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Cava de’ Tirreni (SA) – Salerno – Pontedera (PI). Concorso Maric in Toscana: trionfano cavesi, salernitani e costaioli

Abbiamo preso atto con grande piacere della risonanza avuta dalle vittorie a raffica ottenute dai poeti e scrittori cavesi alla Terza Edizione del Premio nazionale “Disarmiamo l’ignoranza”, che si è svolto a Pontedera, in provincia di Pisa.

È importante tuttavia anche rimarcare che questa manifestazione assume una storia e dei significati che vanno oltre le vittorie dei singoli.

Innanzitutto, il nome, Disarmiamo l’ignoranza, è di per sé tutto un programma ed è anche il grido di battaglia dell’Associazione che l’ha lanciato, il MARIC (Movimento Artistico per il Recupero delle Identità Culturali) e naturalmente del suo fondatore, il Maestro Vincenzo Vavuso, che prima del Maric si era caratterizzato proprio per le sue istallazioni fortemente polemiche contro l’Incultura e l’Indifferenza che corre il rischio di imbottigliare la nostra società come in una ragnatela.

Inoltre il Maric, nato a Salerno, non è un’Associazione ordinaria, ma è nata nel 2016 pensando alla grande e cose grandi ha fatto. Potremmo citare grandi mostre nei luoghi più prestigiosi della Campania e non solo (Castel dell’Ovo i Navigli di Milano, tanto per fare dei nomi), ma pensiamo soprattutto al fatto che è riuscita, nel 2019, a dotare la terremotata Accumoli di una Casa della Cultura in muratura, nel 2019, in un territorio ancora dominato dai prefabbricati!

Il fatto stesso che la premiazione di un concorso promosso dal Maric si sia svolta in Toscana è indice degli orizzonti aperti dal dinamismo di un’Gruppo che è nato venendo da lontano e guardando lontano.

Ed è stato tutto bello, lì a Pontedera, dove si sono ritrovati i vincitori provenienti da fuori Toscana e il gruppo organizzatore, guidato dalla Coordinatrice Stefania Maffei e dal Presidente Franco Donatini, che ha gestito l’ospitalità con squisita efficienza e amica signorilità.

Per noi campani ed in particolare per noi cavesi, la giornata poi è stata addirittura trionfale, data la raffica di premi che si è abbattuta sul gruppo, in particolare, come già detto, sui creativi provenienti dalla nostra Cava de’ Tirreni.

Tra questi, la parte del leone l’ha fatta il giovanissimo e talentuoso Alfonso Maria Di Somma, che ha conseguito due primi premi e una menzione speciale.

Il suo racconto Lettera dalla Luna non solo ha vinto la sezione Aiutiamo la Terra, ma è anche risultata l’opera più votata di tutte le sezioni. E non c’è da meravigliarsi: è una splendida “operetta morale” di stampo leopardiano, in cui la Luna scrive ai terrestri ricordando le meraviglie intellettuali e storiche compiute nei secoli e ammonendoli a non sciupare tutto con l’affossamento ambientale della Casa Comune e le disumanità di vario tipo nei rapporti tra i popoli e con le persone.

Gemello nella vittoria, il racconto Uno sguardo nel mio abisso (primo posto nella sezione a tema libero) presenta la vicenda emblematica di un giovane e valido studente che, schiacciato dalle difficoltà economiche e affettive in famiglia e tormentato dalle disuguaglianze sociali rispetto ai compagni, finisce con lo scegliere la malavita, salvandosi proprio nel punto di quasi non ritorno anche grazie alla cultura scolastica e alla presenza fisica e morale di un docente di riferimento.

La menzione ottenuta poi con la poesia Come un uccello completa il quadro, rivelando la capacità di una pregnanza lirica intensa e coinvolgente.

Se a questo aggiungiamo che a soli diciannove anni Alfonso ha già vinto vari concorsi non solo tra i pari di età ma anche, come questo, in sfida con gli adulti, non resta che applaudire il suo bell’avvenire dietro le spalle, sperando che il futuro sia degno di queste splendide radici.

In galoppante collezionismo di premi ed in esaltante turismo poetico in tutta Italia per raccoglierli e farseli consegnare, Stefania Siani, già vincitrice lo scorso anno, non si è smentita neppure in questa edizione del Concorso.

Con Le onde anomale del destino ha vinto la sezione Una vita non basta, proponendo un canto esistenziale che da un lato il senso di disagio di fronte al tempo che scorre e degrada le cose come colori che colano / perdendo brillantezza e luce, dall’altro crea un lirico varco imbrattando i muri di nuove case in cerca di calde tonalità di rosso.

Ha lasciato il suo segno anche nella graduatoria assoluta delle poesie in lingua a tema libero, piazzandosi seconda con Ho imparato a dipingere, dove realizza un’ emozionata congiunzione tra parola, immagine e colore, imparando a dipingere schegge di emozioni ma sapendo che comunque dalle mani sfuggirà quel che ha dipinto.

Doppio podio anche per Annamaria Farina, non nuova a vittorie in questo concorso.. Primo posto nella sezione “Giallo – Al buio” con Roaring twenties, i ruggenti anni venti, un suggestivo noir che attraverso l’indagine di un vecchio poliziotto mette a fuoco il marcio di certi ambienti ruggenti, ma moralmente decrepiti. Per lei, poi, secondo posto nella Sezione “Fantascienza – L’estraneo”, con il racconto Ivo, la cui vicenda, raccontata in prima persona e con uno sguardo inizialmente da moderno Gulliver, tratta il recupero da un sarcofago di un essere supertecnologico e non umano. Gli scontri di mentalità e di potere con i terrestri saranno devastanti.

A fare brillantissima compagnia a questi campioni, la campionessa Teresa D’Amico, vincitrice nella Sezione poesia in lingua a tema libero, che con il Il sogno si è fermato ha cantato il contrasto tra reale e ideale, dipingendo il mondo come una spianata grigia, una bugia vestita di eleganza, uomini pieni di spigoli e ferite, e intonando, come dice la motivazione, “una lirica di alto profilo interiore.”

La “scala reale” cavese è stata completata da Antonio Armenante, che nella Sezione Fotografia ha conquistato un brillante secondo posto con una suggestiva immagine, una delle tante che lui scatta nei suoi percorsi mattutini tra la natura e se stesso. In coerenza con la sua profonda spiritualità, è riuscito a cogliere un raggio di luce tra gli alberi che si dilatava a forma di croce in uno scenario quasi irreale.

Nel palmarès finale, che ha visto di fatto un derby tra toscani e campani, brillante anche il risultato di altri creativi del territorio, soprattutto nelle poesie in vernacolo.

Due premi per il talentuoso giovane vietrese Alessandro Bruno, diventato fresco cavese, essendosi sposato e trasferito a Cava proprio nel giorno della premiazione! Per lui, vittoria nella sezione “Tema libero” con una vivace rievocazione del ruolo della “Vrasera”, quel braciere che ancora brucia nei suoi ricordi e nella sua identità familiare. Terzo posto per lui nella sezione Sogno, con una colorita riaffermazione del valore della finestra vera sulle finestre di “Fessbùk”: è il “sogno della realtà” tutto da riscoprire.

Doppio premio per Rosalba Fieramosca, di Salerno. Terzo posto nelle poesie in vernacolo a tema libero, con ‘E pprete ‘e mare, in cui queste pietre, che fanno male a camminarci a piedi nudi, assumono il ruolo simbolico dei mali della vita e sono sopportabili diversamente a seconda dell’età e della disposizione d’animo. Per Rosalba, terzo posto anche nelle poesie in lingua a tema libero, con “Guarderemo il tramonto”, la tenera elegia coniugale di una coppia che comincia a chiedersi chi dei due “partirà” per primo, ma nello stesso tempo è ben ferma nel sentire il proprio amore come qualcosa che va oltre i confini della vita stessa.

La salernitana Pina Sozio, gloriosa veterana della poesia in lingua e in vernacolo, ha lustrato il suo collo con la medaglia d’argento nella sezione Sogno, dove con grande tenerezza equipara il faticosissimo parto di una migrante su una spiaggia ad un dolente presepe umano.

Ha emozionato e commosso il primo premio nella sezione Sogno in vernacolo. Ha vinto Mario Mastrangelo, con ‘O ccuttone cu ‘a vocca, in cui sogna una morte indolore, come quando le nonne spezzavano il filo con la bocca, dopo aver cucito. Due mesi dopo aver presentato la poesia al concorso, se ne andato via proprio così, lasciando una grande scia di rimpianti… e di grandi opere (otto splendidi libri di poesie in vernacolo e una raccolta di racconti in lingua di alto livello).

Non poteva mancare un premio fotografica per un’abitante del set più bello del mondo, la Costa d’Amalfi. Lucia Ruocco ha vinto nella Sezione a tema libero con un’ immagine molto suggestiva di un’alba ad Atrani, suo paese di residenza, oltre che con una foto-messaggio di mani bianche e nere unite in un gesto solidale.

Insomma, una bella raccolta di soddisfazioni, ma soprattutto l’occasione non solo di una gita deliziosa per una gita splendida nella Regione più carica di storia e di arte, ma anche di un incontro fecondo tra gli itineranti e il gruppo dei toscani organizzatori. Un incontro di amicizia che promette voli di futuro.

A proposito di futuro, già si vibra in vista della prossima edizione, che si svolgerà, pare, a Salerno. E pare in una grande sede industriale, oggi oggetto di uno spettacolare restyling proprio grazie ad un’iniziativa del maestro Vavuso e degli artisti del Maric. Insomma roba alla grande, da far battere il cuore già da ora.

Ma attendiamo che le rose fioriscano. E saranno rose rosse e senza spine, ne siamo certi …

Cava de’ Tirreni (SA) – Milano. La scomparsa di Raffaella Marchese, dolce leonessa della Terza Età

In tre libri, ha raccontato il suo cammino ruggente dal fiele al miele.


La notizia della scomparsa di Raffaella Marchese a Milano ha profondamente colpito anche quei cavesi che tanti anni fa, quando lei viveva nella nostra città, hanno avuto modo di conoscerla e di volerle bene e di quelli come noi che più recentemente le sono stati vicini nella presentazione di un suo libro in occasione dei suoi “ritorni” nella Città dove ha vissuto in giovinezza.

Raffaella era una persona affettuosa, solare, esuberante, una che apprezzava tutto il fiore della vita perché aveva conosciuto anche tante spine e, soprattutto nella prima parte, ha dovuto districarsi tra le spine, riuscendo a trasformare le lacrime in spicchi di luce ed a conquistarsi una terza età da principessa, in compagnia dei suoi splendidi figli e dei suoi studi di recupero, che, pur tardivi, le avevano permesso di scrivere e pubblicare ben tre libri di memorie personali.

Per questo,ci è caro ricordarla su queste pagine. Prima della mia nota personale, un pensiero caldo e affettuoso di Rosanna Rotolo, che, come altri di noi del resto, non aveva mai perso i contatti con lei e, che, come tutti noi, conserva viva nel cuore la forza del suo calore e della sua sensibilità (FBV).


Una straordinaria donna d’Amore

È passata al di là del velo di materia Raffaella Marchese.

Donna straordinaria, pregna di valori e di immense virtù.

Donna, madre e scrittrice, Raffaella ha elargito a piene mani Amore con l’innocenza e la genuinità di un animo grande.

L’amore era infatti l’ingrediente principale della sua esistenza; amore per i suoi tre figli, Antonino, Ernesto, Francesco, figli, pilastri di una vita; Amore per la cultura, soprattutto Amore per la vita.

Una vita raccontata dai suoi libri:

La pipa di terracotta, appassionato ricordo degli affetti e dei travagli dell’infanzia e dell’adolescenza, fino ad un matrimonio carico di rimpianti per un amore “impossibile”.

Alle quattro del mattino, in cui racconta le angherie subite prima da un padre autoritario ed anaffettivo e poi da un marito violento e dispotico, il tutto però ampiamente compensato dall’amore per i suoi tre figli, ai quali ha dedicato l’incipit: “Voi che illuminate l’alba di ogni giorno”. Tutte le emozioni represse, le violenze subite, hanno trovato respiro in quell’angolo recondito dell’anima, in quel posto segreto del cuore per tradursi in afflato d’amore.

L’ultimo libro, L’immensità del tempo, è un quaderno di pensieri, ricordi, immagini ed emozioni emergenti dal cuore immenso di una donna, il cui emblema era il sorriso.

Ti voglio ricordare, cara amica dell’anima, con le parole di Walt Withman:

Niente è mai veramente perduto,

o può essere perduto.

Nessuna nascita, forma , identità

nessun oggetto del mondo

nessuna vita,

nessuna forza,

nessuna cosa visibile.

L’apparenza non deve ostacolare,

né l’ambito mutato confondere il cervello.

Vasto è il Tempo e lo Spazio,

vasti i campi di natura…

Bonarietà, tolleranza, empatia, le chiavi di accesso a te, Raffaella, al tuo mondo d’amore, in cui ogni ombra viene dissolta dal sorriso della bambina eterna che ti porti dentro. (Rosanna Rotolo)


Risalire, donare, amare: il gran volo di Raffaella con i suoi figli e i suoi libri

Un romanzo, anzi più romanzi in una vita sola, anzi in più vite. Tale l’esistenza di Raffaella Marchese, che il 3 agosto scorso si è spenta a Milano, nel giardino appena sfiorito dei suoi novantadue anni.

Nata e cresciuta a Battipaglia, poi vissuta a Cava per vari anni, l’ultimo mezzo secolo di vita lo ha trascorso in Lombardia, in una parabola ascendente, nonostante gli anni che passavano.

Infatti, dopo un’infanzia e un’adolescenza non prive di affetti, ma cariche anche di travagli e forzate sottomissioni “al femminile”, in primis la rinuncia alla scuola e all’amore dei suoi sogni, dopo un matrimonio non desiderato e poi in tanti momenti carico più di ombre che di luci, accettate e sopportate anche queste “al femminile”, quando è arrivata alla soglia della terza età, ha fatto la sua grande rivoluzione. E ha preso finalmente l’appuntamento con Raffaella, coi i suoi desideri e i suoi bisogni.

Una svolta doppiamente rivoluzionaria, perché avvenuta non allontanandosi dalla famiglia, ma stravolgendone l’assetto senza distruggerla, anzi fortificandola.

Oramai ultrasettantenne, prese le distanze dal marito, senza però creare muri, ma rafforzando i ponti relazionali e affettivi, e andò a vivere da sola, per godersi la sua “vita nuova”. In questa vita il primo, anzi il primissimo posto lo occupavano i suoi tre gioielli, i figli Antonino, Ernesto e Francesco, che lei aveva allevato con tutto l’amore di una madre felice e con la forza di quell’amore che le era mancato. Era consapevole che una madre, se ama fino in fondo, lancia i suoi figli il più in alto possibile, dove possono e dove vogliono, e nello stesso tempo cerca di stare vicina e volare accanto a loro.

E così ha fatto. Li ha allevati come una chioccia di sole e li ha fatti volare, tutti e tre, a volte anche molto, molto in alto. Basti pensare che il primogenito, Antonino Di Pietro, è un dermatologo di fama nazionale, che scrive sulle riviste più diffuse e qualificate, appare spesso anche in Rai, ha tra i suoi clienti le star più popolari dello Spettacolo e della Cultura.

Proprio lo studio di Antonino ha rappresentato una delle basi di lancio della sua vita nuova: lì è andata per anni, quasi fino agli ultimi tempi, ogni mattina, puntualissima, a collaborare alla segreteria ed alle relazioni tra i clienti. Essendo solare, carica di energia e prorompente di vivacità e simpatia, ha fatto amicizia con tutti: era proprio impossibile non volerle bene. Tra gli ospiti dello studio, c’era anche Piero Chiambretti, che, avendone assaporato tutto il pepe e la carica umana, quando gli è toccato di presentare il Festival di Sanremo, nel 1997, se l’è addirittura portata con sé, facendola intervenire ogni giorno in un angolino del Doposanremo!

Ma la parte più sostanziosa della nuova vita di Raffaella non è stata questa, bensì la svolta che lei ha dato alla sua vita culturale. Da ultrasettantenne, è tornata a scuola! Ha frequentato le serali, ha studiato con la passione di un’innamorata, ha fatto regolarmente gli esami, ha intensificato le letture, che del resto non le erano mai mancate, e ha scritto tre libri, che insieme formano il romanzo, anzi i romanzi della sua vita e della sua anima sempre pregna di delicate vibrazioni e profonda sensibilità.

Il primo, La pipa di terracotta, ricorda la sua infanzia e l’adolescenza, con le imposizioni ricevute in famiglia, pur se non scevre da tensioni affettive, , la convivenza affettuosa con i nonni, il lavoro di casa e di bottega che cominciava alle quattro del mattino, l’incontro con un ragazzo che aveva risvegliato e stimolato tutti i suoi sogni, la forzata rinuncia a questo sogno. Alla fine, un matrimonio più sopportato che supportato, vissuto all’insegna del rimpianto, a cominciare da quella prima notte in cui, come nella sua adorata canzone Voce ‘e notte, la persona dell’amore sognato rimane “fuori” a cantare il suo rimpianto, mentre lei “dentro” vive il rapporto reale sognando l’amore rimpianto…

È rimasto indelebile nella nostra memoria il momento della presentazione qui a Cava, in Biblioteca Comunale. Cominciate proprio al suono di Voce ‘e notte, furono quasi due ore a battito di cuore, in cui ribollivano in lei tutte le emozioni che aveva raccontato, palpitavano con lei i sorrisi di tutti gli amici cavesi che aveva ritrovato per l’occasione.

E troneggiava la meravigliosa presenza di tutti e tre i suoi figli e delle loro mogli, venuti apposta con lei da Milano per testimoniare alla loro madre amatissima e amantissima la gioiosa condivisione di un momento che era il segno di un riscatto lungo una vita intera.

Oramai la strada si era aperta e venne fuori anche il secondo libro, Alle quattro del mattino”, in cui racconta le luci e le ombre del suo matrimonio e la scelta finale di una vita autonoma con i suoi gioielli, senza rancore per il marito, ma anzi conservando e coltivando, pur senza convivenza, tutti i rapporti paterni. Un gesto ulteriore d’amore e anche di perdono, che teneramente è stato compensato da un nuovo tipo di rapporto con lui e poi, dopo la sua morte, dalla scoperta che egli teneva stabilmente nel portafogli la sua foto …

Insomma, anche questo un libro per lei “epocale”, che fu presentato in una sede per lei “epocale”. Niente meno che nella Sala dei ricevimenti dell’Albergo “Principe di Savoia” di Milano, con la presenza nobilitante e affettuosa dell’ex Direttore di Gente Sandro Mayer! Una sede bellissima e prestigiosa, una delle più prestigiose d’Italia. Basti pensare che contemporaneamente, in una sala adiacente, stava presentando il suo ultimo film nientemeno che Penelope Cruz!

Quella sera non c’era l’emozione del “riscatto”, come per il primo libro, ma c’era la dolcezza della favola. Quella sera la principessa era lei, che per tanti anni aveva dovuto sopportare il peso di sentirsi cenerentola. E il Principe Azzurro era l’Amore, l’Amore dei suoi figli, l’Amore di lei per i suoi figli e per la Vita…

Il terzo libro, L’immensità del tempo, è stato il compimento di una parabola. Una volta raccontata la sua storia, ha messo in stampa frammenti del suo pensiero, delle sue esperienze nella scuola, delle sue esperienze familiari. Un piccolo, sentito puzzle della sua anima.

Poi, il tempo delle pubblicazioni si è interrotto, ma è continuato quello sempre intenso della sua vita familiare e pure “lavorativa” nello studio di Antonino.

Alla fine, sulla sua inesauribile vitalità, ha vinto la Natura.

E gli ultimi tempi sono stati un lento cammino verso la notte. Ma anche in quella notte rimarrà luminosa la scia che lei ha saputo tracciare nelle vite dei suoi familiari, così come era luminosa la scia tracciata da loro nella sua vita. Una sacralità degli affetti che aveva la sua sede materiale nella sua casa: un tempio dell’amore, costellato, muro dopo muro, mobile dopo mobile, cassetto dopo cassetto,di fotografie, bigliettini, oggetti della loro bella vita insieme. Ma la sede reale era nel cuore ed è rimasta ora nel paradiso della memoria, dove lei occupa un posto in primissima fila.

È grande il dolore per la sua assenza, ma nulla può cancellare la gioia che ha donato la sua presenza. Una gioia che cammina sulle gambe di tutti i suoi figli e di tutti i familiari. Una gioia che non smetterà di profumare. E lei comunque ci sarà ancora … (Franco Bruno Vitolo)

Cava de’ Tirreni (SA). Un weekend tra eccellenze e tipicità

Venerdì, sabato e domenica prossimi, il tour di Gusto Italia fa tappa a Cava de’ Tirreni, nel centralissimo Corso Mazzini nello spazio adiacente l’Istituto Don Bosco, per la tredicesima ed ultima tappa di questa stagione.

Dal’1al 3 ottobre sarà possibile degustare, conoscere i prodotti enogastronomici e di artigianato e confrontarsi dal vivo con i produttori.

L’evento, organizzato e promosso dall’Associazione Italia Eventi, è patrocinato dall’UNOE Unione Nazionale Organizzatori di Eventi e dal Comune di Cava de’ Tirreni.

All’inaugurazione prenderanno parte il sindaco Vincenzo Servalli, l’assessore al bilancio Antonella Garofalo, l’assessore alle attività produttive Giovanni Del Vecchio ed il presidente di Italia Eventi, Giuseppe Lupo.

“Cava de’ Tirreni segnerà la tappa di chiusura per questa edizione di Gusto Italia in tour 2021 – afferma il presidente Lupo – di conseguenza sarà ancora più emozionante e carica di cose buone da condividere. Sono state tredici tappe che hanno segnato una geografia del buon gusto e della migliore artigianalità del centro Sud Italia, con eccellenze giunte da tante regioni, tra cui Abruzzo, Lazio, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia, oltre che dalla Campania”.

Il villaggio del gusto sarà aperto tutti i giorni, con ingresso gratuito, a partire dalle ore 10 fino alle 24.

“È un evento importante che ha riscosso grande successo durante il tour e che si conclude nella nostra città – afferma l’Assessore alle attività Produttive, Giovanni Del Vecchio – una kermesse di eccellenze enogastronomiche e di artigianato che rappresentano il patrimonio delle culture e delle tradizioni delle regioni del centro sud Italia apprezzato in tutto il mondo. Questa iniziativa, con le altre manifestazioni che abbiamo messo in campo in questo particolare momento che stiamo vivendo, ci fanno riprendere anche il gusto della normalità che avevamo perso, anche se dobbiamo sempre ricordarci che siamo ancora con una emergenza sanitaria in corso e bisogna fare massima attenzione attuando tutte le precauzioni previste dai protocolli anticovid”.

Cava de’ Tirreni (SA). Nuovo parroco a Sant’Anna: a don Alessandro Buono succede Padre Mimmo Spatuzzi

Dall’amico Pasquale Di Domenico, scrittore vate di Sant’Anna, riceviamo e volentieri pubblichiamo questa appassionata “cronaca in diretta a posteriori” del passaggio di consegne tra don Alessandro e Padre Mimmo.


Splende il sole sopra Sant’Anna all’Oliveto, oggi 16 settembre 2021; una stagione sta per concludersi e un’altra è in arrivo. La comunità religiosa si prepara a porgere il saluto al suo parroco, Don Alessandro Buono che dopo dieci anni viene chiamato a ricoprire un nuovo incarico, quello di Vice Rettore del Seminario Metropolitano di Salerno. È stato nominato come suo successore Padre Mimmo Spatuzzi, proveniente dalla parrocchia di Castagneto.

Vivo fuori Cava, ma non perdo occasione di seguire le vicende più significative del mio paese d’origine. Arrivo in chiesa con largo anticipo, giusto il tempo per i saluti e poi trovare una sistemazione a sedere. In pochi minuti tutti i posti disponibili, nel rispetto delle norme anti Covid vengono occupati, i ritardatari dovranno rimanere all’esterno. Don Alessandro Buono e Don Antonio Landi, suo collaboratore, celebreranno insieme una Santa Messa di ringraziamento, ambedue porgeranno il saluto alla Comunità. Sarà poi, proprio Don Antonio a tenere l’omelia e a sottolineare che il loro è un congedo e non un addio, saranno sempre spiritualmente legati a questa parrocchia che li ha avuti come guida per diversi anni. Sono presenti il sindaco Vincenzo Servalli e il suo vice Nunzio Senatore, il dottor Giovanni Baldi e i rappresentanti delle Associazioni operanti sul territorio.

Dopo la Messa seguono i vari interventi. Dapprima il presidente della Confraternita Vincenzo Lamberti esprime un sentito ringraziamento al parroco per il suo impegno in questi dieci anni e gli consegna una targa ricordo a nome di tutta la Comunità, la stessa cosa per Don Antonio Landi. Segue un breve intervento di Giovanni Baldi, poi conclude il Sindaco, che ringrazia Don Alessandro per il lavoro svolto in questi anni, anche con la complicità sinergica dell’Amministrazione da lui presieduta, sigillando il tutto con una targa ricordo a sua firma. Conclude la serata il padrone di casa Don Alessandro, che con il suo intervento traccia un bilancio dell’arco temporale che lo ha visto protagonista, ringraziando tutti quelli che lo hanno affiancato e sostenuto e chiedendo venia per tutte quelle azioni poco condivise ma sempre spese per il bene comune.

Non sono mancati momenti carichi di forti emozioni, specialmente quando il pensiero era rivolto a persone da poco scomparse. Una serata dal sapore agro-dolce, perché la Comunità da un lato dimostra l’amarezza per la decisione presa dal suo parroco, dall’altro accetta con gioia la notizia, perché un ruolo più prestigioso lo attende nel futuro, il che viene considerato un valido motivo di orgoglio.

Carissimo Don Alessandro, anch’io voglio dedicarti un breve pensiero, considerato il coinvolgimento emozionale della serata. Ricordo benissimo il tuo arrivo a Sant’Anna al fianco di don Attilio Razzano, pace all’anima sua, il parroco più longevo alla guida della Parrocchia, bisognoso di una ragionevole collaborazione. Eri un giovane sacerdote desideroso di apprendere “il mestiere”, un ragazzotto dalla folta chioma nera che tale si è conservata ancora oggi.

Quanta strada dovrai percorrere prima che si possa colorare d’argento! Buon cammino verso traguardi di rispetto che saprai guadagnarti con merito e con onore, ma anche con umiltà e spirito di sacrificio. Grazie per tutto quello che hai dato alla Comunità in questi due lustri, che si caratterizzano per la tua impronta, specialmente durante quei particolari eventi già ascritti alla Storia, vedi Missione Popolare, Sant’Anna frazione e Giubileo parrocchiale, ultimi in ordine di tempo. Un grazie personale per avermi accompagnato nelle mie ultime pubblicazioni, principalmente Terra Natia, interamente dedicato a Sant’Anna nel passato e nel presente, come ponte per le future generazioni. Arrivederci e buon lavoro, con affetto e stima!

Archiviata rapidamente la cerimonia dei saluti e dei ringraziamenti già si pensa alla giornata dell’accoglienza per il nuovo parroco Padre Mimmo Spatuzzi, prevista per sabato 18 settembre 2021. Sarà un momento propriamente istituzionale che coinvolgerà sia l’ambito religioso che quello civile della Città di Cava. L’appuntamento è per le ore 19:00 nella Chiesa gremita fino al consentito, tutti gli altri si accontentano di seguire dall’esterno. La solenne Celebrazione Eucaristica è presieduta dall’Arcivescovo Mons. Orazio Soricelli, affiancato da Don Alessandro e Padre Mimmo, unitamente ai sacerdoti Don Pietro Cioffi e Don Beniamino D’Arco. È presente in rappresentanza ufficiale dell’Amministrazione comunale il vice sindaco Nunzio Senatore.

Per me è la prima volta che capita di assistere a un passaggio di consegne in seno alla Chiesa Cattolica, vi posso assicurare che ci sono stati dei momenti altamente coinvolgenti ed emozionanti, carichi di valori e di significato. Mi riferisco all’omelia dell’Arcivescovo, sia nella parte del ringraziamento riferito al parroco uscente per l’opera egregiamente svolta, sia nella presentazione e nel giuramento del neo nominato Padre Mimmo e successivamente nella consegna delle chiavi da parte di Don Alessandro.

Alla fine l’intervento del Vice Sindaco porge il benvenuto al nuovo parroco, assicurandogli la vicinanza e la disponibilità dell’Amministrazione Comunale. Segue la relazione di Don Alessandro che, oltre a porgere i saluti di accoglienza, traccia un bilancio del suo rettorato. La conclusione, com’è giusto che sia, è affidata al nuovo parroco, Padre Mimmo Spatuzzi, che con molta umiltà e con linguaggio dolce e carismatico si presenta al pubblico con tanta gioia in volto e con la dichiarata voglia di cominciare a lavorare insieme alla Comunità al più presto, per garantire a tutti una crescita umana, sociale e spirituale. La tenerezza del suo sguardo e la bontà del suo animo appaiono chiaramente come punti di forza a sostegno del suo programma. La stessa gioia si legge sui volti dei presenti, e l’intensità delle emozioni si comprende dal lungo applauso che figura come il più forte abbraccio.

Ma chi è Padre Mimmo Spatuzzi? È il sacerdote di casa nostra che dopo un lungo giro, fatto anche di Opera Missionaria in paesi lontani, arriva a Sant’Anna all’Oliveto come guida spirituale. Avere una certa età significa per me poter dire “io l’ho visto crescere” e nei miei ricordi mi appare quel ragazzino dagli occhi vispi e dai riccioli d’oro, timido ma intelligente. Lo vedo appoggiare il mento al vetro della bottega di suo padre, Raffaele il ciabattino, e guardare il mondo fuori sognando il suo futuro. Io catechista, lui chierichetto ci siamo formati nella parrocchia di S. Lucia sotto l’egida guida del compianto don Carlo Papa, un grande maestro di vita oltre che buon Pastore di anime. Oggi quel ragazzino è diventato un uomo saggio, un sacerdote dal sorriso dolce disposto ad aprire il suo cuore a tutti coloro che han bisogno d’amore. La frazione di Sant’Anna lo accoglie e lo acclama con fervore, Lui, caricatosi in spalla questo fardello di responsabilità, si avvia per una nuova esperienza di vita. Noi tutti preghiamo il Signore perché, al suo fianco, possa accompagnarlo e sostenerlo.
Auguri vivissimi, con molto affetto e tanta stima!

Pasquale Di Domenico

 

Cava de’ Tirreni (SA). 59ª “Podistica Internazionale San Lorenzo”, trionfano il keniano Mwaniki Njeru ed Aurora Ermini

Con il tempo di 23’42” il keniano Peter Mwaniki Njeru dell’ASD Atletica Vomano ha vinto la 59ª “Podistica Internazionale San Lorenzo”, disputatasi domenica 26 settembre 2021 a Cava de’ Tirreni (SA). Al 2° posto il connazionale Kisorio Hosea Kimeli dell’Atletica Virtus Lucca, distanziato di 10”. Sul 3° gradino del podio il marocchino Hicham Boufars dell’ASD International Security Service. Tra le donne successo di Aurora Ermini dell’ACSI Italia Atletica con il tempo di 29’20”. Alle sue spalle Camilla Gatti dell’Atletica Fabriano e Paola Patta dell’ASD Podistica Solidarietà. Negli Allievi affermazione di Ferdinando Bassano dell’ASD Atletica Isaura Valle dell’Irno, nelle società trionfo dell’ASD Carmax Camaldolese. Il Premio allo “Sportivo cavese dell’anno” consegnato agli Istituti scolastici. Grande entusiasmo collettivo per il ritorno della storica manifestazione metelliana dopo lo stop forzato dello scorso anno.


Trionfo del keniano Peter Mwaniki Njeru nel Trofeo Armando Di Mauro, successo di Aurora Ermini nel Trofeo Agnese Lodato. Sono i verdetti della 59ª edizione della “Podistica Internazionale San Lorenzo”, svoltasi domenica 26 settembre 2021 a Cava de’ Tirreni (SA).

Una fantastica giornata di sport, quella vissuta nella frazione metelliana di San Lorenzo. Un tourbillon di emozioni, a lungo “represse” in virtù dello stop forzato dello scorso anno causa Covid-19 ed “esplose” in tutta la loro intensità lungo il percorso, al traguardo e durante la cerimonia di premiazione. Dagli organizzatori agli atleti, dagli addetti ai lavori al folto pubblico: in tutti c’era tanta voglia di festeggiare il ritorno alla semi-normalità e di “riprendersi” un appuntamento attesissimo ed irrinunciabile.

Circa 200 gli atleti ai nastri di partenza della storica manifestazione organizzata dal Gruppo Sportivo “Mario Canonico S. Lorenzo” e dal Comitato CSI di Cava de’ Tirreni, che rappresenta una delle gare podistiche più antiche sul territorio nazionale e che anche quest’anno è stata inserita nel calendario dei Meeting Nazionali del Centro Sportivo Italiano.

Grande attesa in particolare per la Gara Assoluti Maschile e Femminile (km 7,8), alla quale hanno dato il via gli Assessori comunali Nunzio Senatore ed Armando Lamberti. Doppietta keniana nella  Gara Maschile – Trofeo Armando Di Mauro, con il trionfo di Peter Mwaniki Njeru (classe 1997) dell’ASD Atletica Vomano davanti a Kisorio Hosea Kimeli (classe 1990) dell’Atletica Virtus Lucca.

I due atleti africani, grandi favoriti della vigilia, hanno preso il largo fin dai primi metri, facendo gara di coppia e scavando via via un solco incolmabile per i loro avversari. Il momento clou intorno al 6° km, quando Njeru ha prodotto l’allungo decisivo che gli ha consentito di staccare il connazionale e di giungere solitario al traguardo con il tempo di 23’42”. L’ennesima prova di forza dell’astro nascente keniano, già vincitore in questo mese di settembre dell’8ª “Stracittadina di Avezzano” e della storica 10 km su strada “La Notturna” di Sansepolcro (AR).

Applausi scroscianti anche per Kimeli, autore comunque di un’ottima performance e giunto all’arrivo a soli 10” dal vincitore. Al 3° posto il marocchino Hicham Boufars (classe 1988, tempo 24’24”) dell’ASD International Security Service, che ha preceduto Kadiri Yahya (classe 1995) dell’ASD Carmax Camaldolese ed il connazionale Youssef Aich (classe 1987) dell’ASD Podistica Il Laghetto.

Nella Gara Femminile – Trofeo Agnese Lodato splendida vittoria di Aurora Ermini (classe 1986) dell’ACSI Italia Atletica, già 2ª nella “Podistica San Lorenzo” 2019, che con il crono finale di 29’20” ha piegato la resistenza della giovanissima Camilla Gatti (classe 2001) dell’Atletica Fabriano, distaccata al traguardo di 12”. Sul 3° gradino del podio Paola Patta (classe 1974) dell’ASD Podistica Solidarietà, che ha chiuso la sua “fatica” con il tempo di 30’58”.

In contemporanea e sullo stesso percorso degli Assoluti hanno gareggiato anche gli Allievi – Trofeo Giuliano Ferrara, che hanno terminato la loro prova al traguardo intermedio di San Lorenzo (km 2,8). Successo di Ferdinando Bassano (classe 2004) dell’ASD Atletica Isaura Valle dell’Irno, che con il tempo di 9’20” ha stabilito il nuovo record della corsa. Alle sue spalle si sono piazzati i compagni di squadra Francesco Fiorillo (classe 2004, tempo 10’06”) e Massimo Luce (classe 2004, tempo 11’02”).

Da segnalare anche l’affermazione tra i Cadetti di Alessio Cozza (classe 2006, tempo 11’50”) dell’Atletica Fabriano e nella classifica per società dell’ASD Carmax Camaldolese, che ha preceduto l’ASD Atletica Isaura Valle dell’Irno e l’ASD Caivano Runners.

Le intense emozioni della giornata, “amplificate” dalla calda voce dello speaker Carlo Cantales e vissute anche in diretta tv sulle frequenze di RTC Quarta Rete, sono proseguite durante la cerimonia di premiazione, svoltasi nello spazio esterno dell’Istituto Comprensivo “Carducci Trezza”.

Alla presenza di numerose autorità, tra cui gli Assessori comunali Nunzio Senatore, Armando Lamberti e Germano Baldi, il Delegato provinciale del CONI, Paola Berardino, ed il Presidente regionale del Centro Sportivo Italiano, Enrico Pellino, si sono succedute le premiazioni per le varie categorie. Con l’atteso “intermezzo” della consegna del Premio allo “Sportivo cavese dell’anno”, istituito dall’Amministrazione comunale – in collaborazione con il Gruppo Sportivo “Mario Canonico S. Lorenzo” e con il Comitato CSI di Cava de’ Tirreni – per premiare lo sportivo metelliano maggiormente distintosi nel corso dell’anno.

Quest’anno eccezionalmente il Premio è stato attribuito agli Istituti Comprensivi cavesi “Balzico”, “Carducci Trezza”, “Don Bosco”, “Giovanni XXIII”, “San Nicola” e “Santa Lucia”, all’Istituto Comprensivo “Fresa – Pascoli” di Nocera Superiore (SA) ed all’Istituto Comprensivo “M. Carlucci” di Baragiano – Ruoti – Balvano (PZ). Si tratta degli Istituti scolastici protagonisti da diversi anni del “Concorso Scolastico – Memorial Antonio Ragone” e del progetto “Aspettando la San Lorenzo”, non svoltisi negli ultimi due anni a causa della terribile pandemia, ed ai quali (in rappresentanza dell’intero universo scolastico) è stato assegnato il Premio per aver vinto la durissima sfida lanciata dal Covid-19.

La consueta foto di gruppo finale ha fatto calare il sipario su quest’edizione della “Podistica Internazionale San Lorenzo”. E la mente è già proiettata a settembre 2022, quando si celebrerà la storica 60ª edizione della manifestazione podistica metelliana.