cronaca
Sequestrato raro esemplare di Gufo Reale
SALERNO. La settimana per il WWF di Salerno si chiude con un nuovo ed importante risultato nell’ambito della tutela dell’avifauna protetta. Questa nuova operazione condotta da personale del Nucleo Provinciale delle Guardie Giurate del WWF Italia – Nucleo di Salerno unitamente a personale del CFS in servizio presso la Sezione di PG del Tribunale di Salerno, ha consentito dopo una lunga fase di indagini ed appostamenti, il sequestro di un raro esemplare di Gufo Reale adulto.
L’attività nata da una serie di segnalazioni anonime, aveva portato gli agenti del WWF a svolgere accertamenti in agro del Comune di Giffoni Valle Piana, al fine di verificare la presenza di un esemplare di Rapace notturno, detenuto in condizioni molto precarie. Gli accertamenti a cui aveva subito fatto seguito la denuncia alla Autorità Giudiziaria, aveva infatti consentito di concludere che l’esemplare era da tempo rinchiuso in una voliera artigianale senza che potesse ripararsi dalle intemperie nonchè dalla luce, una circostanza che sottoponeva l’esemplare ad un continuo stress in quanto rapace notturno, particolarmente sofferente a dover vivere condizioni diurne.
Dopo una accurata serie di rilievi ed appostamenti, ieri è scattata l’operazione che su diretta disposizione dell’Autorità Giudiziaria, ha consentito di poter procedere al sequestro dell’esemplare di Gufo Reale e sottoporlo ad una accurata ed approfondita “visita medico veterinaria”, atta a costatarne lo stato di salute, ed i danni riportati in questo periodo di innaturale “detenzione”. Quindi l’esemplare è stato trasferito al CRAS di Napoli “Il Frullone” unico centro autorizzato al recupero di specie selvatiche.
Al termine dell’intervento i militari ed il personale del WWF hanno provveduto a sottoporre a sequestro giudiziario anche la voliera, nella quale era rinchiuso il Gufo, poiché non a norma e ad avviare ulteriori accertamenti per la identificazione del proprietario del fondo, su cui insisteva la stessa.
Tale ennesima operazione, che ha consentito di denunciare all’ Autorità Giudiziaria il detentore del Gufo Reale (Bubo bubo) per il reato di maltrattamento animale, ai sensi dell’art.544 ter cp, si inserisce in una più vasta attività di controllo del territorio, finalizzata alla prevenzione e repressione dei reati ambientali ed al contrasto del bracconaggio.
Lo scrivente Coordinamento ricorda a chiunque volesse segnalare situazioni di degrado, inquinamento o detenzione di avifauna protetta che è possibile inviare segnalazioni alla seguente mail: salerno@wwf.it
I lavori in via De Marinis paralizzano la città
CAVA DE’ TIRRENI (SA). Mattinata infernale per la circolazione veicolare sulla statale 18 e sulle arterie parallele come via XXIV Maggio e di conseguenza in piazza San Francesco e per la metà di via De Marinis, fino all’inizio dei lavori di scavo, davanti all’ospedale Santa Maria Incoronata dell’Olmo. Zona interessata dai lavori di scavo e posa in opera della fibra ottica sul tratto del ponte altezza ospedale. In quel punto e dal lato opposto per chi proviene dalla Tengana, è stato installato un semaforo che disciplina il passaggio a senso alternato dei veicoli. Provvedimento che non basta, però, a far scorrere il transito veicolare. Automobilisti che dalle ore 9, sono rimasti imbottigliati nel traffico con conseguente inquinamento acustico e lunghe code sulle principali arterie cittadine. I lavori sono iniziati ieri (oggi 25) e termineranno giovedì. Intanto dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 17, sulle strade che conducono dove sono in corso le opere di scavo, per altri tre giorni, regnerà il caos. Ieri mattina, il traffico è iniziato dal ponte di via De Fabbri. Circa 20 minuti per arrivare alla stazione ferroviaria. Superata la rotatoria della stazione, ancora più caotica la situazione sulla carreggiata del nuovo trincerone, dove i due sensi di marcia a scendere erano colmi di auto in fila che hanno bloccato anche lo sbocco per la svolta a sinistra, in direzione villa Alba e, più avanti, in direzione via Caliri. Automobilisti che infastiditi dalla lunga attesa hanno adottato furbe condotte automobilistiche. Eludevano la fila di auto in coda sul lato destro della carreggiata, come se avessero dovuto svoltare a sinistra ed invece all’incrocio si immettevano, furbamente, sulla corsia di destra. Ed è a quel punto che si è alzato il livello di inquinamento acustico con molti automobilisti che oltre a spazientirsi per l’andamento del traffico, hanno dovuto fare i conti anche con gli automobilisti indisciplinati. A farne le spese anche i parenti di una coppia di sposi, unitisi in matrimonio al santuario francescano che, hanno dovuto sudare e non poco per uscirsene dal traffico, formatosi a San Francesco, sulla statale e sua via XXIV Maggio. Il caos si è protratto fino a circa l’una con gli automobilisti inferociti per non essere stati sufficientemente informati circa i disagi che avrebbero subìto e alla luce di altri tre giorni di operazioni di scavo, chiedono agli agenti di Polizia Locale di trovare qualche soluzione al problema. (a.f.)
CC e WWF: sequestrata azienda zootecnica
SALERNO. Prosegue senza sosta l’attività di prevenzione e repressione dei reati ambientali da parte dell’Arma dei Carabinieri attraverso una mirata serie di controlli che negli ultimi mesi hanno consentito di controllare e successivamente denunciare alla Autorità Giudiziaria i titolari di cinque aziende zootecniche presenti nei territori tra Altavilla Silentina e Serre.
Grazie a tale incessante attività svolta in stretta collaborazione con il personale del Nucleo Guardie Giurate del WWF Salerno, i militari del Comando Stazione Carabinieri di Borgo Carillia a seguito di mirati controlli svolti nel territorio di Serre, hanno accertato che una azienda zootecnica bufalina dedita all’allevamento di circa 60 capi bufalini per la produzione e commercializzazione di latte crudo, risultava esercitare tale attività in violazione a quanto previsto dalla normativa vigente in materia ambientale (D.L.gs 152/6) ma anche dal Decreto 7 aprile 2006 che detta le norme secondo le quali vanno gestiti i liquami zootecnici.
I militari infatti hanno accertato che l’azienda smaltiva illecitamente il letame realizzando un vero e proprio deposito incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi poiché abbandonato sul suolo ma, nel contempo, nonostante in possesso delle previste autorizzazioni ASL, risultava priva di vasche di stoccaggio, di platea per la maturazione del letame e di vasche a tenuta per raccogliere le acque ed i fanghi di lavaggio della sala mungitura che grazie alla fluoresceina, si accertava che venivano illecitamente smaltiti nei vicini terreni.
Nel prosieguo delle attività coordinate dal Comandante della Stazione di Borgo Carillia M.llo Cardiello Vincenzo, il personale accertava che tutte le strutture e manufatti che costituivano l’intero centro aziendale, per circa 700/800 metri quadri, erano state realizzate in assenza del necessario permesso a costruire. Oltre tale ulteriore illecito, i militari accertavano e denunciavano anche le precarie condizioni in cui venivano tenuti gli animali ed in particolare i bufali di pochi mesi, infatti essi erano costretti a vivere in gabbioni di ridotte dimensioni costringendoli a condizioni etologicamente incompatibili alla loro natura, per tale motivo il titolare dell’azienda ed il figlio venivano denunciati anche per il reato di maltrattamento animale.
Al termine dell’operazione i militari ed il personale WWF sottoponevano a sequestro giudiziario l’intera azienda e tutte le strutture presenti.
Tale ennesima operazione si inserisce in una più vasta attività di controllo del territorio finalizzata alla prevenzione e repressione dei reati ambientali ed in particolare alla tutela delle acque dall’inquinamento da nitrati che attraverso i fiumi ed i corsi d’acqua concorrono in modo drastico ad inquinare il mare.
Chiunque volesse segnalare situazioni di degrado o inquinamento è possibile inviare la notizia alla seguente mail: salerno@wwf.it (Alfonso De Bartolomeis)
Incubo ruspe in città e nuovi sequestri
CAVA DE’ TIRRENI (SA). Ritorna l’incubo ruspe in città. Lunedì è in previsione, salvo rinvii, l’abbattimento di una casa, costruita in zona definita a rischio idrogeologico, in località Passiano. Dopo il provvedimento coatto avvenuto a Breccelle ed un altro in programma ma, per il momento, bloccato per un’altra casa abusiva, in località San Cesareo, ad inizio mese il provvedimento è stato notificato ad una famiglia di Passiano. La data per l’abbattimento è prevista per lunedì 25 maggio. Un abbattimento che riapre le profonde ferite del fenomeno abusivismo che in maniera grave e meno grave, riguarda migliaia di famiglie cavesi. Il problema non è di facile soluzione e neanche la volontà dell’amministrazione comunale di voler acquisire a patrimonio comunale, le case di “necessità”costruite in maniera non conforme alle leggi, per darle in affitto agli stessi proprietari, sembra essere stato accettato per la risoluzione del problema. Ma sul filo del rasoio sembrano esserci decine e decine di case sulle quali incombe l’incubo delle ruspe. Intanto, continua il fenomeno del cemento “selvaggio” e nei giorni scorsi, il comando della Polizia Locale, del comandante Filippo Meluso, ha eseguito ben quattro sequestri di manufatti abusivi. Tre a Sant’Anna ed uno a Pregiato. I quattro corpi di fabbricato, sono stati realizzati senza essere in possesso della prevista autorizzazione, ovvero della scia o del permesso a costruire che viene rilasciato solo se dove si ha intenzioni di edificare, non ci sono vincoli paesaggistici o a causa del rischio idrogeologico. Ma altri sequestri di fabbricati, sono stati eseguiti, meno di dieci giorni fa, sempre a Sant’Anna. Il personale del Pronto Intervento e di Viabilità del comando Polizia Locale, coordinato personalmente dal comandante Meluso, sono intervenuti in località Sant’Anna dove si stavano realizzando lavori edili abusivi. I caschi bianchi, giunti sul posto, hanno constatato l’avvenuta realizzazione di opere in cemento armato, senza il prescritto titolo abilitativo. I sequestri di due manufatti abusivi, hanno visto impegnati, per due giorni consecutivi, gli agenti di Polizia Locale, del comando di via Ido Longo. I lavori, realizzati illegalmente, venivano svolti di sera, per eludere i controlli da parte della sezione edilizia. Gli interventi sono il risultato Nel quadro delle disposizioni emanate dal Comandante Filippo Meluso, dirette a combattere l’abusivismo edilizio, che tende ad ingannare i controlli, effettuando i lavori nelle ore serali, quando i caschi bianchi dell’edilizia non sono operativi, perché impegnati in diversi turni, si fa affidamento alle segnalazioni che giungono al comando per poi provvedere all’immediato sopralluogo. (a.f.)
Sospetti su un incendio a Sant’Anna, si indaga
CAVA DE’ TIRRENI (SA). Strano incendio, ieri mattina, su di un terreno della località Sant’Anna. Distrutti, una baracca di legno, un camper ed una utilitaria. Indaga la Polizia di Stato del vice questore aggiunto, Marzia Morricone. Una famiglia per bene ma le circostanze del rogo lasciano dei dubbi che dovranno dissipare gli agenti del commissariato e i vigili del fuoco giunti sul posto. Non sono stati trovati elementi che possano ricondurre al dolo ma i tre “corpi” andati distrutti, erano, sufficientemente, a distanza l’uno dall’altro. Forse a collegare i tre oggetti è potuto essere il vento che ha alimentato le fiamme fino ad avvolgere i due veicoli e la baracca in legno. La natura del rogo è ancora tutta da accertare. In zona c’è anche un maneggio di cavalli e, fortunatamente, le fiamme non si sono propagate oltre. Le lingue di fuoco, complice il vento hanno avvolto completamente l’auto, il camper e la baracca. Una coltre di fumo, ha invaso buona parte della zona, dove i residenti di strade vicine, hanno avvertito, fino alle prime ore del mattino, un odore acre di lamiere e plastica bruciata. L’episodio si è verificato verso l’una e trenta e sul posto, dopo la segnalazione, sono giunti i vigili del fuoco del distaccamento città di Salerno e i poliziotti del locale commissariato di Pubblica Sicurezza. Impegnative le operazioni di spegnimento che ha visto impegnati i vigili del fuoco fino a circa le 3. Gli uomini del commissariato, hanno sentito il proprietario per capire se lui e la sua famiglia avessero avuto problemi di vicinato o di altra natura con persone poco raccomandabili. La scientifica ha avviato gli accertamenti, documentati da foto. A quanto pare il proprietario dei beni distrutti dalle fiamme, possiede un’agenzia di assicurazioni e si occuperebbe anche di vendita di auto usate. Non si esclude che l’incendio possa non aver alcun collegamento con le occupazioni dell’uomo ma, fatto sta che, gli inquirenti stanno indagando a 360 gradi, per non lasciare nulla al caso. Non si esclude neanche che qualche materiale elettrico, depositato all’interno del camper o della baracca, possa essere andato in corto circuito al punto di mandare tutto in fumo. Solo l’8 maggio, un altro rogo, distrusse l’auto del parroco della chiesa di Santa Lucia, Don Beniamino D’Arco. Le fiamme danneggiarono anche la facciata dell’abitazione, dove il parroco risiede con sua madre. Dalle prime indagini anche con strumenti tecnologici, pare che l’incendio sia scaturito da un corto circuito. L’auto del sacerdote era parcheggiata nello spiazzo antistante la casa dove lui abita ed è un’area recintata e video sorvegliata. La vettura, una fiat punto, vecchio modello, è andata distrutta. Seri danni anche alla facciata dell’abitazione, agli infissi e al materiale depositato nel giardino. (a.f.)



