cultura & sociale
redazione | 29 Aprile, 2026
Cava de’ Tirreni (SA). “Comunità disgregate, speranze sospese”: la Caritas diocesana presenta il Report delle Povertà 2024
Uno strumento di lettura del territorio per orientare responsabilmente azione pastorale e sociale.
Si è svolta, lunedì 27 aprile 2026, presso il Palazzo Arcivescovile di Cava de’ Tirreni, la presentazione del Report sulle Povertà promosso dalla Caritas diocesana di Amalfi-Cava de’ Tirreni, dal titolo “Comunità disgregate, speranze sospese”. Un appuntamento che ha assunto il valore di un esercizio collettivo di discernimento, più che una semplice restituzione di dati.
L’ incontro è stato moderato dalla giornalista Angela Senatore che ha introdotto i relatori mantenendo viva nella platea la giusta attenzione al tema trattato. Il primo a prendere la parola è stato don Francesco Della Monica, direttore della Caritas diocesana, che ha richiamato con chiarezza il ruolo dell’advocacy come dimensione imprescindibile dell’agire Caritas: non solo risposta ai bisogni, ma capacità di incidere nei processi sociali attraverso la costruzione di alleanze educative e istituzionali. La lettura dei dati – ha sottolineato – non restituisce soltanto una “mancanza”, ma evidenzia soprattutto una “rottura”: relazionale, lavorativa, abitativa, sanitaria, umana. È in questa frattura che si radicano molte delle nuove forme di vulnerabilità.
A seguire, don Carmine Schiavone, Delegato regionale delle Caritas campane e direttore della Caritas di Aversa, ha offerto uno sguardo più ampio sul contesto regionale, evidenziando come le 23 Caritas diocesane della regione siano quotidianamente impegnate in una pluralità di interventi che spaziano dall’ascolto all’accompagnamento, fino alla promozione umana. Un lavoro capillare che, pur nelle differenze territoriali, restituisce una traiettoria comune: l’aumento delle fragilità complesse e multidimensionali.
Nel cuore della presentazione, la dott.ssa Marta Raimondi, referente del Centro di Ascolto diocesano, e la dott.ssa Rossella Vuoso, curatrice del volume, hanno illustrato i dati e le analisi contenute nel report. Oggetto dell’analisi è quindi il territorio diocesano terra di incomparabili bellezze che generano turismo e benessere con molte presenze durante l’anno; grandi numeri che alle volte si traducono in disagi per residenti o lavoratori a causa dei servizi “in affanno”, traffico e aumento dei costi. Questa è una delle cause dello spopolamento di varie aree non solo interne ma anche più centrali dove si registra un calo della popolazione, sempre più marcato negli ultimi anni, e un aumento del fenomeno delle case vacanze, B&B. Particolarmente rilevante è la crescita delle situazioni di solitudine sociale, che coinvolgono non solo anziani ma anche giovani adulti e nuclei familiari fragili. Emergono inoltre segnali preoccupanti legati alla povertà educativa, con minori che vivono contesti deprivati di opportunità formative e relazionali, e una crescente incidenza di disagio psicologico, spesso sommerso e non intercettato dai servizi tradizionali. Accanto all’ incremento significativo delle richieste di aiuto legate alla povertà economica e lavorativa (cresce il numero di persone occupate ma incapaci di sostenere i costi della vita quotidiana) entra con forza nelle statistiche il bisogno di accedere alle cure sanitarie. Una multidimensionalità della povertà che comprende anche quella abitativa, con difficoltà diffuse nel pagamento di affitti e utenze, e una progressiva precarizzazione delle condizioni familiari. I dati raccontano di 376 accolti (in netta prevalenza donne) e quasi 800 beneficiari totali che rappresentano non solo chi quotidianamente accede ai servizi ma l’intero nucleo familiare che trae vantaggio dall’aiuto offerto. Nell’anno analizzato i numeri di chi si è rivolto alla Caritas per la prima volta sono in diminuzione rispetto alle annualità precedenti mentre sono in notevole aumento coloro che vengono assistiti da più di cinque anni o chi viene supportato con più di 5 aiuti nel corso dell’anno. Nel 2024 la Cittadella della Carità ha registrato 2629 accessi e raggiunto quota 2658 aiuti molti dei quali a beneficio degli utenti dell’Emporio solidale Paolo VI, seguiti dagli accessi al Centro di Ascolto e al dispensario farmaci e ambulatorio solidale. Prezioso e capillare anche il lavoro svolto dalle parrocchie del territorio che offrono una prima carezza a chi attraversa un momento di bisogno; grazie al lavoro di rete l’azione della Caritas fa si che nessuno resti solo.
Il report non si limita a descrivere queste dinamiche, ma prova a interpretarle. “Comunità disgregate, speranze sospese” è infatti un testo che intreccia dati quantitativi e narrazioni qualitative: volti, storie, percorsi interrotti e tentativi di ripartenza. In questa prospettiva, la povertà non è ridotta a una categoria statistica, ma riconosciuta come esperienza complessa che interpella l’intera comunità diocesana spesso letta solo come luogo di bellezza per la zona costiera, e commerciale per la zona di metelliana.
A concludere l’incontro è stato l’arcivescovo, S.E. mons. Orazio Soricelli, che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto, sottolineandone il valore pastorale e civile. Nel suo intervento ha richiamato con forza il senso profondo dell’impegno della Chiesa: i poveri non sono semplicemente destinatari di interventi, ma “carne viva di Cristo”, presenza che interpella e orienta le scelte ecclesiali. Da qui l’urgenza di generare progettazioni nuove, capaci non solo di rispondere ai bisogni immediati, ma di restituire dignità e bellezza alle persone e ai contesti segnati dalla fragilità. La nostra Caritas sta lavorando in questo verso e mi piacerebbe che sempre più volontari possano dare il proprio contributo. Interessante sarebbe anche il coinvolgimento della comunità diaconale.
L’obiettivo del volume è duplice: da un lato, offrire uno strumento di conoscenza rigoroso e aggiornato; dall’altro, orientare le scelte pastorali e sociali verso modelli di intervento più integrati e generativi. La sfida che emerge è quella di passare da una logica assistenziale purtroppo ancora sostenuta da qualcuno a una logica di corresponsabilità, in cui la comunità diventa soggetto attivo di inclusione anche mediante i nuovi servizi offerti dalla Cittadella della Carità S. Teresa di Calcutta.
La presentazione del report si configura così come un passaggio importante per rileggere il territorio alla luce delle trasformazioni in atto e per rilanciare un impegno condiviso. Non si tratta soltanto di rispondere ai bisogni, ma di ricostruire legami, riattivare fiducia, generare possibilità e orientare la progettazione della chiesa e delle realtà civili.
In un tempo segnato da frammentazioni evidenti, la Caritas diocesana rinnova il proprio invito a guardare le povertà non come fenomeni marginali, ma come luoghi in cui si misura la qualità delle relazioni e la tenuta delle comunità. Un invito rivolto alle istituzioni, al terzo settore e all’intera società civile, affinché la lettura dei dati diventi responsabilità concreta e azione condivisa.
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Tags: caritas diocesana, comunità disgregate, report povertà, speranze sospese
redazione | 11 Aprile, 2026
Amalfi (SA). Dalla Spagna ad Amalfi: il press tour nell’Antica Repubblica Marinara con i giornalisti delle maggiori testate internazionali
Un viaggio immersivo nei luoghi più suggestivi e inediti di Amalfi. Un’esperienza sensoriale che abbraccia patrimonio storico, cultura, enogastronomia, outdoor e benessere per scoprire il volto più nascosto della Costa d’Amalfi, alle origini delle sue tradizioni millenarie.
Una bellezza che travolge, accolta con entusiasmo dai giornalisti delle più importanti testate internazionali, accompagnate nel tour che dall’Antico Arsenale della Repubblica si è snodato nei luoghi simbolo della città, che preservano la sua grande identità.
Autenticità, benessere, sostenibilità le parole chiave dell’escursione che ha coinvolto i reporter dei più famosi gruppi editoriali spagnoli, tra cui El Mundo, Grupo Hotusa, Mujer Hoy, Artículo 14, Viajes National Geographic, El Español – MAGAS, GQ.
Una connessione diretta tra Spagna e Amalfi, per permettere alla stampa specializzata un’avventura unica, che si caratterizza per la componente multisensoriale, alle radici della storia della regina intrepida dei mari, l’Antica Repubblica Marinara, le cui tracce rivivono nel Museo della Bussola e del Ducato Marinaro, che conserva reperti archeologici rinvenuti nello specchio di mare che bagna la città, codici e pergamene, monete antiche, strumenti nautici, che documentano la storia millenaria della città e restituiscono al mondo moderno e alla civiltà europea una traccia importante di quella che fu la civitas erede della tradizione di Roma, che rivive nel maestoso plastico che ricostruisce la urbis del XIII secolo.
Amalfi attraverso la sua DMO consolida, così, la sua presenza in ambito internazionale, per valorizzare e promuovere la destinazione turistica e la Rete di destinazione Amalfi Experience, che coinvolge operatori tra strutture alberghiere, extra alberghiere, ristoranti e fornitori di esperienze e servizi. Il tour diventa occasione per fare networking, per presentare l’offerta turistica ad un vasto pubblico nazionale ed internazionale ed accrescere la reputazione internazionale, con esperienze sempre più differenziate, segmentate e autentiche.
Sulle tracce del Grand Tour, in un percorso che si snoda tra vicoli e angoli ricchi di poesia, fino a spingersi verso il Museo della Carta, dove i giornalisti spagnoli hanno potuto vivere la realizzazione della preziosa carta Bambagina realizzata a mano con processi millenari. Alla vista e al tatto si sostituiscono i profumi dei limoneti di Amalfi, riconosciuti dalla FAO come Patrimonio Globale per l’Agricoltura, per poi lasciarsi invadere dalla bellezza senza tempo dell’Amalfi Monumental Garden, che racconta di tradizioni familiari e del legame forte con la terra e l’agricoltura eroica di contadini custodi.
Infine, le eccellenze enogastronomiche, alla ricerca della tradizione vera, tramandata, genuina, dove ancora la lavorazione è artigianale: Antichi Sapori d’Amalfi, Agricola Fore Porta, Pasticceria Pansa, luoghi dove ogni gesto racconta una storia. Un tour per lasciarsi ispirare e sentire sulla propria pelle emozioni che resteranno indelebili.
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redazione | 9 Aprile, 2026
Cava de’ Tirreni (SA). Vessilli – III Edizione: a Cava de’ Tirreni torna l’arte dell’antico gioco della bandiera.
Cava de’ Tirreni si prepara ad accogliere la III edizione di “Vessilli”, l’evento dedicato alla valorizzazione dell’arte della bandiera, promosso dagli Sbandieratori Cavensi in collaborazione con il Comune di Cava de’ Tirreni. L’appuntamento è fissato per sabato 11 aprile 2026, in uno scenario suggestivo che unirà storia, spettacolo e tradizione.
La manifestazione rappresenta un viaggio affascinante nel cuore della cultura storica italiana, attraverso esibizioni spettacolari, cortei e momenti istituzionali che celebrano una delle espressioni più iconiche del folklore nazionale.
Ad arricchire questa edizione saranno, insieme al gruppo organizzatore, gli Sbandieratori di Gubbio, tra le realtà più prestigiose del panorama nazionale, custodi di una tradizione secolare che coniuga tecnica, eleganza e forte valore identitario.
Il programma prenderà il via alle ore 12:00 presso il Salone di Rappresentanza del Comune di Cava de’ Tirreni con il tradizionale scambio dei doni, alla presenza del sindaco Vincenzo Servalli, momento simbolico di incontro e condivisione tra i gruppi partecipanti.
In serata, alle ore 19:00, il centro cittadino sarà attraversato da un suggestivo corteo storico lungo Corso Umberto I, che vedrà protagonisti gli Sbandieratori Cavensi e gli Sbandieratori di Gubbio, in un’esplosione di colori, suoni e atmosfere d’altri tempi.
Alle ore 19:30, presso il Complesso Monumentale di San Giovanni, si entrerà nel vivo dell’evento con le esibizioni di giochi di bandiera, che saranno presentate da Antonio Di Martino, voce ufficiale della serata. I gruppi daranno prova della loro maestria attraverso coreografie spettacolari, lanci acrobatici e movimenti sincronizzati, accompagnati dal ritmo incalzante di tamburi e chiarine.
La serata si concluderà con il ritorno del corteo lungo Corso Umberto I fino a Piazza Amabile, suggellando un’esperienza immersiva capace di coinvolgere pubblico di tutte le età.
“Vessilli” si conferma così un appuntamento di grande valore culturale e identitario per il territorio, capace di unire tradizione e spettacolo, promuovendo il patrimonio storico locale e favorendo l’incontro tra alcune delle più importanti realtà del mondo degli sbandieratori.
Gli Sbandieratori Cavensi invitano cittadini, appassionati e visitatori a partecipare a questa giornata unica, per vivere da vicino la magia dell’antico gioco della bandiera e lasciarsi trasportare in un’atmosfera senza tempo.
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Tags: cava de' tirreni, sbandieratori cavensi, vessilli
redazione | 24 Marzo, 2026
Cava de’ Tirreni (SA). Il precetto pasquale del Comitato per il Sacrario Militare di Cava nel segno di Mamma Lucia, l’ispiratrice dell’Albo d’Oro dei Caduti.
Il Presidente Daniele Fasano ricorda il legame tra la “Madre dei Caduti” e il Grand’Ufficiale Salvatore Fasano: «Fu lei a dare l’input per la ricerca dei nostri soldati».
Nella suggestiva Chiesa del Purgatorio di Cava de’ Tirreni, il Cappellano Militare Don Cosimo Monopoli ha officiato la santa messa di Pasqua in suffragio dei Caduti. Una celebrazione carica di simbolismo, svoltasi a pochi passi dai luoghi cari a Mamma Lucia, la “madre dei caduti”. Proprio la figura di Lucia Apicella è stata il cuore dell’intervento del Presidente del Comitato per il Sacrario Militare, Daniele Fasano, che ha rivelato un profondo legame storico: “Mamma Lucia non è stata solo un esempio, ma la vera musa ispiratrice di mio padre, il Grand’Ufficiale Salvatore Fasano. Fu lei, con il suo carisma a dargli l’input decisivo per iniziare la ricerca dei caduti cavesi. Senza quell’ispirazione non avremmo avuto il rientro delle spoglie a Cava né le quattro edizioni dell’Albo d’oro”. La celebrazione del precetto pasquale in questa chiesa non è casuale. “Di fronte alla chiesa del Purgatorio – ha aggiunto il Presidente del Comitato per il Sacrario Militare Daniele Fasano – c’è il museo dedicato a Mamma Lucia che fu inaugurato dall’ambasciatore tedesco in Italia. Qui vicino c’è anche la chiesa di San Giacomo dove veniva sempre a pregare Mamma Lucia, una piccola grande donna per cui è in corso la causa di beatificazione. Ricordo che mio padre mi raccontava che l’incontrava spesso. E fu proprio lei a dargli l’input per cercare i caduti cavesi. Fu così che mio padre, il Grand’Ufficiale Salvatore Fasano, iniziò le sue ricerche che lo portarono a far ritornare a Cava de’ Tirreni le spoglie di molti caduti e raccogliere i loro nomi nelle quattro edizioni del libro “Albo d’oro dei caduti cavesi”. Il mio ricordo oggi va a coloro che con mio padre resero possibile la creazione del Comitato per Il Sacrario Miliare. Mi riferisco a Gerardo Canora, Lucio Cesaro, Vincenzo Consalvo, Ennio Grimaldi che ora ci guardano dal cielo. Quest’anno ricorre poi anche il Centenario dell’Ordinariato Militare che è ricordato con cerimonie anche da parte del Presidente Della Repubblica Sergio Matterella. Ringrazio Don Cosimo, la congrega del Purgatorio, le forze dell’ordine e i componenti del Comitato per il Sacrario Militare”. Alla cerimonia hanno partecipato il Presidente Daniele Fasano, il ragioniere Roberto Catozzi, il Colonnello Carlo De Martino, Maddalena Annarumma, Giovanni Pagano, i rappresentanti del Battaglione “Vulture” di Nocera Inferiore e del Reggimento “Cavalleggeri Guide” di Salerno. Presenti inoltre il ragioniere Roberto Catozzi, il Colonnello Carlo De Martino, Maddalena Annarumma e Giovanni Pagano. Il Presidente Fasano ha infine rivolto un pensiero grato ai soci fondatori del Comitato – Gerardo Canora, Lucio Cesaro, Vincenzo Consalvo ed Ennio Grimaldi – e ha ringraziato le Forze dell’Ordine e la Congrega del Purgatorio per aver onorato una memoria che unisce fede e amor di patria.
Lara Adinolfi
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redazione | 20 Marzo, 2026
21 marzo Giornata Mondiale della Poesia con Versi in memoria da San Francesco a Alda Merini di Antonio Donadio.
E’ con molto piacere che Vivimedia desidera festeggiare l’annuale Giornata Mondiale della Poesia all’insegna dell’ultimo libro del poeta e nostro prezioso collaboratore, prof. Antonio Donadio. Il poeta, infatti, è in libreria con Versi in memoria da San Francesco a Alda Merini prefazione di Plinio Perilli, Edizioni Progetto Cultura Roma, nov, 2025. Libro in Selezione Premio Strega Poesia 2026, sta suscitando vivo interesse di pubblico e di critica. Qui di seguito parte della quarta di copertina e a seguire l’articolo dall’autorevole Italian Poetry che dopo aver pubblicato qualche settimana fa l’ampia prefazione del poeta e critico Plinio Perilli, l’altro giorno vi è ritornato proponendo alcuni epitaffi.
Dalla quarta di copertina:
“Versi in Memoria da San Francesco a Alda Merini vuole essere un singolare omaggio ad alcuni grandi autori della nostra letteratura. Scriverne gli epitaffi traendo ispirazione dalle loro opere e dalla loro vita, come se fossero loro stessi a raccontarsi. Insomma una sorta d’inedito saggio in versi”.
“Ho letto (un manoscritto in nuce dell’agosto 2015, NdE) con molta ammirazione i geniali epitafi dei poeti (“milanese” si sarà detta Maria Luisa (Spaziani), ma io ricordo le tante serate…)”
Giorgio Barberi Squarotti
“L’idea è veramente brillante, e molti testi la rendono assai bene. Penso per esempio a quelli su Tasso (“Egro e languente rimango”) o su Carducci…”
Valerio Magrelli
“Un volume, diciamolo, delizioso: difficile scegliere, adottare e supportare un altro aggettivo. Delizioso e utilissimo anche inteso in un preciso approccio pedagogico… Uno strumento di sintesi generosa e ispirata, e sintesi che va intesa tanto di forma che di contenuti…”
Plinio Perilli
Da Italian Poetry:
GLI EPITAFFI POSSIBILI di Antonio Donadio
Di Redazione / 16 Marzo 2026
da Versi in Memoria, di Antonio Donadio, Edizioni Progetto Cultura
Alcuni epitaffi dal singolare e originalissimo omaggio ad alcuni grandi autori della nostra letteratura, che Antonio Donadio scrive traendo ispirazione dalle loro opere e dalla loro vita, come se fossero loro stessi a raccontarsi.
Alberto Arbasino
Non pianger per me,
casalinga di Voghera,
all’inferno va
sol chi ci crede.
Giorgio Caproni
Son sceso alla stazione
con calma disperazione. Negli occhi
il sole fresco del primo mattino. Il sale
del mare. Resto a far rime chiare,
usuali: in-are.
Umberto Eco
Non solo nel nome della rosa
coltivai della parola il segno
ma nel nome e nel segno
che fa dell’uomo
il centro d’ogni cosa.
Luciano Erba
La linea della vita
deriva tace s’impunta
scavalca sfila
tra i pallidi monti degli dei.
Carlo Emilio Gadda
La morte arriva per nulla
circonfusa di silenzio
come una tacita
ultima combinazione del pensiero.
Guido Gozzano
Non più fanciullo tenero ed antico
ma eternamente con la Signora di nulla vestita
che non ha forma. Sono il suo placido sposo
che ha nome che vien da lontano:
son guidogozzano.
Giacomo Leopardi
Cantai natura matrigna
e triste sorte dell’umana gente.
Negaron i fati agli anni miei la giovanezza.
Nacqui sotto il fetido alito del papa.
Morii al dolcissimo odore di ginestre.
Mario Luzi
Sarà la Luce ancora
a risvegliarmi
in un trionfo di colori.
Nel verso luce dell’umana
verità del Vero.
Filippo Tommaso Marinetti
Mari-nett nett
Pic-pac pum tum
Pum pum tum pac-pic
Tum- pum- zum
o-f-f
Eugenio Montale
Il varco è qui. E io
non so chi va e chi resta.
Ch’io scenda senza viltà.
L’oscuro pensiero di Dio
discenda su me, su te, sui limoni.
Alberto Moravia
Viaggiai, scrissi, parlai,
anche con lui,
ma sempre
tenni lontan da me
gli indifferenti.
Giovanni Pascoli
Fu il giorno mio pieno di lampi.
Nuvole d’oro, di rosa mi dicon
che son giunto all’ultima sera.
Lasciatemi immoto qui rimanere
fra tanto moto d’ale e di fronde.
Luigi Pirandello
Non chiederti chi fui
e quale il nome.
Questo sepolcro è mio tuo
di centomila e di nessuno.
Così oggi. Sempre. Né mai.
Antonia Pozzi
Un’eco una culla ho trovate
nei vuoti e nel silenzio.
Trae il silenzio nel suo manto le cose.
In pace con chiarezza di cielo.
Gianni Rodari
Quassù tutto è più bello
tutto è un eterno lieto girotondo
nessuno è cattivo nessuno è monello
e si ride e si scherza tutto il giorno.
Sono nel regno della Fantasia
il più bel posto che ci sia.
Vittorio Sereni
Giunto al tempo
dei miei giorni fermi.
Perso per sempre quel sapore
di terra e di vento. E più non sai
dove il lago finisca.
Andrea Zanzotto
E fa tu: che un poco d’azzurro
solo, da sopra i monti
splenda – anche se tardi- prima di sera,
unico premio
a chi fu, a chi non fu servo tuo.
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