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Amalfi sfortunata a Pisa: buon ritmo ma gara condizionata dalla corsia esterna.

Nella 71esima Regata delle Antiche Repubbliche Marinare il galeone azzurro finisce quarto dopo aver gareggiato nella più difficile delle corsie.


La corsia esterna, la prima per l’esattezza, penalizza Amalfi e compromette la gara nella 71esima Regata delle Antiche Repubbliche Marinare. Il galeone azzurro, taglia per ultimo il traguardo sull’Arno di Pisa dopo duemila metri di difficoltà condotti a spendere maggiori energie non tanto per insidiare gli altri tre equipaggi quanto per far fronte alla scarsa fluidità di remata determinata in quel punto dalle dune sottomarine del fiume. Terzo posto, invece, per le ragazze azzurre. 

«Si tifa Amalfi sempre, soprattutto quando non si vince! – ha detto il Sindaco di Amalfi, Daniele Milano durante la cerimonia di premiazione svoltasi presso i Giardini Scotto – Sono alla mia dodicesima regata da Sindaco e voglio ricordare come questo evento sia cresciuto molto nel corso del tempo nella comunicazione, nella qualità degli eventi collaterali e degli equipaggi. Oggi sono presenti a Pisa i presidenti delle federazioni italiane di canottaggio, Rossano Galtarossa, e di canottaggio a sedile fisso Marco Mugnani e vorrei qui ricordare un grande canottiere oltre che vogatore vincente dell’armo amalfitano: Davide Tizzano, già presidente della federazione di canottaggio, scomparso a dicembre 2025. Negli equipaggi che si sono sfidati sull’Arno ci sono componenti della nazionale, atleti che vincono medaglie anche alle olimpiadi e probabilmente non godono di questa cornice così accalorata di pubblico. Quindi loro danno veramente il massimo e il massimo l’ha dato anche l’equipaggio di Amalfi: le loro facce all’arrivo erano eloquenti. So che hanno condotto una gara non facile e speriamo di essere più fortunati in qualche altra edizione anche con la scelta della corsia. Un grazie va anche all’equipaggio delle ragazze di Amalfi. Fino a quattro anni fa, nel 2022, nessuno avrebbe mai pensato che le ragazze potessero competere su questi galeoni e allora ci inventammo, insieme alle altre città, la gara mista che poi si è evoluta rapidamente ed è diventata palio femminile. Il comitato generale delle antiche repubbliche, nel corso della riunione svoltasi stamattina qui a Pisa, ha finalmente sancito l’equiparazione delle due gare, quindi entrerà a pieno titolo nell’albo d’oro. Complimenti alle ragazze di Pisa che hanno vinto e ma anche alle ragazze in blu che hanno onorato la nostra città». 

La premiazione degli equipaggi si è svolta presso i Giardini Scotto, con una grandissima partecipazione di pubblico. Grande festa per l’equipaggio femminile di Pisa e quello maschile di Venezia.

«Abbiamo fatto una buona gara purtroppo però siamo rimasti impantanati proprio nella corsia – ha spiegato il timoniere e allenatore di Amalfi, Vincenzo Di Palma – La barca era un mattone. Eppure siamo partiti anche bene ma il galeone si fermava. I colleghi pisani mi hanno detto che quando ci hanno visto in acqua 1 hanno esultato dicendo “Amalfi è fuori gioco”. Credo che il risultato giusto sarebbe stato il secondo o il terzo posto. Ce la saremmo giocata se al sorteggio avessimo pescato un’altra corsia. Comunque sia facciamo i complimenti a chi ha vinto ma soprattutto alle ragazze e ai ragazzi di Amalfi perché hanno dato il massimo. Probabilmente siamo stati leggermente sfortunati sulla corsia però è un Palio e ci sta».

Il Centro Studi “S. de Renzi” fa il pieno di pubblico: la storia della medicina salernitana sfida il silenzio della storia.

Si chiude tra gli applausi il ciclo “Giovedì con l’Esperto” con un viaggio documentato tra fede, superstizione e rimedi naturali.


Si è concluso tra il calore del pubblico e un profondo interesse storico il III ciclo di incontri culturali “Giovedì con l’esperto”, promosso dal Centro Studi “S. de Renzi”. L’ultimo appuntamento, svoltosi presso la Casa del Volontariato (CVS Sodalis) di Salerno, ha confermato il forte legame della cittadinanza con la storia e le tradizioni del territorio.

Al centro della serata, la conferenza del professor Alfonso Tortora dal titolo “I processi dell’Inquisizione agli erboristi della Costiera Amalfitana”.

“La ricerca – dichiara il professor Alfonso Tortora- prende spunto da alcune affermazioni che lo storico di Amalfi Matteo Camera riporta nel secondo volume delle “Memorie storico-diplomatiche dell’antica città e Ducato di Amalfi”, Salerno, Stabilimento Tipografico Nazionale, 1881. Camera sostiene che in Maiori alcune donne vennero catturate, condotte sulla marina di Maiori e condannate al rogo con l’accusa di sortilegi, malefici pratiche magiche. Camera, uomo coltissimo ed espressione di una cultura decisamente ottocentesca, usa il linguaggio dell’epoca, parlando di “donne credute streghe” e di una punizione esemplare compiuta in pubblico, sulla spiaggia: cioè parla di un rogo avvenuto precisamente nel “sito detto l’anglo”. L’episodio si presta per approfondire aspetti e temi sia della presenza dell’Inquisizione pre-tridentina in alcune aree del Mezzogiorno d’Italia (che occorre interpretare con rigore e senza anacronismi e, possibilmente, con margini di attendibilità scientifica molto alti), sia per aprire indagini su inquisiti relativi al territorio della Costiera Amafitana”.

L’incontro ha guidato i presenti in un viaggio suggestivo e documentato tra le pieghe meno conosciute della storia del Mezzogiorno, dove l’antico sapere botanico e la medicina popolare si scontravano con il sospetto e il controllo del tribunale religioso. Attraverso l’analisi di documenti e ricostruzioni d’archivio, sono riemerse le storie di uomini e donne che, per secoli, hanno custodito segreti di cura naturali, spesso pagando a caro prezzo la diffidenza delle autorità del tempo.

Soddisfazione è stata espressa dai vertici del Centro Studi, che hanno sottolineato l’alto valore civile e culturale dell’iniziativa.

«Studiare il passato significa ascoltare le voci che la storia rischia di lasciare in silenzio», ha dichiarato il presidente del Centro Studi “S. de Renzi”, il dottor Efrem Piermatteo. «Questo incontro ci ha invitato a riflettere sul valore della conoscenza, sulla libertà del sapere e sul coraggio di chi, anche nei momenti più difficili, ha continuato a custodire tradizioni fondamentali per la comunità. È una memoria che appartiene profondamente alla nostra terra e alla nostra identità culturale».

Alle parole del presidente sono seguite quelle del dottor Raffaele Galano, vicepresidente del Centro Studi: «Chiudere questo terzo ciclo di incontri con un simile riscontro ci riempie di orgoglio e ci dà la carica per il futuro. Abbiamo dimostrato che la storia della medicina non è una materia polverosa per pochi intimi, ma un patrimonio vivo. Questo non è un punto di arrivo: le storie degli erboristi della Costiera sono solo una delle tante pagine che il Centro Studi ‘S. de Renzi’ continuerà a scrivere e a raccontare alla città».

L’evento chiude una rassegna di successo che ribadisce la missione del Centro Studi “S. de Renzi”: valorizzare la storia della medicina e le radici salernitane attraverso momenti di alta divulgazione accessibili a tutti.

Appuntamento con la Poesia del Novecento Italiano. La Poesia Pura: Giuseppe Ungaretti.

Venerdì 22 c.m. ore 17,45 Spazio civico Rina Sara Virgillito- via Rocca, 5 – Città Alta, a cura dell’ Associazione Lettura & Cultura.


Nel corso della serata si parlerà del grande Giuseppe Ungaretti e a farlo sarà il prof. Antonio Donadio poeta e critico letterario che da quasi trent’anni ha scelto Bergamo come sua seconda Città, lui nativo di Cava de’ Tirreni, porta della splendida costiera amalfitana. Il professore, già docente nei nostri licei Lussana e Secco Suardo, tratterà, in special modo, della nascita di quella corrente letteraria che va sotto il nome di Poesia Pura o anche Poesia del frammento e che ha in Ungaretti l’esponente principale con l’opera prima  “Il porto sepolto” (1916) nata nell’ inferno  della Prima Guerra Mondiale che vide il giovane poeta in trincea sul Carso. Attraverso l’analisi di alcune liriche, in primis l’arcinota ”M’illumino d’immenso”, si percorreranno gli elementi primari della Sua cifra poetica con riferimenti all’intera produzione. Non mancherà qualche accenno a salienti episodi della vita come la dolorosa immatura morte del figlio di soli 9 anni o alla riconquistata Fede avvenuta dopo un pellegrinaggio al Monastero di Subiaco. 

Associazione Lettura & Cultura

Comune di Bergamo
Sistema Bibliotecario Urbano

Biblioteca Gianandrea Gavazzeni

Tra erbe, memoria e inquisizione. Il Centro Studi “S. de Renzi” racconta le storie dimenticate degli erboristi della Costiera Amalfitana.

Il Centro Studi “S. de Renzi” termina questo III ciclo di incontri culturali “Giovedì con l’Esperto” con un appuntamento di particolare fascino storico e umano, dedicato alle vicende degli erboristi, della medicina popolare e dei processi inquisitoriali nella Costiera Amalfitana.


Giovedì 21 maggio alle ore 18.00, presso il CVS Sodalis – Casa del Volontariato di Salerno, in via Filippo Patella, il professor Alfonso Tortora terrà la conferenza dal titolo: “I processi dell’Inquisizione agli erboristi della Costiera Amalfitana”.

L’incontro accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso pagine poco conosciute della storia del Mezzogiorno, dove il sapere antico delle erbe medicinali si intrecciava con la paura, il sospetto e il controllo religioso. Attraverso documenti, testimonianze e ricostruzioni storiche, emergeranno le storie di uomini e donne custodi di conoscenze tramandate nei secoli, spesso guardate con diffidenza dalle autorità del tempo.

«Studiare il passato significa ascoltare le voci che la storia rischia di lasciare in silenzio», dichiara il presidente del Centro Studi “S. de Renzi” il dottor Efrem Piermatteo – «Questo incontro ci invita a riflettere sul valore della conoscenza, sulla libertà del sapere e sul coraggio di chi, anche nei momenti più difficili, ha continuato a custodire tradizioni fondamentali per la comunità. È una memoria che appartiene profondamente alla nostra terra e alla nostra identità culturale».

Il dottor Raffaele Galano, vicepresidente del Centro Studi S. de Renzi aggiunge: «La storia degli erboristi della Costiera Amalfitana non parla soltanto di processi e persecuzioni, ma di umanità, di cura e di un rapporto antico con la natura. In un tempo in cui tutto sembra correre veloce, riscoprire queste vicende significa ritrovare il senso della memoria condivisa e della cultura come luogo di incontro e consapevolezza».

L’iniziativa rientra nel programma culturale del Centro Studi “S. de Renzi”, impegnato nella valorizzazione della storia, della medicina e delle tradizioni del territorio salernitano attraverso momenti di approfondimento aperti alla cittadinanza.

Il Sacrario Militare di Cava de’ Tirreni e l’albo d’oro nel cuore di San Pietro: l’abbraccio di Papa Leone XIV alla delegazione metelliana

Fede, memoria e impegno civile si intrecciano nel pellegrinaggio giubilare: i nomi dei caduti cavesi portati in omaggio al Santo Padre.


Il silenzio solenne di Piazza San Pietro, rotto solo dal battito dei cuori di migliaia di fedeli, ha fatto da cornice a una giornata che resterà scolpita nella storia del Comitato per il Sacrario Militare di Cava de’ Tirreni. Mercoledì 13 maggio, in occasione dell’Anno Giubilare della Chiesa Castrense, la delegazione cavese ha vissuto il momento culminante del suo pellegrinaggio romano: l’incontro con il Santo Padre, Papa Leone XIV.

Sotto un cielo limpido, il Presidente Daniele Fasano ha guidato il gruppo in un percorso di fede e memoria, portando idealmente con sé il sacrificio dei caduti che riposano nel Sacrario cittadino. La mattinata è iniziata con il raduno generale, dove le divise e i vessilli civili si sono fusi in un unico segno di rispetto, per poi proseguire con l’emozionante Udienza Papale. Nel pomeriggio, la delegazione ha partecipato alla Santa Messa presso la chiesa Cattedrale dell’Ordinariato Militare di Santa Caterina da Siena a Magnanapoli, officiata in un clima di profondo raccoglimento.

A margine della celebrazione, il Presidente Daniele Fasano ha rilasciato una dichiarazione carica di emozione: “Oggi abbiamo portato il respiro di Cava de’ Tirreni fin sul sagrato di San Pietro. Vedere lo sguardo del Santo Padre incrociare i nostri è stato come dare voce a chi non l’ha più: i nostri caduti. Non è stato solo un atto formale, ma un ponte di luce tra il sacrificio del passato e la speranza del futuro. Torniamo a casa con la consapevolezza che la custodia della memoria è un impegno vivo, benedetto oggi da una grazia speciale che rinvigorisce il nostro spirito di servizio verso la comunità e la storia.” Alla fine della celebrazione don Cosimo ha invitato sull’altare il Presidente Daniele Fasano a presentare l’Albo d’oro dei caduti cavesi, scritto dal Grand’Ufficiale Salvatore Fasano, portato in omaggio con dedica al Cappellano Nazionale S.E. mons. Gian Franco SABA.

L’evento, coordinato con dedizione dal Cappellano Militare Don Cosimo Monopoli, si chiude con un bilancio di altissimo valore spirituale, confermando il ruolo centrale del Comitato nella salvaguardia dei valori civili e religiosi del territorio.

Lara Adinolfi