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CAVA DE’ TIRRENI (SA). Doppia cerimonia al Comune: insediamento del Sindaco Servalli e presentazione della nuova Giunta

Stamattina, alle ore 12 del 13 ottobre, è andata in porto l’attesa cerimonia della proclamazione-riconferma del nuovo Sindaco nella Sala del Consiglio del Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni, in cui è avvenuto il passaggio delle consegne da Vincenzo Servalli primo a Vincenzo Servalli Secondo, dopo una rielezione al primo turno e senza ballottaggio.

Solo una dichiarazione lampo, niente discorso, niente proclami, massima sobrietà e brevità, attenzione concentrata sull’essenzialità della comunicazione e sulla funzionalità dell’evento.

Rapidissima la successione delle varie fasi. Prima, l’ufficializzazione della vittoria elettorale e la conseguente proclamazione a Sindaco da parte del Segretario generale dott. Danise. Poi, la presentazione-elenco di sei membri su sette della nuova Giunta, non rituale perché di solito le due operazioni non sono contestuali.

Eccoli, i nuovi assessori, che poi nuovi non sono, provenendo tutti dalla squadra uscente e vincente: Annetta Altobello (confermata) alle Politiche Sociali e Beni Comuni; Giovanni Del Vecchio (confermato) alle Attività produttive; Antonella Garofalo, alla Polizia Locale, Trasporti e Viabilità; Lorena Iuliano (già Presidente del Consiglio) all’Istruzione e Patrimonio; Armando Lamberti (confermato, già ViceSindaco nella passata Consiliatura), a Cultura, Turismo, Progetti e Fondi Europei, Università, Tutela della Salute, Contenzioso. Vicesindaco, sarà Nunzio Senatore (confermato come assessore e già Vicesindaco nella prima fase della passata consiliatura), al quale spetteranno anche le deleghe ai Lavori Pubblici, Manutenzione, Ambiente e Lavori Pubblici.

A concludere, la classica foto di gruppo, con tutti rigorosamente mascherati. E appuntamento all’imminente prima convocazione del Consiglio Comunale, senza poter ancora definire la data precisa.

Il tutto è durato non più di un quarto d’ora.

Crediamo che questa essenzialità si sposi bene non solo con l’emergenza contingente ma anche con la delicatezza della situazione specifica all’interno del Comune, dove si cammina sui carboni ardenti per l’arresto domiciliare e l’inchiesta in cui è implicato un Dirigente di livello come Francesco Sorrentino.

Nelle pochissime parole pronunciate, Servalli ha detto chiaramente che siamo in un periodo di difficoltà di vario tipo, che richiedono risposte efficaci da parte dell’Amministrazione, per cui c’è poco da parlare e molto da attendere e da fare. Per questo, per essere messo in condizioni di operare da subito nel pieno dei suoi poteri, ha preferito annunciare già nel giorno della proclamazione la formazione contestuale della nuova Giunta.

Non gli è mancato però il colpo di positività piena e ha concluso più o meno così: “Sento l’onore e l’onere per la fiducia accordataci, segno anche che abbiamo operato bene. Ma ora dobbiamo affrontare questi cinque anni con ancora più forza e determinazione, nel segno della continuità, così come ci hanno chiesto i cittadini cavesi, per portare al termine tutti i progetti in cantiere e realizzarne altri, ai quali stiamo già lavorando, per continuare nell’opera di crescita e di sviluppo della nostra città”.

È quindi un momento in cui per le turbolenze giudiziarie è meglio tacere e per le emergenze sanitarie è meglio parlare coi fatti. E per l’Amministrazione bisogna continuare sulla strada intrapresa. Ci sarà tempo anche a breve per approfondire situazione e prospettive.

Questo lo ha compreso bene il limitato pubblico presente, necessariamente e tristemente selezionato per evitare assembramenti pericolosi: peccato per una manifestazione che in altri tempi sarebbe stata un’affollata e festosa festa della democrazia.

I presenti hanno capito anche le logiche della nuova Giunta, mezza piena e un poco vuota un po’ per non perdere tempo e un po’ per perfezionare gli equilibri politici di una coalizione che deve bilanciare le esigenze di quelle liste che hanno sostenuto il Sindaco durante la campagna elettorale, ottenendo almeno un consigliere. Forse per questo, è ancora ignoto il nome del settimo assessore. Forse, chissà, legato alle scelte del futuro Presidente del Consiglio, e non solo.

Anche questo è politica, non meravigliamoci e non contrariamoci. In fondo, più equilibrata sarà l’Amministrazione, più solida ed efficiente sarà.

E Vincenzo Servalli ha dimostrato già nel corso della passata legislatura di saper essere un buon bilanciere. Speriamo che riesca ad essere nei prossimi cinque anni anche un buon lanciere d’assalto …

CAVA DE’ TIRRENI (SA). “Le parole sono ponti”: premiazione in mascherina e finale al chiaro di luna

Nonostante le insidie permanenti della pandemia, è giunta finalmente in porto a Cava de’ Tirreni la settima edizione del Concorso Letterario “Le parole sono ponti”, riservato agli studenti e dedicato alla prof. Elisabetta Sabatino, grande maestra di saggezza didattica e umanità relazionale, precocemente scomparsa sette anni fa. Dopo sei edizioni celebrate tutte a marzo nella Sala del Consiglio Comunale, stavolta la premiazione è stata rimandata a settembre e poi mercoledì 30 effettuata nel Cortile del Complesso di San Giovanni.

È stata una premiazione un po’ anomala, perché la Sala del Consiglio del Palazzo di Città, abituale sede, offre supporti più funzionali, eppure la serata ha conservato tutto il suo fascino, derivante dall’evocazione sempre emozionata ed emozionante della figura di una donna e una docente che ha saputo trasmettere tutta la poesia della vita e l’allegria del sapere.

A questo aggiungiamo lo scenario suggestivo di un monumento storico come l’ex convento delle Clarisse, oggi complesso polifunzionale di altissimo profilo, la progressiva penombra della sera e l’altrettanto progressivo spuntare della luna piena dietro gli spigoli illuminati del Palazzo, e poi, “ciliegina sulla torta”, le letture finali forzatamente a lume di cellulare. Avremo così le coordinate di un incontro che comunque rimarrà nella memoria, intriso di una straordinarietà e di una “poeticità” tali da compensare anche le mascherine dominanti e le spine annesse e connesse.

Alla manifestazione, organizzata come sempre dal Comune, ha presenziato il Vice Sindaco e Assessore alla Cultura Armando Lamberti. Le letture sono state affidate a Brunella Piucci, Giuliana Carbone e Manuela Pannullo, la conduzione al sottoscritto scrivente Franco Bruno Vitolo. La Giuria era composta da Paola e Barbara Sabatino, sorelle di Elisabetta, dalla Dirigente Scolastica Gabriella Liberti e dal sottoscritto. Alla premiazione erano presenti anche il marito di Elisabetta, Mario, il figlio Giulio, l’altra sorella Meralda e il fratello Maurizio.

Pur considerando idealmente tutti i partecipanti alla pari e vincenti, facciamo una piccola eccezione rivolgendo un particolare grazie e mille complimenti ai “docenti-allenatori” dei ragazzi premiati e segnalando il giovane studente Alfonso Maria di Somma, del Liceo Classico“Galdi-De Fillippis”, un talento giovane già signore della penna, trionfatore nella categoria delle scuole superiori.

Già vincitore nell’edizione nello scorso anno, egli non solo ha raddoppiato, superando tra l’altro rivali di alto livello, ma con il racconto vincitore, Uno sguardo sul mio abisso (storia di un ragazzo sensibile e studioso deviato dall’allettamento dei facili guadagni della mala e poi riscattato grazie alla lezione morale ricevuta a scuola), ha già vinto anche il Concorso “Arte e cultura”, trionfando su scrittori esperti e adulti di varie regioni italiane. Ad maiora, aquilotto!

Ed ecco i premiati, divisi per ordine di scuola e sottolineando la performance della “squadra fortissimi” del De Filippis (sette premi su dieci!) .

E ora aspettiamo insieme che venga primavera… e che il Concorso 2021 si possa concludere regolarmente a marzo…

  1. Sezione “Scuola Primaria”: 1) Rosanna Horvath (I. C. Santa Lucia); 2) Valeria Iannone (Scuola Opera Pia “Di Mauro”); 3) Alessandra Di Palo (IC Carducci Trezza) – Segnalazioni di merito:3) Letizia Ferrara, Stefano Vitale (I.C. Santa Lucia); Manuel Murolo, Francesca Sergio, Gruppo Classe V A (I.C. Carducci Trezza); Manuela Bottiglieri e Carmen Margarita, Vittoria Russo (I.C. S. Nicola)

  2. Sezione “Scuole Medie”: 1) Giorgia Milione (I.C. Giovanni XXIII); 2) Martina Sorrentino (I.C .Carducci Trezza); 3) Sara Scotto Di Quacquaro I. C. Balzico) – Segnalazioni di merito: Sophie D’Amato (I.C. Giovanni XXIII); Gruppo classe IV San Pietro (I.C. S. Nicola), Imma Armenante e Francesca Apicella (I.C. Santa Lucia); Emanuele Senatore (I.C. Carducci Trezza), Marika Siani e Roberta Siani, Cecilia Rita Campanile (I.C. Balzico).

  3. Sezione “Scuole Superiori”: 1) Alfonso Maria Di Somma (Liceo Classico “Marco Galdi”); 2) Pasqua Guarino (Liceo Linguistico Sociopedagogico “De Filippis – Galdi”); 3) Suamy Raffaele Memoli (IIS “Della Corte-Vanvitelli)); – Menzione speciale della Giuria: Lucia Longobardi (Liceo Linguistico Sociopedagogico “De Filippis – Galdi”) – Segnalazioni di merito: Giorgia Bozzetto (Liceo Classico “Marco Galdi”); Dalila D’Andrea, Ylenia Faiella, Siria Galdi, Giovanni Scannapieco, Miriam Sileo (Liceo Linguistico Sociopedagogico “De Filippis – Galdi”).

CAVA DE’ TIRRENI (SA). La scomparsa di Salvatore Fasano, l’angelo dei caduti cavesi

Ha catalogato, ritrovato, fatto rimpatriare centinaia di soldati morti in guerra.


Mi piace immaginare che al suo arrivo lassù in cielo con commozione e gratitudine lo accolgano i volti, le mani, i cuori dei tanti soldati che egli ha restituito alle famiglie e alla terra che li ha visti nascere.”

Così, con affettuosa emozione, don Rosario Sessa ha aperto la sua omelia durante la messa funebre per Salvatore Fasano, che ci ha lasciati martedì 22 settembre dopo novantasette anni di vita intensa e feconda.

Sulla scia ideale tracciata da Mamma Lucia, a modo suo anche lui è stato un angelo dei caduti, poiché ha ricercato informazioni e/o ritrovato e/o fatto rimpatriare le salme di centinaia di soldati cavesi caduti in Italia e all’estero durante le terribili guerre mondiali del secolo scorso . Non ha percorso i campi e le valli con la zappa come Mamma Lucia, non ha estratto materialmente dalla terra i corpi dei poveri ragazzi tarpati dalla guerra, non li ha puliti e accarezzati né gli ha potuto sussurrare “Bell’ ‘i papà”, ma la sua è stata ugualmente un’opera meritoria di alta, altissima Carità, che gli è valsa a suo tempo il prestigioso titolo di Commendatore e Grand’Ufficiale, riconosciutogli motu proprio dal Presidente della Repubblica.

A questo lavoro di ricerca e di recupero ha dedicato decine di anni, impegnando tempo, passione, emozione ed anche tanto denaro, scartabellando tra le carte con certosina pazienza e massima attenzione e mettendosi in contatto con enti, città, governi, eserciti. Ha pure lui scavato tanto, senza pala ma negli archivi di mezzo mondo, ha tampinato impiegati, funzionari, ufficiali, ha teso una mano di consolazione sul dolore di famiglie private dei loro cari, ha aperto finestre nel cuore della Città.

E i risultati sono ancora sotto i nostri occhi: la fondazione del Sacrario Militare, con i resti dei soldati caduti e di quelli recuperati, quattro edizioni dell’Albo d’oro dei caduti cavesi, ogni volta più ricche ed anche graficamente più eleganti, un volume dedicato alle epigrafi ed ai monumenti legati agli eventi bellici e sparsi lungo il territorio metelliano, un ricco e documentato volume sulle strade di Cava, di cui circa cento, per effetto dell’opera di Fasano come presidente della Commissione Toponomastica, sono proprio soldati caduti in guerra, forse un record nazionale. Collaterali a questi prodotti, tante cerimonie solenni con la presenza delle più alte autorità civili, religiose e militari, ogni volta che un caduto ritornava a casa. E tanti occhi lucidi, dei familiari, dei partecipanti e soprattutto di don Salvatore stesso.

Ma l’energia e la passione “a pile ricaricabili” egli non le ha spese solo per volare come angelo sui caduti.

Gli sono servite da ragazzo per affrontare le difficoltà della vita quotidiana di una famiglia carica di amore ma anche di persone (quattordici i figli…) e di tempi difficili per povertà e tensioni belliche. Gli hanno dato la possibilità di cercare spazi, tempi e risorse per poter studiare e coltivare i suoi sogni di volo sociale e umano. Lo hanno sostenuto per esercitare al meglio e con dedizione piena la “missione” di maestro. Gli hanno dato benzina per accendere il fuoco dell’amore e corteggiare fin “da sotto il balcone” la sua Delia e poi per creare con lei una solidissima coppia e far maturare,“come cemento amato”, una famiglia ampia e unita. Gli hanno aperto la strada per vivere da protagonista e da cittadino la vita politica: dal 1964 al 1985, a vario titolo, come consigliere, assessore e una volta anche come Sindaco facente funzioni, è stato attivo nella vita amministrativa, diventando compagno e amico tra i più fidati e affidabili di Eugenio Abbro. Si è dato tanto da fare in quel periodo, soprattutto nella zona familiare oltre Passiano, tanto che da qualcuno fu definito affettuosamente Sindaco del Contrapone. E poi per anni ha diretto e gestito la Commissione Toponomastica, battezzando decine e decine di strade della Città e alla fine, come già detto, insieme col figlio Daniele, con il sottoscritto scrivente Franco Bruno Vitolo, con Lara Adinolfi e Beatrice Sparano, ha prodotto il bel volume strenna “Le strade di Cava”.

Insomma, ha lasciato un segno profondo nella vita della Città e con lui se ne è andata via una pagina grande della nostra storia.

Ma anche una pagina grande nella storia della sua famiglia. È stato padre amato e stimato da figli Daniele, Lucio e Livia, dolcemente e potentemente messi in rampa di lancio da lui e da mamma Delia Cristini; è stato sicuro punto di riferimento patriarcale, nonno affettuoso di nipoti “gabbiani”. E i suoi li ha non solo allevati, ma anche “nutriti”. Infatti amava molto cucinare, operazione che abitualmente ha fatto fino a un anno fa con la fidatissima assistente Maria, alzandosi prima dell’alba. Ed era lui che in occasione dei pranzi patriarcali nelle Feste comandate preparava con le sue mani e con caloroso entusiasmo il “Grande Secondo”, che quasi sempre era il capretto con le patate, suo fiore all’occhiello, cotto nella spaziosissima teglia che ancora oggi odora di lui.

Alla sua famiglia estesa, ai Fasano, negli ultimi anni ha lasciato un retaggio straordinario. Dieci faldoni di documenti, fotografie, manoscritti, testimonianze che ricostruiscono la storia di tutta la stirpe. Un’opera “monumentale”, di cui era profondamente orgoglioso ed a cui ha dedicato pensiero e ritocchi fino a poche settimane prima della sua scomparsa. Un’opera che va oltre la storia familiare, ma tocca momenti di vita cittadina, tanto è vero che quando l’ha finita ha anche meritato articoli di giornale e televisivi, rimanendo così fino all’ultimo sotto la luce dei riflettori.

La luce poi lentamente si è spenta, accompagnandolo nel Grande Viaggio verso l’oltre, in un finale in cui lui, immagine vivente della vitalità, ha visto dolorosamente le sue pile “scaricarsi”. Ma questo purtroppo fa parte del gioco della Vita. Ed è importante che in questo “gioco” egli abbia consegnato ai suoi cari un così forte retaggio d’affetto.

Ma ora è importante anche che la Città si faccia carico dell’eredità che lui ha lasciato, tributandogli i segni della su riconoscenza . Qualcosa si può fare anche subito: ad esempio, dedicando a lui il Sacrario Militare, che è proprio una sua creatura e quasi una sua compagna. E, trascorso il tempo debito, assecondare il suo desiderio di sempre: una strada nel “suo” Contrapone. Una decisione del genere lo renderebbe veramente felice, sia perché in quella zona egli ha lasciato tracce concrete in strade e infrastrutture, sia perché completerebbe quel suo sogno di rimanere vivo oltre la vita, come foscolianamente può desiderare chi lascia eredità d’affetti e compie egregie cose che l’animo accendono.

Che quel suo sogno possa diventare realtà sarebbe cosa buona e giusta. Salvatore Fasano ha vissuto in piedi, ora merita un posto in poltrona nel Paradiso della memoria …

CAVA DE’ TIRRENI (SA). A chiusura del Macfest, in esposizione la creatività targata lockdown

Un’idea brillante, tempestiva, incisiva, quella di portare in pubblico alcuni dei mille e mille tesorini di creatività generati dalla clausura forzata del lockdown. Ne è pieno il web, ma non ne sono ancora piene “le piazze”. Benissimo hanno fatto, allora, i sempre attivi ragazzi del Macass, a fare appello sui social e a raccogliere disegni, dipinti, installazioni, poesie, fotografie, filmati. Con il patrocinio del Comune, dal 10 al 16 settembre nel Complesso Monumentale di Santa Maria del Rifugio a Cava de’ Tirreni ne hanno poi esposto una selezione, nella mostra Esposizioni, riflessioni. L’evento è stato organizzato a conclusione del MacFest 2020, che dal 9 agosto ad oggi ha visto una Masterclass musicale, un Laboratorio Emozionale, un Laboratorio di Urbanistica, un’esposizione a Maiori, un meeting di creativi della Regione Campania per la II edizione di un video contest. Il tutto sempre all’insegna dello slogan “Confrontare realtà, creare connessioni”.

Con la mostra Esposizioni riflessioni è stata offerta ai cittadini la stimolante possibilità di vedere, e condividere (data la comunanza della non richiesta “prigionia”, spunti di artisti emergenti o semplici lampi di comunicazione emozionale di cittadini dolenti e sognanti.

Non tutte le opere, a dire la verità, sono figlie dirette del lockdown, ma sono emerse dal cassetto in occasione del lockdown, e questo le rende subito integrate e integrabili al resto.

Il lavoro più in tema è il grande tabellone preparato da Luca Pastore con una ventina di immagini intervallate da fogli con poesie: si va da fotografie delle strade deserte ad immagini fantasiose dell’organizzazione “in cella”, da poesie cariche di amara consapevolezza dei danni materiali e morali della pandemia alla luce speranzosa dell’arcobaleno dipinto su stoffa dalla deliziosa minibabyartista Arianna Pellegrino. E così via, in un crescendo di emozione e di condivisione.
Proseguendo nella visita, si apprezza anche nel resto delle opere tanta varietà, di tecniche e di tematiche.

Ci emozioniamo artisticamente davanti ad una grafica dal sapore magrittiana, con una maniglia conficcata nell’azzurro senza la porta, che tanto non si aprirebbe, ma si apre il sogno rappresentato dai tuffi, nell’acqua, nel cielo e nelle porte senza maniglia, di figure ora volanti ora addirittura in trampolino dalla maniglia stessa: una piccola sinfonia in immagini.

Ci immergiamo nelle mura claustrofobiche in un breve ma incisivo “covideo”, dove si susseguono immagini animate simbolicamente intrecciate tra mancanze d’aria e di spazio e frammenti di mondo ri-conquistato, con il sottofondo di un’efficace disarmonia musicale, che ben si sposa col buio che avvolge la camera.

In sintonia, con questo, altri due “covideo” in un’altra stanza, dove emerge, simbolicamente, da una parte la ripetuta costrizione del dettaglio, dall’altra il cavalcare libero di cavalli bianchi: segni di opposte sensazioni, di quel conflitto tr ideale e reale che ci ha divorato nei lunghi giorni dell’ iorestoacasa.

E poi, via a passi lenti tra i quadri dell’esposizione. Mani che si stringono con febbrile tensione… grandi immagini a spruzzo interconnesse tra linee trasversali… una piccola figura umana in ceramica, accucciata in cerca del coraggio di rialzarsi… vele appoggiate su rami inariditi che si spalancano sulla speranza sognante delle acque azzurre… concrezioni materiche in cerca d’autore… foto di anziane perplesse con mascherine d’occasione… un bianco vestito macchiato all’altezza del cuore da una stella-corona rosso sangue… cieli che fanno capolino dal grigio di metalliche impalcature… giovani innamorati che nel vuoto della città abbracciano il partner come sognati fantasmi… mani che si uniscono sopra un freddo turbinio di vetro e di volti… volti che si contemplano in un’unione paradossale a punta di lingua… connessioni interattive fatte con fili colorati a scelta degli spettatori… un dominante, giusto e sacrosanto Vaffa-Fuck al dirompente e rompente corona… E potremmo continuare a lungo…

Nella passeggiata tra le opere ci si sofferma, si riflette, si apprezza il tentativo di un’arte giovane, libera e diffusa, senza schemi né accademia, ci si emoziona davanti alla commedia umana spalancata davanti ai nostri occhi a specchio della nostra stessa esperienza.

Alla fine si rimane col rimpianto dei soli cinque giorni di esposizione e anche della mancanza di un “cataloghetto” che l’iniziativa avrebbe certamente meritato, e che si può fare in futuro. In fondo, le opere sono segno di non aver voluto gettare nella spazzatura il tempo a disposizione. Perché far svanire dalla memoria una proposta che è il segno di una rinnovata comunicazione rilanciata proprio nelle fermate imposte dalla pandemia?

Insomma, complimenti vivissimi, ragazzi! Ma intanto perché non pensarci su?

E mentre voi ci pensate, noi inauguriamo il “catalogo a futura memoria” fissando qui i vostri nomi, cominciando della Macass team, guidato con passione dal Presidente Francesco Maria Oreste, proseguendo con i creativi in esposizione… e chiudendo con uno speranzoso “Arrivederci alla prossima!”

MACASS TEAM: Davide Battaglia, Ida Bisogno, Marco Calabrese, Amerigo Carleo, Simone Cuccaro, Cristiano Dello Iacono, Gabriella De Rosa, Pierluigi Di Florio, Camilla Di Pasquale, Alessandro Fariello, Fabrizio Fiorillo, Mariano Mastuccino, Guido Monaco, Francesco Oreste, Melania Oreste, Dario Paradiso, Francesco Maria Parente, Valerio Pelling, Roberto Pisapia, Federica Ruggiero, Sara Santoriello, Luigi Sinacori, Amedeo Trezza, Luca Trotta.

ARTISTI in Esposizione: Dalila Amendola, Andrea Apicella, Tecla Apicella, Pasquale Armenante, Sophie Attanasio, Alessandro Battipaglia, Samantha Bisogno, Marco Canonico, Chiara Capuano, Giuseppe De Martino, Camilla Di Pasquale, Maria Nadia Faiella, Alessandro Fariello, Andrea Freedom, Rosa Furiosa, Clara Iuliano, Christian Lamberti, Serena Milite, Giulia Neri, Simone Pagano, Giovanni Palumbo, Luca Pastore, Marta Cecilia, Quintana Martina Santoriello, Nicole Santoro, Domenico Sorrentino, Marialinda Toriello, Alberto Trezza.

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Morricone, Troisi, Decaro, Pavignano, Lolita, Falcone, Betty Sabatino…

Grandi protagonisti all’Estate cavese nel mese di Settembre.


Dopo il mese di agosto dedicato soprattutto alle serate gratuite di cinema al chiaro di luna presso il complesso di San Giovanni di Cava de’ Tirreni, con tante belle proiezioni e tanto pubblico, il programma dell’estate cavese continua alla grande anche nel mese di Settembre, intersecandosi con le celebrazioni patronali per Maria SS. dell’Olmo (a cui sono dedicati il concerto iniziale di martedì 8 e quello di sabato 12)… e con l’inizio dell’autunno.

Dopo i primi funambolismi con I Giullari medievali e la Compagnia degli sbuffi (domenica 6 settembre) e il concerto bandistico di martedì 8, si decolla con manifestazioni molto stimolanti e grandi personaggi, secondo un programma presentato in Comune dal Sindaco Vincenzo Servalli e dal Vicesindaco e Assessore alla Cultura Armando Lamberti, con la partecipazione di Padre Adriano Castagna, Rettore della Basilica dell’Olmo.

Mercoledì 9 settembre, alle ore 21.00, presso il complesso di San Giovanni presentazione del libro “Da domani mi alzo tardi”, di Anna Pavignano, con immagini e racconti inediti su Massimo Troisi. Un libro di vita vissuta, dato che l’autrice è stata per molto tempo la compagna di Troisi. Un libro di una scrittrice di qualità, dato che la Pavignano ha scritto la sceneggiatura di tutti i film con Troisi, escluso Non mi resta che piangere, e che per “Il Postino” è stata anche candidata all’Oscar.

Giovedì 10, alle ore 21:00, presso il complesso di San Giovanni proiezione del film “Lista Civica di Provocazione” per la regia di Pasquale Falcone con Maurizio Casagrande, Valeria Monetta, Antonio Stornaiuolo, Rosaria De Cicco. È il secondo film di Pasquale Falcone ed è forse il più originale e “profetico”, perché nel 2005, anno in cui è uscito, si cominciavano appena a sentire i rumori dell’antipolitica: racconta infatti un’elezione a Sindaco particolare, fuori dalla “casta” e dal “Palazzo”.

Da mercoledì 9 a mercoledì 16 settembre, presso il complesso Monumentale di Santa Maria al Rifugio, MacFest, mostra di opere eseguite durante il lockdown. Nello stesso complesso, dal 19 al 27 settembre, la Mostra d’Arte collegata al Concorso “Arte e Cultura”, organizzato dall’omonima Accademia presieduta da Michelangelo Angrisani, la cui premiazione avverrà sabato 26.

Sabato 12, alle ore 18.30, in piazza Duomo, presentazione del libro “Inseguendo quel suono… Conversazioni con Ennio Morricone” di Alessandro De Rosa (Ed. Mondadori). In onore della Beata Vergine SS. dell’Olmo, alle ore 21, Orchestra di Fiati Città di Minori, Concerto dedicato a Ennio Morricone in piazza Vittorio Emanuele III. Alessandro De Rosa è un giovane musicista, figlio di cavesi doc, che vive e lavora al Nord Italia e che ha realizzato questa biointervista attraverso settimane e settimane di incontro diretto con il Maestro. Sarà quindi un incontro emozionante con un testimone diretto della vita personale e familiare di uno dei grandissimi del secolo scorso.

Domenica 13, alle ore 18.30, presso il complesso di San Giovanni incontro- conversazione, con Padre Gaetano Piccolo,sj. sul tema: “La Fede in un tempo incerto. Un possibile itinerario per abitare l’interiorità”. Alle ore 20, Spettacolo di bolle. Alle ore 21, Disney Concert Tablò.

Lunedì 14, ore 18,30, presentazione del volume RAPPEL!, raccolta di saggi sulla vicenda artistica italiana anni 20-30.

Lunedì 14, alle ore 21, presso il complesso di San Giovanni Corale Polifonica Metelliana in “Napoli nel cuore e nella mente”.

Sabato 19, ore 18:00, alla Frazione di Santa Lucia, Casa Teatro Estate in fiaba per le frazioni con l’attore Andrea Adinolfi, “C’era una volta… Le favole di Esopo”. Alle ore 20:30, Progetto “Cava racconta.. Pinocchio” della Compagnia degli Sbuffi.

Domenica 20 alle ore 18:00, alla Frazione SS. Annunziata, Casa Teatro Estate in fiaba per le frazioni, di Andrea Adinolfi, “C’era una volta… Le favole di Esopo”.

Venerdì 25, presso il complesso di San Giovanni, alle ore 18:00, presentazione del libro di poesie “Armonia di Silenzi”, di Lolita D’Arienzo, con la partecipazione di Enzo De Caro. A seguire, proiezione del film “Non ci resta che vincere”: una bellissima storia di sport con una squadra di disabili e un allenatore nazionale per caso. Lolita D’Arienzo, da trent’anni immobilizzata dalla SLA, comunica e “scrive” con il solo movimento delle ciglia, offrendo uno straordinario esempio, quasi unico al mondo, di resistenza e resilienza. “Armonia di silenzi” è il suo quinto libro!          

Mercoledì 30, alle ore 17:00, presso il complesso di San Giovanni premiazione del Concorso scolastico “Le parole sono ponti”, in ricordo di Betty Sabatino, grande educatrice, scomparsa sette anni fa. Il Premio, che si doveva svolgere a marzo e che recupera la sospensione causa pandemia, è giunto alla sua settima edizione.