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Cava de’ Tirreni (SA). Cavese: la striscia positiva si allunga

Anche nella seconda sfida di coppa Italia la Cavese continua a sorridere e a fa divertire. Insomma non poteva iniziare nel modo migliore la nuova stagione aquilotta.

La stagione del riscatto dopo l’amaro ingoiato per tutta la scorsa annata.

Passano il primo turno e approdano al 32esimi gli uomini di mister Ferazzoli piegando un coriaceo Portici ma non irresistibile, apparso con le polveri bagnate. Piacevolissime sorprese in casa Cavese le seconde linee utilizzate nella sfida da Ferazzoli.

Gran parte dei titolari, che avevano vinto con il Rende, risparmiati in chiave Trapani, la trasferta siciliana domenicale che attende I metelliani. Gli aquilotti, anche quelli della panchina, hanno dimostrato di essere affidabili e utilizzabili in corso d’opera per cambiare gli equilibri di sfide alle porte. Segnali, dunque, positivi arrivano dal Lamberti.

Soddisfatto il patron Santoriello che non anela a vivere un’altra annata di delusioni e incomprensioni con la piazza. Ottime così le parate di Paduano, sempre presente e attento tra i pali come reattivo e coraggioso sulle uscite. Una garanzia, insomma, all’ombra di Anatrella.

A centrocampo il lavoro maggiore da fare con Romizi ottimo elemento di raccordo e Bacio Terracino e Kone sicuri punti di riferimento per mettere in difficoltà le difese avversarie facendole girar la testa con il loro funanbolismo, la grinta e la rapidità. Anche il centroboa Diaz ha fatto la sua brava figura suggellata da un siluro terra aria direttamente su punizione che ha regalato il raddoppio della sicurezza alla squadra nel secondo tempo. Finora tre gare disputate e tre vittorie, cinque gol realizzati e nessuno incassato.

Un bell’inizio davvero. Che non deve però far esaltare l’ambiente più di tanto. Piedi ben saldi per terra e nessun volo pindarico. La stagione è lunghissima e ci saranno senz’altro giornate di difficoltà da vivere. Ma intanto la squadra, Ferazzoli in primis, si gode il momento. E si prepara da oggi alla trasferta di Trapani. Al Provinciale si misureranno le reali potenzialità del gruppo allenato da Ferazzoli.

Di fronte a una squadra che ha velleità di promozione e non le nasconde sarà interessante verificare la tenuta del team allestito dal diesse Fusco. Ci si attende una prova di carattere. Insomma, è subito prova del nove. Domenica sera si potrà dire al triplice fischio quali panni potrà e dovrà vestire la Cavese in quest’anno calcistico 2021-22.


CAVESE (4-2-3-1): Paduano; Gabrieli, De Caro, Viscomi, Fissore; Romizi (34’st Palma), D’Angelo (37’st Afri); Kone, Maiorano (1’st Corigliano), Bacio Terracino; Diaz. In panchina: Anatrella, Allegretti, Potenza, Quaranta , D’Amore. Allenatore: Ferazzoli.

PORTICI (4-4-2): Schaeper; Silvestre, Esposito, Russo, Cirillo; Scala (32’st Romano), Stallone (23’st Piccolo), Carrotta, Martiniello (11’st Pisani); Elefante (36’st Zinno), Filogamo (26’st Manfrellotti).

In panchina: Piazza, Izzo, Maranzino, Guida.

Allenatore: Sarnataro.

ARBITRO: Zoppi.

RETI: 23’pt Viscomi, 4’st Diaz.

NOTE: giornata soleggiata, terreno in buone condizioni. Espulso al 50’st per colpo col gomito Russo. Ammoniti: Viscomi, Maiorano, Carrotta, Corigliano, Elefante. Angoli: 2-1. Recupero: 0′, 5 ‘.

Cava de’ Tirreni (SA). Se il buongiorno si vede dal mattino … la Cavese è sulla strada giusta

Un gol per tempo, nella prima ufficiale di campionato del girone I della Serie D, annichiliscono le velleità della formazione calabrese del Rende, che era reduce tra l’altro da un bell’exploit di coppa Italia, e garantisce alla squadra di mister Ferazzoli un ottimo inizio di campionato.

Cominciare con il piglio giusto era la speranza del popolo biancoblù e gli aquilotti hanno mantenuto l’impegno e ora si può guardare al futuro prossimo con un pizzico di fiducia in più nei mezzi e nelle capacità del gruppo.

Il buon lavoro fatto a inizio estate dal diesse Fusco nell’allestimento della rosa da mettere a disposizione del tecnico romano si è visto sin dalle prime battute della sfida col Rende. Come anche nella gara di coppa Italia che ha dato il via alla nuova stagione nel segno del riscatto. Dopo la brutta annata scorsa, conclusasi con la retrocessione dalla C nell’infernale girone I della serie D, la piazza non vuole più soffrire ed essere presa dallo sconforto. Vuole riprendere a gioire. Di qui la tensione che si sta respirando tra i tifosi, vecchi e nuovi, ultras nella vita e quelli della domenicale partita.

La protesta del mondo dell’ortodossia bleu foncé ha visto anche domenica l’assenza del pubblico in curva sud. Negli altri settori poco più di sei settecento presenti. Insomma numeri ancora molto bassi. Che solo un riacceso entusiasmo di tutto il pianeta Cavese potrà significativamente incrementare.

I metelliani arrivavano all’esordio di campionato con la squadra praticamente al completo, seppur con qualche calciatore che non è ancora al top della condizione essendosi aggregato solo da pochissimo, Romizi e Diaz, su tutti. Ma tutti alla fine hanno dato una mano per staccare il primo ticket vincente in campionato. Modulo tattico scelto da Ferazzoli il 4-3-3.

Tutti molto concentrati, pipelet Anatrella sugli altri soprattutto nella prima parte del match. Fino a quando la Cavese passa proprio allo scoccare del 45°. Il gol di Kosovan spiana così la strada a un secondo tempo più fluido degli aquilotti che a sprazzi sciorinano un buon calcio, applaudito dai pochi del Lamberti.

Il migliore in campo Allegretti, autore dell’assist sul raddoppio di Corigliano, a cui è mancata solo la segnatura personale per suggellare con la classica ciliegina sulla torta una domenica trionfante da leader del gruppo. E domani si replica in coppa Italia. Al Simonetta Lamberti (ore 15.00) secondo turno con Il Portici.

Mentre il calendario di campionato propone per domenica prossima già una sfida con le big del girone. Dall’insidiosissima trasferta in Sicilia col Trapani, super favorito per la promozione finale e gasato dalla vittoria corsara a Sant’Agata, Ferazzoli e compagni potranno raccogliere validissimi indizi sulle reali possibilità del gruppo di fare la differenza quest’anno.


CAVESE: Anatrella, Potenza, Altobello, Fissore (40’st Viscomi), Palladino, Maiorano (25’st Romizi), Palma, Corigliano, Carbonaro, Kosovan (25’st Diaz), Allegretti (37’st Bacio Terracino). Allenatore: Ferazzoli.

RENDE: Mittica; Mirabelli, Piscopo, De Miranda; Novello, Riconosciuto, Uruty, Mazzotta; Boito (1’st Furino), Abbey (1’st Palma), Mosciaro (39’st Sicloti). Allenatore: Cavaliere.

ARBITRO: Borrello di Arezzo;

RETI: 45’pt Kosovan (C ), 35’st Corigliano (C ).

NOTE: Spettatori 700, ammoniti: Mazzotta, Mirabelli, De Miranda, Boito, Urruty.

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Ricordando Gino Palumbo, l’”aluisinus avis columba”, come lo chiamava Gianni Brera

Quando nel 2016 ho dato alle stampe il mio saggio antologico su il Calcio nella Letteratura italiana (ndr, Antonio Donadio Calcio d’autore da Umberto Saba a Gianni Brera: il football degli scrittori. Postfazione di Alessandro Bonan, Editrice La Scuola 2016 pagg. 153 Euro 11,00) tra grandi poeti e scrittori (Saba, Pasolini, Gatto, Arpino, Guareschi, Eco, …) certamente alla “voce” grandi giornalisti sportivi, non poteva mancare il nome di Gino Palumbo.
E nel ricordarlo oggi a 100 anni dalla nascita e plaudendo al progetto del Comune di Cava, città di nascita di Gino, di volergli rendere doveroso omaggio, appena il Covid lo permetterà, con un premio giornalistico a lui intitolato, mi fa piacere riportare alcuni passi dal succitato saggio in cui, seppure brevemente, ne tratteggio l’inconfondibile stile sottolineando che la sua scrittura fu, per scelta, una scrittura lineare, chiara, godibilissima, popolare. Affermava, infatti: “Tutti devono capire tutto”. Si menziona il non facile rapporto umano e professionale che ebbe con Gianni Brera, altro grande del giornalismo sportivo fino a ricordare ciò che disse Palumbo in una delle sue ultime interviste su come il calcio moderno (fine anni 80) stesse mutando, e secondo lui, in peggio.

“ [ ]Gianni Brera (Il Giorno) / Gino Palumbo (La Gazzetta dello Sport). Due grandi giornalisti –agli antipodi su tutto- … vissero un forte, viscerale, confronto/scontro (“Per mero istinto mediterraneo scese subito in lizza contro il Giorno assumendone le tesi contrarie… Arrivò pure allo schiaffo forte e solenne…”). Brera, pavese, tifoso dell’Inter, era per il calcio maschio, virile, per un giornalismo che fosse sopratutto tecnico; Gino Palumbo, “napoletano”, ma nato a Cava de’Tirreni in provincia di Salerno, tifoso del Napoli, era per il calcio spettacolo, l’eleganza unita alla tecnica e alla correttezza del gesto atletico. Contro la vulgata secondo cui il giornalismo sportivo è giornalismo minore, non condivideva gli atteggiamenti di taluni intellettuali che snobbavano il gioco del calcio, ritenuto troppo popolare:

Il giornalismo sportivo ha saputo dialogare con la gente ne ha conquistato la fiducia; e’ scrittura chiara, diretta, incisiva: attrae i giovani. Spesso la Gazzetta fa da primo approccio alla lettura: e crea “clienti” anche per gli altri quotidiani “

Il calcio è un gioco adatto a ogni fisico, razza, temperamento, Chiunque può eccellere: alto, basso, robusto o mingherlino. E qualcuno riesce a diventare campione calciando soltanto con un piede. Poi c’è il fascino dell’imprevedibile: basta uno spostamento di pochi millimetri al momento dell’impatto tra scarpa e pallone per mandare il tiro in gol o sul palo. E spesso una rete fortuita decide la partita.”

Scrittura lineare, chiara, godibilissima, popolare per scelta: “Tutti devono capire tutto”, venata di visioni ammantate, a volte, di un certo romanticismo decadente.

Brera affermava:

Gino Palumbo (il mio Aluisinus Avis Columba) non era uno scrittore: aveva un suo lessico piano, uno stile pacato, senza voli. Si accontentava di esser chiaro; ma diceva cose tanto semplici da non dover proprio temere il contrario”.

Nell’ultima sua intervista, primavera del 1987, Palumbo traccia, senza nascondere un pizzico d’amarezza, il ritratto di uno sport ormai terreno di conquista di sofisticate riprese televisive. Quasi profeticamente presagisce l’odierno gioco del calcio, sempre più ipotecato dal sistema mediatico.

Le telecamere frugano tra i muscoli degli atleti, ritraggono i dettagli di ogni impresa, evidenziano capolavori tecnici un tempo impercettibili. Ogni mistero è svelato, e lo sport smarrisce le suggestioni poetiche, i campioni mostrano distacco professionale.”

Originalità di scrittura e differenzazioni tra mero pezzo giornalistico e inventio narrativa/poetica, finiscono, così, col fondersi.

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Un pari nel silenzio del Romeo Menti tra Cavese e Potenza

Divisione della posta in palio nel silenzio del Menti tra la Cavese e il Potenza. Pari come all’andata tra le due formazioni. Alla fine equo il responso del campo anche se la Cavese deve recriminare per due pali colpiti da Russotto e Sainz-Maza e il Potenza per due conclusioni neutralizzate alla grande dal giovane D’Andrea, in campo al posto del febbricitante Bisogno.

Ma veniamo alla cronaca della partita. Speculari le due squadre. Il 3-4-3 è una variazione sul tema classico per Sasà Campilongo. Parte benissimo la Cavese che al 3’pt si fa pericolosissima con il solito Russotto. Azione personale insistita e conclusione dai venti metri sulla quale non c’arriva Ioime ma a negare la gioia del gol all’attaccante aquilotto ci pensa la base del palo.

Dopo la sfuriata metelliana la partita giocata in un’atmosfera surreale per l’assenza del pubblico e davanti a una cinquantina di addetti ai lavori e giornalisti cala di ritmo e per registrare un’altra emozione bisogna arrivare al 26’pt. Spaltro si involta sulla destra e lascia partire un tiro-cross che attraversa pericolosamente tutto lo specchio della porta ma senza trovare maglie bleu foncé all’appuntamento con la deviazione sotto misura.

Il Potenza si fa vedere al 34’pt e rischia di passare. Ci vuole un ottimo intervento di D’Andrea, al posto di Bisogno febbricitante, per neutralizzare la rasoiata dal limite di Giosa. Poi l’azione è interrotta per un fallo di Ricci sul numero uno aquilotto. Fino al fischio finale nulla altro di interessante e squadre negli spogliatoi. La ripresa si apre ancora con la Cavese pericolosa.

Al 3’st magistrale azione del solito Russotto che imbecca in corsa sul filo del fuorigioco Sainz-Maza. L’attaccante riesce ad aggirare sull’uscita Ioime ha si decentra troppo e non riesce a incrociare e di sinistro colpisce in pieno il palo tra la disperazione dei suoi. Come nel primo tempo il Potenza risponde con un’azione affidata a Dettori, al 10’st, che crossa per la testa di Murano che indirizza sotto la traversa ma ci arriva con la punta delle dita D’Andrea che sventa in angolo.

La squadra di Campilongo va in affanno e cinque minuti più tardi per un rinvio errato proprio di D’Andrea Golfo rischia di trovare il corridoio giusto per l’accorrente Murano. In extremis sventa in angolo Marzupio. I ritmi non sono alti nel silenzio del Menti rotto dalle sollecitazioni di Campilongo ai suoi. E tornano a scarseggiare le emozioni.

Nel rush finale il Potenza rischia di passare. Al 43’st palla di Ferri Marini per Ricci che nel cuore dell’area aquilotta indirizza sul palo lontano. Si allunga D’Andrea che salva l’inviolabilità della sua porta. Ancora Potenza nel finale pericoloso con D’Angelo che a colpo sicuro mette sul fondo salvando la Cavese. Al triplice fischio le proteste di Russotto nei confronti dell’arbitro gli fanno guadagnare un cartellino rosso.

Un grande calciatore che ha però dimostrato ancora una volta di peccare di una dote essenziale: la freddezza.


Cavese 1919- Potenza

CAVESE (3-4-3): D’Andrea; Matino, Marzupio, Marzorati; Ricchi (33’st De Luca), Favasuli, Castagna, Spaltro; Di Roberto (47′ st Romano), Sainz-Maza (17’st Germinale), Russotto. A disp. Abibi, Cernaz, De Rosa, Montaperto, Mirante. All. Salvatore Campilongo.

POTENZA (3-4-3): Ioime; Sales, Giosa, Emerson; Coccia, Coppola, Dettori (25’st D’Angelo), Sepe; Ricci, Murano (3’st Franca), Golfo (32’st Ferri Marini). A disp. Santopadre, Brescia, Viteritti, Panico, Gassama, Di Somma, Ferri Marini, Longo, Souare, Iacullo. All. Giuseppe Raffaele.

ARBITRO: Francesco Meraviglia (Pistoia), I ass. Emanuele Yoshikawa (Roma 1) Giorgio Rinaldi (Roma 1).

NOTE: Gara a porte chiuse. Espulso a gara finita per proteste Russotto (C ). Ammoniti: Marzupio (C ), Favasuli (C ), Germinale (C ), Giosa (P), Coccia (P). Angoli: 5 a 3 per il Potenza. Recuperi: 1’pt, 3’st.

CAVA DE’ TIRRENI (SA). L’Acquachiara festeggia l’8 Marzo in vasca a Cava de’Tirreni

Nel giorno della Festa della Donna, le ragazze di Barbara Damiani scenderanno in vasca contro il Cosenza per difendere l’imbattibilità nel campionato di A2.


L’8 Marzo si festeggia in vasca alla Piscina Comunale di Cava de’Tirreni.

Nel giorno della Festa della Donna, le ragazze dell’Acquachiara affronteranno il Cosenza nel match valevole per il Campionato di A2 di pallanuoto femminile.

Il match contro il Cosenza, squadra allenata da Francesco Fasanella, sarà particolarmente impegnativo per le Ach Girls. L’imbattibilità della squadra di coach Damiani verrà messa a dura prova da una delle squadre rivelazione del torneo.

Soprattutto in fase offensiva, la formazione calabrese può contare sul talento di Giusy Citino, il centro classe 1997 già in orbita nazionale che nell’ultima partita disputata contro la capolista Velletri ha realizzato ben 6 gol.

La Citino è anche una delle top-scorer del torneo di A2 con 15 segnature messe a referto finora. Altra giocatrici da tenere a bada in fase difensiva Federica Francesca Nisticò, anch’essa autrice di 15 goals nelle partite di campionato disputate finora dal Cosenza.

Il coach della squadra Barbara Damiani è pronta per la sfida: “Sarà un match molto impegnativo, soprattutto in fase difensiva, ma le ragazze sono pronte. Ci vorranno testa e cuore per riuscire a spuntarla. Dobbiamo difendere l’imbattibilità tra le mura di Cava de’Tirreni per puntare ai vertici della classifica. La lotta per il campionato è aperta e sono certa che anche noi potremo dire la nostra”.

La sfida tra Acquachiara e Cosenza è in programma domenica 8 marzo alle ore 16 presso la Piscina Comunale di Cava de’Tirreni in via Gino Palumbo.