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CORONAVIRUS, cambia ancora il modello di autocertificazione

Il ministero dell’Interno ha modificato ancora il modulo necessario per circolare alla luce delle indicazioni del decreto legge, di oggi 26 marzo, in Gazzetta Ufficiale.

Ora occorre dichiarare anche di essere a conoscenza «delle ulteriori limitazioni» disposte dai presidenti delle Regioni. Tanto che in caso di trasferimento da una regione all’altra bisogna indicare sia quella di partenza sia quella di arrivo. Le ordinanze sono ormai numerose e spesso prevedono limitazioni ancora più severe rispetto alle nuove multe stabilite dal decreto legge.

Il nuovo modello valido dal 26 marzo 2020 è scaricabile qui

 

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Cara Patrizia, giornalista militante, cemento amato di famiglia, donna integrale

In memoria di Patrizia Reso, scrittrice, storica e attivista sociale, scomparsa a soli sessantatré anni.


Bella, ciao! Che bel titolo ha trovato il giornale Cronache per salutare la tua anticipata “partenza” nel giorno più triste, quando di bello ci poteva essere solo il ricordo di te e per il resto solo un magone che ti svanga il cuore… Vero, Patty?

Eppure in quel titolo ci sei tutta tu, e non solo perché era una delle canzoni che più ti emozionavano e ti davano benzina. C’è lo slancio della lotta politica per la libertà, la democrazia, l’uguaglianza, che tu vedevi da sempre incarnate nella Resistenza partigiana e che rivangavi costantemente con la tua azione, da giornalista, da scrittrice, da militante politica, da dirigente all’interno dell’ANPI, perché questi valori per te andavano difesi ogni giorno con le unghie dell’antifascismo e antiautoritarismo, coi denti della coscienza e dell’impegno sociale. Un impegno in cui eri sempre in prima fila, dove si trattava di lottare a baluardo dei più deboli e di chi non ha voce, a cominciare naturalmente dalle donne, di cui non hai mai mancato di essere paladina. Così come non sei mai venuta meno in quelle associazioni che sapevano di democrazia e di partecipazione, di conoscenza, come la stessa ANPI, l’Assostampa “L. Barone”, le varie aggregazioni femminili.

In quel titolo di Bella, ciao!, e in quei valori che esso esprime, c’è anche lo spirito con cui hai scavato nella storia globale e nelle piccole storie locali, mettendoci tutto il cuore ma anche la tua tenacia da panzer e l’acume giornalistico di inchieste e ricerche che hanno aperto finestre sulla vita della Città e sulle vite di cavesi che altrimenti sarebbero rimaste seppellite in un colpevole oblio.

Ne sono nate quattro pubblicazioni fondamentali sulla nostra Cava, che vengono da lontano e guardano lontano: pietre miliari, per gli studio e i curiosi di oggi e di domani.

Sei andata a rivangare e ad approfondire la biografia di Elvira Coda Notari, che è stata la prima storica regista donna del cinema italiana e che a Cava è vissuta per quindici anni fino al 1946, quando è morta nella sua casa di via Formosa. È sulla scia ai tuoi studi che proprio nelle scorse settimane la Commissione Toponomastica ha deciso di dedicare alla “regista del popolo” una “strada del popolo”: e ancora mi trilla nel cuore il ricordo dello squillo canterino di gioia quando te te l’ho comunicato.

È grazie a te che Cava ha conosciuto e ri-conosciuto le trentacinque, e più, vittime della tremenda strage del treno della morte a Balvano nel 1944, quando nella Galleria delle Armi morirono circa seicento “poveri cristi”, quasi tutti in cerca di un po’ di cibo dalle coste napolosalernitane disastrate dalla guerra diretti alle più tranquille campagne del potentino. Grazie a te e alla tua pubblicazione, Senza ritorno, quelle vittime e le loro famiglie hanno avuto un nome, un volto e per un po’ di tempo anche una targa alla stazione (la rimetteremo, vero, caro Sindaco, anche in onore di Patrizia?) e sono uscite dall’oblio della storia ignorata.

Già, quella Storia ignorata che è il titolo di un altro tuo bel libro in cui hai disseppellito il ricordo delle storie belliche e/o di deportazione di tanti cittadini cavesi: storie vere di vite nella tempesta ricostruite dalla viva voce di testimoni diretti e/o delle famiglie, entrambi oramai rassegnati a portarsele nella tomba, quelle piccole grandi, care vicende individuali.

E la stessa storia ignorata l’hai rivangata andando rivedere documenti e riscoprire l’avventura di confinati a Cava e soprattutto di cavesi al confino o sotto libertà vigilata in quanto sovversivi durante il periodo fascista. Anche qui, come nella faticosa costruzione degli altri lavori, quante ricerche, quanti scavi negli archivi, quante telefonate ai familiari, quante chiusure di telefono ma anche quante risposte di quelle che ti caricavano a mille e ti davano la forza per continuare!

Se ora tu fossi qui (ma comunque ci sei, anche se non lo sai), ti emozioneresti a vedere che si ricorda con tanta stima e tanta attenzione la tua figura sociale, a sentire in quel Bella ciao! Il riconoscimento del tuo essere e voler essere “compagna” nel senso più puro e ideale del termine.

Ma… se c’è tanta emozione e commozione in giro è anche e soprattutto perché quella Bellezza faceva parte integrante di te, della tua sensibilità, del tuo slancio sincero di partecipazione, di comunicazione e anche di discussione, del tuo essere “vera” fino in fondo nel tuo rifiuto di compromessi (ridevi quando io ti chiamavo “Patty chiari amicizia lunga”…). Quella Bellezza faceva parte integrante del tuo essere madre, moglie, figlia, da poco anche nonna!, come priorità, ma senza togliere sostanza al tuo essere cittadina, compagna, amica, anzi vivendo in sinergia i valori di una dimensione in sinergia con l’altra, nel nome del tuo essere integralmente donna e persona. Perciò tanta apertura mentale e tanta sincerità di affetto, in quella tua casa e in quella tua famiglia!

Porterò sempre con me, in uno scrigno aperto del cuore, l’immagine viva del mio ultimo incontro con te, pochi giorni prima della quarantena di noi tutti, quando avevi da poco cominciato la radioterapia e non portavi ancora molto visibili i segni del male, che ti stava divorando rapidamente dopo aver tanto tardato a mostrarsi. Tutti insieme nella tua calda cucina-salotto, tu vitale, attenta, vivace e lucida come sempre, pronta alla battuta incisiva e anche all’allegra risata… e intorno a te, tutti e quattro i tuoi adorati gioielli ed il carissimo “Lucio della tua vita”, stretti a coccolarti e starti vicino, a trattarti “come una mollichella” e come quel “cemento amato” che sei sempre stata…

Io, seduto verso la parete di sinistra, non lontano da quel posto dove per anni tuo papà è stato coccolato pure lui “come una mollichella”, diventando, lui nonno, figlio di tutti voi. Di fronte a me, la grande parete con tutte le foto-chiave della vostra bella storia familiare, al centro naturalmente il maxigruppo delle vostre emozionatissime e gioiose nozze d’argento… Due ore volate in una conversazione di assoluto coinvolgimento che ha spaziato dalle difficoltà del presente ai ricordi e alle storie del passato e della nostra generazione. Due ore amiche, due ore belle. E c’era ancora un’aria di speranza in giro…

Poi… la telefonata che non avrei, non avremmo mai voluto sentire…

Rimane il ricordo caro di te, il pensiero che è bello che ci sei stata, con tutta la tua carica affettuosa di unicità e di presenza. Per la Città, ma anche e soprattutto per la tua famiglia.

Non sarai dimenticata, la tua “storia” non sarà ignorata. Non può, non deve.

E allora il mio saluto è pieno di quel magone che ti svanga il cuore, ma anche di tutta la trascinante musica di quel canto. Ciao… Bella… ciao!

Chi era Patrizia Reso

(scheda tratta dal libro “Cava 2000, Il Palazzo e La Città”, Area blu edizioni, scritto da Gaetano Panza con la collaborazione di Franco Bruno Vitolo)

Patrizia Reso, scrittrice e saggista, nata a Cava nel 1957, ha frequentato il Liceo Scientifico “Genoino”, iscrivendosi poi alla Facoltà di Medicina, ma senza finire gli studi. La sua giovinezza è stata sconvolta dalla scomparsa precoce della sorella Marinella, che, pur ledendo le corde della sua sensibilità, l’ha stimolata a “navigare da sola” e le ha aperto gli occhi del cuore e della mente.

È diventata un’attiva protagonista della vita culturale, politica e giornalistica cittadina, sempre in prima fila quando si tratta di lottare per il rispetto dei diritti. Come ricercatrice, ha seguito e vissuto il cammino dell’emancipazione ed il riscatto delle voci soffocate dalla storia, mostrando uno sguardo sempre attento alla società ed al mondo.

Ha esordito con una raccolta di “ritratti al femminile di quotidiana solitudine, Fotografie a colori e in bianco e nero (L’autore Libri Firenze,1997). In Bambini…nel mondo (2006) è andata alla scoperta delle colpevoli violenze sull’infanzia innocente. Con La storia ignorata – Partigiani e deportati cavesi (2009), ha smosso memorie importanti, delicate e sconosciute. Grazie ad Elvira Coda, tracce metelliane di una pioniera del cinema (Terra del Sole 2011), la Città ha scoperto la “cavesità” della prima regista del cinema italiano. Realizzando nel 2012 con Franco Bruno Vitolo l’editing di Reato di clandestinità del senegalese Moussa Keita, ha aperto una finestra sulle problematiche di integrazione dei migranti. In Senza ritorno (Terra del Sole 2013), ha poi fatto luce sulla strage del treno 8017: nel 1944 per le esalazioni di carbone in una galleria perirono circa seicento persone, di cui circa quaranta cavesi, in viaggio per procurarsi un po’ di cibo nella disastrata Italia del primissimo dopoguerra.

Nella primavera del 2017, ha aperto un’altra finestra di “storia ignorata”, con la pubblicazione del saggio Il Fascismo e Cava, città di confino (Ed. Il Paguro), in cui disseppellisce storie di cavesi esiliati e perseguitati, ma anche di tante persone di rilievo che hanno scontato nella nostra città l’illiberalità del Regime.

Musica e fumetti ai tempi del Coronavirus. I Puzzle arrivano sul web con le loro cover a colori

C’è chi si annoia, chi si attacca alla tv, chi ancora decide di fare attività fisica. E poi ci sono loro, che fanno di questa quarantena un’occasione per mettere in gioco il proprio talento e la propria passione per la musica. I Puzzle arrivano sul web con cover e vignette simpatiche.

Da soli due giorni sul web ma la voglia di continuare a cantare e a creare è sempre più. Raffaele e Andrea Scocozza sono fratelli, due giovani ebolitani, amanti della musica. Voce e piano divengono il passatempo giusto per affrontare queste giornate. Cantano, suonano, rivisitano canzoni, ma non solo. Grazie alle capacità creative, i ragazzi decidono di mettere nero su bianco quanto vivono in questa quarantena con vignette simpatiche. Un esempio per i tanti giovani? Si, l’obiettivo dei ragazzi è quello di far tesoro di questo momento particolare della vita di ognuno per mettere in gioco il proprio talento e non annoiarsi. Un mix perfetto tra i fumetti di Topolino e il movimento artistico degli anni 50/60, giochi di colori e disegni che catturano l’attenzione di chi ha come passatempo la home di Facebook.

“Ci siamo sempre chiusi nel nostro studio di casa per registrare – commentano i Puzzle – In queste ultime due settimane le ore passate al pianoforte sono aumentate e abbiamo deciso di trasformare la noia da coronavirus in produttività. Cantiamo, suoniamo e condividiamo. E’ il momento di comunicare al mondo positività. Siamo giovani e vediamo il futuro davanti a noi. Siamo convinti andrà tutto bene”.

La prima cover dei Puzzle è Mondo di Cesare Cremonini. Un messaggio perfetto di speranza che vuole vedere un mondo, quel pianeta che tanto amiamo e che ci piace, brillare ancor di più quanto prima. Le mani di Andrea toccano i tasti del pianoforte e la voce di Raffaele accompagnano i tre minuti di video. I due artisti hanno deciso di non “metterci la faccia” con la decisione di voler comunicare solo la propria musica e l’ironia con il disegno e i colori.

“Avete presente i pezzi di un puzzle? – racconta Raffaele – Si devono incastrare perfettamente affinché nasca la meraviglia di un’immagine limpida e ben dettagliata. Abbiamo deciso di dare questo nome al gruppo proprio perché ci sentiamo due pezzi di un enorme Puzzle chiamato musica”.

Un cantante – Raffaele – e un pianista – Andrea. Insieme, in uno studio arredato da pianoforte a coda e microfono shure amord, vinili e giradischi, danno vita alla musica. Si può dire che sono nati con le note musicali.

“Papà che strimpellava la chitarra per farci addormentare e la voce di nostra madre che cantava la ninna nanna – continua Andrea – Siamo cresciuti e quella semplice passione, dopo anni di formazione è divenuta il nostro pane quotidiano”.

I Puzzle rivisitano cover, rendendole loro, per poi approcciarsi a qualcosa di ancora più personale, la loro musica, i loro testi, le loro melodie. Compongono, creano, tra note, risate e riflessioni.

CORONAVIRUS: cambia di nuovo il modulo per l’autocertificazione

Cambia di nuovo il modulo per l’autocertificazione dei cittadini che intendono fare spostamenti. Lo prevede una circolare inviata ai prefetti dal capo della Polizia, Franco Gabrielli, alla luce del nuovo decreto del presidente del Consiglio pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale e contenente ulteriori misure contro la diffusione del Coronavirus.

Le modifiche sono evidenziate in giallo.

Il nuovo modello predisposto dal Ministero è scaricabile qui

Speciale Coronavirus disposizioni Governo e Regioni – 23 marzo 2020 ore 18.00, per leggere tutto il documento clicca qui

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Comunicato alla città (clicca qui per vedere)