notizie
Salerno. Presentato in Prefettura lo Sportello multilingue dell’Ispettorato territoriale del Lavoro e Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.
Presentato stamani presso la Prefettura di Salerno il nuovo Sportello multilingue promosso dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, dedicato alla prevenzione e al contrasto del caporalato.
Lo strumento – frutto di un accordo quadro nazionale tra Ministero del Lavoro e OIM – nasce per facilitare l’emersione di situazioni di sfruttamento, offrire supporto e orientamento ai lavoratori stranieri in difficoltà, costruire un rapporto di fiducia con le istituzioni e favorire percorsi di tutela e reinserimento nel mercato del lavoro regolare. Grazie alla presenza di mediatori culturali, rappresenta un punto di contatto accessibile anche per chi, a causa delle barriere linguistiche o per timore di ripercussioni negative, fatica a rivolgersi direttamente agli enti preposti.
Alla presentazione hanno partecipato, oltre al Prefetto di Salerno, l’Assessore al Lavoro e alla Formazione della Regione Campania, i rappresentanti delle Procure della Repubblica presso i Tribunali di Salerno, Nocera Inferiore e Vallo della Lucania, il Direttore interregionale del lavoro del Sud presso l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, i vertici delle Forze di Polizia, il Direttore dell’Ispettorato del Lavoro di Salerno nonché rappresentanti dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, delle organizzazioni sindacali ed enti del terzo settore.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività del Tavolo sul contrasto al caporalato, lavoro sommerso e sfruttamento lavorativo, già attivo presso la Prefettura, che riunisce in un’ottica di rete integrata tutte le principali istituzioni e attori sociali coinvolti.
L’analisi dei dati relativi al fenomeno dello sfruttamento lavorativo in provincia di Salerno restituisce un quadro caratterizzato da percentuali piuttosto elevate di irregolarità: in circa un terzo delle ispezioni svolte nell’ultimo triennio sono stati riscontrati lavoratori a nero.
Lo sfruttamento lavorativo e il caporalato presentano, infatti, caratteri di estrema complessità, coinvolgendo aspetti economici, sociali, abitativi e logistici. Tra le criticità emerse, particolare rilievo assumono le condizioni di vulnerabilità dei lavoratori, spesso legate a irregolarità contrattuali, difficoltà abitative, trasporti non adeguati e, in alcuni casi, situazioni di irregolarità sul territorio.
I presenti hanno evidenziato il ruolo centrale della prevenzione, da sviluppare attraverso attività di informazione e sensibilizzazione, e della formazione professionale per ridurre il divario tra domanda e offerta di lavoro. È stata altresì richiamata la necessità di valorizzare le imprese che operano nel rispetto delle regole, anche con l’impiego di strumenti come la Rete del lavoro agricolo di qualità.
Accanto allo sviluppo di una necessaria azione preventiva è stata sottolineata l’importanza di proseguire nelle attività di vigilanza anche attraverso i controlli congiunti, coordinati dalla Prefettura e già avviati sul territorio provinciale, che vedono in campo le forze di polizia insieme agli ispettori del lavoro.
Inoltre, è stato evidenziato il ruolo fondamentale degli strumenti normativi, tra cui l’articolo 18-ter del Testo Unico Immigrazione, che oltre a consentire il rilascio di permesso di soggiorno speciale in favore dei lavoratori stranieri, che attraverso le denunce collaborano con le autorità, offre la possibilità di reinserirsi nel mondo del lavoro.
È stato pertanto confermato l’impegno a proseguire il lavoro congiunto, anche con la futura sottoscrizione di un protocollo operativo, la costituzione di un Osservatorio territoriale e l’eventuale sviluppo di strumenti innovativi, come piattaforme digitali di informazione e accesso ai servizi.
L’apertura dello Sportello multilingue finanziato con i fondi FAMI del Ministero dell’Interno, prevista per la giornata di domani, rappresenta un ulteriore passo avanti nella costruzione di un sistema multilivello di contrasto allo sfruttamento lavorativo, fondato su collaborazione istituzionale, prevenzione, tutela delle vittime e promozione della legalità.
A margine dell’incontro, il Prefetto Esposito, ha sottolineato che: «Lo sfruttamento lavorativo rappresenta non solo una grave violazione dei diritti dei lavoratori, ma anche un danno per l’intero sistema economico e un’alterazione della concorrenza.
Per contrastare tale fenomeno è necessario un approccio integrato che combini i controlli sul territorio con le attività di informazione e formazione e la valorizzazione delle imprese che rispettano le regole e adottano comportamenti virtuosi».
Il ricordo di Antonio Donadio per l’ improvvisa scomparsa del poeta e critico Plinio Perilli.
Salutarsi solo alcuni giorni fa e darsi appuntamento per fine agosto a Bergamo, in Città Alta, lui ospite d’eccezione in occasione della presentazione di un mio ultimo libro. Plinio, o meglio, Plinius, come amava confidenzialmente firmarsi, aveva un dono ormai molto raro, l’umiltà: non si compiaceva dell’ essere tra i poeti della nostra generazione, un faro discreto, unico e prezioso. Era per me il Grano Maggiore di questo nostro rosario terreno, cosi in alcuni versi in memoria. L’Amico, il carissimo Amico, dal sorriso disarmante, sincero e pronto nel consigliarti o nell’assicurarti un Suo prezioso intervento, come fra noi in tanti anni e, come detto, prossimamente a Bergamo. Non vuole essere questo mio un ritratto dell’importante poeta e critico letterario, ci saranno tempo e modi per questo, ma solo una breve testimonianza per l’uomo Plinio Perilli che ha lasciato non solo un profondo vuoto in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo ma anche in questa nostra sempre più povera e smarrita Repubblica delle Lettere.
Lo struggente ricordo in versi di Antonio Donadio per l’ improvvisa scomparsa del carissimo amico il noto poeta e critico Plinio Perilli.
No, non può essere,
sarebbe banale a dirsi
e a nulla servirebbero
le consunte parole di sempre
ma questo vuoto
questo silenzio
che si stringe ansimando alla gola
sa di morte irreparabile
in questo rosario di vita terrena
quando a mancare
improvvisamente è il grano maggiore.
No Plinio, carissimo
da quaranta anni
e forse da sempre
dimmi dove ti nascondi, burlone
dimmi che è solo un estremo tenero gioco,
vieni fuori, al gioioso urlo del vincitore
Tana libera tutti!
Antonio Donadio
Cava de’ Tirreni (SA). Nasce il “Premio Mimmo Aleotti – Mimmo Mood”.
Gli Sbandieratori Cavensi lanciano un contest nazionale dedicato alla creatività, alla collaborazione e alla memoria di Mimmo Aleotti. Dalla memoria di una persona speciale nasce un progetto capace di guardare al futuro.
Salerno . Quando il mare incontra la città: Salerno riscopre le sue radici amalfitane.
Il “Centro Studi S. de Renzi” presenta il viaggio storico del Prof. Giuseppe Gargano tra i legami invisibili e le antiche storie degli insediamenti amalfitano-atranesi nel capoluogo.
C’è un filo invisibile che lega il centro storico di Salerno ai riflessi azzurri della Costiera. È un legame fatto di volti, di migrazioni silenziose e di una fratellanza antica che affonda le radici in un Medioevo di scambi e speranze. Il prossimo giovedì 7 maggio, alle ore 18.00, il Centro Studi S. de Renzi apre le porte a un viaggio nel cuore della nostra identità presso la sede del CVS Sodalis – Casa del Volontariato in via Filippo Patella 2-4-6 a Salerno, nei pressi del corso Vittorio Emanuele (altezza civico 90).
Protagonista della serata nell’ambito de “I Giovedì con l’esperto” sarà il Prof. Giuseppe Gargano, illustre medievalista e recente Magister di Civiltà Amalfitana, che guiderà il pubblico attraverso il racconto emozionante de “Il primo insediamento degli amalfitano-atranesi a Salerno e i loro rapporti successivi”.
Interverranno all’appuntamento il presidente del Centro Studi S. de Renzi dottor Efrem Piermatteo ed il vicepresidente dottor Raffaele Galano.
Non si tratterà di una semplice lezione di storia ma di un’immersione nel sentimento di una comunità: quella degli abitanti di Amalfi e Atrani che, secoli fa, giunsero a Salerno.
“La conservazione di quanto prodotto assicura la memoria della civiltà e della cultura di una comunità a patto che se ne garantisca la piena fruizione, conoscenza e disseminazione nel tempo a venire – sottolinea il dottor Efrem Piermatteo, presidente del Centro Studi S. de Renzi – Potenziare la fruizione delle biblioteche e degli archivi al servizio del pubblico, dal punto di vista finanziario, culturale e legale, e la loro piena conoscenza e disseminazione come fonte di discussione e condivisione è necessario al fine di garantire che il nostro patrimonio culturale rimanga costruito dal pubblico e accessibile ad esso, come anche per le generazioni future, quale parte del proprio patrimonio culturale e quindi civile identitario. Questo l’esempio che ci ha fornito con il suo impegno e testimonianza di vita di medico e di storico Salvatore De Renzi, uomo non solo del suo tempo, questo il suo lascito fondamentale. Seguendo questo solco continuiamo a proporre occasioni non solo di divulgazione ma anche di scambio culturale tra esperti e pubblico come questo offertoci dal Prof. Giuseppe Gargano. Perché due realtà così vicine nella geografia e nella quotidiana cultura, come Amalfi e Salerno, non potevano rimanere separate nella storia, non solo in generale ma anche negli aspetti legati alla medicina”. “Il Centro Studi S. de Renzi A.P.S., è nato dall’esigenza di approfondire la storia di Salerno e della sua Scuola Medica – aggiunge il dottor Raffaele Galano, vicepresidente del Centro Studi S. de Renzi -L’obiettivo è quello di aprire spazi di discussione e contribuire alla riappropriazione di un’identità passata di grande valore, per poterla spendere proficuamente in futuro. Il Centro è giunto al terzo anno di organizzazione di giornate monotematiche di approfondimento storico. L’evento del 7 maggio, che vede come relatore il prof. Gargano, è il penultimo incontro della stagione che riprenderà in autunno con nuove iniziative”. Attraverso il racconto di Gargano, emergeranno le storie di chi ha costruito ponti di cultura e commercio, rendendo Salerno e la Costa d’Amalfi due anime dello stesso corpo. Il Centro Studi S. de Renzi, baluardo della memoria salernitana, invita tutta la cittadinanza a riscoprire quel senso di appartenenza che ancora oggi vibra tra i vicoli cittadini e i sentieri costieri. Un appuntamento per chiunque voglia guardare al passato per comprendere la bellezza della nostra eredità presente.
Lara Adinolfi



