveranza di una bambina che realizza, con fantasia e un po’ di incoraggiamento, la cosa più grandiosa mai vista”.


Sinossi film. Una bambina dallo spirito creativo è determinata a fare grandi cose. Sempre insieme al suo migliore amico, il suo cane, i due esplorano felicemente il mondo. Quando la bambina riceve un kit di attrezzi, decide di costruire la cosa “più magnifica” che può per il cagnolino. Ma non sarà facile come crede!

ARNA SELZNICK

Arna Selznick è una regista e un’artista pluripremiata. Pioniera del cinema d’animazione dal 1984, con “Gli orsetti del cuore”, ispira e intrattiene le famiglie con la sua grande immaginazione narrativa. Tra i suoi lavori: “Gli orsetti del cuore”, “Little Bear” (stagione 2) e “Back to School with Franklin”. Inoltre, come story artist Arna ha lavorato a film come: “The Nut Job Sequel”, “Spark” e “Rock and Rule”; e serie televisive come: “Nerds and Monsters”, “Kate e Mim-Mim”, “6teen”, “Mr. Bean”, e la serie originale “L’ispettore Gadget”.

La Futura Line Industry, proprietaria del marchio WOW, ha partecipato per la seconda volta al Giffoni Film Festival con diverse attività e progetti. Il tema alla base della partnership è la creatività dei ragazzi, espressa attraverso l’utilizzo di materiali semplici come la carta. Diverse le attività realizzate.


LO SPECIAL AWARD TIMVISION-CONNESSIONE E TECNOLOGIA: VINCE “ALONE IN SPACE”

Lo Special Award TIMVISION-connessione e tecnologia va a “Alone in Space” del regista Ted Kjellsson (il film è inserito nella sezione +10 del Festival). TIM, Main Partner della 49ma edizione del Giffoni Film Festival, assegna il premio al film che si è distinto per le sue caratteristiche tecnologiche tra i giurati di fascia di età 10/13. Il film svedese del regista esordiente Ted Kjellsson narra le vicende ambientate in un futuro non troppo lontano, di due ragazzi che viaggiano soli in una grande astronave dopo aver abbandonato la Terra in rovina per dirigersi verso un nuovo pianeta.

Per i due ragazzi soli nello spazio, in viaggio verso un nuovo pianeta in cui vivere, la tecnologia rappresenta l’unico modo per rimanere connessi al loro passato, per conservare la memoria e per cercare un nuovo possibile futuro”, la spiegazione di TIM nel consegnare il premio al regista.

La partecipazione di TIM al Giffoni 2019 sottolinea l’impegno dell’azienda nel proporre al grande pubblico contenuti d’intrattenimento digitale, coinvolgenti e di qualità, grazie alla connettività fisso e mobile e al TIM Box che si conferma un Hub di servizi multimediali in grado di offrire la migliore customer experience integrata per i servizi video.

Note sul film:

Sinossi

In un futuro non troppo lontano, la grande astronave Svea viaggia con solo due passeggeri: la dodicenne Gladys e il suo fratellino Keaton. I bambini hanno abbandonato la Terra in rovina per dirigersi verso il pianeta Vial, ma sembra che non arrivino mai. Trascorrono le giornate ad esplorare l’enorme astronave e l’unico con cui possano parlare è il computer Otosan. Tutto cambia quando, all’improvviso, un oggetto sconosciuto si schianta sulla Svea e i due ragazzi si ritrovano a non essere più da soli nello spazio…

TED KJELLSSON. Ted ha diretto la serie tv “The Junkyard Kids” per la SVT, il documentario “Alla Bara Försvinner” e i cortometraggi “Tompta Gudh” e “Captain Sweden”. Ha inoltre un lungo passato come regista di spot pubblicitari e scenografo. “Alone in Space” è il suo primo film. Ted è originario del sud della Svezia dove ha frequentato la scuola di cinema, prima di trasferirsi al nord alla fine degli anni ’90, dove ha poi completato gli studi di Regia e Scenografia. Vive tuttora lì con la moglie e 5 figli. Ted ha sempre avuto un debole per i film di genere e di fantascienza ed è cresciuto con i supereroi ed i grandi film svedesi per bambini di Astrid Lindgren.

Nel corso della mia carriera – ha detto il regista – ho cercato di trovare un’idea fantascientifica che mi coinvolgesse, che fosse divertente ed emozionante. Avevo quasi perso la speranza quando un giorno ho visto lo spettacolo Vial di Henrik Ståhl. E lì ho capito che sarebbe stato possibile farne un film di fantascienza fresco e divertente, ma allo stesso tempo memorabile e importante“.

CAVA DE’ TIRRENI (SA). A.D. 2019, la “Pergamena Bianca” al Casale “Santa Maria del Rovo” … la vittoria di una comunità

Statisticamente, circa ogni 2,45 anni c’è una vittoria da parte del casale Santa Maria del Rovo. Negli ultimi 3 anni, dopo aver ascoltato la voce dello speaker annunciare: “vince, l’edizione della Disfida dei Pistonieri, per il Distretto Pasculanum, il casale … Santa Maria del Rovo” la statistica si è assottigliata al minimo … ogni anno vincono “i biancoverdi”.

Alcuni affermano che, i famosi e seguitissimi “biancoverdi”, sono solo fortunati: “Tengono a ciorta … ” ma chi vive quotidianamente la comunità, di Santa Maria Del Rovo, sa bene che dietro a questo straordinario risultato c’è amore, passione, senso di appartenenza, sacrificio, dedizione e tanto, tantissimo, lavoro di squadra.

Un lavoro di squadra che non ha compimento solo con la “linea dei 36” e che, ogni giorno, ha come obiettivo la voglia di riqualificare una frazione, a ridosso del centro cittadino, spesso bistrattata, trascurata e dimenticata. Con il supporto e la collaborazione della comunità Parrocchiale, guidata da Don Francesco, si cerca di ravvivare gli animi di chi, in questo casale, ci vive. Iniziative culturali, religiose, umanitarie, sportive, folkloristiche, ecc. ecc. cercano di coinvolgere tutti gli abitanti della parte a nord-ovest della “Valle Metelliana”.

Un senso di rispetto verso chi ci ha preceduto ed una grande, grandissima, responsabilità per le future generazioni che ci osservano e che sognano un futuro migliore.

Per tutti i nostri sostenitori che da ogni luogo della città di Cava, ci fanno sentire la loro vicinanza e l’affinità ai nostri ideali che perseguiamo e condividiamo.

“Regalare attimi di emozione a queste persone, è l’obiettivo primario su cui focalizziamo la nostra attenzione!” queste le parole del Presidente Bisogno davanti alla folla che che si è assiepata all’interno, e all’esterno, della Parrocchia di Santa Maria del Rovo dove i pistonieri, vengono accolti dall’abbraccio del proprio casale. Quella gente che, durante il giro d’onore per le vie della frazione, inonda di mazzi di fiori “dei più belli!”, da deporre sulle tombe di chi ci guarda da lassù.

In quella Parrocchia da cui si parte e dove si torna, al rientro dallo Stadio dopo la disputa della Disfida. Indipendentemente dall’esito della Disfida stessa, si vince o si perde, poco importa, tornati “a casa” si porta il saluto dei “pistonieri” alla “Vergine Maria” di cui il sodalizio “biancoverde” ne prende il nome e a cui è legato da un amore che va oltre la semplice fede cristiana.

Fuori ogni dubbio, dopo la terza vittoria consecutiva, si può affermare che: “il casale Santa Maria Del Rovo negli ultimi anni (4 vittorie nell’ultimo lustro), ha gettato le fondamenta per costruire, anno dopo anno, le meritatissime vittorie.”

Nell’organico della linea di sparo ci sono “36 sfumature di età”, si parte dai 24 anni del più giovane fino ad arrivare ai 62 anni del meno giovane. I circa 40 anni intermedi, che distanziano i vertici, dimostrano che c’è un grande affiatamento di gruppo, nel gruppo. Non c’è il più bravo o il meno bravo, c’è semplicemente il mix giusto tra l’esuberanza e la forza del giovane pistoniere, al suo primo debutto, che si fonde con la disciplina ed esperienza degli anziani che, di disfide, ne hanno fatte tantissime. Forse questa la “miscela” giusta che sta regalando la perfezione nell’esecuzione della batteria di sparo.

I colori che contraddistinguono questo Casale, lo rappresentano alla perfezione, verde “speranza” e bianco “purezza” … dopo tanti anni passati a rincorrere la vittoria, senza mai perdere la “speranza”, con “purezza”, semplicità e compostezza stanno scrivendo la storia.

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Diventato operativo il Centro Studi per la Storia di Cava. Eletto Direttore il prof. Giuseppe Foscari

Il Battesimo è avvenuto la settimana scorsa in due momenti solenni, oltre che aperti al pubblico.


Si è insediato ufficialmente il Centro Studi per la Storia di Cava de’ Tirreni, proposto da un qualificato gruppo di studiosi, creativi e giornalisti cittadini, germogliato come organo interno al Comune e ora pienamente operativo e pronto per iniziative di ricerca e per manifestazioni pubbliche incentrate sulla storia e sulla cultura e sugli usi e costumi di ieri e di oggi.

Martedì 17, alle 11,30, nell’Aula Consiliare del Palazzo di Città si è tenuta la prima riunione, aperta al pubblico, del Consiglio Direttivo, convocata e presieduta da Vincenzo Servalli, Sindaco di Cava de’ Tirreni e Presidente pro tempore. Una volta insediato, il Consiglio ha eletto come Direttore il prof. Giuseppe Foscari, docente universitario, e come Segretaria la Dott.ssa Beatrice Sparano, archivista e funzionaria della locale Biblioteca Comunale.

Gli altri componenti del Gruppo Dirigente sono Tommaso Avagliano, Lucia Avigliano, Claudio Azzara, Agnello Baldi, Serena Bisogno, Dario Cantarella, Gianluca Cicco, Enrico De Nicola, Giuseppe Foscari, Francesco Senatore.

Il Direttivo ha anche definito le prime linee operative: cooptazione di alcuni qualificati operatori della Cultura nel territorio, già a suo tempo proponenti della nascita del Centro; piena apertura alla partecipazione e alla collaborazione all’interno della comunità cittadina; ricerche e studi, a tutto campo, locale e globale, nell’ambito della storia e della vita culturale e sociale di ieri e di oggi; nessuna preclusione pregiudiziale o ideologica; promozione di iniziative pubbliche in tema; rapporto di leale collaborazione e interazione con le istituzioni in quanto tali, a prescindere dalle appartenenze politiche.

Per l’applicazione concreta di queste linee, il Direttivo si è dato appuntamento al 4 settembre prossimo, quando saranno definiti i primi aspetti concreti del programma.

L’ultimo atto di nascita da compiere, cioè l’approvazione da parte del Sindaco delle nomine effettuate dal Direttivo, è avvenuta venerdì 18 luglio ed è stata ufficialmente comunicata il giorno successivo nel corso del Convegno su “Cava Aragonese”, organizzato dal prof. Francesco Senatore in cui, con la partecipazione di qualificatissime personalità, tra cui il neodirettore Foscari, sono state ridefinite su basi scientifiche le premesse storiche di importanti rievocazioni folkloriche cittadine.

Più opportuno “battesimo” non poteva esserci. Non resta che augurare buon lavoro ad un Gruppo che potrà e dovrà dare una spinta importante al processo di ampio respiro promosso dall’Assessore alla Cultura e Vicesindaco Armando Lamberti verso la candidatura di Cava a Capitale Nazionale della Cultura nel 2022.