ambiente & territorio

 

La Goletta Verde arriva in Campania: Cittadini protagonisti grazie al servizio di segnalazione SOS Goletta

Continua il viaggio, con l’obiettivo di monitorare la qualità delle acque, denunciare le illegalità ambientali, le trivellazioni di petrolio, il marine litter.


La Campania sarà la dodicesima regione toccata dal tour della Goletta Verde di Legambiente, in viaggio dallo scorso 23 giugno lungo le coste italiane per monitorare la qualità delle acque, denunciare le illegalità ambientali, l’abusivismo edilizio, le trivellazioni di petrolio, il marine litter ma anche per informare e sensibilizzare i cittadini sull’importanza di salvaguardare il nostro prezioso ecosistema e le sue bellezze e affermare il ruolo centrale del Mediterraneo nelle politiche di accoglienza, solidarietà e integrazione. Dal 2 al 6 agosto saranno tre le tappe dell’imbarcazione ambientalista nella regione: Scario (2-3 agosto), Acciaroli (4 agosto) e Procida (5-6 agosto).

Un viaggio che si concluderà a metà agosto in Liguria, realizzato grazie al sostegno dei partner principali CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati.

Tante le iniziative in programma nella tappa campana: il 2 agosto, a Scario, alle ore 10:30 è previsto un tour in barca alla scoperta dell’Area Marina Protetta Costa degli Infreschi e della Masseta, mentre alleore 20:30 si terrà il convegno “AMP La Grande Bellezza – Le azioni a difesa del Mare”. Il 3 agosto, spazio al progetto “Litter Hunter” dedicato alle attività di monitoraggio aereo del marine litter, e a“Riciclaestate”, la campagna di sensibilizzazione dedicata alla raccolta differenziata. Il 4 agosto tappa della Goletta Verde ad Acciaroli mentre il 5 e 6 agosto l’imbarcazione attraccherà al porto di Procida.La conferenza stampa di presentazione dei dati sulla depurazione in Campania, invece, si terrà mercoledì 7 agosto a Napoli, nella Casina pompeiana, all’interno della Villa Comunale.

Come ogni anno torna anche per l’edizione 2019 il servizio SOS Goletta con cui Legambiente assegna un compito importante a cittadini e turisti, chiedendo di segnalare situazioni anomale di inquinamento delle acque: tubi che scaricano direttamente in mare ma anche chiazze sospette. I tecnici del laboratorio mobile approfondiranno le denunce ricevute, per poi farle arrivare alle autorità competenti. Per inviare la propria segnalazione basta collegarsi a www.golettaverde.it. Il servizio SOS Goletta rientra nel progetto di Legambiente Volontari per Natura sulla citizen science ovvero il contributo dei cittadini alla conoscenza dei problemi ambientali e alla loro risoluzione.

Quest’anno Assovetro è partner della Goletta Verde, per sottolineare l’impegno dell’industria del vetro nella tutela del mare. Con Goletta Verde viaggia la campagna Endless Ocean 2.0 lanciata in Europa dalla community Friends of Glass per dimostrare che anche la scelta di un imballaggio può fare la differenza nella lotta al marine litter.

“Scegliere un contenitore in vetro – ha detto Marco Ravasi, Presidente della sezione contenitori di Assovetro – è oggi una scelta di responsabilità verso il nostro pianeta, è un gesto che può fare la differenza, se ripetuto ogni giorno, per contribuire a proteggere i nostri mari e salvare le creature marine. Il vetro è un packaging 100% riciclabile e per un numero infinito di volte, è composto di elementi naturali, non rilascia sostanze chimiche dannose né all’interno, verso il suo contenuto, né all’esterno, verso il mare e l’ambiente. Inoltre, produrre contenitori da vetro riciclato riduce l’inquinamento atmosferico del 20% e l’inquinamento idrico del 50%”.   

La Goletta Verde in Campania – 2, 3, 4, 5 e 6 agosto 

Venerdì 2 agosto

Castel Volturno

Ore 08:00 – Blitz alla Foce Regni Lagni con lo striscione “Che Vergogna” insieme ai volontari di Legambiente impegnati nella realizzazione di un centro di volontariato permanente e di ricerca sul mare, sito in un bene immobile confiscato 

Porto di Scario

Ore 10:30 – Tour in barca alla scoperta dell’Area Marina Protetta Costa degli Infreschi e della Masseta

Ore 20:30 – Convegno “AMP La Grande Bellezza – Le azioni a difesa del Mare”

Partecipano:

Ferdinando Palazzo, Sindaco San Giovanni a Piro

Marilinda Martino, Presidente Flag I Porti di Velia

Mariateresa Imparato, Presidente Legambiente Campania

Francesca Federica del Re, Comandante Ufficio Circondariale Marittimo di Palinuro

Sabato 3 agosto

Porto di Scario

Ore 10:00 – Uscita in barca e presentazione del progetto “Litter Hunter” dedicato alle attività di monitoraggio aereo del marine litter

Ore 18:00 – Tappa di Riciclaestate, la campagna di sensibilizzazione dedicata alla Raccolta Differenziata

Ore 18.00-20.00 – Visite a bordo della Goletta Verde

Domenica 4 agosto

Porto di Acciaroli

Ore 18:00Lancio dell’iniziativa di raccolta firme per la costituzione di una nuova Area Marina Protetta e uscita in barca

Lunedì 5 agosto

Porto di Procida

Ore 19:00 – Benvenuto alla Goletta Verde e visite a bordo in concomitanza dei festeggiamenti per la tradizionale Sagra del Mare e “Graziella”

Martedì 6 agosto

Procida | Spiaggia delle Grotte

Ore 12:00 – Trash mob “Usa e Getta? No grazie!” e Tappa di Riciclaestate, la campagna di sensibilizzazione dedicata alla Raccolta Differenziata

Mercoledì 7 agosto

Napoli | Casina pompeiana, Villa Comunale Napoli

Ore 11:00 – Conferenza stampa di presentazione dei dati sulla depurazione in Campania

Intervengono:

Mariateresa Imparato, Presidente Legambiente Campania

Andrea Minutolo, Portavoce Goletta Verde

Daniela Villani, Delegata al mare Comune di Napoli

Stefano Sorvino, Commissario ARPA Campania

Comandante Pietro Giuseppe Velella, Capitaneria di Porto Napoli

LEGAMBIENTE: Prima volta in Campania per la Goletta dei Laghi

La campagna di Legambiente sul lago del Matese per fare il punto sul lago, sul parco e sullo splendido sistema territoriale. Fare il punto sul parco, conoscere il lago e progettare il futuro. 


Per la prima volta Goletta dei Laghi fa tappa in Campania, muovendo un ulteriore passo in avanti nel costante lavoro effettuato da Legambiente Campania e da Legambiente Molise sul Parco Regionale del Matese e nel suo percorso di trasformazione in parco nazionale.

Il parco rappresenta infatti un’eccezionale occasione per lo sviluppo dell’area ma, nonostante questa consapevolezza, fatica a consolidarsi come realtà territoriale, ritardando di fatto le grandi opportunità che esso potrebbe creare.

“Il turismo lacustre, in chiave sostenibile, può rappresentare un notevole volano di sviluppo per il territorio del Matese – dichiara Sara Montoro, Legambiente Matese – Investire in progettualità capaci di tutelare il bacino e, parallelamente, creare attrattiva che intercetti i flussi turistici di settore, quali birdwatching, sport remieri ed escursionismo, dovrebbe diventare una priorità per l’agenda politica delle amministrazioni e oggetto di lavoro dei numerosi stakeholder locali”

Il turismo lacustre, infatti, ha registrato nel nostro Paese, negli ultimi due anni, un incremento del 15%, soprattutto grazie alla possibilità per gli utenti di fare vacanze “green”, senza dimenticare l’opportunità di destagionalizzare le presenze, garantendo così un indotto costante per l’area.

“Il lago è per il parco un grande valore aggiunto – ha continuato Sara Montoro – non bisogna però cedere alla tentazione di trasformarlo in un luogo per ingaggiare il turismo di massa, snaturandone la vocazione e rischiando di danneggiare la biodiversità irrimediabilmente. Con le analisi effettuate dalla Goletta dei Laghi cercheremo di fare il punto sullo stato delle acque, ponendo la qualità delle stesse come indispensabile condizione per il futuro.”

Oggi, insieme agli attivisti del cigno verde, anche tanti rappresentanti della consulta del Matese, una rete di stakeholder che, negli ultimi, è riuscita a creare una piattaforma di confronto tra le realtà campane e molisane con l’obiettivo di facilitare il percorso verso l’istituzione del Parco Nazionale del Matese.

“In Campania c’è bisogno di un piano di cura e salvaguardia dei bacini lacustri. Il contratto dei laghi previsto dalla recente legge regionale n.5 del 6 maggio 2019 – ha commentato Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania – può certamente essere un importante strumento di programmazione strategica e negoziata per promuovere un utilizzo sostenibile delle risorse idriche e il rispetto del paesaggio circostante. Uno strumento da sperimentare proprio sul bacino del Matese, soprattutto in questa fase di concertazione territoriale avviata in vista della transizione da parco regionale a parco nazionale.

“Diventa dunque prioritaria la definizione delle linee guida previste dalla legge regionale – ha continuato Imparato – ma non ancora pubblicate. Con la Goletta dei Laghi lanciamo un appello al consiglio regionale e alla commissione competente per la stesura e l’approvazione”

I DETTAGLI DELLE ANALISI MICROBIOLOGICHE SUL MATESE

Quello di Legambiente è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni.

Nelle analisi della Goletta dei Laghi vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che si trovano lungo le rive dei laghi, punti spesso segnalati dai cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica di origine fecale, dovuta all’insufficiente depurazione che, attraverso scarichi e corsi d’acqua, arriva nel lago.

In questi giorni sono stati quattro punti monitorati sul lago del Matese, sul territorio del comune di San Gregorio Matese. I punti campionati sono stati presso le sponde sud, nord-ovest e nord-est del bacino lacustre, nonché a centro lago. Tutti e quattro i punti sono risultati, secondo i parametri di Goletta dei Laghi, entro i limiti.

Provincia

Comune

Punto

Risultato 2019

CE

San Gregorio Matese

Sponda sud, SP 158

Entro i limiti

CE

San Gregorio Matese

Sponda nord, punto osservazione birdwatching

Entro i limiti

CE

San Gregorio Matese

Sponda nord-est

Entro i limiti

CE

San Gregorio Matese

Centro lago

Entro i limiti

Dopo la tappa che ha attraversato il lago del Matese, la Goletta dei Laghi si dirigerà verso lago di Arcichiaro, per la penultima tappa della campagna.

Sos spiagge libere Ecco il Report “Spiagge 2019” di Legambiente con dati sulle spiagge libere e concessioni in Campania

In Campania solo il 33% del litorale è “free”. Complessivamente sono 3.967 le concessioni demaniali marittime, oltre il 7% delle coste è interdetto alla balneazione per inquinamento. La Campania ha imposto un limite minimo del 20% della linea di costa dedicato a spiagge.


Una regione dove le spiagge libere sono spesso un miraggio e in alcuni casi quelle presenti sono di serie B e poste vicino a foci dei fiumi, fossi o fognature dove la balneazione è vietata. A ciò va aggiuntol’impatto che ormai i cambiamenti climatici, l’erosione e il cemento selvaggio stanno avendo sulle coste campane ridisegnandole, il problema dell’inquinamento, l’accessibilità negata e quello delle concessioni senza controlli. Dall’altra parte, però, in questi anni lungo il litorale campano si è registrato un grande fermento green che punta, in maniera sempre più concreta, sulla sostenibilità ambientale, su un impegno plastic-free e sulla difesa della biodiversità.

A parlar chiaro sono i dati presentati da Legambiente con  report “Spiagge 2019” : in Campania sono 3.967 le concessioni demaniali marittime, di cui 916 sono per stabilimenti balneari, 137 per campeggi, circoli sportivi e complessi turistici, mentre le restanti sono distribuite su vari utilizzi. Per capire quanto delle coste campane è occupato da stabilimenti balneari occorre incrociare fonti diverse e verificare con le foto aree l’occupazione da parte degli ombrelloni, considerando anche le diverse dimensioni degli stabilimenti nelle Regioni italiane. Complessivamente si può stimare che le  concessioni superano il 67% di occupazione delle spiagge campane. Ciò significa che solo il 33% del litorale è “free”. In Campania un caso limite è quello di Mondragone dove su 8,4 km di costa sono presenti ben 51 stabilimenti pari al 54 % di costa occupata.

“Quando si parla di spiagge e concessioni non si dovrebbe parlare solo di Bolkestein come si fa in Italia – commenta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania – Si dovrebbe invece cominciare a ragionare su come valorizzare queste straordinarie potenzialità e come affrontare i problemi trovando soluzioni innovative, come fanno già molti Paesi europei dove si è scelto di premiare le imprese locali che scommettono sulla qualità e al contempo garantire che una parte maggioritaria delle spiagge sia garantita per la libera fruizione. La sfida che vogliamo lanciare ai balneari è di ragionare insieme sul futuro delle spiagge italiane partendo da una lotta ai veri nemici del litorale: l’erosione costiera, il cemento e i cambiamenti climatici. Sono i balneari i primi ad essere interessati ad avere prospettive credibili di lavoro e di sicurezza, ma anche ad isolare quanti compiono abusi e illeciti. La proposta è: ragioniamo assieme su regole per garantire un’offerta di qualità e al contempo l’accessibilità dei cittadini, su criteri che premino coloro che scommettono sulla valorizzazione del patrimonio ambientale e su strutture a impatto zero”.

Se consideriamo anche i tratti di costa non balneabili per ragioni di inquinamento in Campania un ulteriore 7,5% della costa sabbiosa risulta non fruibile. In Italia non esiste una norma nazionale che stabilisca una percentuale massima di spiagge che si possono dare in concessione, tale scelta viene lasciata alle Regioni che il più delle volte optano per percentuali molto basse. La Campania ha imposto un limite minimo (ed irrisorio) del 20% della linea di costa dedicato a spiagge libere.Sul fronte economico permane la forte sperequazione nella definizione dei canoni concessori, con situazioni paradossali che fanno registrare il pagamento di canoni demaniali bassissimi per concessioni spesso molto remunerative (spesso meno di 2 euro a mq all’anno). Nel complesso nel 2016 lo Stato ha incassato poco più di 103 milioni di euro dalle concessioni a fronte di un giro di affari stimato da Nomisma in almeno 15 miliardi di euro annui.

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Disfida dei Trombonieri 2019, trionfale per Santa Maria del Rovo … e senza la Battaglia di Sarno, probabile “fake news”

È stata archiviata con soddisfazione la quarantacinquesima edizione della Disfida dei Trombonieri, con la conferma vincente della fortissima squadra di Santa Maria del Rovo. La manifestazione, dopo una tre giorni preparatoria, si è svolta il 21 luglio allo Stadio “Simonetta Lamberti” di Cava de’ Tirreni, con la solita, tradizionale, sfavillante e tambureggiante sfilata di gruppo in costume e le rombanti salve a trentasei pistoni delle singole squadre, tra emozionate attese, festosi applausi per le botte ben riuscite e le grida di disappunto (dei sostenitori) e di piacere (dei sostenitori avversari) all’apparire fatale delle cilecche.

Con altrettanta soddisfazione dobbiamo anche rimarcare il fatto che, mentre per decenni la Disfida era anche l’occasione per rievocare la Battaglia di Sarno del 1460, quando secondo la tradizione un gruppo di cinquecento cavesi con un intervento decisivo andò a Sarno a liberare dall’assedio il Re di Napoli, ora, della Battaglia di Sarno durante la manifestazione non si parla più, per il semplice fatto che l’intervento decisivo dei Cavesi non c’è stato.

Il mito della “Battaglia”, secondo la ricostruzione di alcuni storici, in primis il prof. Francesco Senatore, sarebbe nato nel 1640, per giustificare idealmente il riscatto economico della demanialità, effettuato a proprie spese dai “Cavoti” per evitare che la Città fosse venduta a qualche feudatario. La Pergamena in bianco fu però veramente consegnata nel 1460 (uno storico “assegno in bianco” che i Cavesi non vollero “compilare”), perché il Re volle giustamente premiare Cava per non essersi arresa ai Francesi protesi nell’attacco contro gli Spagnoli, per il fatto che rappresentavano un baluardo armato fondamentale, per il ruolo strategico della Valle Metelliana nella geografia del territorio.

Su queste basi, furono ben meritate, sia la pergamena in bianco sia i successivi privilegi per cui, non pagando le dogane all’interno del Regno, potevano vendere tutto a prezzi concorrenziali. Questi episodi furono passi fondamentali perché Cava, proclamata Città nel 1394, diventasse una vera Città.

Tale cammino è stato spiegato con profondità il 19 luglio nel corso di un interessantissimo convegno su “Cava Aragonese”, durato un’intera giornata, in cui, oltre al Sindaco Vincenzo Servalli e al Vice Sindaco Armando Lamberti (che ha definito quella della Battaglia di Sarno una “fake news” della nostra storia), docenti universitari di alto profilo, come i cavesi Francesco Senatore (che l’ha promosso e che ha scoperto di recente documenti fondamentali sull’epoca) e Giuseppe Foscari e con loro Bianca De Divitiis, Pierluigi Terenzi, Davide Passerini, hanno definito le caratteristiche di Cava nel periodo aragonese, sottolineato le correzioni storiche da effettuare, dipinto il quadro sociopolitico dell’Italia Meridionale tra quindicesimo e sedicesimo secolo e in particolare tracciato il cammino progressivo della formazione identitaria della Città de La Cava.

È stato un lungo processo durato quasi due secoli che ha trasformato quella che era di fatto una federazione di villaggi sparsi sulle colline in una Città consapevolmente desiderosa di una vera Unità, fondata su interessi convergenti delle varie parti, concentrata intorno al neonato Borgo come luogo di governo e di riferimento commerciale, sociale e politico.

L’interesse primario comune aveva un nome ben preciso: la difesa della demanialità, cioè della dipendenza diretta dal Re senza le prepotenze e i freni di un feudatario. Essa apriva la disponibilità di tanti movimenti e scelte autonome, oltre che una libertà personale e sociale che nei feudi classici era solo sognata. Per difendere questa demanialità, insidiata permanentemente da aspiranti baroni o marchesi o conti, non aveva senso stare ognuno per conto suo.

Per fortuna a Cava ci fu un’élite lungimirante, formata dai commercianti, da giuristi e da uomini d’arme, che nel tempo con prudenza e saggezza operò nella difesa dell’unità e dell’identità cittadina. In questa cornice si inseriscono e si spiegano la resistenza militare contro i Francesi che attaccavano il potere spagnolo, il rifiuto orgoglioso di scrivere qualcosa sulla pergamena in bianco offerta dal Re proprio come gratitudine per i loro servizi di fedele avamposto interno, il sagace sfruttamento dei privilegi poi concesso dal Re di non pagare dazi alle dogane nei loro spostamenti mercantili all’interno del Regno, la sobrietà intelligente con cui gestirono le ricchezze che derivarono da questi privilegi.

Questa convergenza unitaria e identitaria aveva però bisogno anche del supporto di leggi ad hoc, che permettessero di gestire il complesso sistema di relazioni tra i casali tra di loro e tra di loro e il Borgo. Insomma avvenne un’opera lunga e paziente di mediazione da parte della classe dirigente, che portò ad una rotazione nell’elezione del Sindaco e ad una distribuzione equa e solidale degli incarichi istituzionali nel governo della Città. Così si spiega anche che la riconferma dei privilegi di fine quindicesimo secolo effettuata agli inizi del sedicesimo da Carlo V fu applicata, pur se nello spazio di due giorni diversi, sia al Borgo che ai Casali.

Anche la formazione architettonica mostrò progressivamente il segno della creatività e della cultura e della lungimiranza urbanistica. Il Sud del tempo rinascimentale non aveva certo le stimmate dell’arretratezza e del degrado che poi sono emerse nei secoli successivi. Era sufficientemente ricco e godeva di una sua cultura autonoma, fin dai tempi dei Longobardi, dei Normanni e soprattutto degli Svevi, mentre nello stesso tempo attento ai movimenti che provenivano da quel faro straordinario di luce che si accese nell’Italia centrale tra Quattrocento e Cinquecento.

Lì fiorivano nuove teorie e venivano riscoperte e valorizzate quelle legate al mondo classico. L’armonia e l’equilibrio di una città tutta a misura ad uomo e di palazzi elegantemente funzionali e di accorgimenti importanti come l’arco a volta, in linea con gli studi del latino Vitruvio e del geniale architetto fiorentino Leon Battista Alberti, fu determinante nello sviluppo del Borgo porticato de La Cava, con scelte che poi sono rimaste incise nei secoli e che ancora oggi rappresentano il simbolo identitario della Città.

Su queste rinfrescate e in parte rinnovate basi storiche, che non intaccano comunque lo spirito comunitario e festoso delle tradizionali rievocazioni folkloriche, è stato fatto un ulteriore e fondamentale passo in avanti verso il recupero pieno della grande storia di una Città millenaria e la sua qualificazione per essere competitiva nella concorrenza alla nomina di Città Italiana della Cultura nel 2022, che è uno dei grandi obiettivi del ticket amministrativo del duo Servalli-Lamberti.

All’interno di questo cammino, le iniziative degli ultimi mesi sono state certamente il passo giusto per l’altro importante obiettivo d’immagine, qui definibile con le parole stesse del Sindaco Servalli: “promuovere un brand, ”Cava de’ Tirreni, la città della Pergamena Bianca”. Una straordinaria storia di lealtà e fedeltà di un popolo che difese un regno senza chiedere nulla, subendo indicibili danni, tanti lutti, ed ottenne come ricompensa una pergamena che è un unicum nella storia e che è conservata da ben 559 anni gelosamente e successivamente i “privilegi” che consentirono ai cavesi di commerciare in tutto il regno senza pagare dazi e furono all’origine di quella che ancora oggi è la nostra vocazione: il commercio”.

Un bell’obiettivo, non c’è che dire… con l’augurio che le nostre speranze non finiscano “in bianco”…

Nella Campania sostenibile il “gusto” del volontariato

Oltre duecento ragazzi impegnati nella lunga estate dei campi di volontariato di Legambiente in Campania. In Cilento e in Penisola Sorrentina , con i campi in barca a vela Vele Spiegate, a caccia di rifiuti sulle spiagge e in mare.


Oltre duecento volontari, provenienti da tutt’Italia e dall’Europa, saranno impegnati fino a settembre in un’esperienza d’impegno sociale e civile a favore dell’ambiente e per dedicare una parte delle proprie vacanze estive alla tutela e valorizzazione dei territori più belli della Campania. Per costruire insieme un futuro migliore e più sostenibile. È questa in sintesi la ricetta vincente dei campi estivi di volontariato ambientale di Legambiente, dal Cilento alla Penisola Sorrentina, da Pozzuoli alle rive del fiume Sarno: un modo pratico, da parte di ragazzi, adulti e famiglie, per mettersi in gioco e dare il proprio contributo alla manutenzione del territorio e al benessere delle comunità locali.

Per i volontari che parteciperanno ai campi estivi di Legambiente sarà anche l’occasione pergustare i sapori e i saperi delle eccellenze agroalimentari della Campania e promuovere percorsi di gusto, legati alle tradizioni, alle produzioni biologiche e tipiche della nostra regione, come il latte e le uova della Centrale del Latte di Salerno, olio della Cooperativa Nuovo Cilento, verdura e fagioli dell’azienda TerraOrti, la pasta di Pezzullo e i pomodori Finagricola prodotti di qualità per le mense dei campi e offriranno ai volontari percorsi sensoriali e del gusto destinati a sensibilizzarli rispetto alle produzioni locali e tradizionali.

Tra le diverse proposte, tutte consultabili sul sito di Legambiente, proseguono le iniziative diVele spiegate, campi di volontariato in barca a vele che dopo la tappa in Penisola Sorrentina arriva nel Cilento dove resterà fino al 26 luglio con tappe nei porti di Acciaroli, Marina di Camerota e Scario e vedrà impegnati ragazzi dai 14 ai 17 anni provenienti da tutt’Italia in un monitoraggio specifico su marine litter, biodiversità e attività di sensibilizzazione ambientale.Quella di Vele Spiegate di Legambiente è un’innovativa esperienza di citizen science, e prevede la pulizia di spiagge, spesso inaccessibili via terra, e il monitoraggio dei rifiuti raccolti, e intende favorire momenti speciali di integrazione sociale e valorizzazione dell’ambiente. E’ realizzata con il patrocinio di Enea e dell’Università di Siena , e grazie al sostegno del partner principale Novamont e del contributo di Sarim; Acquatec; Penisola Verde; Comune di Sorrento; Parco Nazionale del Cilento, Valle di Diano e Alburni e Federazione Italiana Vela – Comitato V Zona.

«Da sempre i volontari sono il cuore pulsante di Legambiente: mettono a disposizione tempo, competenze e passione per prendersi cura del proprio territorio e costruire un nuovo modello di sviluppo, più equo e sostenibile. I campi- dichiara Angelo Mele, responsabile settore Volontariato di Legambiente Campania– propongono attività all’aperto e lavori manuali, sentieristica, azione di citizen scienze, monitoraggio dei fiumi ma anche escursioni, incontri con i residenti e momenti di formazione e sono rivolti a chiunque abbia voglia di vivere un’esperienza fuori dal comune, magari con la voglia di arricchire il proprio bagaglio di esperienze, cambiare stile di vita e renderlo compatibile con la cura del territorio. A chi arriva in Campania, nei luoghi delle nostre eccellenze enogastronomiche, vogliamo raccontare e far conoscere non solo le bellezze paesaggistiche, storiche e architettoniche, ma anche il buono, il sano e il giusto che la questa terra ancora conserva grazie ai produttori virtuosi di una Campania Sostenibile che continuano orgogliosamente a contribuire al made in Italy sul piano economico, sociale e culturale».

Sono diverse le località e le tipologie di campi: a Pontecagnano e Sarno si svolgeranno due campi con la Goletta dei fiumi con i volontari impegnati in attività di monitoraggio e analisi delle acque dei fiumi Picentino, Irno e Sarno. Sul Vesuvio ad Ottaviano si svolgeranno con attività di sentieristica e monitoraggio della biodiversità, all’interno del progetto Volontari per Natura(volontaripernatura.greenproject.info) il progetto di Legambiente per diffondere la cultura del volontariato e la pratica della citizen science,per realizzare un grande progetto di monitoraggio scientifico partecipato. A Pozzuoli campo per sub , altri campi si svolgeranno a Scario e Castellammare di Stabia con volontari impegnati in campagne di sensibilizzazione e monitoraggi rifiuti; ad Eboli ,Paestum , Succivo.

I volontari saranno incroceranno anche le attività di RiciclaEstate, la campagna di Legambiente e Conai per rendere partecipi i cittadini e i turisti dell’importanza dei comportamenti virtuosi sulla raccolta differenziata, promuovendo e facilitando la realizzazione di un’economia circolare made in Campania, attraverso l’avvio a riciclo e il riutilizzo dei rifiuti di imballaggio, il risparmio di materie prime vergini, e l’aumento dei livelli quantitativi e qualitativi della raccolta differenziata.